12 Novembre 2007

IL SOLE 24 ORE   Visco Sud, brusca frenata Brusca frenata per la Visco Sud. Il credito di imposta per gli investimenti nelle aree più deboli è adesso sotto la lente della Commissione europea che ne chiede ulteriori spiegazioni. Queste alcune delle osservazioni fatte dalla Ue. Deve essere chiarito dettagliatamente se il meccanismo di utilizzo […]

IL SOLE 24 ORE


 


Visco Sud, brusca frenata


Brusca frenata per la Visco Sud. Il credito di imposta per gli investimenti nelle aree più deboli è adesso sotto la lente della Commissione europea che ne chiede ulteriori spiegazioni. Queste alcune delle osservazioni fatte dalla Ue. Deve essere chiarito dettagliatamente se il meccanismo di utilizzo dell’auto è automatico, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi, o se prima dell’inizio del progetto di investimenti, si debba richiedere su istanza il diritto al credito. Nel caso in cui il progetto presenti costi superiori a 50milioni dovrà essere specificato se il contribuente beneficiario dell’agevolazione sia tenuto a presentare una domanda di aiuto prima dell’avvio dell’investimento. Il credito d’imposta per un investimento iniziale non potrà essere combinato con aiuti a investimenti calcolati sulla base dei costi salariali per lo stesso progetto di investimento. Si chiede all’Italia di scongiurare possibili duplicazioni di aiuto. L’amministrazione finanziaria deve esplicitare quali meccanismi saranno predisposti per garantire la non cumulabilità dei benefici e in particolare che il beneficiario non possa ricevere agevolazioni in forma di garanzie con Confidi o aiuti a finalità regionale.


Marco Mobili, Visco Sud, nuovo stop Ue, in Il Sole 24 Ore, 12/11/07, pag. 33


 


Azienda ceduta, bonus alla cessionaria


Nei casi di cessione d’azienda da parte di un soggetto che ha effettuato un investimento agevolato con la Visco Sud (articolo 8 della legge 388/00), il credito d’imposta maturato in favore del cedente può essere utilizzato dalla società cessionaria. Lo ha stabilito la Commissione tributaria regionale Puglia (sentenza n. 69/01/07), precisando che il carattere soggettivo dell’agevolazione non è risolutivo ai fini della revoca del credito d’imposta quando l’azienda sia stata ceduta o conferita, ferma restando la condizione che il bene oggetto dell’investimento continui a essere destinato alla struttura produttiva originaria.


Domenico Carnimeo, Il bonus segue l’azienda ceduta, in Il Sole 24 Ore, 12/11/07, pag. 33


 


Accertamenti Iva, sì all’azione induttiva


L’Ufficio Iva che accerti induttivamente il reddito di un contribuente non deve obbligatoriamente acquisire i dati dalla dichiarazione presentata ai fini delle imposte dirette, ovvero quelli valutati dall’Ufficio competente per tali imposte. Tuttavia, se esso intende disattendere queste risultanze occorre che fornisca le ragioni dello scostamento. E’ questo il principio sancito dalla Cassazione con la sentenza n. 22118 del 22 ottobre 2007, nella quale è stato affrontato il tema dell’accertamento induttivo in materia di imposta sul valore aggiunto.


Maria Grazia Strazzulla, Accertamenti Iva validi se ricavati da imposte dirette, in Il Sole 24 Ore, 12/11/07, pag. 39


 


Presupposto errato, annullamento in autotutela


L’ingiunzione di pagamento, per un avviso di accertamento fondato su un presupposto impositivo errato va annullato in autotutela. E questo anche se l’accertamento è definitivo per mancata impugnazione. Queste le conclusioni della Ctp Pisa con la sentenza n. 139/07. Il ricorrente raggiunto dall’ingiunzione con la quale si richiedeva il pagamento dell’ici 2001, adiva i giudici tributari affermando e documentando come il tributo richiesto fosse relativo a beni che, per il periodo di riferimento, non erano più di sua proprietà in quanto precedentemente alienati, ammettendo di non aver ottemperato agli obblighi di dichiarazione del Dlgs 504/92. L’ente eccepiva l’inammissibilità del gravame per mancanza di denuncia di vizi propri dell’atto impugnato e lamentava la mancata richiesta di autotutela da parte del ricorrente.


Enzo Sollini, L’autotutela scatta d’ufficio, in Il Sole 24 Ore, 12/11/07, pag. 39


 


ITALIA OGGI


 


Anagrafe conti con risposte sprint


L’anagrafe dei conti svela 510milioni di rapporti finanziari. Non sarà necessaria alcuna autorizzazione ad hoc per l’accesso alle evidenze bancarie in anagrafe tributaria. L’introduzione di un collegamento telematico diretto tra la procedura delle indagini finanziarie e il data base dei conti renderà inutile o addirittura superfluo il ricorso alla prevista autorizzazione per l’accesso ai dati. In questo senso, la mera autorizzazione all’esercizio delle indagini finanziarie consentirà anche l’accesso all’anagrafe dei conti trattandosi proprio quest’ultima di un mero ausilio alla prima. Si tratta dell’ultimo tassello che permette l’accelerazione e il potenziamento del sistema basato sull’accertamento bancario e che ha trovato compiuta applicazione solo a partire dal 29 ottobre 2007 con il varo definitivo del sistema. La riduzione dei termini minimi e massimi per le risposte ha cagionato il dimezzamento a 30 giorni del termine minimo di 60 per la risposta fornita dagli operatori finanziari e della contrazione a 20 giorni del termine massimo di 30 per la relativa proroga.


Sergio Mazzei, Con la telematica risposte sprint, in Italia Oggi, 12/11/07, pag. 11


 


Leasing, modifiche a tutto campo


Modifiche in corso con il rischio accertamenti. Ormai da qualche tempo non sono giorni tranquilli per il trattamento fiscale del leasing. Sia sul lato delle imposte dirette che di quelle indirette negli ultimi tempi il regime tributario di tale contratto ha subito non poche modifiche. Imposte dirette. Prevista una durata minima del contratto immobiliare dagli 8 ai 15 anni. La Finanziaria potrebbe allungare tale periodo: da 11 a 18. Lavoratori autonomi. Possono dedurre  canoni di leasing immobiliari. Nel primo triennio la deducibilità è limitata ad un terzo. E’ concessa la deducibilità al 50% dei canoni leasing per immobili promiscui. Imposte indirette. Il leasing è parificato alla locazione semplice. Si applica l’imposta di registro sui canoni. Le ipotecarie e catastali sull’acquisto da parte della società di leasing e sul riscatto si applicano ridotte al 50%. Accertamento. Il leasing è nel mirino con riguardo alla possibile applicazione del redditometro.


Norberto Villa, Leasing, metamorfosi ai raggi X, in Italia Oggi, 12/11/07, pag. 16


 


IL SOLE 24 ORE


 


Lotta al nero, competenza decentrata


Anche la lotta al sommerso, dopo la materia della sicurezza, va verso la regionalizzazione degli interventi. E’ questo il segnale lanciato, tra l’altro, dalla legge regionale del Lazio n. 16 del 18 settembre scorso. Ma è anche l’effetto del nuovo orientamento avallato dal lavoro che pare dirottare proprio verso le Regioni la competenza sostanziale sulle comunicazioni di assunzione, oggi il più importante degli adempimenti nella lotta al lavoro irregolare. Così, mentre per il sistema normativo si prospetta una prova di resistenza dall’esito incerto, per professionisti e operatori si prepara un ulteriore tour de force per ricostruire il mosaico di già diversificate discipline nazionali. Come nel caso dell’apprendistato.


Mauro Parisi, Stato e Regioni si contendono la lotta al nero, in Il Sole 24 Ore, 12/11/07, pag. 35


 


Stesso illecito, sanzione differenziata


Si fa sempre più improntante il ruolo delle Regioni nelle politiche di contrasto al lavoro irregolare. Oggi anche con il ricorso a strumenti di tradizionale appannaggio dello Stato, quali i percorsi di sanatoria e le regolarizzazioni di lavoratori in nero. Dopo la legge 28/2006 della regione Puglia, il caso recente è quello della regione Lazio che, con la legge 16/2007 ha stabilito un meccanismo e delle procedure che rammentano la sanatoria prevista dalla finanziaria 2007, scaduta il 30 settembre. In pratica, ciò che non sarà più possibile sul resto del territorio nazionale, verrà ammesso nel Lazio, addirittura con contributi fino a 10mila euro per lavoratore emerso. Contributi che scendono a una somma di 5mila euro nel caso in cui l’emersione sia imposta da provvedimenti amministrativi o giurisdizionali. L’esempio laziale potrebbe essere seguito da altre Regioni, venendo a creare sul territorio un regime sanzionatorio differenziato a fronte della commissione dei medesimi fatti illeciti.


Mauro Parisi, Sanzioni differenziate per gli stessi illeciti, in Il Sole 24 Ore, 12/11/07, pag. 35


 


Formazione, DM/10 all’Inps entro novembre


Entro fine novembre i datori di lavoro che vogliono aderire ai Fondi interprofessionali per la formazione continua devono comunicarlo all’Inps indicando in uno dei righi in bianco dei quadri “B-C” del modello DM 10/2 relativo a ottobre 2007 l’apposito codice di adesione. A seguito della scelta espressa, il contributo integrativo dello 0,30% – di norma versato dai datori di lavoro con la contribuzione a copertura della disoccupazione volontaria – sarà destinato dall’Inps al finanziamento del Fondo indicato. Entro la stessa data potrà altresì essere revocata l’adesione espressa l’anno scorso indicando il codice “Revo” preceduto dalla dicitura “revoca adesione”, fermo restando che gli effetti finanziari e contributivi dell’adesione e dell’eventuale revoca si manifesteranno a decorrere dal mese di gennaio 2008. Sia l’adesione sia la revoca possono essere espressi in qualsiasi mese dell’anno.


Alfredo Casotti, Imprese a scuola, via alle adesioni, in Il Sole 24 Ore, 12/11/07, pag. 37


 


ITALIA OGGI


 


Inserimenti rosa, sconti contributivi del 25%


Le assunzioni in rosa con contratto di inserimento effettuate nel 2007 con diritto alle agevolazioni contributive superiori al 25% sono quelle di donne residenti nelle regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Lo ha stabilito il ministero del lavoro con decreto 31 luglio, apparso sulla gu n. 250 del 26 ottobre. I datori di lavoro hanno diritto agli sgravi contributivi anche se l’assunzione è avvenuta prima della pubblicazione del dm che ha individuato le aree agevolate. Il contratto di inserimento è un contratto (super)agevolato, a termine, finalizzato all’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro di alcune particolari categorie di soggetti. Introdotto dal dlgs n. 276/2003 (la riforma del lavoro) non è praticabile nel settore del pubblico impiego.


Daniele Cirioli, Incentivi all’inserimento in rosa, in Italia Oggi, 12/11/07, pag. 22


 

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