23 Novembre 2007


IL SOLE 24 ORE


 


Fino al 30 acconti senza sanzioni


Venerdì 30 novembre per oltre dieci milioni di contribuenti scade il termine per il versamento del secondo o unico acconto 2007 di Irpef, Ires e Irap in relazione ai redditi che saranno dichiarati nel modello Unico 2008. Sono tenuti al pagamento le persone fisiche, le società di persone e assimilate, le società di capitali, gli enti commerciali e gli altri soggetti Ires con esercizio solare. Confermate, anche per quest’anno, le regole di determinazione e versamento dell’acconto, ma per professionisti e imprese le novità della Finanziaria 2007 e del Dl 81/07 sulla deducibilità dei costi di auto e telefoni incidono sul ricalcalo. Inoltre, solo per l’acconto Irap è possibile rideterminare l’imposta dovuta tenendo conto della nuova deduzione per i dipendenti a tempo indeterminato.


Ilaria Callegari, Acconti, pace con Gerico, in Il Sole 24 Ore, 23/11/07, pag. 34


 


Acconti, al ricalcalo per auto e telefoni


Il calcolo dell’acconto delle imposte sui redditi può avvenire in base al metodo storico, secondo le imposte dovute per il 2006, o in base al revisionale, facendo riferimento al prelievo per il 2007. Il secondo metodo impone quindi conteggi e revisioni del risultato 2006, mentre il primo fornisce un dato determinato sul consolidato dell’anno precedente. Tuttavia, per gli acconti 2007, anche il metodo storico diventa più laborioso e implica la rideterminazione dell’imposta 2006 secondo le nuove regole per telefoni e autovetture.


Cristina Odorizzi, Per auto e telefoni spazio al ricalcolo, in Il Sole 24 Ore, 23/11/07, pag. 34


 


Rendite rettificate, pagamenti fai-da-te


Pagamenti fai-da-te per le dichiarazioni dei redditi dei terreni colpiti dalle maggiori rendite catastali attribuite dall’agenzia del Territorio. Entro il 30 novembre, infatti, gli agricoltori che hanno chiesto la revisione degli importi con istanza di autotutela e che non hanno ancora ricevuto risposta potranno pagare le imposte in base ai dati di reddito precedenti alla variazione decisa dall’Agenzia, oppure secondo redditi calcolati in via autonoma. Non solo. La possibilità è aperta anche a chi non ha ancora presentato l’istanza di autotutela: il Territorio tratterà, infatti, anche le domande che arriveranno fino al 31 dicembre. E’ la stessa agenzia ad annunciarlo, con una nota diffusa ieri. I chiarimenti arrivano a ridosso della scadenza per versare il saldo delle imposte relative al 2006 e l’acconto 2007. Il termine del saldo dell’imposta al 30 novembre vale per tutte le persone fisiche e società semplici i cui terreni hanno subito le variazioni colturali.


V.M., Pagamenti fai-da-te per le rendite rettificate, in Il Sole 24 Ore, 23/11/07, pag. 37


 


ITALIA OGGI


 


Al giudice tributario per il canone Rai


Il canone Rai è una prestazione tributaria: infatti sulle ganasce fiscali che scattano quando il cittadino non lo paga decide il giudice tributario e non quello di pace. Non basta. Chi è dall’altra parte dello schermo deve pagare quanto dovuto all’azienda di viale Mazzini a prescindere: in poche parole non è necessario che lo spettatore presti il consenso o che sottoscriva un contratto. E’ quanto hanno stabilito le Sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 24010 del 20 novembre 2007, hanno accolto il ricorso della televisione di Stato e rimesso agli atti alla Commissione tributaria di Treviso, luogo di residenza dell’utente. Non aveva pagato il canone perché diceva di non possedere una televisione. Il concessionario della riscossione dei tributi trevigiano gli aveva notificato una raccomandata con la quale si comunicava l’avvio della procedura di fermo amministrativo dell’auto.


Debora Alberici, Canone Rai al giudice tributario, in Italia Oggi, 23/11/07, pag. 44


 


Cuneo, chiarimenti dalle entrate


Importanti chiarimenti emergono dalla lettura della circolare 61/E delle Entrate concernente le deduzioni dalla base imponibile Irap e la riduzione del cuneo fiscale. Le nuove deduzioni spettano nella misura del 50% a decorrere dal mese di febbraio 2007 e in misura integrale a partire dal mese di luglio. I contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare fruiranno delle nuove agevolazioni  a decorrere dal 2007. I contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare fruiranno per la prima volta dei benefici in relazione al periodo d’imposta in corso al 1° febbraio 2007. La Finanziaria 2007 ha modificato, infatti, alcune disposizioni contenute nel Dlgs 15 dicembre 1997, n. 446, recante la disciplina dell’imposta regionale sulle attività produttive. In concreto si è proceduto innanzitutto a introdurre nell’articolo 11, del decreto Irap, nuove deduzioni volte a ridurre la base imponibile Irap in presenza di personale dipendente impiegato a tempo indeterminato.


Antonio Montemurro, Agevolazioni, due regimi, in Italia Oggi, 23/11/07, pag. 46


 


IL SOLE 24 ORE


 


Può costare caro il demansionamento


Il demansionamento può costare caro. A volte anche sul piano penale. Il tribunale di Palermo, con sentenza dello scorso 21 agosto, ha condannato per abuso di ufficio (con sospensione della pena per cinque anni e pagamento di una provvisionale alla parte civile di venticinquemila euro) ad un anno di reclusione, con interdizione per lo stesso periodo dai pubblici uffici, un direttore generale di un’azienda pubblica che aveva assegnato a un dirigente mansioni di livello inferiore alle precedenti. Il provvedimento configurato dalla sentenza alla stregua di un provvedimento disciplinare surrettizio, preso nell’ambito di una rotazione  di dipendenti il cui effettivo scopo era esclusivamente quello di revocare al dirigente l’incarico legittimamente ricoperto, avrebbe violato le norme sull’affidamento e la revoca degli incarichi dirigenziali, ed in particolare l’articolo 15 del decreto legge n. 502/92, l’articolo 56 del decreto legislativo n. 29/93 e gli articoli 28, comma 1 e 29, comma 5, del contratto nazionale.


Guido Pietrosanti, Demansionamento a rischio penale, in Il Sole 24 Ore, 23/11/07, pag. 39


 


ITALIA OGGI


 


Agricoltura, contributi più cari per il 2007


Più cari i contributi volontari per il 2007 nel settore agricolo. Per i lavoratori dipendenti, la quota contributiva di pensione passa al 26,90% (25,37% per i lavoratori autorizzati prima del 31 dicembre 1995). Per tutti gli altri lavoratori, invece, vale l’aumento generalizzato del 2% (la variazione Istat). Lo precisa, tra l’altro, l’Inps nella circolare n. 128/2007 in cui dà indicazioni per i versamenti e le tabelle con gli importi aggiornati dei contributi volontari agricoli. I lavoratori dipendenti versano i contributi volontari con differenti modalità, a seconda se sono stati autorizzati prima o dopo il 12 luglio 1997. Invece, per quanto concerne la misura del contributo da versare per il 2007, il riferimento è alla data del 31 dicembre 1995. Sia per quelli autorizzati entro tale data che per quelli autorizzati successivamente vale l’aumento dello 0,30% disposto dalla finanziaria 2007. I coltivatori diretti, coloni e mezzadri pagano i contributi volontari, secondo quattro classi di reddito medio giornaliero, stabilite ogni anno da un apposito decreto ministeriale. Le quattro classi di reddito, spiega l’Inps, sono state adeguate mediante l’applicazione della percentuale di variazione annua Istat del 2%.


Carla De Lellis, Caro-contributi per il 2007, in Italia Oggi, 23/11/07, pag. 43


 


Welfare, molte modifiche al disegno di legge


Addio allo staff leasing; per i lavori usuranti platea più ampia dei beneficiari con l’eliminazione del rinvio al dlgs n. 66/2003 per la definizione di lavoratore notturno; introduzione della sanzione a carico dei datori di lavoro da 500 a 2000 euro per l’omessa comunicazione dell’orario di lavoro in turni e notturno; tetto massimo di durata a 44 mesi (36 + 8) per il contratto a termine; bonus contributivo all’azienda che trasformi prima della scadenza il rapporto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato; introduzione dei rapporti di lavoro brevi nel turismo e nello spettacolo, con disciplina demandata alla contrattazione collettiva. Queste alcune delle novità con cui il ddl Welfare ha ottenuto il via libera dalla commissione lavoro alla camera, dopo la conclusione nella notte tra mercoledì e giovedì delle votazioni agli emendamenti. Da lunedì  il testo passa all’esame dell’aula, dove dovrebbe restare fino a giovedì 29 secondo il calendario parlamentare.


Daniele Cirioli, Contratti a termine a durata fissa, in Italia Oggi, 23/11/07, pag. 53


 


Aumenta il minimale Inps per il 2008


Dal mese di gennaio la retribuzione minima imponibile ai fini del versamento della contribuzione previdenziale sale a 1095 euro mensili. Il valore utile per il 2008 è frutto dell’aggiornamento Istat (stimato in un più 1,6%). Dal 1° gennaio 1989 il minimale giornaliero da assoggettare a contributi non può comunque essere inferiore al 9,5% del trattamento minimo di pensione del fondo lavoratori dipendenti. La misura della retribuzione minima giornaliera per l’anno 2008 viene pertanto fissata in 42,10 euro, pari al 9,5% di 443,12 euro, minimo di pensione di gennaio 2008. Lo stipendio minimo contributivo mensile passa quindi da 1.077,18 a 1.094,60 euro.


Gigi Leonardi, Minimale Inps più alto nel 2008, in Italia Oggi, 23/11/07, pag. 54


 


IL SOLE 24 ORE


 


Redazione dei bilanci intermedi anche per le Pmi e i professionisti


La redazione dei bilanci intermedi interessa, oltre alle società quotate, anche le Pmi ed i professionisti. Quando si opera con realtà di minore dimensione, la preparazione di tali bilanci può essere più semplice, ma non per questo è meno delicata. Gli obiettivi che le piccole imprese si prefiggono con i bilanci intermedi sono:


          il controllo di gestione;


          il confronto della congruità con gli studi di settore e con la normativa sulle società non operative;


          la verifica del reddito in vista dell’acconto d’imposta di novembre e la eventuale rideterminazione su base revisionale.


Gian Paolo Tosoni, Test sul bilancio per l’acconto, in Il Sole 24 Ore, 21/11/2007,  pag. 35.


 


Società non operative: contribuenti alla scelta fra storico e revisionale


Le situazioni in cui si potrebbe essere tentati di modificare il sistema di determinazione degli acconti sono molte, a seconda se il soggetto:


          sia risultato di comodo per il 2006 e pensi di non esserlo più nel 2007;


          sia risultato operativo nell’esercizio passato ed ora preveda di non soddisfare più i parametri.


Nel caso in cui il contribuente rispetti, anche per il 2007, la soglia minima di operatività, sarà possibile scegliere se applicare il metodo storico o quello previsionale sulla base dei calcoli di convenienza economica. Invece, la scelta si complica nell’ipotesi in cui, effettuando la prova del test di operatività, ci si renda conto che potrebbero esservi problemi per raggiungere, nel 2007, i ricavi minimi.


Giorgio Gavelli e Riccardo Giorgetti, Le Società non operative al bivio, in Il Sole 24 Ore, 21/11/2007,  pag. 35.


 


ITALIA OGGI


 


Rito ambrosiano per la rendicontazione dei curatori fallimentari


Il Ministero della giustizia, con nota 3 ottobre 2007, prot. 6561, ha condiviso le istruzioni elaborate dal Presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Milano, che hanno obiettivo quello di evitare ritardi nella chiusura dei fallimenti, determinati dall’obbligo di attendere il rendiconto del concessionario. Tali direttive sono raggruppate in tre parti e si indirizzano rispettivamente:


          ai curatori fallimentari;


          alla banca;


          al concessionario della riscossione.


Antonio Ciccia, Fallimenti, rendiconti sprint, in Italia Oggi, 22/11/2007,  pag. 41.


 


Ampi poteri agli uffici delle imposte in sede di accertamento


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23859 del 19 novembre 2007, ha stabilito che gli uffici delle imposte in sede di accertamento possono limitarsi a recuperare i costi mai sostenuti dalla società senza essere costretti ad abbattere i maggiori ricavi falsamente dichiarati. Con tale sentenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del fisco e bocciato la decisione della Commissione tributaria regionale della Campania. Quest’ultima, in passato, aveva parzialmente accolto il ricorso della società contribuente, motivando che: “se andavano diminuiti i costi di esercizio relativo agli acquisti inesistenti andava fatta la stessa operazione con i falsi ricavi”.


Debora Alberici, Recuperabile solo i costi fittizi, in Italia Oggi, 22/11/2007,  pag. 45.


 


 


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