Novità fiscali del 30 ottobre 2007. In evidenza: studi di settore: le istruzioni per i nuovi osservatori regionali; come funziona il nuovo sistema di tassazione speciale delle Siiq


1) PUBBLICATO IL MODELLO F24 IVA PER L’IMMATRICOLAZIONE DI AUTO UE


Il 26.10.2007, in tarda serata, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito, www.agenziaentrate.it, il nuovo modello “F24 – IVA immatricolazione auto Unione Europea.


Ciò poiché a partire dal 03.12.2007, l’acquirente nazionale di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi sia nuovi che usati in ambito comunitario, dovrà effettuare il versamento dell’IVA sulla prima vendita interna, utilizzando proprio tale nuovo modello.


La suddetta pubblicazione è corredata dalle istruzioni al modello F24 speciale, dal Provvedimento di approvazione del 25.10.2007, oltre che dal Provvedimento, sempre del 25.10.2007, sui termini di decorrenza e sui criteri di esclusione.


Tutto ciò al fine di contrastare le frodi IVA nel settore del commercio degli autoveicoli di provenienza comunitaria.


La citata novità, fa seguito alle norme previste dalla Legge 30.12.2004, n. 311 (finanziaria 2005) che stabiliscono l’obbligo di comunicazione del numero di telaio da parte degli acquirenti di auto comunitarie agli uffici della Motorizzazione civile, ed introducono l’obbligo a carico dell’acquirente nazionale di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, sia nuovi che usati, oggetto di cessione intracomunitaria nel cosiddetto “mercato parallelo”, di effettuare i versamenti dell’IVA per la prima vendita interna utilizzando un apposito modello che assicuri il collegamento univoco tra l’IVA versata e la relativa operazione di vendita; collegamento che viene garantito dall’indicazione nel modello F24 del numero di telaio dell’autovettura oggetto della cessione.


Il versamento va eseguito utilizzando gli specifici codici tributo.


Per finalità di semplificazione, viene data la possibilità di procedere alla contestuale compilazione di un solo modello di versamento F24 su una molteplicità di cessioni, poiché vengono previste più righe contenenti ciascuna, in corrispondenza del numero di telaio, la relativa IVA versata.


Tuttavia, è stata escluso, per tali versamenti, l’uso della compensazione (di cui all’art. 17 del D.Lgs. 09.07.1997, n. 241), analogamente a quanto già previsto, ad esempio, per i versamenti relativi ai provvedimenti di condono.


Infine, è stata comunque prevista l’esclusione, da tali obblighi per gli acquisti intracomunitari e per le importazioni di autoveicoli motoveicoli e loro rimorchi nuovi provenienti direttamente dalle case costruttrici e destinati al mercato nazionale, provvisti di codice di antifalsificazione.


Ciò poiché per tali categorie di acquisti e importazioni viene disposto un particolare meccanismo di identificazione degli autoveicoli direttamente presso la direzione centrale per la motorizzazione che non consente l’attuazione delle frodi secondo gli schemi conosciuti.


 


 


2) STUDI DI SETTORE: LE ISTRUZIONI PER I NUOVI OSSERVATORI REGIONALI


La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 58/E del 27.10.2007, ha inteso fornire le prime istruzioni in merito al ruolo dei nuovi osservatori regionali degli studi di settore, istituiti dal provvedimento del 23.10.2007.


Il Direttore regionale delle Entrate, presidente dell’osservatorio, impartisce le necessarie direttive agli uffici locali riguardo il comportamento da tenere sul delicato tema dell’accertamento da studi di settore.


La circolare evidenzia per i nuovi osservatori la funzione di sensore a livello locale delle diverse dinamiche suscettibili di influenzare le attività economiche a livello regionale.


Ciò sia per contribuire all’attività di manutenzione sia per incidere sull’applicazione degli studi di settore in sede di accertamento.


L’attività degli osservatori non si deve solo limitare al riscontro degli aspetti direttamente riconducibili all’economia del territorio, ma deve provvedere anche all’acquisizione di qualsiasi informazione che possa risultare di ausilio per capire le realtà territoriali.


Dovranno, inoltre, prestare attenzione a non duplicare le valutazioni già fatte a livello centrale, ma dovranno segnalare soltanto le eventuali incongruenze che potrebbero derivare dallo specifico studio di settore in ambito locale.


La circolare sottolinea che gli osservatori devono analizzare delle condizioni che possono influire sulle posizioni caratterizzate da “marginalità economica”, più facilmente inquadrabile a livello locale.


Infine, riguardo la composizione dell’osservatorio, la circolare, prevede il possibile ampliamento dei componenti mediante la chiamata ai rappresentanti di associazioni o professioni, anche non regolamentate, a partecipare a gruppi di lavoro relativamente a specifiche aree territoriali o specifici settori di attività economiche.


 


 


3) COME FUNZIONA IL NUOVO SISTEMA DI TASSAZIONE SPECIALE DELLE SIIQ (SOCIETA’ DI INVESTIMENTO IMMOBILIARE QUOTATE)


Come già anticipato, tra le novità fiscali del 26.10.2007 (Diario giornaliero), il Decreto n. 174 del 07.09.2007, che ha attuato la disciplina sulle Società di investimento immobiliare quotate (introdotta dalla Finanziaria 2007) è stato pubblicato sulla G.U. n. 248 del 24.10.2007.


A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha già fornito i primi chiarimenti in merito (in particolare, sul notiziario fiscale della stessa Agenzia).


Vediamoli di seguito.


Il nuovo regime speciale opzionale, civile e fiscale, prevede l’esclusione dall’IRES e dall’IRAP del reddito derivante dall’attività di locazione immobiliare.


Ad alcune condizioni l’opzione può essere esercitata, fermo restando il requisito dello svolgimento di attività di locazione immobiliare, anche dalle società residenti non quotate. Il nuovo regime, introdotto dai commi da 119 a 141 dell’articolo unico della Finanziaria 2007 (Legge n. 296/2006) decorre dal periodo di imposta 2008.


Requisiti


Necessita la presenza contemporanea delle seguenti condizioni:


– Si deve trattare di una S.p.A. residente in Italia;


– l’attività prevalente deve consistere nella locazione di immobili;


– i titoli di partecipazione devono essere negoziati in mercati regolamentati italiani;


– nessun socio deve possedere, direttamente o indirettamente, più del 51% dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria e più del 51% dei diritti di partecipazione agli utili;


– almeno il 35% delle azioni sia detenuto da soci che non possiedano direttamente o indirettamente più dell’1% dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria e più dell’1% dei diritti di partecipazione agli utili (quindi, ciò significa che il restante 65% dei soci può avere diritto di voto e diritto agli utili oltre l’1% ed entro il limite suddetto del 51%).


L’attività di locazione immobiliare, per essere considerata prevalente, deve oltrepassare i due seguenti dati (percentuali) legati all’attività patrimoniale (valore patrimoniale) e ai ricavi del conto economico (valore reddituale):


– Il valore patrimoniale si considera superato se la società destina all’attività suddetta immobili di proprietà, o di altro titolo reale, che rappresentano in totale un valore pari ad almeno l’80% dell‘attivo patrimoniale;


– il valore reddituale si considera superato se i proventi derivanti da tale attività rappresentano almeno l’80% di tutti i ricavi del conto economico.


Tuttavia, che, ai fini della verifica delle condizioni, occorre considerare anche le partecipazioni immobilizzate (ossia di controllo e di collegamento) detenute in altre SIIQ o società a esse assimilate che hanno esercitato l’opzione per il regime speciale in oggetto (comma 125, art. 1, Legge Finanziaria 2007).


Il mancato superamento di almeno uno dei due suddetti dati, per due esercizi consecutivi, comporta la definitiva cessazione del regime speciale e l’assoggettamento alle normali regole di determinazione dell’imposta, già a partire dal secondo dei due esercizi considerati.


Esercizio dell’opzione


L’opzione per il regime speciale va esercitata nel periodo d’imposta anteriore a quello dal quale lo si vuole applicare.


L’art. 2 del Decreto n. 174/2007, rinvia ad un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate per le modalità di esercizio dell’opzione, che avviene, comunque, presentando un apposito “modello” nel quale le società interessate devono dichiarare il possesso dei requisiti.


L’opzione comporta una scelta irrevocabile, poiché una volta esercitata, sempre che non vengano meno i requisiti (di cui al comma 121, art. 1, della Finanziaria 2007) e le condizioni (di cui al comma 123, art. 1, della Finanziaria 2007), non consente di rinunciare al regime speciale e, anzi, determina per la società l’assunzione della qualifica di “Società di investimento immobiliare quotata” (SIIQ), qualifica che deve essere indicata non solo nella denominazione sociale, ma anche in tutti i documenti della società (ad es. nelle fatture, lettere, ecc.).


I requisiti devono essere posseduti già dall’inizio del primo periodo d’imposta in cui si applica il nuovo regime speciale.


Il suddetto Decreto (di attuazione) specifica anche che uno o più requisiti potranno essere posseduti in un momento successivo all’invio della comunicazione dell’opzione, e di ciò deve essere data segnalazione nella comunicazione stessa.


In questa ipotesi, non è preclusa la possibilità di adozione del nuovo regime, purché i requisiti ricorrano dall’inizio del periodo d’imposta interessato.


Tale fattispecie obbliga comunque il contribuente a presentare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate (secondo le modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia) entro 30 giorni dall’inizio del medesimo periodo d’imposta.


La decorrenza della disciplina, fissata per il periodo d’imposta successivo al 30 giugno 2007, nella prima fase di applicazione, produce effetti anche qualora le azioni della società siano ammesse in borsa (alle negoziazioni sui mercati regolamentati) entro il 30 aprile 2008.


Anche in tale il contribuente ha l’obbligo di produrre la comunicazione entro 30 giorni dalla conclusione del procedimento di ammissione nella borsa (alla negoziazione sui mercati regolamentati).


Al regime speciale può essere ammessa, fermo restando il requisito dello svolgimento di attività di locazione immobiliare, anche una società residente non quotata (indicata con l’acronimo SIINQ dal Decreto), se la stessa esercita l’opzione congiuntamente ad una o più SIIQ che ne possiedano, complessivamente, almeno il 95% dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria e il 95% dei diritti di partecipazione agli utili.


Ciò significa che la SIINQ deve, essere controllata da una SIIQ che abbia i requisiti per il consolidamento come previsto dall’art. 117, comma 1, e 120 del TUIR.


Obblighi durante il regime speciale


Una volta esercitata l’opzione, la SIIQ (secondo quanto previsto dal comma 123 dell’art.  1 della Legge Finanziaria 2007) deve distribuire ai soci almeno l’85% dell’utile derivante dall’attività propria della società e dal possesso delle partecipazioni, sempre che tale utile risulti completamente distribuibile.


Altrimenti, tale percentuale si applica solo sulla parte distribuibile.


Analogamente a quanto previsto per i requisiti riguardanti l’attività, anche per la condizione imposta sulla distribuzione degli utili è prevista una sorta di decadenza dal regime che, in tal caso, si verifica a partire dallo stesso esercizio in cui la distribuzione dell’utile non avviene in base ai criteri suddetti.


Tassazione per l’Ingresso nel regime


Al momento dell’ingresso nel regime, la società viene assoggettata ad un’imposta sostitutiva dell’Ires e dell’Irap nella misura del 20% sulla plusvalenza totale (al netto di eventuali minusvalenze) derivante dalla differenza tra il valore normale degli immobili destinati alla locazione e dei diritti reali sugli stessi e quello risultante alla data di chiusura dell’ultimo bilancio in regime ordinario.


L’imposta deve essere versata in un massimo di cinque rate annuali di pari importo.


Possono essere assoggettati ad imposta sostitutiva anche gli immobili destinati alla vendita.
Tra gli immobili destinati alla locazione rientrano anche quelli detenuti in base a contratto di leasing.


Per quelli destinati alla vendita, è necessario che siano riclassificati in bilancio tra quelli destinati alla locazione.


Il “valore normale” (che riguarda il realizzo sia delle aree su cui insistono i fabbricati, senza eccezione delle aree pertinenziali, sia delle aree fabbricabili) è quello determinato secondo i principi contabili internazionali, il fair value (valore equo) che è esplicitato nel principio Ias 40.


Tale valore normale rappresenta (successivamente all’ingresso nel nuovo regime) il nuovo costo fiscale degli immobili e dei diritti reali sugli immobili; il riconoscimento del nuovo costo decorre dal quarto periodo d’imposta successivo a quello d’ingresso.


Alternativa
Viene consentito, in luogo dell’applicazione dell’imposta sostitutiva, di destinare l’importo complessivo delle plusvalenze (al netto delle eventuali minusvalenze) all’incremento del reddito d’impresa del periodo anteriore a quello di ingresso nel regime speciale ovvero, per quote costanti, nel reddito di detto periodo e in quello dei periodi successivi, ma non oltre il quarto.


Il contribuente decide in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.


Il nuovo costo fiscale al valore normale è riconosciuto a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui gli immobili e i diritti si considerano realizzati.


In caso di alienazione del bene, prima dell’inizio del quarto periodo d’imposta successivo a quello anteriore all’ingresso, il costo fiscale riconosciuto va rettificato della plusvalenza o della minusvalenza che ha costituito base imponibile per l’imposta sostitutiva, la quale (imposta sostitutiva) costituisce credito d’imposta utilizzabile ai sensi dell’art. 79 del TUIR.


Tassazione durante la permanenza nel regime


Nella fase del regime speciale la S.p.A. per la parte di reddito d’impresa derivante dall’attività di locazione immobiliare, nonché i dividendi da partecipazione in altre SIIQ, è esente dall’IRES e dall’IRAP (per la parte del valore della produzione attribuibile a detta attività).


Perdite


Le perdite pregresse, che si sono formate prima dell’ingresso nel regime speciale, possono essere utilizzate sia per abbattere la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva d’ingresso sia per compensare redditi imponibili derivanti da attività diverse da quella esente.


Le perdite che, invece, sono maturate durante il periodo di esenzione non possono essere compensate con redditi della gestione imponibile e virtualmente si considerano compensate con i redditi della stessa gestione esente dei periodi successivi sempre nei limiti previsti dall’art. 84 del TUIR.


Tassazione degli utili in capo ai soci


Mentre il reddito prodotto nell’ambito dell’attività propria della SIIQ è, quindi, esente dall’IRES e dall’IRAP in capo alla stessa, gli utili corrisposti in qualunque forma, a soggetti diversi da altre SIIQ, devono, invece, essere sottoposti ad una ritenuta del 20% (o del 15% se l’utile di esercizio è riferibile a contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati in base agli accordi definiti in sede locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori maggiormente rappresentative).


La ritenuta è a titolo d’acconto se il percettore degli utili svolge un’attività commerciale; in caso contrario è a titolo d’imposta.


Conferimenti di immobili in SIIQ


Infine, le plusvalenze realizzate in sede di conferimento di immobili o di diritti reali sugli stessi in una SIIQ sono assoggettabili, in capo al conferente, alternativamente, alle normali regole di tassazione o ad un’imposta sostitutiva dell’Ires e dell’Irap nella misura del 20% purché, in tale ultimo caso, la SIIQ mantenga la proprietà o il diritto reale per almeno tre anni.


Qualora si preferisca l’imposta sostitutiva, questa deve essere versata in un massimo di cinque rate annuali di pari importo.


 


   


4) FUSIONE:  IL VINCOLO DI PERMANENZA TRIENNALE NEL REGIME DI TASSAZIONE DEL CONSOLIDATO DEVE ESSERE RISPETTATO DA TUTTI PARTECIPANTI


L’adesione di una nuova società al consolidato fiscale, per effetto di una operazione di fusione in una società che già aveva optato per il regime del consolidato sposta automaticamente in avanti il vincolo triennale di permanenza nel regime anche per le altre società che avevano aderito al consolidato in precedenza.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 305 del 25.10.2007, emanata in risposta ad un interpello relativo al rinnovo dell’opzione del consolidato a seguito di fusione tra società consolidate.


L’Interpello


Il contribuente istante, nel 2004, ha esercitato l’opzione per il consolidato con tre società controllate, per il triennio 2004-2005-2006. Una di queste tre, nel 2006, ha incorporato le altre due società più altre due, realizzando a sua volta un controllo su quattro imprese.


Sia la società istante che quella incorporante intendono rinnovare la tassazione di gruppo e presentano la richiesta all’Agenzia il 15.06.2007, per il triennio 2007-2009.


Secondo il contribuente la presentazione è stata fatta tempestivamente, considerato il fatto che la prima opzione per il consolidato è stata esercitata nel 2004 per il triennio 2004-2006 e che quindi la comunicazione del rinnovo doveva essere effettuata, allo scadere del triennio, e cioè entro il 20.06.2007.


Parere dell’Agenzia delle Entrate


Viceversa, l’Agenzia (basandosi sull’art. 11 del D.M. del 09.06.2004) ha sostenuto che il vincolo di permanenza temporale nel consolidato delle società che partecipano alla fusione, si trasferisce alla società risultante dalla fusione (nel caso di specie, al soggetto che aveva incorporato le quattro società), che è tenuta a rispettare il termine che scade per ultimo.


Per cui, ogni volta che una delle società consolidate incorporate aderisce al regime in un anno successivo a quello di esercizio dell’opzione, l’operazione di fusione può determinare una traslazione in avanti dell’annualità di scadenza del triennio.


Pertanto, nel caso di specie, il consolidato tra l’istante e la società incorporante scade nel 2007, e non nel 2006 come da loro prospettato, giacché il vincolo di permanenza fino al 2007, creatosi con la seconda operazione, quella che prevedeva l’incorporazione delle quattro società, si estende anche a coloro che chiedono il rinnovo dell’opzione.
In conclusione, nel caso di specie, la nuova domanda andrà presentata entro il termine del 20.06.2008, per il triennio 2008-2009-2010.


 


 


5) PAGAMENTI FATTI DAL CONDOMINIO A COOP SOCIALI: SI APPLICA LA RITENUTA DEL 4%


Le somme corrisposte dal condominio a cooperative sociali operanti nel settore dei servizi sono assoggettate a ritenuta d’acconto pari al 4%.


La risoluzione n. 306 del 25.10.2007 ha così risposto a seguito di una istanza di interpello presentata da una cooperativa sociale.


Come è noto la Legge Finanziaria 2007 ha esteso il ruolo di sostituto d’imposta al condominio, il quale, indipendentemente dalla veste giuridica adottata (persona fisica, società di persone, di capitali, ecc.) deve operare, all’atto del pagamento, una ritenuta pari al 4% “sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa”.


A tal fine la circolare n. 7/2007 ha spiegato che tale norma si applica “per le prestazioni convenute nei contratti d’opera in generale e, in particolare, nei contratti che comportano l’assunzione, nei confronti del committente, di un’obbligazione avente ad oggetto la realizzazione, dietro corrispettivo, di un’opera o servizio”, specificando che “devono ritenersi assoggettate a ritenuta, a titolo esemplificativo, le prestazioni eseguite per interventi di manutenzione o ristrutturazione dell’edificio condominiale e degli impianti elettrici o idraulici, ovvero per l’esecuzione di attività di pulizia”.


L’ulteriore condizione prevista dalla normativa per l’effettuazione della ritenuta, vale a dire la realizzazione delle prestazioni nell’esercizio di impresa, è soddisfatta, secondo quanto chiarito dalla risoluzione, anche nel caso in cui il soggetto passivo sia rappresentato da una cooperativa sociale.


La risoluzione, ha precisato, inoltre, che il regime di favore accordato alle cooperative sociali non incide sulla natura di soggetto passivo dell’Ires delle stesse, limitando il beneficio ai soli effetti derivanti da meccanismi che riguardano la determinazione dell’imposta.


La norma che ha esteso al condominio il ruolo di sostituto non prevede alcuna forma di esclusione dall’obbligo di effettuare la ritenuta nel caso in cui a percepire i compensi sia una cooperativa sociale, né che l’effettuazione della ritenuta possa essere influenzata da circostanze riguardanti la condizione soggettiva del percipiente, il quale peraltro, in sede di dichiarazione dei redditi, può scomputare dall’imposta sul reddito delle società la ritenuta d’acconto subita.


 


 


6) FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA CON CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE: SUI VERSAMENTI TRIMESTRALI IVA NON SI PAGANO GLI INTERESSI


La società che fornisce energia elettrica con contratti di somministrazione può effettuare i versamenti Iva con cadenza trimestrale, anziché mensile, senza applicazione di interessi, solo qualora l’energia sia erogata direttamente al cliente finale.


Con la risoluzione n. 307/E del 25.10.2007, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti su come va applicato il D.M. n. 370/2000, che ha semplificato gli adempimenti Iva per i contribuenti che prestano servizi al pubblico.


L’istanza di interpello


Nel caso di specie, la società, operante nel mercato libero dell’energia, ha chiesto chiarimenti in merito alla possibilità di liquidare e versare l’IVA trimestralmente, senza interessi e a prescindere dal volume d’affari.


L’attività esercitata consiste nell’acquisto, da altri fornitori, grossisti e/o produttori, di energia elettrica, al fine di soddisfare i fabbisogni dei clienti idonei e nella fornitura dell’energia a questi ultimi, con contratti di somministrazione, per un certo periodo ad un certo prezzo.


La risposta dell’Agenzia delle Entrate


L’Agenzia delle Entrate si è voluta prima accertare che il contratto concluso dalla società con i clienti sia effettivamente un contratto di somministrazione e su quale categoria di clienti viene rivolta la somministrazione di energia.


Infatti, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la natura giuridica della somministrazione deve risultare da un apposito contratto che evidenzia, ai sensi del codice civile, gli elementi strutturali propri della somministrazione, in particolare, la periodicità o il rapporto durevole delle prestazioni e l’unità del rapporto.


Da tale indagine (dai documenti allegati all’istanza) è risultato che, nel caso di specie, ricorrono tali presupposti.


Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha osservato, che ai sensi del D.M. 370/2000, il beneficio del versamento trimestrale dell’IVA senza interessi spetta solo a quelle imprese che prestano servizi al pubblico, vale a dire quelle imprese che erogano direttamente il bene al cliente finale.


Per la definizione delle tipologie di clienti occorre fare riferimento al Decreto Bersani (D.Lgs. n. 79/1999), che definisce “cliente finale” la persona fisica o giuridica che acquista energia elettrica esclusivamente per uso proprio e “cliente idoneo” la persona fisica o giuridica che ha la capacità di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista, sia in Italia che all’estero.


Tra i clienti idonei vanno compresi anche i clienti finali che dimostrano di avere effettuato, nell’anno precedente, consumi superiori a 30 Gwh.


Pertanto, le operazioni di somministrazione possono essere qualificate come servizio al pubblico soltanto se rivolte ai clienti finali, ossia a soggetti che, a loro volta, utilizzano l’energia esclusivamente per uso proprio e non procedono a rivenderla.


In tale eventualità la società si può avvalere del beneficio del versamento trimestrale per i rapporti per i quali sussistono tali condizioni.


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