Novità fiscali del 31 ottobre 2007. In evidenza: più severa la disciplina sanzionatoria sul falso in bilancio; impresa familiare: imputazione reddito derivante da una plusvalenza


Novità fiscali del 31 ottobre 2007


 


1) Fabbricati non dichiarati in catasto: Pubblicato in G.U. l’elenco per ulteriori 746 Comuni


L’Agenzia del Territorio ha fornito l’elenco di altri 746 Comuni catastali nei quali sono stati individuati fabbricati presenti sul territorio ma che non risultano dichiarati al catasto: prosegue, pertanto, il processo finalizzato al completo censimento dei fabbricati previsto dall’art. 2, comma 36, D.L. n. 262/2006.


(Comunicato Agenzia Territorio 26.10.2007, pubblicato in G.U. 26.10.2007, n. 250)


 


 


2) Impresa familiare: Il reddito derivante da una plusvalenza per cessione straordinaria deve essere suddiviso tra il titolare dell’impresa familiare e suoi familiari collaboratori


I redditi devono essere ripartiti tra tutti i partecipanti anche se non sono stati percepiti.


Per le imprese familiari vige il principio per cui, in presenza delle condizioni prescritte dal T.U.I.R. (D.P.R. n. 917/1986), i redditi prodotti devono essere subito ripartiti tra tutti i partecipanti indipendentemente dalla loro effettiva percezione.


La vicenda era scaturita dalla querelle di come dovere imputare correttamente la plusvalenza ottenuta dalla cessione di una tabaccheria, gestita tramite un’impresa familiare dalla titolare e da suo fratello.


La Corte di Cassazione ha posto fine a tale dilemma.


L’imputazione del reddito nell’impresa familiare: Le condizioni


I redditi delle imprese familiari sono imputati a ciascun collaboratore a condizione che:


– I partecipanti risultino nominativamente, con l’indicazione del rapporto di parentela o di affinità con l’imprenditore, da atto pubblico o scrittura privata autenticata anteriore all’inizio del periodo d’imposta e contenente la sottoscrizione del titolare e dei familiari;


– la dichiarazione dell’imprenditore rechi l’indicazione delle quote di partecipazione agli utili spettanti ai familiari e l’attestazione che le stesse sono proporzionali alla qualità e quantità del lavoro effettivamente prestato in modo continuativo e prevalente nel periodo d’imposta e che ciascun familiare attesti, nella propria dichiarazione dei redditi, di avere prestato la sua attività di lavoro nell’impresa in modo continuativo e prevalente.


La Suprema Corte ha osservato come sia avvenuta l’equiparazione tra le imprese familiari  e le società di persone.


In tal modo, vale per entrambi il principio secondo cui i redditi prodotti debbono essere imputati ai singoli soci o partecipanti a prescindere dalla loro effettiva percezione (in tal senso anche la Sentenza della medesima Corte di Cassazione n. 6056/1997).


L’Accertamento dell’Amministrazione finanziaria deve tenere conto dell’impresa familiare


La Cassazione ha pertanto concluso che l’Ufficio dell’Amministrazione finanziaria che accerta i maggiori redditi dell’impresa familiare, non può imputarli esclusivamente al titolare, ma li deve suddividere tra i vari collaboratori proporzionalmente alle rispettive percentuali.


Ciò in similitudine della circostanza che il collaboratore familiare, ricorrendone le suddette condizioni, deve dichiarare la sua quota di utili anche se in realtà non abbia percepito le relative somme (di detti utili).


(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., 15.10.2007, n. 21535)





 


 


3) Diventa più severa la disciplina sanzionatoria sul falso in bilancio


La Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha tra l’altro, comunicato:


Un Disegno di Legge renderà più severa l’attuale disciplina sanzionatoria in materia di falso in bilancio.


Il Governo interviene sulla disciplina del falso in bilancio, introdotta nel 2002, che aveva suscitato numerose critiche sul piano giurisprudenziale e dottrinale per il ridimensionamento dell’area penalmente rilevante; un’ulteriore spinta ad intervenire è arrivata dal contrasto giurisprudenziale che si è creato in sede comunitaria e internazionale.


Queste, le modifiche introdotte dal Disegno di Legge:


– Eliminazione delle fattispecie contravvenzionali;


– eliminazione della procedibilità a querela;


– creazione di due fattispecie distinte di falso in bilancio, una per le società non quotate e una per le società quotate in borsa;


– riformulazione della fattispecie di falso nelle comunicazioni delle società di revisione;


– eliminazione della soglia di punibilità;


previsione di un’aggravante specifica per i casi di falso in bilancio che arrechino grave danno ai risparmiatori.


(Consiglio dei Ministri n. 72 del 30 ottobre 2007)


 


 


4) Contributo del 3% delle cooperative: Ufficiali le nuove modalità di versamento


È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 29 ottobre 2007, il Decreto con il quale il Ministero dello Sviluppo economico ha modificato le modalità di versamento del contributo del 3% degli utili di esercizio delle società cooperative, destinato al finanziamento di iniziative di promozione/sviluppo della cooperazione.


In particolare, il provvedimento dispone che la citata percentuale dovrà essere versata non più attraverso bollettino postale, ma mediante Modello di pagamento F24, utilizzando il codice tributo 3012 “Quota del 3% degli utili di esercizio ed interessi – art. 11, commi 4 e 6, Legge 59/1992”.


 


 


5) Imposta di registro ed IVA – Cessione di immobile di società estera: Prova della stabile organizzazione


La vendita di un bene immobile sito in Italia, da parte di una società estera per azioni, è soggetta ad IVA, per ai sensi degli artt. 1, 2, 4, comma 1, n. 1 e 7 comma 2, del D.P.R. n. 633/1972 indipendentemente dalla circostanza che tale società abbia o meno una stabile organizzazione in Italia, elemento richiesto dalla legge, ex artt. 17 e 38 ter, ai diversi fini dell’identificazione del soggetto passivo d’imposta o dell’avente diritto al rimborso.


(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., 22.10.2007, n. 22117)


 


(A cura di Vincenzo D’Andò)


 


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