22 Novembre 2007

IL SOLE 24 ORE


 


Irpef, addizionale comunale con nuove regole


Detrazione fiscale per gli incapienti e nuove regole per l’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef. Sono le principali novità contenute nella legge di conversione del decreto legge 159/2007, approvata dalla Camera e in corso di esame al senato, con le quali i sostituti d’imposta dovranno fare i conti già in sede di conguaglio di fine anno 2007. Le regole precedenti prevedevano che l’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef fosse calcolato sulla base dell’aliquota deliberata e pubblicata dal comune sul sito delle Finanze entro il 15 febbraio di ciascun anno. In mancanza di pubblicazione, i sostituti avrebbero dovuto applicare l’aliquota vigente nell’anno precedente. Considerata l’anticipazione della consegna del Cud al 28 febbraio, per il calcolo dell’acconto 2008 la delibera comunale si applica da subito solo se pubblicata entro il 31 dicembre 2007. Altrimenti si continuano ad utilizzare quelle vigenti nel 2007, inclusa l’esenzione eventualmente adottata. Considerato che, secondo la circolare n. 23/E del 2007, i sostituti d’imposta devono riconoscere d’ufficio le esenzioni, in assenza della pubblicazione della nuova delibera, bisognerà continuare ad applicare anche le esenzioni 2007, ovviamente in caso di reddito complessivo inferiore alla soglia indicata dal comune.


Luigi Lovecchio, Conguagli a fil di manovra, in Il Sole 24 Ore, 22/11/07, pag. 29


 


Detrazioni al netto della prima casa


Per il calcolo delle detrazioni per carichi di famiglia e per lavoro dipendente, si assume il reddito complessivo, al netto del reddito dell’abitazione principale e delle sue pertinenze. La modifica, che dovrebbe avere efficacia già a partire dal 2007, è contenuta nel disegno di legge finanziaria 2008, in discussione alla Camera. Nella normativa attuale le detrazioni sono determinate con riferimento alla somma di tutti i redditi posseduti, incluso quello dell’abitazione principale, che costituisce un onere deducibile dal reddito. Ciò potrebbe comportare, per i dipendenti che possiedono solo il reddito di lavoro e la casa e che non abbiano comunicato la rendita catastale dell’abitazione al sostituto, l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, al fine di restituire le detrazioni non spettanti. Molto opportunamente il disegno di legge modifica retroattivamente tale disposizione, obbligando eprò i sostituti ad effettuare le correzioni già in sede di conguaglio di fine anno 2007.


Luigi Lovecchio, Detrazioni senza prima casa, in Il Sole 24 Ore, 22/11/07, pag. 29


 


Taglio cuneo fuori dagli aiuti di Stato


La deduzione annua di 10mila euro per ogni lavoratore impiegato a tempo indeterminato nel periodo d’imposta e quella alternativa per i corsi del personale addetto a ricerca e sviluppo costituiscono incentivi che non dovrebbero essere qualificati aiuti di Stato. La questione sta creando difficoltà tra gli operatori, per la diversa interpretazione data dalle Entrate nella circolare 61 dell’11 novembre, che qualifica come aiuto di Stato la deduzione maggiorata dei 10mila euro. Il che ha importanti conseguenze pratiche, essendoci l’obbligo di presentare una dichiarazione sostitutiva per fruire di incentivi costituenti aiuti di Stato. La Commissione europea ha dettato i criteri per qualificare un’agevolazione come aiuto di Stato e la deduzione maggiorata di 10mila euro per ogni dipendente, in quanto soggetta alle norme comunitarie in materia di aiuti de minimis non dovrebbe costituire aiuto di Stato; di conseguenza, non dovrebbe neppure sussistere l’obbligo di presentare la dichiarazione sostitutiva, di cui al comma 1223 dell’unico articolo della legge 296/06.


A. Sacrestano – B. Santacroce, Il maxi-taglio del cuneo fuori dagli aiuti di Stato, in Il Sole 24 Ore, 22/11/07, pag. 33


 


Iva auto straniere, versamento anticipato


Per contrastare le frodi Iva nel settore del commercio di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, provenienti dalla Comunità europea, dal 3 dicembre sarà necessario presentare al momento dell’immatricolazione una copia del modello “F24 Iva immatricolazione auto Ue“ per provare il pagamento dell’Iva relativa alla prima cessione interna. Per assicurare collegamento univoco tra l’Iva versata e la relativa operazione di vendita. Lo ha precisato ieri una risposta del Governo a un’interrogazione presentata da Maurizio Leo alla commissione Finanze della Camera. L’imposta non può essere compensata, va versata entro i termini ordinari previsti per la liquidazione periodica del tributo e comunque entro il nono giorno lavorativo antecedente alla richiesta di immatricolazione del veicolo. Nel modello di pagamento vanno indicati per ciascun mezzo di trasporto il tipo di veicolo, il numero di telaio e l’Iva che si versa.


Luca De Stefani, L’auto straniera vuole i versamenti con anticipo, in Il Sole 24 Ore, 22/11/07, pag. 33


 


ITALIA OGGI


 


Crediti Iva, nuove regole per i rimborsi


Le regole per chiedere i rimborsi dei crediti Iva dovranno guidare anche le compensazioni. Restringendo la platea dei beneficiari e mettendo l’Agenzia delle entrate nelle condizioni di avere una dichiarazione da parte del contribuente per accertare l’effettivo diritto alla compensazione richiesta. Non solo. Sarà consentito al contribuente di riportare a nuovo (ossia l’anno successivo) il credito dell’imposta sul valore aggiunto vantata per un massimo di due anni. Sono queste le ipotesi allo studio dei tecnici del gabinetto del viceministro dell’economia, Vincenzo Visco, contro le compensazioni illegittime dei crediti Iva che sottraggono ogni anno all’erario circa 340milioni di euro. Si tratta di una soluzione alternativa a quella messa a punto nella manovra finanziaria per il 2007.


Antonella Gorret, Stretta sulle compensazioni Iva, in Italia Oggi, 22/11/07, pag. 43


 


Sanzioni per ravvedimento con l’F24


Via libera al versamento con il modello F24 delle sanzioni per il ravvedimento relativo alle omesse o tardive trasmissioni delle dichiarazioni fiscali e per quello inerente al rilascio del visto, o dell’asseverazione, infedele. Lo prevede l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione ministeriale n. 338/E del 21 novembre 2007. I suddetti codici sono operativamente efficaci a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione della risoluzione sul sito dell’Agenzia. Restano tuttavia ancora da chiarire i termini entro i quali possono essere ravveduti gli invii tardivi dei modelli 730 e, inoltre, non è ancora stata istituita, e disciplinata, l’apposita comunicazione, anticipata dalla circolare n. 52/E del 27 settembre  2007, che dovrà essere inviata telematicamente, da colui che ha rilasciato il visto o l’asseverazione infedele, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.


Maurizio Bonazzi, Dichiarazioni con ravvedimento, in Italia Oggi, 22/11/07, pag. 44


 


Iva accertata, limiti alla detrazione


L’Iva versata all’ufficio in seguito dell’accertamento per indebito utilizzo del plafond non può essere detratta se è decorso il termine biennale di decadenza stabilito dall’art. 19, comma 1, del dpr 633/72. E’ quanto ha chiarito il sottosegretario all’economia, Alfiero Grandi, rispondendo ieri in commissione finanze della camera all’interrogazione di Elias Vacca che aveva prospettato il caso di un’azienda alla quale, nel corso del 2006, è stato notificato un accertamento relativo al periodo d’imposta 2001, con richiesta di pagamento dell’Iva non corrisposta  ai fornitori per effetto dell’utilizzazione, in difetto dei presupposti di legge, dell’agevolazione riservata agli esportatori abituali. Riportando il parere dell’Agenzia delle entrate, nella risposta viene evidenziato che, ai sensi dell’art. 2 del dl n. 746/83, qualora l’acquirente abbia rilasciato ai propri fornitori la cosiddetta lettera d’intento, diretta a ottenere la fatturazione senza addebito dell’Iva egli assume la piena ed esclusiva responsabilità dell’omesso pagamento dell’imposta.


Franco Ricca, Iva accertata, detrazione a tempo, in Italia Oggi, 22/11/07, pag. 45


 


IL SOLE 24 ORE


 


Inps, prestazioni indebite ridotte


L’Inps ha ridotto le prestazioni indebite dalle 800mila della prima operazione Red (per gli anni precedenti il 2001) a poco meno di 100mila. Passando da 1.500 miliardi di lire di crediti a circa 100milioni di euro. Con una riduzione di oltre il 30% delle spese amministrative per l’accertamento, pari a circa 30milioni di euro. E’ quanto sottolinea Mauro Nori, direttore centrale prestazioni dell’Istituto di previdenza. Per ridurle, ha affermato il direttore, molto è stato fatto con il nuovo Red, lanciato tre anni fa, grazie al quale sono state unificate le dichiarazioni. E’ stato migliorato l’accertamento e affinate le tecniche di determinazione del reddito presunto. L’accertamento dei redditi è un’operazione molto complessa che coinvolge ogni anno oltre 8milioni di pensionati e riguardano redditi diversi rispetti a quelli dichiarati al Fisco.


Enrico Marro, Indebiti, soluzione con un Ddl, in Il Sole 24 Ore, 22/11/07, pag. 38


 


ITALIA OGGI


 


Allargata la platea dei lavori usuranti


Delega più ampia sui lavori usuranti. L’individuazione dei lavoratori notturni che potranno accedere al pensionamento anticipato non terrà più conto del limite di 80 notti all’anno fissato dal decreto legislativo n. 66 del 2003. Così che la commissione tecnica tra governo e parti sociali, già al lavoro per definire la platea dei possibili beneficiari degli sconti contributivi, potrà farvi rientrare anche chi di turni di notte ne fa meno come per esempio i tessili. Stop anche allo scalone pensionistico e quindi dal 1° gennaio 2008 e fino al giugno del 2009 per ottenere la pensione di anzianità, oltre ai 35 anni di contributi, basteranno 58 anni di età, e non 60 come previsto dalla riforma Maroni. La commissione lavoro della camera ha ripreso ieri il voto sul disegno di legge che recepisce il protocollo sul welfare, licenziando gli articoli 9 e 1.


Anna Linda Giglio, Lavori usuranti, platea più ampia, in Italia Oggi, 22/11/07, pag. 57


 


Il servizio militare non conserva il lavoro


Facoltativa (per il datore di lavoro) la conservazione del posto di lavoro al dipendente che decida di prestare il servizio militare o civile. Anche quando sia stato assunto con contratto di inserimento. In quest’ultima ipotesi, tuttavia, ove il posto venga conservato, nella durata massima del rapporto non si terrà conto del periodo di assenza a tale titolo. Se, invece, il contratto viene risolto, lo steso non sarà conteggiato nella percentuale di stabilizzazione, imposta come prerequisito per la legittimità ad assumere con questo contratto agevolato. Lo precisa il ministero del Lavoro nell’interpello n. 34/2007 rispondendo alla richiesta di chiarimenti sulla sussistenza dell’obbligo di sospensione del contratto d’inserimento in caso di servizio militare o civile.


Daniele Cirioli, Il servizio militare o civile non salva l’inserimento, in Italia Oggi, 22/11/07, pag. 57


 


 


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