Novità fiscali del 2 ottobre 2007. In evidenza: le prime anticipazioni fiscali sulla finanziaria 2008


1) INDENNITÀ E GETTONI DI PRESENZA PERCEPITI DA AMMINISTRATORI DI ENTI LOCALI: LA SOGGETTIVITÀ PASSIVA IRAP È DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


Non nasce il presupposto per l’applicazione dell’Irap in capo coloro che percepiscono redditi assimilati al lavoro dipendente, come le indennità per cariche elettive (sindaci, consiglieri comunali, assessori).


Ciò poiché per tali compensi, la soggettività passiva è assunta dalla Pubblica amministrazione che eroga il compenso.


Riguardo le indennità di funzione a favore di amministratori degli enti locali, commissari prefettizi e organi straordinari di liquidazione, il presupposto impositivo dell’IRAP si realizza nei confronti dell’amministrazione pubblica.


In particolare, i compensi erogati devono concorrere a determinare la base imponibile dell’ente ai sensi dell’art. 10-bis, D.Lgs. 446/1997, secondo cui le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 29/1993, ai fini della determinazione della base imponibile IRAP, devono tenere conto anche dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.


In particolare, un Comune ha chiesto di sapere all’Agenzia delle Entrate se per le citate indennità, assimilate ai redditi di lavoro dipendente, gli importi disposti con decreto ministeriale siano comprensivi della quota da versare a titolo d’Irap.


Preliminarmente, l’Agenzia delle Entrate ha risposto che sono qualificati redditi assimilati al lavoro dipendente i compensi erogati per l’esercizio di determinate attività riconducibili a funzioni tipiche svolte nella P.A. (sindaco, consigliere comunale, giudice di pace ecc.).


In questi casi, la qualifica dei redditi è connessa solo alla specifica funzione e, quindi, allo status assunto dal soggetto che riceve la retribuzione.


In seguito, che gli importi erogati per le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti da Stato, Regioni, Province e Comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni (ad esempio, compensi organi straordinari di liquidazione) si considerano assimilati ai redditi di lavoro dipendente se le prestazioni non sono rese da soggetti che esercitano abitualmente un’arte o una professione e non sono state effettuate nell’esercizio di impresa commerciale.


Per cui, ha precisato l’Agenzia delle Entrate, l’Irap non  colpisce i soggetti che percepiscono le retribuzioni qualificate come redditi assimilati al lavoro dipendente (ad esempio, le indennità per cariche elettive), ma grava, invece, sulle Amministrazioni che le erogano.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 28.09.2007, n. 274/E)



 


2) COMMERCIO DI ORO DA INVESTIMENTO: TERRITORIALITÀ IVA DELLE OPERAZIONI MEDIANTE UNA BANCA INGLESE


Le cessioni di oro nei confronti di clienti residenti in Paesi extracomunitari effettuate con l’intervento di una banca inglese o di altri operatori esteri specializzati sono operazioni che esulano dalla sfera dell’Iva poiché riguardano beni non esistenti fisicamente nel territorio dello Stato, per le quali non si verificano i presupposti dell’acquisto intracomunitario.


L’Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti sulla corretta qualifica ai fini IVA, delle operazioni che una società, operante nel settore del commercio di oro “da investimento” e di oro “industriale”, pone in essere con l’utilizzo di appositi “conti metalli non allocati”.


Il quesito all’Agenzia delle Entrate ai fini IVA


In particolare, una società che opera nel settore del commercio di oro “da investimento” e di oro “industriale” deposita presso una banca inglese, presso la quale ha acceso un “conto metallo” determinate quantità di oro puro, per la successiva vendita a clienti residenti in paesi extraUe.


Una volta ricevuta la richiesta di fornitura, la società poi gira l’ordine alla banca affinché provveda alla materiale consegna del bene sotto forma di lingotti e, quindi,  a questo punto segue l’emissione della fattura nei confronti del cliente.


Dall’analisi dell’istanza e dall’ulteriore documentazione pervenuta all’Agenzia delle Entrate è risultato che la società istante, avvalendosi di un “conto metallo” aperto presso una banca inglese, si approvvigiona di determinate quantità di oro da investimento da vendere a clienti extracomunitari. Inoltre, che la banca depositaria si obbliga, per suo conto, a consegnare l’oro fisico in forma di lingotti ai clienti finali tramite proprie filiali o corrispondenti estere e ad addebitare sul conto metalli della società istante il controvalore di oro non allocato.


La risposta dell’Agenzia delle Entrate


Secondo l’Agenzia delle Entrate, nel caso di specie, la vendita di un bene non esistente nel territorio nazionale deve essere considerata come operazione estranea all’ambito Iva, per la quale non si verificano i presupposti dell’acquisto intracomunitario (art. 7, comma 2, Dpr 633/1972) e va registrare nella sola contabilità generale a conto vendite.
Le varie prestazioni rese dalla banca inglese (gestione del “conto metallo”, contatti con altri operatori, messa a disposizione dell’oro e suo trasporto all’estero) rappresentano, invece, un insieme di operazioni che non è possibile distinguere singolarmente e che vanno considerate effettuate nel Regno Unito (art. 7, comma 3, Dpr 633/1972).


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 28.09.2007, n. 273/E)



 


3) IVA – OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE SU BENI MOBILI: CESSIONI DI BENI E PRESTAZIONI DI SERVIZI


Per conoscere se una determinata operazione costituisce, ai fini Iva, una “cessione” o una “prestazione” occorre fare riferimento, anche in presenza di una movimentazione di beni di rilevante valore economico, a diversi criteri, tra cui assume particolare importanza la volontà delle parti.


Per cui, in base a tale precisazione dell’Agenzia delle Entrate, l’operazione resa da una società italiana ad una società tedesca – consistente nella lavorazione delle parti grezze inviate dalla società con sede in Germania (con l’aggiunta di elementi senza i quali il bene finito sarebbe del tutto inidoneo all’uso) – deve essere considerata una prestazione di servizi relativa a beni mobili materiali resa nei confronti di soggetto passivo di altro Stato membro, ai sensi dell’art. 40, comma 4-bis, D.L. n. 331/1993.


Il quesito su cui ha risposto l’Agenzia delle Entrate é stato posto da una società con sede in Italia (Alfa), chiamata a eseguire, partendo da componenti grezzi forniti direttamente dall’acquirente finale tedesco (che ne mantiene in ogni fase la proprietà), la lavorazione necessaria per realizzare il prodotto finito.


Al termine del processo (con i prodotti finiti trasportati in Germania), i materiali di Alfa incidono percentualmente sul corrispettivo per il 40% (mentre il 60% del fatturato é dovuto alla lavorazione).


Secondo l’Agenzia delle Entrate tale operazione costituisce una prestazione di servizio su bene mobile materiale, resa nei confronti di soggetto passivo di altro Stato membro.
Dall’interpretazione dei contratti, è emersa l’intenzione dei contraenti di dare vita a un contratto d’opera e, quindi, a una prestazione di servizi.


Nel caso di specie, considerato che i beni sono destinati a lasciare il territorio dello Stato, si applica l’art. 40, comma 4-bis, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, il quale dispone che, in deroga a quanto previsto dall’articolo 7, comma 4, lettera,b) del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, “le prestazioni di servizi relative a beni mobili qualora siano eseguite nel territorio dello Stato, non si considerano ivi effettuate se sono rese ad un committente soggetto passivo di imposta in altro Stato membro ed i beni sono spediti o trasportati al di fuori del territorio dello Stato”.


Pertanto:


– la movimentazione dei beni (in entrata materie prime, in uscita prodotto finito), oggetto della prestazione di servizi, va, in base al punto 3 della Circolare n. 145/1998, annotata sul registro di cui all’articolo 50, comma 5, del D.L. 331/193 convertito dalla Legge, n. 427/1993;


– i beni inviati in Germania a GAMMA DE, per conto del committente ALFA DE, vanno fatturati a quest’ultima senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 40, comma 4-bis, del citato D.L. n. 331/1993;


– i beni ricevuti dalla Germania per la lavorazione e in tale Paese rinviati al termine della prestazione di servizi vanno dichiarati negli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie, rispettivamente degli acquisti e delle cessioni, ai soli fini statistici, qualora il soggetto nazionale sia tenuto alla presentazione mensile di detti elenchi.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 28.09.2007, n. 272/E)


 



4) LE PRIME ANTICIPAZIONI SULLA MANOVRA FINANZIARIA 2008


Nella seduta del 28.09.2007, il Consiglio dei Ministri ha approvato l’annuale manovra finanziaria, consistente per l’anno 2008.


Questi i principali provvedimenti fiscali contenuti nel decreto-legge e nel disegno di legge:


Un sostegno economico corrisposto per via fiscale ai contribuenti IRPEF per i quali l’imposta netta sia risultata uguale a zero a causa delle modeste condizioni di reddito, commisurate anche all’ampiezza dell’eventuale nucleo familiare.


Il sostegno economico si tradurrà in 150 euro netti per ogni contribuente e per ciascuno dei familiari a suo carico. I lavoratori dipendenti e i pensionati potranno ottenere queste somme attraverso il datore di lavoro o l’ente previdenziale (sostituto di imposta); gli altri contribuenti interessati attraverso la dichiarazione dei redditi;


– sconti fiscali anche per l’abitazione, sia per i proprietari, sia per gli affittuari:
– per la casa di abitazione, i proprietari degli immobili con un reddito individuale non superiore ai 50.000 euro annui potranno sommare all’attuale detrazione ICI di 103,29 euro un’ulteriore detrazione di imposta annuale, a carico dello Stato centrale, pari al 30% dell’aliquota base dell’ICI. Compresa la detrazione già in vigore, lo sconto di imposta non potrà superare i 303,29 euro l’anno per contribuente;


– per gli affittuari (con contratto di affitto registrato), lo sconto sarà di 300 euro l’anno per gli inquilini con reddito complessivo IRPEF fino a 15.494 euro lordi l’anno e di 150 euro l’anno per i contribuenti con un reddito complessivo compreso tra 15.494 e 30.987 euro lordi l’anno; la detrazione non è prevista per i titolari di alloggi popolari assegnati, che pagano un canone già fortemente scontato. Agli affittuari a basso reddito o a coloro i quali non sono tenuti a pagare l’IRPEF verranno corrisposte le stesse somme;


– per i non autosufficienti sono previsti interventi pari a 200 milioni di euro.


Infine, rilevanti novità e semplificazioni degli adempimenti fiscali sono previste per circa un milione di piccoli imprenditori.


Per le imprese l’IRES scende dal 33% al 27,5%, a partire dal 1° gennaio 2008: Agevolazioni anche le società di persone e le ditte individuali che reinvestono gli utili in azienda.


Anche l’IRAP scende dal 4,25% al 3,9%.


Addio libri contabili, Iva e Irap, per le piccole imprese solo un forfait


Gli imprenditori minimi e marginali, senza dipendenti, potranno scegliere di aderire, ove lo riterranno più conveniente, aderire ad un regime semplificato.


Chi riguarda:


chi ha un giro di affari inferiore a 30 mila euro lordi l’anno, non ha fatto investimenti superiori ai 15 mila euro nel triennio e non ha dipendenti.


Come funziona:


per coloro che aderiscono scattano la franchigia dall’Iva (e dalla relativa documentazione), l’esenzione dall’Irap e un solo adempimento per l’Irpef.


Che cosa si paga:


un’imposta sostitutiva sul reddito pari al 20%.


Come si calcola il reddito imponibile:


dal valore del giro di affari annuale si sottrae il valore dei costi sostenuti per l’impresa. Sulla differenza si calcola il 20%.


Semplificazioni


Viene annunciata l’eliminazione di molte differenze tra i valori del bilancio civilistico delle società e quelli da utilizzare a fini fiscali.


In tal modo, non andranno più indicate nella dichiarazione dei redditi le variazioni per gli ammortamenti, gli accantonamenti e le altre rettifiche di valori.


Al posto del complicato calcolo degli interessi passivi indeducibili della thincapitalizatione dei cosiddetti pro-rata patrimoniale e pro-rata reddituale ci sarà un solo, semplice meccanismo per determinare l’ammontare degli interessi eventualmente non deducibili, che però potranno essere dedotti negli anni successivi.


Altra notizia dal comunicato stampa:Drastica semplificazione per l’Irap, poiché la sua base imponibile si sgancia da specifiche regole fiscali.


I valori per calcolare il tributo diventeranno quelli economici, gli stessi utilizzati nella contabilità nazionale per calcolare il valore aggiunto ai fini del Pil.


Secondo quanto comunicato dal governo: La base imponibile dell’Irap, dunque, deriverà dai dati di bilancio, rendendo tutto più semplice e trasparente.


Niente dichiarazione annuale Irap nel modello Unico.


Le imprese indicheranno i valori direttamente alla Regione.


Semplificazione anche per le spese di rappresentanza, per le quali scompariranno le attuali incertezze sulla deducibilità, grazie a un sistema di indicazione puntuale di quelle ammesse tra i costi.


Misure particolari saranno introdotte nelle compensazioni dei crediti d’imposta e dell’Iva, al fine di rafforzare il contrasto ai comportamenti illeciti; nonché per limitare le possibilità elusive nei gruppi societari nazionali e internazionali.


(Comunicato stampa Consiglio dei ministri 28.09.2007, n. 68)


 



5) DICHIARAZIONI – RESIDENTI NELLE AREE DI MESTRE E MARGHERA: INVIO TELEMATICO CONSENTITO FINO AL 03.10.2007


I contribuenti residenti nelle aree di Mestre e Marghera del comune di Venezia hanno due giorni di tempo in più per l’invio telematico delle dichiarazioni relative ai modelli il cui termine di trasmissione è previsto entro il 01.10.2007.


(Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 28.09.2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


2 Ottobre 2007


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