Novità fiscali del 23 ottobre 2007. In evidenza: detrazione fiscale per i familiari di non residenti: il sostituto d’imposta può riconoscerla da subito


1) IL RIVENDITORE DI DATI CATASTALI PAGA LA TARIFFA BASE E LA MAGGIORAZIONE DEL 20% SIA PER LA PRIMA INFORMAZIONE SIA PER IL SUCCESSIVO AGGIORNAMENTO


Chiarimenti sui tributi dovuti dai soggetti che offrono ai propri clienti servizi di ricerca di informazioni ipotecarie e catastali presso gli Uffici Agenzia del Territorio.


Le informazioni ipotecarie acquisite presso l’Agenzia del Territorio (nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali) si possono riutilizzare a livello commerciale, qualora, oltre alla corresponsione del tributo venga pagata anche la maggiorazione del 20%.


Lo ha precisato la risoluzione, emanata dalla stessa Agenzia del Territorio, n. 2 del 22.10.207, la quale ha ulteriormente indicato che la maggiorazione del 20% prevista dall’art. 1, comma 370, della legge 311/2004, deve essere corrisposta ogni volta che un soggetto, qualificato come “riutilizzatore commerciale”, effettui un’ispezione ipotecaria, ancorché dalla stessa risultino confermati, ma aggiornati all’attualità, informazioni o dati ottenuti da precedenti ispezioni.


Istanza di interpello


Con istanze di interpello proposte da alcune società operanti nel settore delle informazioni ipotecarie e catastali, sono stati chiesti chiarimenti sui criteri di applicazione del trattamento tributario previsto dall’art. 1, comma 370, della legge 311/2004 – come modificato dall’art. 1, comma 386, Legge n. 296/2006 – per l’acquisizione di dati, documenti e informazioni ipotecarie, destinati alla riutilizzazione commerciale.


Tali società offrono alla loro clientela servizi di ricerca di informazioni ipotecarie e catastali effettuati presso Uffici Provinciali di questa Agenzia.


Per le ricerche destinate al riutilizzo dei dati, dei documenti e delle informazioni ipotecarie, le stesse società versano, oltre ai tributi dovuti in sede di ispezione, la maggiorazione del 20% prevista dall’art. 1, comma 370, della legge 311/2004, come modificato dall’art. 1, comma 386 della Legge n. 296/2006.


In particolare il contribuente che ha presentato l’istanza di interpello ha prospettato la seguente soluzione: Versare unicamente i tributi dovuti in sede di ispezione, mentre qualora, nel corso delle ricerche in aggiornamento risultassero nuovi dati o informazioni, per questi ultimi si dovrebbe versare anche la maggiorazione.


Parere dell’Agenzia del Territorio


L’Agenzia del Territorio, ha prima delineato che il previgente regime autorizzatorio su base convenzionale introdotto dall’art. 1, comma 371, della legge 311/2004, é stato sostituito da un regime, semplificato, nel quale l’autorizzazione alla riutilizzazione commerciale dei dati ipotecari acquisiti viene subordinata al pagamento della maggiorazione.


In sostanza, i soggetti che intendono riutilizzare commercialmente i dati, i documenti e le informazioni ipotecarie acquisite presso l’Agenzia del Territorio – nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali – possono ritenersi autorizzati al riutilizzo commerciale dei dati medesimi, qualora, oltre alla corresponsione del tributo previsto per l’acquisizione del dato dalla Tabella delle Tasse ipotecarie allegata al D. Lgs. 347/90, risulti pagata anche la maggiorazione del 20%.


La tesi posta dal contribuente non soltanto non è stata condivisa, ma è apparsa all’Agenzia del Territorio incoerente con il contesto normativo complessivo in cui la locuzione stessa risulta inserita.


A tal fine, la risoluzione ha rilevato che per “acquisizione originaria” si deve intendere l’acquisizione del dato, del documento o della informazione ipotecaria effettuata presso la fonte “originaria”, cioé la banca dati dell’Agenzia del Territorio.


E ciò indipendentemente dalla circostanza che si tratta di “prima” acquisizione del dato sotto il profilo temporale, oppure di aggiornamento di un dato o di una informazione già acquisita dal riutilizzatore, in relazione alla quale sia stata già corrisposta la maggiorazione prevista.


 


2) ISTAT: PUBBLICATO IN G. U. L’INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO DI SETTEMBRE 2007


E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 20/10/2007, l’indice ISTAT del mese di settembre 2007 che è rimasto confermato, rispetto allo scorso mese, nella misura del 1,6%.



 


3) USURA: QUANDO GLI INTERESSI PRATICATI DALLA BANCA POSSONO ESSERE USURARI


Ai fini del calcolo degli interessi usurari praticati da una banca, non si deve tenere conto della commissione di massimo scoperto, poiché ciò è espressamente previsto dai decreti ministeriali che fissano il tasso medio rilevato, sulla cui base si determina il tasso usurario.


Nei confronti di due direttori di banca,  il p.m. ha chiesto il rinvio a giudizio penale per essersi fatti dare o comunque promettere da due clienti, titolari di un conto corrente, interessi debitori effettivi di natura usuraria, sproporzionati rispetto alla prestazione erogata e, comunque,  superiori al tasso di soglia previsto dalla legge; in particolare, secondo la pubblica accusa, il superamento del tasso di soglia era avvenuto tenendo conto sia di commissioni remunerazioni e spese, eccettuate imposte e tasse, sia della commissione di massimo scoperto, sia della capitalizzazione degli interessi, sia, infine, congiuntamente della commissione di massimo scoperto e della capitalizzazione degli interessi.


(G.U.P. Verona, Sentenza penale del 21.09.2007)



 


4) RISCOSSIONE DELLA TARSU: QUANDO OCCORRE IL PREVENTIVO AVVISO DI ACCERTAMENTO


Per riscuotere la Tarsu è sufficiente l’emissione della cartella di pagamento e non necessita, quindi, l’emissione di un avviso di accertamento.


Lo ha deciso la Corte di Cassazione con Sentenza n. 20646 del 01/10/2007, la quale ha  osservato che l’art. 71   del   D.Lgs.   15.11.1993  n.  507,  prevede  l’emissione dell’avviso di  accertamento  della  tassa  per  lo  smaltimento  dei  rifiuti solidi urbani soltanto  quando  il  contribuente  non  abbia  presentato  la prescritta denuncia  oppure nel caso in cui l’ufficio comunale ritenga  che  la  denuncia  presentata  sia infedele o incompleta.


Pertanto, la Suprema Corte ha stabilito che qualora la  denuncia sia stata presentata, dal contribuente in maniera legittima (tant’è che il comune ritenga  di  non  contestarla), l’organo locale  può procedere direttamente  con  la  notifica  della cartella esattoriale  senza la previa   emissione dell’avviso  di accertamento, alla   liquidazione   del  tributo  sulla  base  degli  elementi dichiarati dallo  stesso  contribuente  originariamente,  o  a seguito di denuncia di variazione.


Tuttavia, è necessaria la notifica della cartella di pagamento, mentre, invece, alcuni comuni, per il tramite della locale Concessione (ex esattoria), inviano per la riscossione della Tarsu soltanto un semplice avviso, con allegati i relativi bollettini di pagamento, senza alcuna notifica di ciò.


In  questi casi necessita poi che la Concessione notifichi ai contribuenti che non abbiano precedentemente pagati sulla base di tali avvisi, la normale cartella di pagamento.


In caso contrario, la procedura di riscossione è nulla.


Ciò può avvenire ad esempio nel momento in cui, la Concessione esattoriale anziché notificare la cartella di pagamento, che deve seguire il semplice invio dei suddetti avvisi, faccia notificare ai contribuenti direttamente l’atto di fermo amministrativo dell’autovettura.


In atto, in tali casi, le commissioni tributarie, a cui va presentato il relativo ricorso (per le recenti modifiche normative intervenute), accolgono tali doglianze dei contribuenti.


 



5) DETRAZIONE FISCALE PER I FAMILIARI DI NON RESIDENTI: IL SOSTITUTO D’IMPOSTA PUO’ RICONOSCERLA DA SUBITO


Come è noto è stato pubblicato in G.U. n. 210 del 10.09.2007 il regolamento adottato dal Ministero dell’Economia e delle finanze – concernente le detrazioni per i carichi di famiglia ai soggetti non residenti, di cui all’art. 1, comma 1324, Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007).


Tale disposizione, la cui entrata in vigore è stata fissata per il 25.09.2007, riconosce ai soggetti non residenti – limitatamente agli anni 2007, 2008 e 2009 –le detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del TUIR (detrazioni per figli, coniuge ed altri familiari), al rispetto di alcune condizioni fissate dal decreto.


Poiché tale norma è relativa alla determinazione dell’IRPEF, imposta dovuta per anni solari, è stato osservato che l’agevolazione possa applicarsi a decorrere dal periodo d’imposta 2007, a prescindere dalla circostanza che l’entrata in vigore del regolamento sia fissata al 25.09.2007 (15° giorno successivo alla pubblicazione in G.U. del Decreto n. 149 del 02.08.2007 avvenuta appunto il 10.09.2007).


Per cui, in merito agli adempimenti a carico del sostituto d’imposta, poiché la norma ha trovato l’immediata applicazione già sulle somme corrisposte a decorrere dal 25.09.2007 il sostituto può riconoscere le detrazioni per carichi di famiglia, semprechè in possesso della documentazione prescritta dal Decreto.


Per quanto concerne il recupero delle quote di detrazione non riconosciute nel periodo antecedente l’entrata in vigore del citato Decreto, il sostituto potrà provvedere in sede di conguaglio di fine anno o al momento della cessazione del rapporto di lavoro, se precedente.


Spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia a favore di soggetti non residenti provenienti dall’Unione Europea o da Stati inclusi nel D.M. 04.09.1996


L’art. 1 del Decreto stabilisce le condizioni di spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia da riconoscere a favore di soggetti non residenti provenienti da uno stato membro dell’unione europea (allegato n. 1) o da uno stato aderente all’accordo sullo spazio economico europeo di cui al D.M. 04.09.1996 (allegato n. 2).


Nei confronti dei predetti soggetti la detrazione compete purché in una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà siano attestate le seguenti condizioni:


1) il grado di parentela del familiare per il quale si intende fruire della detrazione, con indicazione del mese nel quale si sono verificate le condizioni richieste e del mese in cui le condizioni stesse sono cessate;


2) che il familiare possiede un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche fuori del territorio dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non superiore a  € 2.840,51;


3) di non godere nel Paese di residenza ovvero in nessun altro Paese diverso da questo di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi di famiglia.


Spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia a favore di soggetti non residenti provenienti da altri Stati


L’art. 2 del D.M. prevede, invece, nei confronti dei soggetti non residenti provenienti da uno Stato non incluso nella lista di cui sopra, l’attestazione per il riconoscimento della detrazione per carichi di famiglia sia effettuato mediante:


1) documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese di origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;


2) documentazione con apposizione dell’Apostille, per i soggetti provenienti da Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961. L’apostille, da apporsi sui documenti da valere fuori dallo Stato in cui sono stati formati, costituisce una specifica annotazione sull’originale della documentazione, rilasciata dalla competente autorità identificata dalla legge di ratifica della Convenzione;


3) documentazione validamente formata dal Paese di origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata, come conforme all’originale, dal consolato italiano nel Paese di origine.


Spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia a favore di soggetti residenti cittadini extracomunitari


Infine, i commi da 1325 a 1327 della Legge n. 296/2006 stabiliscono invece nuove modalità per la richiesta delle detrazioni per carichi di famiglia da parte di cittadini extracomunitari residenti ai fini fiscali in Italia.


Tale regime, che ha sostituito la disposizione previgente di cui all’art. 21, comma 6-bis, del D.L. n. 269/2003, ora espressamente abrogata, stabilisce che per i cittadini extracomunitari che richiedono, sia attraverso il sostituto d’imposta sia con la dichiarazione dei redditi, le detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del Tuir, la documentazione attestante lo status di familiare a carico può essere costituita da:


– documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese d’origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;


– documentazione con apposizione dell’apostille, per i soggetti che provengono dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 05.10.1961;


– documentazione validamente formata dal Paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal consolato italiano del Paese d’origine.


La richiesta di detrazione, per gli anni successivi a quello di prima presentazione della documentazione deve essere accompagnata da dichiarazione che confermi il perdurare della situazione certificata ovvero da una nuova documentazione qualora i dati certificati debbano essere aggiornati.


 


Allegato 1






































































STATI APPARTENENTI ALL’UNIONE EUROPEA


STATI MEMBRI


AL 30 APRILE 2004


NUOVI STATI MEMBRI


DAL 1° MAGGIO 2004


NUOVI STATI MEMBRI


DAL 1° GENNAIO 2007


Austria


Cipro


Bulgaria


Belgio


Estonia


Romania


Danimarca


Lettonia


 


Finlandia


Lituania


 


Francia


Malta


 


Germania


Polonia


 


Grecia


Repubblica Ceca


 


Irlanda


Repubblica Slovacca


 


Italia


Slovenia


 


Lussemburgo


Ungheria


 


Paesi Bassi


 


 


Portogallo


 


 


Regno Unito


 


 


Spagna


 


 


Svezia


 


 


 





 


Allegato n. 2


 
































 


STATI DI CUI AL D.M. 4 SETTEMBRE 1996


CON I QUALI SONO IN VIGORE CONVENZIONI PER EVITARE LA DOPPIA IMPOSIZIONE


SUL REDDITO, CHE CONSENTONO L’ACQUISIZIONE DELLE INFORMAZIONI NECESSARIE


 AD ACCERTARE LA SUSSISTENZA DEI REQUISITI DA PARTE DEGLI AVENTI DIRITTO


Albania


Francia


Portogallo 


Algeria 


Germania


Regno Unito


Argentina


Giappone


Repubblica Ceca


Australia


Grecia


Repubblica Slovacca


Austria


India


Romania


Bangladesh


Indonesia


Singapore


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