Novità fiscali del 19 Ottobre 2007. In evidenza: approvato il nuovo disegno di legge per la riforma del Welfare


1) PROPOSTA DI LEGGE NELLA FINANZIARIA 2008: SE NON VI SARANNO ULTERIORI MODIFICHE AL TESTO DEL D.D.L.,  DAL PROSSIMO ANNO GLI ENTI PUBBLICI ACCETTERANNO SOLO LE FATTURE EMESSE IN FORMATO ELETTRONICO  – NIENTE PIU’ FATTURE CARTACEE


Dovranno porre molta attenzione tutti coloro che lavorano con gli enti pubblici: Professionisti (architetti, ingegneri, avvocati, ecc.), aziende, e cosi via.


Infatti, dalla lettura del Testo del Disegno di Legge, in discussione in Senato, emerge che dal 2008 (ma l’obbligo potrebbe slittare a seguito di un apposito regolamento da emanare in seguito, o più precisamente potrebbe essere introdotto gradualmente) vigerà (o potrebbe vigere) l’obbligo della fatturazione elettronica per chi intrattiene rapporti economici con le amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e con gli enti pubblici.


All’obbligo imposto agli operatori (dall’art. 5, comma 37 e seguenti, del D.D.L. Finanziaria 2008) corrisponderà il divieto (salvo proroghe/deroghe previste da un successivo regolamento da emanare) per le amministrazioni di accettare una fattura su carta e di effettuare il pagamento anche parziale.


In particolare, per semplificare il procedimento di fatturazione e registrazione delle operazioni imponibili, a decorrere dalla data di entrata in vigore di un prossimo regolamento, l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione delle fatture emessi nei rapporti con le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo e con gli enti pubblici nazionali, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili, deve essere effettuata esclusivamente in forma elettronica, con l’osservanza del decreto legislativo 20.02.2004, n. 52, e del Codice dell’amministrazione digitale.


Pertanto, a decorrere dalla data di entrata in vigore del suddetto regolamento (da emanare), le amministrazioni e gli enti non potranno accettare le fatture emesse o trasmesse in forma cartacea né potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, fino all’invio in forma elettronica.


La trasmissione delle fatture elettroniche avverrà attraverso il Sistema di Interscambio istituito dal Ministero dell’economia e delle finanze e da questo gestito anche avvalendosi delle proprie strutture societarie.


Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (da emanare entro il 31.03.2008) sarà individuato il gestore del Sistema di Interscambio, definendone le competenze e le attribuzioni, comprese quelle relative:


a) al presidio del processo di ricezione e successivo inoltro delle fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie;


b) alla gestione dei dati in forma aggregata e dei flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica.


Regolamento da emanare


Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le riforme e l’innovazione nella pubblica amministrazione, saranno definite:


a) le regole di identificazione univoca. degli uffici centrali e periferici delle amministrazioni destinatari della fatturazione;


b) le regole tecniche relative alle soluzioni informatiche da utilizzare per l’emissione e la trasmissione delle fatture elettroniche e le modalità di integrazione con il sistema di interscambio;


c) le linee guida per l’adeguamento delle procedure interne delle amministrazioni interessate alla ricezione ed alla gestione delle fatture elettroniche;


d) le eventuali deroghe agli obblighi di non dovere accettare le fatture cartacee, limitatamente a determinate tipologie di approvvigionamenti;


e) la disciplina dell’utilizzo, tanto da parte degli operatori economici, quanto da parte delle amministrazioni interessate, di intermediari abilitati allo svolgimento delle attività informatiche necessarie all’assolvimento degli obblighi di cui al presente articolo;


f) le eventuali misure di supporto, anche di natura economica, per le piccole e medie imprese;


g) la data, a decorrere dalla quale decorrono l’obbligo di non dovere accettare le fatture cartacee, con possibilità di introdurre gradualmente il passaggio al sistema di trasmissione esclusiva in forma elettronica.


 



2) APPROVATO IN VIA DEFINITIVA IL NUOVO DISEGNO DI LEGGE PER LA RIFORMA DEL WELFARE: LAVORATORI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS, AUMENTANO ANCORA DI PIU’ LE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE


Dopo una lunga trattativa il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il testo del Disegno di Legge in materia di riforma del Welfare.


In precedenza un primo testo era già stato approvato dal Governo, ma aveva trovato l’opposizione delle parti sociali giacché non totalmente compatibile con il Protocollo sottoscritto il 23.07.2007.


Ora l’accordo sembra definitivamente raggiunto anche per quanto riguarda quei punti oggetto di accesi scontri: Lavoro a tempo determinato e previdenza.


Interventi in materia di previdenza per gli iscritti alla gestione separata: Aumentano le aliquote INPS


Il suddetto D.D.L.  (art. 28) dispone l’aumento dell’aliquota contributiva prevista per i lavoratori iscritti alla gestione separata (di cui all’art. 2 comma 26 della Legge 335/95) nelle seguenti misure:


– del 24% per l’anno 2008;


– del 25% per l’anno 2009;


– del 26% per l’anno 2010.


Viene inoltre previsto l’aumento dell’aliquota contributiva anche per i titolari di rapporti di collaborazione comunque iscritti ad altre forma pensionistiche nella misura del 17% a partire dal 2008.


I lavoratori di cui all’art. 2 comma 26 della Legge 335/95


Si tratta di quei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata che hanno redditi derivanti da:


– Collaborazione coordinata e continuativa o a progetto;


– attività professionale;


– lavoro autonomo occasionale (se il reddito annuo è superiore a 5.000 euro)


– vendita a domicilio (se il reddito annuo è superiore a 5.000 euro);


– associazione in partecipazione


Le attuali aliquote


La legge finanziaria per il 2007 ha ridotto da tre a due le aliquote contributive per gli iscritti alla gestione separata:


23,50% per i non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria oltre alla gestione separata.


16% per:


 i collaboratori e i professionisti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria;


– i titolari di pensione diretta, cioè quella derivante da contributi versati per il proprio lavoro;


– i titolari di pensione di reversibilità.



 


3) ENTI NON COMMERCIALI DELLA SANITÀ PRIVATA: SOSPESI I TERMINI TRIBUTARI E CONTRIBUTIVI, SONO STATI PROROGATI FINO AL 31 DICEMBRE 2007


Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha stabilito la proroga della sospensione dei termini tributari e contributivi per gli enti non commerciali della sanità privata, ai sensi dell’art. 6, comma 8-quinquies, D.L. n. 300/2006.


Proroga sospensione termini tributari


In particolare, l’art. 1, concede, agli enti non commerciali di cui all’art. 1, comma 255, della Legge 30.12.2004, n. 311, la proroga fino al 31.12.2007 del termine di scadenza della sospensione dei termini di pagamento dei tributi e dei contributi previdenziali ed assistenziali, di cui all’art. 8, comma 3-bis, del D.L. 30.09.2005, n. 203, convertito dalla Legge 02.12.2005, n. 248.


I versamenti tributari e contributivi i cui termini scadono nel periodo dal 01.01.2007 al 31.12.2007, non eseguiti per effetto della proroga della sospensione, vanno effettuati entro il mese di gennaio 2008 in un’unica soluzione, o, senza aggravio di sanzioni ed interessi, in 24 rate mensili, di cui la prima da effettuarsi entro la data del 31.01.2008.


(D.M. Ministero economia e finanze 05/10/2007, G.U. 17.10.2007, n. 242)


 



4) DISPONIBILE IL SOFTWARE GRATUITO PER LA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA – AIUTI DI STATO, VERSIONE 1.0.0 DEL 18.10.2007


Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it , è disponibile dal 18.10.2007, il software DichiarazioneSostitutiva_AiutiDiStato che consente la compilazione della Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà concernente determinati aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla commissione Europea.


Per ulteriori informazioni in merito a tale adempimento, si vedano i precedenti articoli delle novità fiscali del giorno (tra cui quello di ieri) pubblicati sul Sito www.https://www.commercialistatelematico.com .


 



5) CONTABILITA’ SEMPLIFICATA DELLE IMPRESE MINORI: COME DETERMINARE L’ATTIVITA’ PREVALENTE  PER I CONTRIBUENTI CHE ESERCITANO CONTEMPORANEAMENTE PRESTAZIONI DI SERVIZI ED ALTRE ATTIVITA’


L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 293 del 18.10.2007, ha chiarito per i semplificati (art. 18 del D.P.R. n. 600/1973) come si determina l’attività prevalente in caso di contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività.


Per i contribuenti che svolgono contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività, si fa riferimento, in caso di contabilità separata per ogni attività, all’ammontare dei ricavi relativi all’attività prevalente.


Per attività prevalente deve intendersi quella con la quale sono stati conseguiti maggiori ricavi nel periodo d’imposta.



 


6) RILEVANZA IRAP DELLE COMPONENTI REDDITUALI COLLEGATE AD UN EVENTO DANNOSO (INCENDIO MERCI IN MAGAZZINO)


Le componenti reddituali, indipendentemente dalla loro corretta classificazione di bilancio nella gestione straordinaria, concorrono a formare la base imponibile IRAP.


L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 294 del 18.10.2007 ha fornito chiarimenti anche in merito alla rilevanza IRAP delle componenti reddituali collegate ad un evento dannoso.


Il 16.03.2006 una Srl ha subito un incendio che ha pressoché distrutto un capannone adibito a magazzino di componenti auto (cinghie di trasmissione). Su tale evento straordinario la società riscuote proventi da risarcimento assicurativo.


Secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate, la distruzione delle giacenze di magazzino subita dalla società istante per effetto dell’incendio, sia pure classificabile tra gli oneri della gestione straordinaria, sia correlata alle rimanenze finali che hanno concorso a determinare il valore della produzione di esercizi precedenti o dello stesso esercizio, nel caso in cui la perdita si riferisca a rimanenze formatesi nell’anno in corso.


Sul piano contabile, la società ha imputato la componente reddituale di natura straordinaria in contropartita delle rimanenze finali di conto economico, sterilizzando la variazione subita dalle stesse per effetto della perdita accidentale subita.


Per cui, per lo stesso principio di correlazione, assume rilevanza ai fini IRAP anche il relativo risarcimento assicurativo: Sia perché volto a fronteggiare tale onere, sia perché ricevuto in sostituzione di una componente reddituale che sarebbe stata inclusa nel valore della produzione dell’esercizio stesso o di esercizi futuri.


In conclusione, le suddette componenti reddituali, indipendentemente dalla loro corretta classificazione di bilancio nella gestione straordinaria, concorrono alla formazione della base imponibile IRAP ai sensi dell’art. 11, comma 3, del D.Lgs. n. 446/1997.


Viceversa, ai fini dell’IRAP, non assumono rilevanza gli altri oneri sostenuti dalla società seguito dell’evento dannoso (riorganizzazione dei nuovi locali, trasporto, facchinaggio, perizie, affitto nuovi locali ecc..), così come il relativo indennizzo percepito, se considerati entrambi componenti reddituali di natura straordinaria secondo le indicazioni fornite dai principi contabili e dai documenti interpretativi.


 



7) IVA EDILIZIA: SOGGETTO A REVERSE CHARGE IL CONTRATTO IN CUI NON VI SIANO GLI ELEMENTI TIPICI ESPRESSAMENTE PREVISTI


Vanno assoggettate al regime del reverse-charge  le prestazioni rese in dipendenza di contratto in cui non ricorre lo schema tipico del contratto di avvalimento come disciplinato dal legislatore, qualora lo stesso contratto sia stato stipulato a favore di una società che non ha partecipato alla gara per l’aggiudicazione dei lavori pubblici.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 295 del 18.10.2007.



 


8) RITENUTA SUI COMPENSI LIQUIDATI AL NOTAIO DELEGATO ALLE OPERAZIONI DI VENDITA IMMOBILIARE NELL’AMBITO DEL PROCESSO ESECUTIVO


L’obbligo di effettuazione e versamento della ritenuta, deve essere assolto, in nome e per conto del debitore esecutato, dal notaio delegato alle operazioni di vendita al momento del prelievo del compenso.


E’ quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione n. 296 del 18.10.2007.


Il curatore di fallimento aveva chiesto di sapere se (in applicazione dell’art. 23 del DPR n. 600/1973, modificato dall’art. 37, comma 1, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223) sussiste l’obbligo per il curatore fallimentare di effettuare la ritenuta d’acconto di cui all’art. 25 del DPR n. 600/1973 sui compensi liquidati dal giudice dell’esecuzione al notaio da quest’ultimo delegato a vendere all’incanto due beni immobili nell’ambito di una procedura esecutiva, che era già in corso all’apertura del fallimento.


Peraltro, lo stesso curatore fallimentare aveva fatto presente di non potere assumere la qualifica di sostituto d’imposta con riferimento ai compensi liquidati al notaio delegato alle operazioni di vendita “per mancanza del presupposto di cui all’articolo 23 del DPR 29 settembre 1973, n. 600, non avendo corrisposto al notaio i compensi a lui dovuti a seguito della delega conferitagli dal giudice delle esecuzioni.



 


9) ICI: CHIARIMENTI NELLA RISOLUZIONE N. 4 DEL 18.10.2007 DEL DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE FISCALI


ICI:  per i soggetti appartenenti alle Forze di Polizia l’unica possibilità per ottenere l’applicazione dell’aliquota ridotta e la detrazione per l’abitazione principale é quella di fornire la prova della dimora abituale nel comune ove é ubicato l’immobile.



 


10) ICI – SOGGETTIVITA’ PASSIVA. IMMOBILE CONCESSO IN LOCAZIONE CON PATTO DI FUTURA VENDITA E RISCATTO: IMMOBILE ASSEGNATO CON PROVVEDIMENTO GIUDIZIALE AL CONIUGE SEPARATO O DIVORZIATO


Il Dipartimento delle Politiche Fiscali con la Risoluzione n. 5 del 18/10/2007 ha fornito i relativi chiarimenti.


Il diritto riconosciuto al coniuge, non titolare di un diritto di proprietà o di godimento, sulla casa coniugale, con il provvedimento giudiziale di assegnazione di detta casa in sede di separazione o divorzio, ha natura di atipico diritto personale di godimento e non già di diritto reale.


Il coniuge non assegnatario della casa coniugale, se titolare del diritto di proprietà sulla stessa, deve pagare l’imposta senza poter usufruire dell’aliquota ridotta e della detrazione per abitazione principale.


Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente ha la dimora abituale, che, salvo prova contraria, coincide con la residenza anagrafica dello stesso soggetto.


Tuttavia, i comuni possono, attraverso una norma regolamentare, estendere il beneficio della detrazione e dell’aliquota ridotta prevista per l’abitazione principale anche agli immobili dei soggetti passivi che, a seguito di provvedimento giudiziale di separazione o divorzio, non siano assegnatari della casa coniugale.


 


Vincenzo D’Andò


 


19 Ottobre 2007


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