Novità fiscali del 13 novembre 2007. In evidenza: gestione separata INPS; fabbricati ex rurali; partecipazioni PEX; detrazione IRPEF 36%


1) Fiscalità internazionale: Ratifica la convenzione Italia-Armenia contro le doppie imposizioni


È stata ratificata la convenzione, fatta a Roma il 14.06.2002, tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Armenia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali.


(Legge n. 190 del 25/10/2007, pubblicata in G.U. n. 261 del 09.11.2007)


 


 


2) Operazioni straordinarie transfrontaliere: Regime fiscale comune esteso anche alle scissioni parziali


Il D.Lgs. n. 199/2007, pubblicato in G.U., contiene disposizioni in materia di imposizione diretta atte a modificare il D.P.R. n. 917/1986.


Ciò in attuazione della direttiva n. 2005/19/CE, modificativa della direttiva n. 90/434/CEE, relativa al regime fiscale comune da applicare alle fusioni, alle scissioni, ai conferimenti d’attivo e agli scambi di azione concernenti società di Stati membri diversi,


(D.Lgs. n. 199 del 06.11.2007, pubblicato in G.U. n. 261 del 09.11.2007)


 


 


 


3) Mercati regolamentati: Attuati gli obblighi di trasparenza


Si tratta delle informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in borsa.


È stato pubblicato in G.U. il Decreto Legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 30.10.2007, che attua alla direttiva n. 2004/109/CE sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, e che modifica la direttiva n. 2001/34/CE.


(D.Lgs. n. 195 del 06/11/2007, pubblicato in G.U. n. 261 del 09.11.2007)


 


 


4) Contributi artigiani e commercianti iscritti all’INPS nel 2007


L’INPS ha ultimato la spedizione relativa alla terza emissione 2007 dei contributi dovuti nel corrente esercizio da artigiani e commercianti che si sono iscritti nel corso del 2007.


Dal 1.1.2007 i soggetti titolari di partita IVA hanno l’obbligo di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente per via telematica.


Pertanto, ai commercianti e artigiani con partita IVA è stato spedito un prospetto di liquidazione contenente l’indicazione degli importi e delle causali dei versamenti e una lettera con le modalità di calcolo degli importi dovuti.


Ai soggetti senza partita IVA, invece, sono stati spediti anche i modelli F24 per i versamenti relativi ai quattro trimestri 2007, al saldo 2007 e agli acconti 2008.


Calendario pagamenti


Alla scadenza del 16.11.2007 dovranno essere versati i contributi relativi al 3° trimestre 2007 determinati sul minimale di reddito e la prima rata dei contributi sul minimale per i periodi pregressi.


Entro il 30.11.2007, invece, dovranno essere versati i contributi relativi al saldo 2006 e anni precedenti e all’acconto 2007, in riferimento alla quota di reddito eccedente il minimale.


Entro il 16.2.2008 sono dovuti i contributi sul minimale relativi al quarto trimestre 2007 e alla seconda rata per i periodi pregressi.


Infine, la terza e quarta rata dei contributi eventualmente dovuti per periodi pregressi dovranno essere pagate alle rispettive scadenze del 16.5.2008 e 16.8.2008.


(Nota INPS del 12.11.2007)


 


 


5) Gestione separata INPS: E’ aumentata l’aliquota di contribuzione


Dal 7.11.2007, l’aliquota di finanziamento del fondo per le prestazioni temporanee nella gestione separata, è aumentata di 0,22 punti percentuali.


Per effetto della maggiorazione, dovuta da tutti gli iscritti alla gestione già destinatari dell’aliquota dello 0,50%, l’aliquota complessiva è così passata dal 23,50% al 23,72%.


La nuova aliquota è dovuta a partire dai compensi corrisposti dal giorno 7 novembre e il versamento relativo allo 0,22% sui compensi corrisposti dal 7 novembre al 31 gennaio potrà essere effettuato entro il 16.02.2008, senza aggravio di somme aggiuntive a titolo di sanzioni civili.


(Nota INPS del 12.11.2007)


 


 


6) Fabbricati ex rurali: Iscrizione al catasto urbano entro il 30.11.2007


Entro fine mese occorre presentare la dichiarazione al catasto edilizio urbano dei fabbricati iscritti al catasto terreni che hanno perduto i requisiti della ruralità ai fini fiscali.


Il 30.11.2007 è, quindi, l’ultimo giorno utile per accatastare gli edifici ex rurali.


Il D.L. 262/2006 aveva fissato al 30.06.2007 (termine poi prorogato al 30.11.2007) l’ultimo appello per la denuncia dei fabbricati che non possono più essere considerati rurali.


A tal fine, illustriamo di seguito quali sono i requisiti che in atto garantiscono la ruralità.


Requisiti per la ruralità delle abitazioni


In particolare, questi sono i requisiti che devono essere rispettati affinché un fabbricato abitativo sia considerato rurale:


a) il fabbricato deve essere posseduto dal soggetto titolare, dall’affittuario del terreno cui l’immobile è asservito, dai familiari conviventi a carico, dai pensionati agricoli oppure ai coadiuvanti.


I soggetti che coltivano i terreni devono rivestire la qualifica di imprenditore agricolo iscritti nel registro delle imprese;


b) l’immobile deve essere utilizzato quale abitazione dai suddetti soggetti, oppure da dipendenti esercitanti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti nel rispetto della normativa in materia di collocamento ovvero dalle persone addette all’attività di alpeggio in zone di montagna;


c) il terreno cui il fabbricato è asservito deve avere superficie pari almeno a 10.000 metri quadrati (3.000 per la coltivazione in serra o la funghicoltura o altra coltura intensiva, ovvero il terreno è ubicato in comune montano);


d) il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore alla metà del suo reddito complessivo (un quarto per i comuni montani).


e) Non possono essere rurali i fabbricati di lusso e quelli di categoria catastale A/1 e A/8.


Requisiti per la ruralità dei fabbricati strumentali


Per essere riconosciuti strumentali all’attività agricola, i fabbricati devono essere censiti nella categoria speciale D/10 e utilizzati per attività di trasformazione, manipolazione, conservazione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, al ricovero degli animali e alla custodia di macchine, attrezzi e scorte occorrenti per la coltivazione.


La destinazione residenziale è compatibile con l’attività agrituristica, a patto che quest’ultima non prevalga sulle attività agricole.


Hanno carattere rurale pure le costruzioni strumentali all’attività agricola destinate alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti agricoli, alla custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione, nonché ai fabbricati destinati all’agriturismo.


Applicazione di sanzioni


In genere, nel caso in cui il fabbricato perda i requisiti di ruralità, occorre procedere alla regolarizzazione entro il termine del 31 gennaio dell’anno successivo se l’evento si è verificato entro l’11.3.2006, oppure entro 30 giorni dall’evento stesso se questo si è verificato dopo tale data.


Qualora il contribuente non provveda entro tale termine comporta l’applicazione di una sanzione variabile tra € 258,00 ed € 2.066,00.


Nel caso di specie, entro il 30.11.2007 è possibile regolarizzare la situazione dei fabbricati che hanno perso i requisiti di ruralità, anche se comunque la sanzione viene applicata lo stesso.


In sostanza, la regolarizzazione entro il 30.11.2007 rende immune da sanzione soltanto i contribuenti che hanno perso i requisiti di ruralità a seguito della modifica introdotta dal D.L. n. 262/06 secondo cui il possessore del terreno, o l’affittuario o chi lo conduce deve essere imprenditore agricolo iscritto al registro delle imprese.


Complessivamente viene consigliato a tutti di aderire poiché dal 1.12.2007 potrà provvedere direttamente l’Agenzia del Territorio con spese (cospicue) a carico del contribuente con l’applicazione di sanzioni, probabilmente, più elevate.


Fabbricati non dichiarati in catasto: pubblicato l’elenco dei Comuni


L’Agenzia del Territorio ha fornito l’elenco di altri 745 Comuni catastali nei quali sono stati individuati fabbricati presenti sul territorio, ma che non risultano dichiarati al catasto.


Un primo elenco di 169 Comuni è stato pubblicato nella G.U. del 10.08.2007.


Gli elenchi, per Comune, delle particelle iscritte al Catasto Terreni, sulle quali si è accertata la presenza di costruzioni o di ampliamenti di costruzioni non dichiarati, comprensivi della data di mancata presentazione della dichiarazione al catasto, sono consultabili presso ciascun Comune interessato, presso le sedi dei competenti Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet:


www.agenziaterritorio.it/servizi/cittadino/fabbricati_non_dichiarati.htm.


I soggetti titolari di diritti reali di godimento sugli stessi hanno 90 giorni dalla data di pubblicazione del comunicato per provvedere direttamente alla dichiarazione al Catasto Edilizio Urbano, evitando i maggiori oneri per le attività di surroga eseguite dall’Agenzia del Territorio ed i maggiori importi sanzionatori per ritardata presentazione rispetto a quelli connessi all’adempimento spontaneo.


Infine, per ulteriori approfondimenti, rinviamo alla lettura della Circolare dell’Agenzia del Territorio n. 7 del 15.6.2007. 


 


 


 


7) Partecipazioni PEX: ai fini della commercialità,  non basta la mera costituzione in forma di società di capitali


La società immobiliare, sul costruendo albergo, non ha diritto all’esenzione da tassazione per le plusvalenze (c.d. participation exemption). Ciò può avvenire solo quando tale struttura ricettiva entri in funzione (cioè a partire dalla effettiva destinazione dell’immobile all’uso turistico-ricettivo).


Una società immobiliare che deve cedere la partecipazione detenuta in altra società (Beta), al fine di trasformarsi in un albergo, ha chiesto di sapere se tale cessione possa beneficiare dell’esenzione parziale da tassazione dell’eventuale plusvalenza (c.d. participation exemption) ai sensi dell’art. 87 del TUIR, ed, in particolare, se nel caso di specie sussista – e da quando – in capo alla società partecipata il requisito della “commercialità” di cui alla lettera d) del comma 1 del medesimo art. 87.


Il parere dell’Agenzia delle Entrate


Secondo l’Agenzia delle Entrate, in definitiva, il principio di fondo cui ricondurre ogni ragionamento inerente la “commercialità” o meno della società partecipata é quello per cui oggetto di cessione deve essere un’effettiva attività di impresa consistente nello sfruttamento economico degli immobili e non nella mera utilizzazione passiva degli stessi (ritenendo tale anche la locazione), circostanza da valutarsi caso per caso, in base agli elementi caratterizzanti la specifica situazione di fatto.


Non basta, pertanto, ai fini della “commercialità”, la mera costituzione in forma di società di capitali.


Peraltro, nel caso di specie gli elementi di fatto e di diritto previsti dalla citata disposizione sono riscontrabili solo dal momento in cui l’immobile può essere considerato “immobile strumentale direttamente utilizzato” nell’attività d’impresa, ossia dal momento in cui – terminati i lavori di restauro – lo stesso viene effettivamente destinato all’attività alberghiera.


Solo attraverso il diretto utilizzo é, infatti, possibile escludere l’immobile dal novero di quelli che qualificano (qualora di valore prevalente rispetto al patrimonio totale e senza possibilità di prova contraria) la partecipata quale società “non commerciale”.


Né può essere considerato “direttamente utilizzato” nell’attività d’impresa l’immobile in fase di “adattamento” allo scopo cui sarà destinato.


L’impossibilità di superare la presunzione assoluta di legge riguardo alla natura dell’immobile (che, nel caso di specie, anteriormente al momento in cui lo stesso verrà effettivamente  destinato all’attività alberghiera non configura né un bene-merce, né un bene strumentale direttamente utilizzato) rende irrilevanti le conclusioni alle quali si può pervenire in ordine alla natura dell’attività (“commerciale” o meno) svolta dalla partecipata Beta.


Ne consegue che l’eventuale plusvalenza conseguita a seguito della cessione della partecipazione nella società può beneficiare del regime di parziale esenzione di cui al citato art. 87 solo se, all’atto della cessione e fin dall’inizio del terzo periodo d’imposta precedente la cessione stessa, la partecipata possiede il requisito della commercialità, il quale sarà, nel caso di specie, integrato solo a partire dalla effettiva destinazione dell’immobile all’uso turistico-ricettivo.


Infine, da ricordare che al fine della fruizione del regime della participation exemption devono, anche ricorrere i requisiti “soggettivi” previsti dall’art. 87, comma 1, del TUIR, tra cui l’iscrizione della partecipazione tra le immobilizzazioni finanziarie.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 323 del 09.11.2007)


 


 


8) Doppia tassazione per l’indennità pagata al dipendente camerale andato in pensione


Doppia modalità di tassazione per l’importo (indennità “una tantum” sostitutiva di pensione) pagato al dipendente della Camera di Commercio andato in pensione nel 2004. Per l’importo maturato dal 2001 si applica la nuova disciplina dettata dal Dlgs 47/2000: Le somme sono imponibili per il loro ammontare complessivo al netto dei soli contributi obbligatori dovuti per legge, a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore dipendente, con la stessa aliquota applicata al Tfr.


Per le quote precedenti, bisogna invece far riferimento al “vecchio” testo dell’art. 17 del Tuir, in base al quale è escluso dalla base imponibile l’importo dei contributi versati dal lavoratore che rientrano nel limite del 4%.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 324 del 09.11.2007)


 


 


9) Detrazione IRPEF del 36%: Non sempre è necessario allegare la dichiarazione di inizio attività


Per potere detrarre il 36% sulle spese sostenute per lavori di ristrutturazione, non occorre allegare la dichiarazione di inizio attività se l’intervento rientra tra quelli per i quali la normativa edilizia locale non prevede alcun titolo abilitativo.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, su interpello fatto per sapere se sia consentito sostituire la Dia con una autocertificazione nel caso di lavori (nel caso di specie, di manutenzione straordinaria, consistenti nella realizzazione di servizi igienico-sanitari e tecnologici) che la legge regionale non considera sottoposti all’obbligo di dichiarazione di inizio attività.


Alla comunicazione di inizio lavori da trasmettere preventivamente al Centro operativo di Pescara va allegata, tra l’altro, “copia della concessione, autorizzazione ovvero della comunicazione di inizio dei lavori, se previste dalla vigente legislazione in materia edilizia”.
E poiché la normativa locale non richiede titoli abilitativi per la realizzazione degli interventi, non si deve produrre alcuna certificazione.


Infine, riguardo l’eventualità di dovere fornire, in sede di controllo, prove sulla natura degli interventi realizzati, nel caso di specie, il contribuente può redigere una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore.


Nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà il contribuente può evidenziare la data di inizio dei lavori ed attestare la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolati dalla normativa fiscale, pur se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente (coincidente, nel caso di specie, con la legge regionale n. 1 del 28.2.2004).


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 325 del 12.11.2007)


   – A cura di Vincenzo D’Andò –


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