5 Novembre 2007

IL SOLE 24 ORE   Agenti, dubbi sulla territorialità L’Italia, non senza qualche problema operativo, prova ad allinearsi a Bruxelles sulla territorialità delle intermediazioni mobiliari. E’ la diretta conseguenza prodotta da una delle modifiche sostanziali individuate dall’articolo 412 della direttiva 112/06. L’articolo 44 del testo rifuso definisce come luogo di tassazione quello d’effettuazione dell’operazione  cui […]

IL SOLE 24 ORE


 


Agenti, dubbi sulla territorialità


L’Italia, non senza qualche problema operativo, prova ad allinearsi a Bruxelles sulla territorialità delle intermediazioni mobiliari. E’ la diretta conseguenza prodotta da una delle modifiche sostanziali individuate dall’articolo 412 della direttiva 112/06. L’articolo 44 del testo rifuso definisce come luogo di tassazione quello d’effettuazione dell’operazione  cui si riferisce l’intermediazione. A prescindere dal luogo di effettuazione, tuttavia, la prestazione è tassata nello Stato membro del committente soggetto passivo Iva. La collocazione e la struttura della norma, non espressamente prevista come in deroga alla regola generale, portano a ritenere che si tratti di disposizione a valenza generale. La norma è stata introdotta dalla Finanziaria 2007 nel Dpr 633/72 con l’aggiunta della lettera f-quinquies al comma 4 dell’articolo 7.


Giorgio Gavelli, Agenti, rebus prelievo sull’attività oltreconfine, in Il Sole 24 Ore, 5/11/07, pag. 34


 


Intermediazione, la regola si basa sul luogo


L’applicazione della disciplina comunitaria alle prestazioni di intermediazione su beni mobili implica la necessità di riferirsi agli specifici requisiti di territorialità previsti dall’articolo 40, commi 8 e 9. Il criterio di territorialità previsto da queste norma, riproduce, in sostanza, quello attualmente disciplinato dall’articolo 44 della direttiva 2006/112, il quale conferisce rilievo al luogo di effettuazione dell’operazione di riferimento e alla residenza del committente. In questa ottica, si rende quindi necessario verificare preliminarmente la natura dell’operazione di riferimento: se essa non è costituita da un’operazione effettuata all’interno del territorio comunitario la normativa da applicare sarebbe quella indicata dall’articolo 7 del Dpr 633/72. Diversamente, in presenza di un’operazione intracomunitaria, il riferimento sarebbe all’articolo 40, commi 8 e 9, del decreto 331 del 1993.


Riccardo Zavatta, Più soluzioni per operazioni domestiche, in Il Sole 24 Ore, 5/11/07, pag. 34


 


Iva ordinaria per i congressi


Con la Finanziaria 2008 anche le agenzie di viaggio e i tour operator potranno fatturare le prestazioni connesse a convegni e congressi con Iva ordinaria. Questa regola nasce per risolvere una distorsione competitiva che era stata creata dalla finanziaria 2007. Va detto subito, però, che la proposta formulata dal legislatore finanziario, così come si presenta nella formulazione esaminata dalla Commissione Bilancio del Senato, non sembra idonea a raggiungere lo scopo sia sul piano del contenuto (limitando l’opportunità alle sole prestazioni alberghiere e non anche alla somministrazione di bevande e alimenti) sia sul piano procedurale, in quanto subordina l’entrata in vigore della disposizione all’approvazione da parte delle autorità comunitarie di una specifica deroga. Ma anche l’emendamento apportato durante l’esame della norma in Commissione, desta alcune perplessità.


D. Pezzella – B. Santacroce – F. Vernassa, Congressi a Iva ordinaria, in Il Sole 24 Ore, 5/11/07, pag. 35


 


Gruppi, stretta sulle compensazioni


Non sarà più possibile utilizzare nella liquidazione dell’Iva di gruppo le posizioni debitorie o creditorie generate da imprese in periodi precedenti alla loro partecipazione al gruppo. L’articolo 3, comma 16 della Finanziaria 2008 prevede una modifica della disciplina dell’Iva di gruppo di cui all’ultimo comma dell’articolo 73 del Dpr n. 633/72 e del Dm 13 dicembre 1979. La procedura consente di compensare, nell’ambito del gruppo, i crediti e i debiti dell’Iva risultanti dalle liquidazioni periodiche e dal conguaglio di fine anno eseguiti dalle singole società che lo costituiscono. Le società che aderiscono all’Iva di gruppo perdono la disponibilità dei saldi determinati in sede di liquidazione periodica e annuale dell’imposta. Detti importi, trasferiti alla società controllante determineranno il saldo Iva a credito o a debito del gruppo. Il legislatore, modificando l’ultimo comma dell’articolo 73, si propone di evitare che detta procedura possa prestarsi peraltro a fenomeni estranei alla sua ordinaria fisiologia comportando così l’insorgere di uan sorta di commercio di base fiscali anche in ambito Iva.


D. Pezzella – B. Santacroce – F. Vernassa, Sulle eccedenze conta l’anno, in Il Sole 24 Ore, 5/11/07, pag. 35


 


ITALIA OGGI


 


Reati di falso, il tentativo è punibile


I reati di falso sono delitti e sono procedibili d’ufficio. Anche il tentativo è punibile. Si prevede la pena della reclusione sino a cinque anni per il falso nelle società ordinarie e fino a sei anni per il falso delle società quotate. L’ambito dei soggetti passivi è il medesimo della disciplina previgente. L’aggetto materiale è esteso ai bilanci, alle relazioni o alle altre comunicazioni sociali a prescindere dal fatto che siano o meno previste dalla legge. Le soglie di punibilità sono state eliminate. Queste sono alcune delle principali novità contenute nel disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri del 30 ottobre insieme al pacchetto sicurezza. Le norme, se approvate nella loro attuale versione dai due rami del parlamento, determinerebbero una sorta di rivoluzione copernicana con importanti conseguenze pratiche e applicative.


Fabrizio Losco, Falso in bilancio, si muove l’ufficio, in Italia Oggi, 5/11/07, pag. 4


 


Fino a quattro anni per l’errore consapevole


Sarà sufficiente la mera consapevolezza di occultare informazioni attinenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, al fine di conseguire un ingiusto profitto, per essere passibili del rischio di reclusione fino a quattro anni. La reclusione potrà arrivare fino a sei anni nei casi in cui i controlli riguardino società sottoposte a revisione obbligatoria. Tali pene potranno inoltre essere aumentate se, a seguito della condotta dei revisori, la società abbia subito grave nocumento. E’ questo il portato del nuovo articolo 2624 c.c. sui rischi penali dei revisori, così come configurato nel disegno di legge approvato lo scorso 30 ottobre dal consiglio dei ministri.


Luciano De Angelis, Errore consapevole e scatta la sanzione, in Italia Oggi, 5/11/07, pag. 5


 


IL SOLE 24 ORE


 


Incarico, sì alla revoca per il condannato


L’impresa può revocare l’incarico conferito a un professionista, senza pagare la parcella, se viene a conoscenza di una condanna  penale a suo carico. In questo caso, infatti, cade il rapporto di fiducia che deve sussistere anche nei rapporti di lavoro autonomo. Né può essere una giustificazione per il professionista il fatto che la condanna sia intervenuta per fatti estranei all’incarico pattuito o che la questione sia di dominio pubblico per essere stata trattata dai giornali. Ciò che rileva, infatti, ai fini della revoca, è la mancanza di affidabilità del professionista agli occhi del committente, tanto più quando si tratta di incarichi di un certo rilievo. Sono questi i principi indicati dalla Cassazione con la sentenza 22660/2007 che ha respinto le domande di un ingegnere nei confronti di una società.


Remo Bresciani, Niente parcella al professionista condannato, in Il Sole 24 Ore, 5/11/07, pag. 39


 


Senza contributi il lavoro autonomo a casa


Se le prestazioni svolte a domicilio hanno le caratteristiche del lavoro autonomo l’azienda che le ha commissionate non ha obblighi contributivi. La Cassazione, con la sentenza 21954/07 accoglie il ricorso di una società che contestava la legittimità delle somme richieste dall’Inps per l’omessa registrazione delle retribuzioni corrisposte a cinque lavoratori a domicilio: la ditta negava, infatti, il carattere subordinato del rapporto. A escludere il vincolo di subordinazione era, secondo l’imprenditore, la circostanza che ai lavoratori in questione era stata offerta la possibilità d accettare o rifiutare le commesse e contrattarne il prezzo. Circostanza che, in linea di principio, contrasta con il rapporto di subordinazione, ma entro certi limiti può essere compatibile.


Patrizia Maciocchi, Lavoro autonomo a casa senza contributi Inps, in Il Sole 24 Ore, 5/11/07, pag. 39


 


Lavoro notturno, riconoscimento del disagio


Ai fini del riconoscimento del diritto dei lavoratori subordinati al computo, nella base di calcolo della retribuzione per il periodo feriale, della maggiorazione per il lavoro notturno, non è sufficiente l’accertamento della normalità della prestazione notturna in turni periodici e dell’erogazione della relativa indennità, ma trattandosi di un compenso erogato in ragione delle particolari modalità della prestazione lavorativa e a compensazione dei relativi disagi e in quanto tale non assistito dalla garanzia dell’irriducibilità della retribuzione di cui all’articolo 2103 del Codice civile, occorre anche che la contrattazione collettiva faccia riferimento al concetto di retribuzione ordinaria. Questo il contenuto della sentenza n. 22301 del 24 ottobre 2007 della Cassazione.


Remo Bresciani, Lavoro notturno, pagato durante le ferie se è nel Ccnl, in Il Sole 24 Ore, 5/11/07, pag. 21


 


ITALIA OGGI


 


Gravidanza, stop alle collaborazioni


Divieto di lavoro alle collaboratrici in gravidanza. E’ l’ultima tutela, in ordine temporale, introdotta a favore dei lavoratori parasubordinati appartenenti alla zona a metà tra il lavoro subordinato  e metà quello autonomo. Con diritto, per l’intero periodo di astensione (eventualmente allungato con un provvedimento di interdizione anticipata), all’indennità di maternità e alla copertura figurativa piena (sia per il diritto che per la misura della pensione). La novità, prevista dalla legge n. 296/2007 (la Finanziaria 2007) è stata attuata dal decreto 12 luglio 2007, ma comporta un aumento delle aliquote contributive dello 0,22%.


Daniele Cirioli, Collaborazioni, stop in gravidanza, in Italia Oggi, 5/11/07, pag. 8


 


Parasubordinati divisi sulla malattia


La malattia divide in due la categoria dei parasubordinati. Vanno meglio i co.co. e assimilati (mini co.co.co e lavoratori a progetto)che hanno diritto a una duplice tutela per la malattia e per la degenza ospedaliera. Gli altri lavoratori paraubordinati (associati in partecipazione, professionisti, ecc.), invece, devono accontentarsi di una sola tutela, quella per degenza ospedaliera. La novità, in vigore dal 1° gennaio 2007, è arrivata dalla legge n. 296/2007, la Finanziaria 2007. Diversamente dalle altre tutele, la malattia spetta ai lavoratori a progetto e alle categorie assimilate iscritti alla gestione separata con versamento della quota aggiuntiva dello 0,50%. L’Inps, in merito, ha precisato che i soggetti destinatari siano, oltre ai collaboratori a progetto, anche i collaboratori coordinati e continuativi nonché i collaboratori occasionali, intendendosi per questi ultimi i soggetti titolari di rapporti con lo stesso committente di durata complessiva superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare ovvero di durata anche inferiore ma con diritto ad un compenso superiore a 5.000 euro.


Daniele Cirioli, Per i co.co.co l’indennità si divide, in Italia Oggi, 5/11/07, pag. 9


 


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