Novità fiscali del 5 ottobre. In evidenza: studi di settore: la diversa percentuale di ricarico non è prova valida per l’accertamento


1) FINANZIARIA 2008: AMMORTAMENTO DEI TERRENI SU CUI RISIEDONO FABBRICATI STRUMENTALI, SALVATI I DIVERSI COMPORTAMENTI TENUTI DAI CONTRIBUENTI IN PRECENZA


L’approvazione del disegno di legge Finanziaria 2008 (nel quale, art. 3, comma 32, è stata riproposta la norma di natura interpretativa dell’art. 36, comma 8, D.L. n. 223/2006, contenuta nel D.L. n. 118/2007, non convertito) consente di legittimare i comportamenti dei contribuenti che, dal 04.07. 2006, abbiano imputato gli ammortamenti precedentemente dedotti in misura proporzionale al valore del fabbricato e a quello del terreno.


Il D.L. n. 118/2007 contiene una norma di interpretazione autentica dell’art. 36, comma 8, D.L. n. 223/2006 (che ha introdotto il principio della indeducibilità delle quote di ammortamento delle aree occupate dai fabbricati strumentali, ancorché detenuti in locazione finanziaria), in base alla quale le quote di ammortamento dedotte nei periodi d’imposta precedenti, calcolate sul costo complessivo dell’immobile, sono da riferirsi proporzionalmente al terreno e al fabbricato.


Adesso, mediante l’inserimento, nel disegno di Legge Finanziaria per il 2008 (art. 3, comma 32, relativo alla razionalizzazione della disciplina in materia di IRES e di IVA), della norma contenuta nel D.L. n. 118/2007, il Governo ha inteso accogliere l’interpretazione più favorevole per i contribuenti.


Il carattere interpretativo della disposizione la rende applicabile con effetto retroattivo fino dall’entrata in vigore del D.L. n. 223/2006 (04.07.2006).


L’avvenuta approvazione del disegno di legge Finanziaria 2008 consente, quindi, di legittimare i comportamenti dei contribuenti che, a partire dal 04.07.2006, hanno imputato gli ammortamenti precedentemente dedotti in misura proporzionale al valore del fabbricato e a quello del terreno.


(Interrogazione Camera dei deputati 03.10.2007, n. 5-01531)


 



2) IRAP – PROFESSIONISTI PRIVI DI AUTONOMA ORGANIZZAZIONE: NON E’ ANCORA POSSIBILE SCHEMATIZZARE I CASI DI ESENZIONE DAL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA REGIONALE


Per cui (riguardo le modalità di esenzione) i professionisti restano da assoggettare ad IRAP, o meno, con valutazioni da effettuare, caso per caso.


In particolare, mancando le indicazioni puntuali ed univoche, da parte della Corte di Cassazione, in merito al concetto di “autonoma organizzazione”, non è, in atto, possibile, affrontare sistematicamente la problematica dell’IRAP dovuta dai professionisti, sulla base esclusiva delle pronunce della Suprema Corte depositate ad oggi.


(Interrogazione Camera dei deputati 03.10.2007, n. 5-01530)


 



3) REDDITI DI LAVORO AUTONOMO: L’ATTESTAZIONE DELLE RITENUTE DI ACCONTO RILSCIATA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA E’ L’UNICO DOCUMENTO VALIDO PER POTERLE SCOMPUTARE NEL MODELLO UNICO


La certificazione emessa dal sostituto d’imposta costituisce l’unico documento idoneo a giustificare lo scomputo delle ritenute d’acconto operate.


Lo ha chiarito la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, con una risposta che è seguita ad un’interrogazione parlamentare.


(Interrogazione Camera dei deputati 03.10.2007, n. 5-01529)


 



4) EROGAZIONI LIBERALI: LE CONSEGUENZE SULLE POSSIBILI MODIFICHE AL REGIME DI DEDUCIBILITÀ A FAVORE DELLE UNIVERSITÀ


Disciplina delle erogazioni liberali realizzate a favore di università ed istituzioni universitarie: Ripristinare la deducibilità generica, abrogata per effetto della Legge Finanziaria 2006, potrebbe comportare un ritorno alla fissazione di un limite di deducibilità (stabilito al 2% del reddito d’impresa dichiarato)


La Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha, sostanzialmente,così risposto ad una interrogazione relativa alla disciplina delle erogazioni liberali realizzate a favore di università ed istituzioni universitarie, precisando che il ripristino di una deducibilità generica (quella prevista dal previgente art. 100, comma 2, lettera c, D.P.R. n. 917/1986, abrogato per effetto della legge Finanziaria 2006) comporterebbe presumibilmente un ritorno alla fissazione di un limite di deducibilità (che era stabilito al 2% del reddito d’impresa dichiarato).


(Interrogazione Camera dei deputati 03.10.2007, n. 5-01527)



 


5) TFR: LA CONTRIBUZIONE A FONDINPS NON USUFRUISCE DI SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI PER CAUSA DI CALAMITÀ NATURALI


L’Inps ha informato che il Tfr non deve essere versato al Fondo di Tesoreria nel caso in cui sia concessa una sospensione del pagamento dei contributi a causa di calamità naturali. Il comma 756 della Finanziaria 2007 prevede infatti che al contributo dovuto al Fondo di Tesoreria si applichino le disposizioni relative ai contributi previdenziali obbligatori, ad esclusione delle agevolazioni contributive (quali le riduzioni).


La contribuzione a Fondinps, invece, deve essere versata, poiché è relativa alla previdenza complementare.


(Messaggio INPS 01.10.2007, n. 23735)


 



6) AGENZIA DELLE DOGANE: E’ STATO ISTITUITO L’UFFICIO DI VENEZIA


Dall’11.10.2007 sarà istituito ed attivato, in via sperimentale, l’Ufficio delle dogane di Venezia, dipendente dalla Direzione Regionale per il Veneto.


(Determinazione Agenzia Dogane 01.10.2007, n. 1515/UD)


 


7) STUDI DI SETTORE: L’APPLICAZIONE DI UNA PERCENTUALE DI RICARICO DIVERSA DALLA MEDIA DI SETTORE NON COSTITUISCE PROVA VALIDA PER L’ACCERTAMENTO


Non costituisce presunzione grave precisa e concordante, tale da potere giustificare un accertamento fiscale basato solo sulle risultanze degli studi di settore o di altri calcoli statistici, la circostanza che il contribuente abbia dichiarato dei dati che portano a risalire ad una percentuale di ricarico diversa da quella mediamente riscontrata nel settore commerciale/professionale di appartenenza.


Infatti, il solo rilievo dell’applicazione, da parte del contribuente, di una percentuale di ricarico diversa, da quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza, non configura gli estremi di una prova per presunzioni.


Viceversa, necessita che risulti qualche elemento ulteriore incidente sull’attendibilità complessiva della dichiarazione, occorre, quindi, la concreta ricorrenza di circostanze gravi, precise e concordanti.


(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., 21.09.2007, n. 19556)



 


8) REDDITO D’IMPRESA E CONDONO EDILIZIO: SONO DEDUCIBILI GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE


Le somme corrisposte a titolo di condono edilizio non sempre sono indeducibili


Le spese affrontate da una società, per provvedere al condono edilizio di edifici di sua proprietà, non possono essere in maniera apodittica qualificate come costi sanzionatori, consideraro che alla loro formazione concorrono anche oneri che non possono definirsi tali, ad esempio, gli oneri di urbanizzazione.


(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., 07.09.2007, n. 18860)


 



9) TRUST:  UN PRIMO CHIARIMENTO SPECIFICO CHE SEGUE LA CIRCOLARE N. 48/2007


E’ un trust senza beneficiari “individuati” quello costituito a favore di un soggetto disabile, allo scopo di garantirne l’assistenza.


In tale ipotesi, la tassazione del reddito avviene direttamente in capo al trust.


In precedenza, già l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 48/2007 ha precisato, in via generale, che per “beneficiario individuato” deve intendersi il beneficiario di “reddito individuato”.


In particolare, un contribuente ha posto una istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate, ritenendo che a decorrere dal 01.01.2007, il reddito conseguito dal trust sia correttamente imputato ad un soggetto (disabile), quale beneficiario individuato del trust, per mezzo del proprio tutore, ai sensi dell’art. 73, comma 2, del Tuir, secondo cui “Nei casi in cui i beneficiari del trust siano individuati, i redditi conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari…”


La risposta dell’Agenzia delle Entrate


Il comma 74 dell’art. 1 della legge 27.12.2006, n. 297 (legge finanziaria per il 2007), con la modifica fatta nell’articolo 73 del Tuir, ha compreso i trust tra i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES).


Ai fini della imposizione dei redditi, il legislatore ha inteso individuare due principali tipologie di trust:


– Trust con beneficiari individuati, i cui redditi vengono imputati per trasparenza ai beneficiari stessi;


trust senza beneficiari individuati, i cui redditi vengono tassati direttamente in capo al trust.


Pertanto, nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate ha dovuto prima individuare il soggetto cui imputare il reddito conseguito dal trust, mediante una analisi del singolo trust al caso concreto.


E’ stato, quindi, evidenziato che, nel caso di specie, si è in presenza di un trust irrevocabile cosiddetto “di scopo”, costituito a favore di un soggetto disabile incapace di intendere e di volere, per assicurarne “l’assistenza necessaria vita natural durante”, in modo che “in nessun caso dovrà trascorrere la propria vita in Istituti di Assistenza per invalidi”.


Inoltre, dalla lettura dell’atto istitutivo (art. 3), è emerso che lo stesso disabile è stato nominato dal disponente ” beneficiario dei beni del trust“.


Tuttavia,  su tale punto, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che il soggetto disabile non può correttamente qualificarsi in senso giuridico come “beneficiario dei beni del trust“.


Ciò poiché si tratta di un soggetto che riceve “l’assistenza”, elemento su cui risiede lo scopo della costituzione del trust.


Per conseguenza, a differenza di quanto sostenuto dal contribuente, nel caso di specie, il trust non si configura come un trust con “beneficiario” individuato, ma come un trust senza beneficiari individuati.


Per avvalorare tale tesi, l’Agenzia delle Entrate, ha evidenziato che il citato art. 3 dell’atto istitutivo prevede che “Quando il trust avrà esaurito il suo scopo, il settlor, se vivente, darà


disposizioni al trustee per l’assegnazione dei beni residui; nel caso che il settlor sia deceduto ovvero, se vivente, sia nell’impossibilità di darle…il trustee dovrà disporre dei beni residui in favore dei parenti del settlor e del di lui coniuge”.


Pertanto, ha concluso l’Agenzia delle Entrate, a decorrere dal 01.01.2007, il reddito conseguito dal trust deve essere imputato al trust stesso.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 04.10.2007, n. 278/E)


 



10) CITTADINI UE: L’ATTESTATO DI ISCRIZIONE ANAGRAFICA IN ITALIA E’ SOGGETTO A BOLLO


L’attestato di iscrizione anagrafica, rilasciato ai cittadini dell’Unione europea che intendono soggiornare per più di tre mesi in territorio italiano, e l’attestato di soggiorno permanente, rilasciato dopo cinque anni di soggiorno regolare e continuativo, scontano l’imposta di bollo già dall’origine poiché si tratta di atti rilasciati dalla pubblica amministrazione dietro richiesta dell’interessato.


In particolare, l’imposta si applica, fin dall’origine e nella misura di 14,62 euro, anche alle relative istanze.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 04.10.2007, n. 279/E)



 


11) QUANDO LE CESSIONI DI BENI E LE PRESTAZIONI DI SERVIZI ALL’ESERCITO ITALIANO SONO ESENTI DA IVA


La cessione di beni e la prestazione di servizi all’Esercito italiano sono esenti dall’Iva quando sono funzionali per lo svolgimento dell’attività che le forze armate svolgono direttamente per conto della Nato.


E’ questo il chiarimento contenuto in una risoluzione con la quale l’Agenzia delle Entrate ha risposto all’interpello presentato dallo Stato maggiore dell’Esercito, che ottiene da un’agenzia internazionale della Nato l’approvvigionamento di beni e servizi necessari per il sostegno logistico dei contingenti militari impegnati in operazioni fuori dal territorio italiano.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 04.10.2007, n. 280/E)


 



12) LA SCISSIONE E’ ELUSIVA QUANDO IL SOCIO NON MANTIENE IL CONTROLLO E L’OPERAZIONE NON HA UN EFFETTIVO INTENTO RIORGANIZZATIVO


Una scissione parziale proporzionale, avente a oggetto il ramo immobiliare, a favore di una società neocostituita, seguita dalla cessione a terzi delle partecipazioni detenute nella società scissa da uno dei due soci in misura non superiore al 50% del capitale sociale, non è elusiva a condizione che entrambe le società, scissa e beneficiaria, post-scissione, svolgano un’effettiva attività d’impresa.


L’agenzia delle Entrate con risoluzione, la quale, peraltro, ha conferma la linea già espressa dal soppresso Comitato consultivo.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 04.10.2007, n. 281/E)


 


Vincenzo D’Andò


 


5 Ottobre 2007


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