Novità fiscali del 8 Ottobre 2007. In evidenza: Finanziaria 2008: modifiche al T.U.I.R. per razionalizzare le diverse tipologie di spesa di rappresentanza; bonus per le aggregazioni aziendali: spetta anche se la destinataria dell’operazione di conferimento sia una s.r.l. di nuova costituzione


1) ACCISE – CARBURANTI AGEVOLATI PER AUTOAMBULANZE: AGGIORNATO L’ELENCO DEGLI ENTI AMMESSI AL BENEFICIO


L’Agenzia delle Dogane ha aggiornato l’elenco degli enti di assistenza e pronto soccorso aventi titolo all’agevolazione fiscale prevista per i carburanti consumati per l’azionamento delle ambulanze.


(Determinazione Agenzia Dogane 12/09/2007, in G.U. 04.10.2007, n. 231)


 



2) NON E’ STATO CONVERTITO IN LEGGE IL DECRETO SUGLI AMMORTAMENTI DEGLI IMMOBILI STRUMENTALI


In Gazzetta Ufficiale è stata comunicata la mancata conversione del D.L. 03.08.2007, n. 118, recante: “Disposizioni urgenti in materia di ammortamento di immobili strumentali”.


In particolare, viene specificato che il suddetto  Decreto Legge non è stato  convertito  in  legge nel termine di sessanta giorni dalla sua pubblicazione,  avvenuta  nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 180 del 04.08.2007.


Si tratta della disposizione la quale consentiva di interpretare che per ciascun immobile
strumentale le quote di ammortamento dedotte nei periodi di imposta precedenti al periodo di imposta in corso al 04.07.2006 calcolate sul costo complessivo sono riferite proporzionalmente al costo dell’area e al costo del fabbricato.


Tuttavia, è emerso, anche a seguito dell’interrogazione Camera dei deputati n. 5-01531 del 03.10.2007, che mediante l’inserimento, nel disegno di Legge Finanziaria per il 2008 (art. 3, comma 32, relativo alla razionalizzazione della disciplina in materia di IRES e di IVA), della norma contenuta nel D.L. n. 118/2007, il Governo ha inteso accogliere l’interpretazione più favorevole per i contribuenti.


Il carattere interpretativo della disposizione la rende applicabile con effetto retroattivo fino dall’entrata in vigore del D.L. n. 223/2006 (04.07.2006).


L’avvenuta approvazione del disegno di legge Finanziaria 2008 consente, quindi, di legittimare i comportamenti dei contribuenti che, a partire dal 04.07.2006, hanno imputato gli ammortamenti precedentemente dedotti in misura proporzionale al valore del fabbricato e a quello del terreno.


Ciò poiché il D.L. n. 118/2007 conteneva una norma di interpretazione autentica dell’art. 36, comma 8, D.L. n. 223/2006 (che ha introdotto il principio della indeducibilità delle quote di ammortamento delle aree occupate dai fabbricati strumentali, ancorché detenuti in locazione finanziaria), in base alla quale le quote di ammortamento dedotte nei periodi d’imposta precedenti, calcolate sul costo complessivo dell’immobile, sono da riferirsi proporzionalmente al terreno e al fabbricato.


In definitiva, per avere maggiore certezza, occorre aspettare che il suddetto D.D.L. sia promulgato in Legge e poi pubblicato in G.U..


(Ministero della giustizia, Comunicato pubblicato in G.U. n. 231 del 04.10.2007 )


 



3) FINANZIARIA 2008: MODIFICHE AL T.U.I.R. PER RAZIONALIZZARE LE DIVERSE TIPOLOGIE DI SPESA DI RAPPRESENTANZA


L’art. 3, comma 1 del D.D.L. Finanziaria 2008 (in Senato), tra le tante modifiche al T.U.I.R. prevede (anche la modifica nell’art. 108, comma 2 del medesimo T.U.I.R.), che i periodi dal secondo al quarto sono sostituiti dai seguenti: “Le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se rispondenti ai requisiti di inerenza e congruità stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, anche in funzione della natura e della destinazione delle stesse, del volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’impresa e dell’attività internazionale dell’impresa.


Tra le spese qualificabili come spese di rappresentanza e sottoposte ai limiti di inerenza e congruità previste dal predetto decreto, possono essere contemplate anche le perdite fiscali di società sportive professionistiche controllate, oggetto di consolidamento ai sensi delle sezioni seconda e terza del presente capo.


Sono comunque deducibili le spese relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a euro 50.”


Le intenzioni, quindi, sono quelle di finalizzare il riconoscimento delle spese a principi di inerenza e congruità.


Per cui, dal prossimo anno, al ricorrere di tali presupposti, le cd. spese di rappresentanza  potranno essere integralmente dedotte, mentre un decreto dovrà fissare i requisiti che determinano l’inerenza e la congruità.


Infine, viene consentita la deduzione delle spese per i beni ceduti a titolo gratuito di (modico) valore fino a € 50,00.


Difatti, nell’art. 108, comma 2 del T.U.I.R., vengono soppresse anche le seguenti parole:


“Le spese di rappresentanza sono ammesse in deduzione nella misura di un terzo del loro ammontare e sono deducibili per quote costanti nell’esercizio in cui sono state sostenute e nei quattro successivi. Si considerano spese di rappresentanza anche quelle sostenute per i beni distribuiti gratuitamente, anche se recano emblemi, denominazioni o altri riferimenti atti a distinguerli come prodotti dell’impresa, e i contributi erogati per l’organizzazione di convegni e simili.”


Tuttavia, il problema della valutazione delle spese, di valore superiore a € 50,00 (in atto è previsto il limite di € 25,00), potrebbe non essere modificato o cancellato del tutto, comunque staremo a vedere cosa succederà in seguito.


 



4) IMPOSTE SUI REDDITI: L’ACQUISTO DI UN BENE CON IL MUTUO GIUSTIFICA L’ACCERTAMENTO SINTETICO ANCHE PER GLI ANNI SUCCESSIVI


Dall’acquisto di un bene, stipulando un mutuo bancario, l’Amministrazione finanziaria può desumerne il possesso di entrate anche negli anni successivi all’acquisto stesso, poiché ritenute (dalla Corte di Cassazione) necessarie per procedere al pagamento rateale dell’eventuale mutuo.


Pertanto, a parere della Suprema Corte, l’Agenzia delle Entrate é legittimata a rettificare la dichiarazione dei redditi del contribuente ai sensi del D.P.R. n. 600/1973.


(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., 07.09.2007, n. 18874)



 


5) CONTRIBUTI ENPALS: PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO CONTANO LE EFFETTIVE GIORNATE DI LAVORO E NON LA DURATA CONTRATTUALE


L’ENPALS ha chiarito il criterio di calcolo da applicare per la corretta determinazione della contribuzione previdenziale dovuta nelle ipotesi di contratti di durata, in conformità al nuovo orientamento espresso dalla giurisprudenza.


Ciò poiché la Corte di Cassazione, interpretando l’art. 2, comma 5, del DPR 1420/1971, ha stabilito che la base imponibile per il calcolo dei contributi deve essere determinata prendendo a riferimento le effettive giornate di lavoro prestate e non i giorni compresi nel periodo di durata contrattuale.


L’ENPALS, ha quindi, tralasciato la sua precedente interpretazione letterale della norma al fine di adeguarsi alla uniforme posizione della giurisprudenza.


A tal fine ha indicato i principali elementi che, valutati organicamente, possono condurre alla individuazione delle effettive giornate di lavoro prestate nel rapporto di durata, tenendo conto del contratto individuale di lavoro, della busta paga, delle registrazioni obbligatorie e delle comunicazioni di instaurazione, trasformazione e cessazione del rapporto di lavoro. Pertanto, l’ENPALS, per i casi previsti nella circolare ENPALS n. 14/2007, procederà ad abbandonare i giudizi pendenti.


(Circolare ENPALS 04.10.2007, n. 14)



 


6) SONO NON IMPONIBILI IVA LE OPERAZIONI FUNZIONALI ALLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ ISTITUZIONALI DI ORGANI MILITARI


Non sono imponibili le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate ai comandi militari degli Stati membri, ai quartieri militari internazionali ed agli organismi sussidiari, installati in esecuzione del trattato nord Atlantico, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, nonché all’amministrazione della difesa qualora agisca per conto dell’organizzazione istituita con il suddetto trattato.


In particolare, il beneficio di non imponibilità IVA (ai sensi dell’art. 72, comma 3, n. 2), D.P.R. n. 633/1972) delle operazioni viene riconosciuto:


Per l’Ambito soggettivo


– Alle operazioni in favore dei suddetti organi militari o sussidiari;


Per l’Ambito oggettivo


– Nel momento in cui le medesime operazioni sono necessarie all’espletamento delle funzioni istituzionali di tali enti.


Pertanto, ai fini dell’applicazione del beneficio di cui al citato art. 72, rileva soltanto la circostanza che i suesposti servizi ricevuti dallo Stato Maggiore dell’Esercito si presentino come funzionali allo svolgimento delle attività istituzionali proprie della NATO.


In definitiva, la non imponibilità ad IVA di cui all’art. 72, comma 3, n. 2), D.P.R. n. 633/1972 si applica su tali operazioni solo se rese allo Stato Maggiore dell’Esercito che agisce direttamente per conto della NATO.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 04.10.2007, n. 280/E)



 


7) BONUS PER LE AGGREGAZIONI AZIENDALI: SPETTA ANCHE SE LA DESTINATARIA DELL’OPERAZIONE DI CONFERIMENTO SIA UNA S.R.L. DI NUOVA COSTITUZIONE


Anche il conferimento d’azienda (operato ai sensi dell’art. 176 del TUIR), in una società di nuova costituzione (che non possiede, quindi, il requisito di operatività da almeno due anni) realizza l’operazione di aggregazione aziendale di cui ai commi 242 e 243 dell’art. 1 della legge n. 296/2006.


La problematica dell’apparente mancato rispetto, da parte della società di nuova costituzione, dei requisiti oggettivi (società operative da almeno due anni), di cui all’articolo 1, comma 244, della legge finanziaria 2007, è stata già superata da un’interpretazione autentica dell’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 16/E del 21.03.2007.


Peraltro, è emerso nel caso di specie, esaminato dall’Agenzia delle Entrate a seguito di una istanza di interpello, che tutte le tre società partecipanti all’operazione di aggregazione aziendale sono operative (come stabilimenti balneari) dal 1986, come emerso dalla documentazione allegata.


Inoltre, che le medesime imprese non fanno parte, né hanno mai fatto parte, di un gruppo societario e neppure di un medesimo gruppo societario.


Le tre società non sono legate tra loro da vincoli partecipativi o comunque da qualsiasi altro vincolo anche contrattuale che possa far sottendere, anche indirettamente, una forma di controllo ai sensi dell’art. 2359 del codice civile.


Infine, che non è stato possibile fornire i precisi valori riguardanti le aziende e la conseguente eventuale rivalutazione”. Tuttavia, è stato previsto che i valori delle stime delle tre aziende, complessivamente considerate, possano essere compresi tra euro 1.700.000 ed euro 2.000.000, dei quali la posta maggiormente significativa riguarderebbe l’avviamento previsto tra euro 1.000.000 ed euro 1.200.000.


Pertanto, alla luce di tutto ciò l’Agenzia ha ritenuto che nel caso di specie, l’incentivo fiscale spetti e a tal fine ha ricordato la seguente relativa disciplina.


L’art. 1, commi da 242 a 249, della legge 27.12.2006, n. 296 ha introdotto un’agevolazione consistente nel riconoscimento fiscale gratuito, per un ammontare complessivo non eccedente l’importo di 5 milioni di euro, del disavanzo da concambio che emerge da operazioni di fusione e di scissione, nonché del maggior valore iscritto dalla società conferitaria nell’ipotesi di conferimento di azienda effettuato ai sensi dell’art. 176 del TUIR.


Tale agevolazione al fine di favorire i processi di aggregazione aziendale e di incentivare la crescita dimensionale delle imprese italiane.


Per usufruire del beneficio fiscale, le società partecipanti all’operazione straordinaria di aggregazione devono presentare alla competente Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate una preventiva istanza di interpello ai sensi dell’art. 11 della legge 27.07.2000, n. 212, al fine di dimostrare la sussistenza dei requisiti previsti dai commi da 242 a 249 della legge n. 296/2006.


In particolare, occorre dimostrare la sussistenza dei seguenti requisiti:


1) requisito soggettivo:


Il soggetto risultante dall’operazione straordinaria deve assumere la forma giuridica di società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato;


2) requisito oggettivo:


Il processo di aggregazione aziendale deve necessariamente realizzarsi mediante le operazioni straordinarie di fusione, di scissione e di conferimento di azienda effettuato ai sensi dell’art. 176 del TUIR;


3) requisito temporale:


Tali operazioni straordinarie devono essere effettuate nel corso degli anni 2007 e 2008;


4) requisito dell’operatività:


Le imprese che partecipano all’operazione straordinaria devono essere operative da almeno due anni, nel senso che devono aver esercitato un’effettiva attività commerciale nel biennio antecedente quello di efficacia giuridica dell’operazione straordinaria di aggregazione aziendale.


A tal fine, come chiarito dalla citata circolare n. 16/2007, l’Agenzia delle Entrate, in sede di risposta all’interpello presentato dal contribuente ai sensi dell’art. 11 della legge 27.07.2000, n. 212, può riferirsi al concetto di operatività contenuto nella normativa sulle c.d. “società  di comodo” di cui all’art. 30 della legge 23.12.1994, n. 724, escludendo dall’agevolazione, giacché non operative, società che esulando dall’oggetto sociale dichiarato, siano state costituite per gestire il proprio patrimonio nell’interesse dei soci anzichè per esercitare un’effettiva attività commerciale;


5) requisito dell’indipendenza:


Le società partecipanti all’operazione straordinaria devono essere tra loro “indipendenti”, nel senso che non devono appartenere al medesimo gruppo societario né essere legate a loro da un rapporto di partecipazione, né controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto ai sensi dell’art. 2359 del codice civile;


6) requisito dell'”anzianità” delle condizioni:


L’agevolazione fiscale si applica a condizione che le imprese che partecipano all’operazione di aggregazione aziendale “si trovino o si siano trovate ininterrottamente, nei due anni precedenti l’operazione, nelle condizioni che consentono il riconoscimento fiscale di cui ai commi 242 e 243”.


Nel caso descritto la società conferitaria di nuova costituzione ha rispettato il requisito soggettivo previsto dalla norma, dal momento che presenta la forma giuridica di società a responsabilità limitata e, dunque, rientra tra i soggetti indicati nell’art. 73, comma 1, lettera a), del TUIR.


La circostanza, inoltre, che il descritto processo di aggregazione aziendale si debba realizzare mediante un’operazione di conferimento di azienda ai sensi dell’art. 176 del TUIR, da effettuarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre 2007, comporta, il rispetto sia del requisito oggettivo che del requisito temporale.


Come chiarito dalla suddetta circolare n. 16/E del 21.03.2007, al paragrafo 5.1, con riferimento al requisito dell’operatività da almeno due anni, “l’agevolazione può essere comunque riconosciuta nei casi in cui si effettuino due o più conferimenti (…) d’azienda da parte di societa’, indipendenti ed operative da almeno due anni, a favore di una società di nuova costituzione, realizzandosi anche in tali fattispecie operazioni di aggregazione aziendale”.


Per conseguenza, la sussistenza del suddetto requisito va verificata in capo ai tre soggetti conferenti le rispettive aziende. A tal riguardo, le società istanti hanno dimostrato di essere già operative nei periodi d’imposta 2005 e 2006, allegando i rispettivi bilanci nonché copia delle corrispondenti dichiarazioni dei redditi da cui risulta, che tutti i soggetti partecipanti all’operazione sono società operative.


Pertanto, la società conferitaria di nuova costituzione può applicare le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 243, della menzionata legge, secondo il quale “si considerano riconosciuti, ai fini fiscali, i maggiori valori iscritti dal soggetto conferitario (…) a titolo di avviamento o beni strumentali materiali e immateriali, per un ammontare complessivo non eccedente l’importo di 5 milioni di euro”.


Infine, rimane sempre possibile, ai sensi dell’art. 37-bis, comma 2 del D.P.R. n. 600 del 1973, ogni ulteriore potere di controllo dell’Amministrazione finanziaria volto a verificare se eventuali altri atti, fatti o negozi, non rappresentati dall’istante, si inseriscono in un più ampio disegno elusivo, pertanto censurabile.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 05.10.2007, n. 282/E)


 


Vincenzo D’Andò


 


8 Ottobre 2007


Partecipa alla discussione sul forum.