Segnalazione ai componenti il Collegio Sindacale di società partecipate da Enti pubblici


L’articolo 1, comma 729, della legge 27/12/2006, n. 296 (finanziaria per il 2007) ha disposto che il numero complessivo dei componenti dei consigli di amministrazione delle società partecipate totalmente dagli enti locali, anche in via indiretta, non può essere superiore a tre, salvo che per le società con capitali pari o superiori ad un importo determinato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, per le quali il predetto numero è elevato a cinque.

 

Il predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è stato emanato il 26 giugno su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomia locali, di concerto con i Ministri dell’interno e dell’economia e delle finanze, a seguito di un’istruttoria tecnica e dopo avere acquisito il parere della Conferenza Stato-città, ed è stato pubblicato il 7 agosto scorso. Successivamente, in data 27 luglio, sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 è stata pubblicata la circolare, emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 13/07/2007, a ulteriore chiarimento della portata di queste norme.

 

In tale circolare è stato precisato che la limitazione del numero massimo degli amministratori delle società partecipate dagli enti locali è da considerarsi immediatamente operante una volta adottato il predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di determinazione della soglia di capitale, che è stata fissata a 2 milioni di euro, e decorsi i tre mesi previsti dalla stessa norma della finanziaria per l’adeguamento degli statuti e dei patti parasociali da parte delle società interessate.

 

A tale riguardo, nella circolare è stato evidenziato che se il potere di nomina degli amministratori si consuma nel momento dell’adozione della relativa determinazione da parte dell’organo assembleare e rimane soggetto al principio del tempus regit actum, diversamente gli effetti della nomina, dando luogo a un rapporto di durata, si prestano ad essere incisi dalla normativa sopravvenuta; la norma, quindi, si applica anche ai consigli in carica.

 

Deve ritenersi, di conseguenza, che, trascorsi i tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il numero degli amministratori delle società partecipate dagli enti locali non potrà essere superiore a quello previsto dalle norme.

 

Si rende necessario, pertanto, adeguare, entro il 22 novembre p.v., gli statuti e gli eventuali accordi parasociali.

 

In difetto si verificherebbe, ex lege, la decadenza dell’intero consiglio di amministrazione.

 

Francesco Vito

 

16 Ottobre 2007


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