8 Novembre 2007



IL SOLE 24 ORE


 


Elenco clienti, entro il 15 il secondo turno


Entro giovedì prossimo, 15 novembre, i contribuenti minori dovranno trasmettere gli elenchi clienti e fornitori. Si tratta della seconda tornata di invii: il 15 ottobre, infatti, si è chiuso l’appello per altri contribuenti, con maggiore volume d’affari e maggiori ricavi. La doppia scadenza è stata prevista solo per quest’anno, per gli elenchi riferiti al 2006. Dal 2008 il termine di presentazione sarà per tutti il 29 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, senza differenziazioni sulla base del volume d’affari realizzato. Sempre dal 2008 non ci saranno più le esclusioni per i professionisti e per chi è in contabilità semplificata. Invece, resteranno ancora le agevolazioni introdotte con il provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 25 maggio 2007: indicazione della partita Iva anziché del codice fiscale; indicazione dei soggetti passivi d’imposta negli elenchi clienti; esclusioni delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 155,94 euro registrate cumulativamente; esclusione delle fatture emesse e ricevute per le quali non è prevista la registrazione ai fini Iva e fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi.


Renato Portale, Elenco clienti, secondo appello, in Il Sole 24 Ore, 8/11/07, pag. 27


 


Rapporti finanziari, nessun test a campione


Niente indagini a campione e nessuna interrogazione a caso: l’accesso all’archivio dei rapporti finanziari – che contiene più di mezzo miliardo di posizioni – è forse il più blindato per gli utenti, ovvero – almeno per il momento – uffici finanziari e Guardia di finanza. Solo all’interno di un procedimento mirato sul singolo contribuente, la richiesta all’archivio, debitamente autorizzata, può essere trasmessa. Dunque, mentre in alcuni archivi dell’anagrafe tributaria gli uffici possono fare vere e proprie navigazioni, per l’archivio dei conti, gli accessi sono disciplinati in modo più stringente. Per esempio a Sogei chiamano il ragno un applicativo che, a partire da un dato di un contribuente, può risalire a ricostruire l’intera situazione patrimoniale, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni, immobili posseduti. E questo non solo per i contribuenti, ma anche per i familiari. E ad attivare questa procedura basta anche un unico dato: per esempio la targa dell’autovettura.


Antonio Criscione, Rapporti finanziari sotto chiave, in Il Sole 24 Ore, 8/11/07, pag. 29


 


Cessione crediti, perdite da motivare


Dalla Commissione tributaria regionale del Piemonte arriva una sentenza in materia di perdite su crediti che rischia di diventare un leading case: si può infatti ipotizzare che l’orientamento sostenuto dall’Agenzia non resterà confinato inter partes, ma avrà portata generale.  Ne deriverebbero, però, conseguenze eversive nel determinare il reddito delle società che operano nel credito al consumo e, indirettamente, anche per la gestione delle società di factoring, i cui parametri economico-finanziari verrebbero alterati dalla mutata fiscalità del cedente. I giudici di Torino sostengono che, se una società operante nel credito al consumo cede pro soluto i crediti in sofferenza a una società di factoring, la perdita non è deducibile in modo automatico, ma solo se risulta da elementi certi e precisi. La legge, tuttavia, non chiarisce in cosa consistano questi elementi che condizionano la deducibilità.


Silvia Cipollina, Le perdite su crediti da motivare in dettaglio, in Il Sole 24 Ore, 8/11/07, pag. 29


 


ITALIA OGGI


 


Fatture inesistenti, prova in dubbio


L’indebita (secondo il fisco) detrazione di fatture fa scivolare la Cassazione nella sentenza n. 22555 del 26 ottobre 2007. Che pronunciando in camera di consiglio sull’onere probatorio decide in modo opposto a quanto la stessa Suprema corte aveva stabilito qualche mese fa (la sentenza n. 11799 del 21 agosto 2007). Sempre in camera di consiglio. Nella sentenza n. 22555 i giudici sostengono che spetta al contribuente la prova della legittimità della detrazione. Al contrario, nella sentenza n. 11799 mettono a carico dell’Agenzia delle entrate l’onere di provare l’inesistenza delle fatture. Sempre più frequentemente, infatti i giudici della Cassazione utilizzano la procedura di cui all’art. 375 c.p.c. per accelerare l’iter delle cause, anche per affrontare questioni in cui è difficile ravvisare la manifesta fondatezza o infondatezza del ricorso.


Antonella Gorret, Fatture inesistenti, giudici divisi, in Italia Oggi, 8/11/07, pag. 40


 


Maglie strette per le misure cautelari


Misure cautelari a maglie strette. L’ufficio se richiede la loro applicazione ha comunque l’obbligo di corroborare la propria istanza con ulteriori elementi non risultanti dall’avviso di accertamento, tesi a dimostrare da un lato il fumus boni iuris e dell’altro il periculum in mora. L’ufficio chiedeva al presidente della commissione tributaria provinciale della commissione tributaria provinciale di emettere, ai sensi dell’art. 22, comma 4, del dlgs n. 472/1997, decreto di iscrizione di ipoteca legale sulle unità immobiliari di proprietà della società accertata a seguito del processo verbale di constatazione, redatto dalla guardia di finanza, in occasione di una verifica fiscale. La società, peraltro, era rimasta coinvolta in procedimento penale per fatti di turbata libertà degli incanti.


Nicola Fasano, Sulle misure cautelari si stringono le maglie, in Italia Oggi, 8/11/07, pag. 41


 


IL SOLE 24 ORE


 


Neocomunitari, sì agli ammortizzatori


Anche ai lavoratori agricoli neocomunitari spettano le prestazioni a sostegno al reddito. Lo precisa l’Inps con il messaggio 26755 del 6 novembre 2007, rispondendo ai quesiti arrivati dalle sedi periferiche dell’Istituto di previdenza.  L’intervento dell’Inps segue le richieste di chiarimento in merito al riconoscimento o meno del diritto alle prestazioni di disoccupazione e ai trattamenti di famiglia in favore di lavoratori agricoli neocomunitari che sono stati identificati con il codice 039. A tal proposito, con il messaggio dell’Istituto di previdenza viene fatto presente che i lavoratori neocomunitari degli Stati che hanno aderito alla Comunità europea con la legge n. 380 del 24 dicembre 2003, e che nel periodo dal 1° maggio 2004 al 27 luglio 2006 sono rientrati nelle quote del numero massimo di possibili ingressi nel nostro Paese per motivi di lavoro, devono essere equiparati ai lavoratori comunitari.


Arturo Rossi, Ammortizzatori sociali anche ai neocomunitari, in Il Sole 24 Ore, 8/11/07, pag. 31


 


ITALIA OGGI


 


Congedi familiari, sì al riscatto


La possibilità di recuperare ai fini pensionistici l’aspettativa per gravi motivi di famiglia può riguardare anche i periodi antecedenti al 31 dicembre 1996, ma costa caro. E’ questo, in sintesi, ciò che prevede la Finanziaria 2007, la quale ha demandato a un decreto interministeriale l’indicazione delle tariffe da utilizzare per il riscatto. Tariffe pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre. Vediamo quali sono i gravi motivi. 1) Necessità familiari derivanti dal decesso di un componente della propria famiglia anagrafica, dei soggetti di cui all’articolo 433 del codice civile anche se non conviventi; nonché dei portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado, anche se non conviventi. 2) Situazioni che comportano un impegno del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza delle persone sopra indicate. 3) Situazioni di grave disagio personale, a esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo. 4) Situazioni, riferite ai soggetti di cui sopra a esclusione del richiedente, derivanti da specifiche e gravi patologie.


Gigi Leonardi, Congedi familiari, via al riscatto, in Italia Oggi, 8/11/07, pag. 45


 


 


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