6 Novembre 2007

IL SOLE 24 ORE   Iva auto, i dati sulle istanze per il forfait Alla fine la montagna ha partorito un topolino. I rimborsi Iva per le auto aziendali, presentati entro il 22 ottobre in via telematica alle Entrate, sono stati 229.685, per un totale di soli 834.662.044 milioni. Meno di un quindicesimo di quanto […]

IL SOLE 24 ORE


 


Iva auto, i dati sulle istanze per il forfait


Alla fine la montagna ha partorito un topolino. I rimborsi Iva per le auto aziendali, presentati entro il 22 ottobre in via telematica alle Entrate, sono stati 229.685, per un totale di soli 834.662.044 milioni. Meno di un quindicesimo di quanto il Governo, con la manovra per il 2007, aveva stanziato per coprire i rimborsi per Iva non detratta da imprese e professionisti sui costi di acquisto e gestione dei veicoli aziendali. Dalle cifre emerge come la Lombardia stacchi tutte le altre Regioni con circa 60mila istanze per un totale di oltre 300milioni di Iva chiesta a rimborso. Il odiosi completa con Emilia-Romagna e il Veneto. Ma la classifica si ribalta guardando l’importo medio dei rimborsi. Il Lazio passa dal quarto al primo posto con oltre 6mila euro di restituzioni medie richieste. All’appello mancano, però, le società maggiori o quantomeno con parchi auto significativi, che provvederanno alla domanda entro il 15 novembre 2008 in via analitica. Difficile quantificare le somme che potranno essere richieste ma difficilmente si arriverà a intaccare completamente i tre miliardi ipotizzati.


Marco Mobili, Iva auto, prime richieste poco oltre gli 800 milioni, in Il Sole 24 Ore, 6/11/07, pag. 27


 


Irap, ricalcalo a ostacoli


Anche quest’anno il problema del versamento degli acconti di novembre per imprese e professionisti si pone in termini di rideterminazione delle somme matematicamente suggerite dal software sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente. E’ opportuno ricordare che solo una parte dei contribuenti ha scommesso a giugno-luglio sui benefici effetti delle deduzioni Irap volte a contrastare il cuneo fiscale, in attesa del definitivo via libera da parte della Commissione Ue, giunto con il comunicato stampa del 12 settembre  scorso. Occorreva fare affidamento su uno strumento come un decreto a perdere, i cui effetti sono stati fatti salvi dalla legge 127/07 di conversione del successivo Dl 81/07. ciò comporta che l’effetto finanziario di possibile risparmio sulla seconda rata di acconto è in generale pressoché raddoppiato, dato che su di essa finisce per scaricarsi l’intero importo delle deduzioni. Tuttavia, inoltrarsi nei calcoli che portano a un minor versamento è tutt’altro che semplice.


Giorgio Gavelli, Ricalcalo a ostacoli per l’Irap, in Il Sole 24 Ore, 6/11/07, pag. 29


 


Interessi mutui non detraibili senza voltura


Non è riconosciuta la detrazione dall’Irpef degli interessi passivi dipendenti dalla stipula di un mutuo contratto per ultimare un’abitazione comprata al grezzo, se l’acquirente non ha richiesto al Comune la voltura a suo nome del permesso di costruire, rilasciato dal comune stesso all’impresa venditrice. Lo afferma l’agenzia delle Entrate nella risoluzione 310/E diffusa ieri. Secondo il Dm 30 luglio 1999, n. 311, la detrazione è ammessa a condizione che: 1) i lavori di costruzione abbiano inizio nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo da parte di colui che sarà il proprietario dell’unità immobiliare da costruire; 2) l’edificio sia adibito dal mutuarlo ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori. Secondo le Entrate, nel caso in esame, la certezza della data di inizio lavori è dunque fondamentale per poter verificare il rispetto della condizione temporale dei sei mesi. Pertanto, non essendo possibile verificare se sia stato soddisfatto o meno il requisito temporale sopra citato, l’agenzia ritiene che il contribuente non possa essere ammesso a fruire della detrazione.


Angelo Busani, Interessi non detraibili se manca la voltura, in Il Sole 24 Ore, 6/11/07, pag. 29


 





ITALIA OGGI


 


Iva esenti i corsi per gli autotrasportatori


Esenti da Iva i corsi di preparazione agli esami per l’ottenimento della capacità professionale degli autotrasportatori di cose per conto terzi, ma solo se effettuati da enti autorizzati e vigilati dal ministero dei trasporti. Questo è quanto emerge dal chiarimento dell’Agenzia delle entrate fornito con la risoluzione 5/11/2007 n. 308/E che ha confermato, essenzialmente, l’esenzione dall’applicazione dell’Iva per i corsi di formazione effettuati da istituti e scuole riconosciuti dalla pubblica amministrazione, nella fattispecie dal ministero dei trasporti. Il soggetto istante, un centro studi nella veste giuridica di associazione senza finalità di lucro costituito fra alcune imprese esercenti l’attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e di autoscuola aderenti a un’organizzazione di rappresentanza aveva formulato un quesito specifico alle Entrate per comprendere se l’attività di formazione finalizzata all’abilitazione della professione di autotrasportatore era riconducibile nell’ambito dell’esenzione del tributo, ai sensi del punto 20), dell’art. 10, del decreto Iva.


Fabrizio G. Poggiani, Autotrasporti, corsi senza Iva, in Italia Oggi, 6/11/07, pag. 39


 


Acconti del 30/11, tutti sul terzo binario


Acconti al 30 novembre 2007: tutti sul terzo binario. Oltre ai due classici metodi di determinazione dell’importo da versare a titolo di acconto, metodo storico e metodo previsionale, quest’anno saranno in molti che dovranno, gioco forza, scegliere la terza via, ossia procedere al ricalcalo dell’imposta che si sarebbe dovuta versare nel 2006 se fossero state in vigore disposizioni normative approvate nel 2007. Questo terzo metodo è, in realtà, una variante del metodo storico poiché, a differenza del previsionale, non espone al rischio di un’errata valutazione ma unicamente a quello di un’errata applicazione retroattiva delle norme con conseguente errore nella base di calcolo dell’acconto stesso. Anche lo scorso il legislatore introdusse questa particolare metodologia di ricalcalo degli acconti a seguito delle modifiche intervenute in tema di scorporo di valore delle aree, divieto di ammortamenti anticipati sulle auto ecc.


Duilio Liburdi, Acconti, tutti sul terzo binario, in Italia Oggi, 6/11/07, pag. 40


 


Interessi passivi, stagione di interpelli


Una nuova stagione di istanze di interpello disapplicativo: dopo le società di comodo , il filone del 2008 sarà, con tutta probabilità, quello degli interessi passivi. Con l’istanza in questione, infatti, l’obiettivo sarà quello di eliminare il vincolo al riporto quinquennale degli interessi passivi non dedotti per incapienza in uno specifico periodo di imposta. Inoltre, sempre in materia di interessi passivi, la manovra per il 2008, nella versione approvata dalla commissione bilancio stabilisce regole ad hoc nel caso in cui si possiedano immobili patrimoniali.


Duilio Liburdi, Interessi passivi derogabili, in Italia Oggi, 6/11/07, pag. 42


 


IL SOLE 24 ORE


 


La reperibilità non annulla il riposo


La prestazione resa dal lavoratore che durante la reperibilità è stato richiamato in servizio interrompe la fruizione del riposo giornaliero o settimanale. Questi decorrono di nuovo dalla cessazione della prestazione, senza possibilità di computare le ore di riposo eventualmente già fruite. E’ la risposta del ministero del Lavoro all’interpello 31/07, presentato dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e relativo alle modalità di fruizione dei riposi giornalieri o settimanali da parte di quei lavoratori che, addetti alla manutenzione degli impianti e dei macchinari, devono garantire la reperibilità, per espressa previsione del contratto collettivo. La risposta del ministero si basa sul principio fondamentale della disciplina dell’orario: la necessità di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. Affinché la tutela psicofisica sia reale, il lavoratore deve effettivamente fruire delle interruzioni dell’attività previste dalla legge.


N. Bianchi – B. Massara, Lavoro in reperibilità, scatta il recupero riposi, in Il Sole 24 Ore, 6/11/07, pag. 31


 


No alla Cigs per contratti di apprendistato


La cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) non può essere riconosciuta ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato. Lo ha ribadito ieri il ministero del Lavoro rispondendo a un interpello. La questione è strettamente legata al riconoscimento da parte dell’Inps del trattamento Cigs anche per i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, in ottemperanza alla sentenza del tar del Lazio n. 8138/05 con la quale veniva censurata la prassi contraria adottata fino ad allora dall’Istituto.


Virginio Villanova, Apprendisti senza Cassa straordinaria, in Il Sole 24 Ore, 6/11/07, pag. 31


 


Sanatoria debiti agricoli, bilancio positivo


Quasi 80mila richieste di adesione per un valore di 3.447 miliardi di euro. Queste le cifre che al 31 ottobre hanno chiuso positivamente la campagna di adesione al piano di ristrutturazione del debito previdenziale maturato con l’Inps da circa 600mila aziende agricole fino al 31 dicembre 2004. I dati sono stati diffusi da Ugc Banca, braccio operativo dell’operazione di cartolarizzazione  avviata a inizio anno da Inps e dalle banche Unicredit e Deutsche bank. I due istituti di credito hanno infatti acquistato dalla Scci il pacchetto dei crediti, e gli agricoltori supportati anche dalle associazioni di rappresentanza che hanno firmato un accordo di collaborazione con gli istituti bancari.


Debiti agricoli, le richieste superano i 3,4 miliardi, in Il Sole 24 Ore, 6/11/07, pag. 31


 


ITALIA OGGI


 


Mutui agevolati, Inpdap senza fondi


L’Inpdap non ha soldi a sufficienza per garantire a tutti le prestazioni creditizie, come finanziamenti e mutui agevolati. Una situazione critica che perdura già da qualche anno. Ma che ora si avverte con maggiore pericolosità per la sostenibilità finanziaria, a ragione della platea più ampia dei potenziali richiedenti le prestazioni dovuta alla recente azione di reclutamento di nuovi adepti, tra pensionati e pubblici dipendenti, che si è conclusa a fine ottobre. E’ quanto si apprende da un ordine del giorno (il n. 52) approvato il 25 ottobre dal Civ, il consiglio di indirizzo e vigilanza dell’istituto previdenziale.


Daniele Cirioli, Senza fondi la gestione crediti, in Italia Oggi, 6/11/07, pag. 44


 


 


– Riproduzione riservata –

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it