Novità fiscali del 15 ottobre 2007. In evidenza: Legge Finanziaria 2008: proposta la detraibilità per iva congressuale; validità accertamento: gli studi di settore devono essere accompagnati anche da altri elementi più incisivi; acquisto di auto e di beni e servizi connessi: i chiarimenti dell’agenzia delle Entrate


1) PROPOSTA DI LEGGE FINANZIARIA 2008: MODIFICA DELLA DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE IRAP


Modifica della determinazione del valore della produzione IRAP


L’art. 3 del Disegno di Legge alla Finanziaria 2008, in corso di discussione al Senato, propone di modificare anche la determinazione del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP (di cui agli artt.  5, 6, e 7 del D.Lgs n. 446/97).


La relazione ministeriale illustrativa di tale articolo, spiega che si tratta di un cambiando radicale dell’impostazione attuale che collega strettamente la base imponibile IRAP alle variazioni fiscali del reddito d’impresa.


In particolare:


– Per i soggetti appartenenti al settore industriale, commerciale e dei servizi, la nuova determinazione del valore della produzione risente, principalmente, della eliminazione delle deduzioni extracontabili; come per le altre imprese, tuttavia, viene prevista a sistema anche la indeducibilità dell’ICI.


– per iì soggetti appartenenti al settore bancario, il nuovo valore della produzione è determinato, in generale, dal margine di intermediazione, ridotto del 50% dei dividendi complessivi; con deduzione del 90% dei consumi intermedi rappresentati dagli ammortamenti dei beni strumentali materiali ed immateriali e delle altre spese amministrative;


– anche per le imprese di assicurazione la base imponibile viene modificata, in particolare, risulterà direttamente dalla somma algebrica dei risultati dei conti tecnici dei rami danni e vita; come per le banche, tuttavia, i dividendi sono assunti nella misura del 50% e gli ammortamenti e le altre spese amministrative sono deducibili nel limite del 90%.


Per tutto questo viene proposta l’abrogazione delle disposizioni introdotte dall’art. 15-bis, comma 1, lettera a) del D.Lgs 81/2007, per a parziale indeducibilità degli interessi passivi.


Riduzione di alcune deduzioni forfetarie.


Inoltre, precisa la relazione ministeriale che viene proposta la modifica delle seguenti deduzioni:


– Riduzione da 8,000 euro a 7.350 euro della deduzione forfetaria di cui all’art. 11, comma 4-bis, del D.Lgs. n. 446/97 a favore dei contribuenti IRAP privati con base imponibile inferiore a 180.759,91 euro; 


– riduzione da 2.000 euro a 1.850 euro della deduzione per i soggetti con componenti positivi inferiori a 400.000 euro;


– riduzione da 5.000 euro a 4.600 e da 10.000 euro a 9.200 euro delle deduzioni (deduzioni fisse per il cuneo fiscale).


Modifica dell’aliquota di riferimento ai fini IRAP


Infine, viene proposto di ridurre l’aliquota dell’IRAP dal 4,25% al 3,9%.


 


2) PROPOSTA DI LEGGE FINANZIARIA 2008: INTRODOTTO UN TETTO DI 250.000 EURO AI CREDITI D’IMPOSTA ANNUALMENTE SPENDIBILE IN COMPENSAZIONE


La proposta contenuta nell’art. 3 del D.D.L. (testo provvisorio), come  illustrata dalla relazione ministeriale, prevede che a partire dal 01.01.2008, anche in deroga alle disposizioni previste dalle singole leggi istitutive, i crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi possono essere utilizzati nel limite annuale di 250.000 euro. L’ammontare eccedente è riportato in avanti anche oltre il limite temporale eventualmente previsto dalle singole leggi istitutive ed è comunque compensabile per l’intero importo residuo a partire dal terzo amo successivo a quello in cui si genera l’eccedenza.


 


3) PROPOSTA DI LEGGE FINANZIARIA 2008: ELIMINATI I CONTRIBUTI NELLA FORMA DI CREDITI D’IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI (ART. 3, COMMA 18 DEL DISEGNO DI LEGGE)


L’art. 3, comma 18, del D.D.L. alla finanziaria 2008 (in discussione al Senato) potrebbe abrogare il comma 4-bis dell’art. 4 del D.L. 300/2006, convertito dalla legge n. 17/2007.


Tale norma prevede la proroga del termine per il completamento degli investimenti al 31 dicembre 2007 e al 31 dicembre 2008 per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento del diritto al credito d’imposta  rispettivamente negli anni 2005 e 2006.


In sostanza, avverte la relazione ministeriale al D.D.L., con l’abrogazione della neo disposizione verrebbe meno, per le imprese che hanno effettuato nuovi investimenti nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e e), del Trattato che istituisce la Comunità europea e successive modificazioni, la possibilità di fruire del contributo nella forma di credito d’imposta per gli investimenti completati entro il 31.12.07 ed entro il 31.12.08.


Pertanto, con l’abrogazione della norma citata (art. 4-bis), non potrebbero più usufruire del contributo:


– le imprese che hanno ottenuto il riconoscimento del credito d’imposta nell’anno 2005 (anche se completano gli investimenti entro il 2007);


– le imprese che hanno ottenuto il riconoscimento del credito d’imposta nell’anno 2006 (anche se completano gli investimenti entro il 2008).



 


4) PROPOSTA DI LEGGE FINANZIARIA 2008: CREDITO DI IMPOSTA PER INVESTIMENTI E RICERCA (ART.  3, COMMA 19 DEL DISEGNO DI LEGGE)


Viene proposta, con l’art. 3 del D.D.L. alla finanziaria 2008, la seguente modifica alla attuale Legislazione: Per gli investimenti in ricerca e sviluppo riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca la norma intende elevare al 40% l’agevolazione fissata dalla legge finanziaria del 2007 sotto forma di credito d’imposta nella misura del 15%.


La norma, una volta approvata, andrebbe ad elevare il tetto massimo agevolabile da 15 milioni di euro a 50 milioni di euro.


In merito alla decorrenza degli effetti delle modifiche alla disciplina originaria, viene prevista l’efficacia retroattiva facendo coincidere l’entrata in vigore delle nuove disposizioni con quella del provvedimento originario.


 


5) PROPOSTA DI LEGGE FINANZIARIA 2008: DIVIDENDI IN USCITA (ART. 3, COMMA 20 DEL DISEGNO DI LEGGE)


Se verrà approvata la modifica contenuta nel D.D.L. alla finanziaria 2008 (nel testo provvisorio: Art. 3, comma 20) accadrà che ai dividendi corrisposti alle società ed agli enti, con o senza personalità giuridica, residenti negli Stati membri dell’Unione europea e nei Paesi aderenti all’ Accordo sullo spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, ed assoggettati all’imposta sul reddito delle società verrà applicata una ritenuta a titolo di imposta dell’1,375%, pari al 27,50% del 5% (corrispondente al prelievo IRES del 27,5 per cento operato sulla base imponibile dei dividendi percepiti da soggetti italiani e quindi sul 5% del comprovante positivo).


Verrebbe, inoltre, introdotta la diversa aliquota dell’ 1,375% anche per i casi disciplinati per le fattispecie conseguenti all’applicazione della thin capitalization.


 



6) PROPOSTA DI LEGGE FINANZIARIA 2008: CREDITI DI IMPOSTA PER INCENTIVARE LA FORMAZIONE DI STUDI ASSOCIATI (ART. 3, COMMI 23-29 DEL DISEGNO DI LEGGE)


L’art. 3 del D.D.L. alla Legge finanziaria 2008, propone pure che venga riconosciuto un credito d’imposta per le spese inerenti il processo di aggregazione di liberi professionisti, che decidono di aggregarsi, in un numero non inferiore a 4 e non superiore a dieci, al fine di formare, in luogo della libera attività individuale, uno studio associato per lo svolgimento della propria attività professionale.


Il credito d’imposta verrebbe commisurato ai nuovi investimenti, anche mediante contratti di locazione e dovrebbe essere attribuito nella misura massima del 15% dei costi sostenuti per l’acquisizione, anche mediante leasing, di beni strumentali materiali e immateriali, nonché per l’ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione degli immobili utilizzati per un periodo di tre anni.



 


7) LEGGE FINANZIARIA 2008: AGENZIE DI VIAGGI – PROPOSTA LA DETRAIBILITÀ PER IVA CONGRESSUALE (ART. 3, COMMA 30 E 31 DEL DISEGNO DI LEGGE)


Sempre nel medesimo art. 3 del D.D.L. Finanziaria 2008 (testo provvisorio in discussione al Senato) viene proposto che le agenzie di viaggi e turismo possano applicare il regime ordinario dell’IVA limitatamente alle prestazioni alberghiere all’interno dell’organizzazione di convegni, congressi e simili effettuati nel territorio dello Stato.


Come è noto, le agenzie di viaggi e turismo sono, al momento, assoggettate ad un regime IVA speciale che prevede il calcolo dell’imposta secondo il metodo base da base: La base lorda dell’imposta è calcolata come differenza tra il valore dei corrispettivi ed il valore dei costi al lordo dell’imposta. Da tale differenza viene poi scorporata l’IVA da versare.


Viceversa, il regime ordinario prevede il calcolo dell’IVA da versare come differenza tra IVA a debito e IVA a credito.


8) PROPOSTA DI LEGGE FINANZIARIA 2008: NORME ANTIELUSIVE – CREAZIONE DI UNA WHITE LIST (ART. 3 , COMMI 33 – 40, DEL DISEGNO DI LEGGE)


Come descritto nella relazione ministeriale, con la proposta contenuta nel Disegno di Legge (art. 3) alla finanziaria 2008, le norme attuali sulla “black list” per l’applicazione delle norme antielusive relativa alle imprese verrebbero sostituite da una nuova “white list” basata esclusivamente sulla esistenza di un effettivo scambio di informazioni.


Anche la vigente black list relativa alle persone fisiche, verrebbe sostituita da una nuova white list.


Mentre verrebbe mantenuta la esistente “white list” di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 239/96 ai soli fini delle disposizioni contenute in considerazione delle implicazioni di tali disposizioni nel settore del debito pubblico.


Per i Paesi e territori che in atto non sono inclusi nelle esistenti liste (sia black che white), per cinque anni, verrebbe mantenuto l’attuale regime di cui agli art. 87 e 89 del TUIR (PEX ed esenzione sui dividendi).


Pertanto, afferma la citata relazione, l’eventuale inclusione di tali Paesi nella nuova white list non dovrebbe provare variazioni rispetto all’attuale sistema; la eventuale esclusione, invece, potrebbe determinare, dopo il quinto anno, un effetto positivo di gettito.
Inoltre, sarebbero interessati alla applicazione del nuovo regime gli specifici soggetti previsti agli artt. 2 e 3 del Decreto 21.11.2001.


Esiste, inoltre, un limitato gruppo di Stati e di soggetti che sono compresi contemporaneamente sia nella attuale white list sia nella black list CFC anche limitatamente ad alcuni regimi (Filippine, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Ecuador, Lussemburgo, Malta e Mauritius).


Per questi stati, l’eventuale inserimento nella white list, con la conseguente disapplicazione delle norme CFC, potrebbe generare, in assenza di reazioni comportamentali dei contribuenti, una perdita limitata di gettito IRES.


Comunque, afferma ancora la citata relazione ministeriale, l’applicazione di tale regime potrà produrre effetti non prima del 2009, dato che la normativa proposta si applicherà a decorrere dal periodo di imposta che inizia successivamente alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della nuova “white list”.


Gli effetti finanziari del nuovo regime potranno comunque essere determinate solo dopo il 5° anno di applicazione quando risulterà definitiva sia la inclusione nella white liste per gli Stati che avranno con l’Italia un adeguato scambio di informazioni, sia la conseguente esclusione, dagli attuali benefici, per gli Stati che non attueranno lo scambio.



9) IAS: TRATTAMENTO APPLICABILE PER L’IMPOSTA SUI TRASFERIMENTI IMMOBILIARI DOVUTA IN GERMANIA A SEGUITO DI ACQUISTO DI PARTECIPAZIONE


Tra gli oneri ammessi in deduzione dal reddito di impresa anche se non imputati a conto economico ma, in ossequio ai principi contabili internazionali, direttamente a patrimonio netto, non rientrano quelli contabilizzati a diretto incremento di una voce dell’attivo.


L’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un interpello riguardante il trattamento fiscale applicabile all’imposta sui trasferimenti immobiliari (RETT) che la società che ha presentato l’istanza (ALFA) deve corrispondere in Germania, a seguito dell’acquisizione di una partecipazione non inferiore al 95% nel capitale della società tedesca (GAMMA).


L’Agenzia delle Entrate ha osservato che la RETT, pur essendo un’imposta sui trasferimenti immobiliari, non può essere considerata come un costo connesso all’acquisto degli immobili, poiché, nel caso di specie, il suo pagamento non é collegato ad un vero e proprio acquisto di immobili, ma ad un acquisto fittizio che si fonda su una presunzione assoluta di legge.


La società istante ha evidenziato che, per effetto dell’applicazione dell’IFRS 3 – il quale stabilisce che il costo dell’aggregazione aziendale va determinato applicando il c.d. “metodo dell’acquisto” e, cioé, come somma complessiva fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti rappresentativi di capitale emessi dall’acquirente in cambio del controllo dell’acquisto,  nonché di qualunque costo direttamente attribuibile all’aggregazione aziendale – le somme in questione devono essere incluse tra i costi direttamente attribuibili all’aggregazione aziendale, con la conseguenza che esse non transiteranno per il conto economico della società istante ma saranno imputate direttamente al valore della partecipazione acquisita.


Pur volendo considerare, l’impostazione contabile seguita dalla società come conforme alla corretta applicazione dei principi contabili internazionali (non verificabile nel caso di specie), l’Agenzia delle Entrate ha osservato che, ai sensi dell’art. 83 del TUIR, il reddito complessivo viene determinato apportando “all’utile o alla perdita risultante dal conto economico, relativo all’esercizio chiuso nel periodo d’imposta, aumentato o diminuito dei componenti che per effetto dei principi contabili internazionali sono imputati direttamente a patrimonio, le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti all’applicazione dei criteri stabiliti nelle successive disposizioni della presente sezione”.


Tale norma sancisce il c.d. “principio di derivazione” del reddito imponibile ai fini fiscali dal risultato del conto economico, rettificato in aumento o in diminuzione in base a specifiche norme di natura tributaria. Detto principio, che continua ad avere rilevanza anche a seguito dell’entrata in vigore dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, è stato opportunamente integrato per tenere conto di quei componenti (positivi o negativi) che, per effetto dell’adozione degli stessi IAS/IFRS, non possono più essere imputati a conto economico ma devono essere iscritti direttamente a patrimonio.


A tal fine, l’art. 109, co. 4, del TUIR (modificato dal D.Lgs. n. 38/2005), nel prevedere che le spese e gli altri componenti negativi non sono ammessi in deduzione se non risultano imputati al conto economico, stabilisce che “si considerano imputati a conto economico i componenti imputati direttamente a patrimonio per effetto dei principi contabili internazionali”.


Ciò consente la deduzione dal reddito d’impresa di quei componenti negativi che, secondo quanto disposto dai principi contabili internazionali, devono essere rilevati con contropartita patrimoniale diretta.


Relativamente a taluni fatti gestionali, infatti, i richiamati principi contabili prevedono la contabilizzazione dei valori economici negativi dagli stessi generati direttamente a patrimonio netto, senza interessamento del conto economico.


L’integrazione della disposizione è stata dovuta per continuare a riconoscere la rilevanza fiscale dei componenti negativi.


La relativa contabilizzazione avviene – a differenza di quanto si verifica per i soggetti non tenuti all’applicazione degli IAS/IFRS – senza l’interessamento del conto economico.


Per cui, ha, inoltre, rilevato l’Agenzia delle Entrate, è errata la tesi della società istante, e, quindi, sia l’ammontare dell’imposta che verrà pagata da ALFA, sia il rimborso dell’imposta pagata dall’altra società e dai fondi immobiliari controllati da GAMMA non essendo inquadrabili nell’ambito dell’art. 109, comma 4, del TUIR, non sono, pertanto, deducibili dal reddito d’impresa.


In conclusione, secondo l’Agenzia delle Entrate, le somme oggetto della presente istanza (che, qualora rilevate a conto economico, risulterebbero fiscalmente deducibili quali costi inerenti l’attività d’impresa) andranno pertanto ad aumentare il costo fiscale riconosciuto della partecipazione relativamente alla quale le stesse saranno sostenute.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 289 del 12.10.2007)


 



10) CINQUE PER MILLE: RIPARTITE LE SOMME AGLI ENTI NON PROFIT


5 per mille, in arrivo 328,9 milioni su volontariato, ricerca e Comuni L’Agenzia ha completato la ripartizione delle somme


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 12.10.2007)


 



11) AGEVOLAZIONI FISCALI COSTITUENTI AIUTI DI STATO DELLA LEGGE DELLA REGIONE SICILIA


Una S.p.A. ha presentato istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate poiché intende beneficiare dell’agevolazione prevista dall’art. 15 della Legge della Regione Sicilia 29 dicembre 2003, n. 21, che prevede l’esenzione dall’Irap per i cinque periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2003, per le imprese operanti in Sicilia per la parte di base imponibile eccedente la media di quella dichiarata nel triennio 2001- 2003, ad esclusione delle industrie chimiche e petrolchimiche.


Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate ha, preliminarmente, osservato che con la Decisione 07.02.2007, n. 498, pubblicata nella G.U. n. 185 del 17.07.2007, serie L, la Commissione delle Comunità Europee ha stabilito che il regime di aiuti cui l’Italia intende dare esecuzione mediante applicazione degli articoli 14, 15 e 16 della Legge della Regione Sicilia n. 21 del 2003 costituisce aiuto di Stato, che viola l’art. 87 del Trattato C.E.E. ed è incompatibile con il mercato comune, per cui ad esso non può essere data esecuzione.


In particolare, la Commissione ha ritenuto incompatibile con il mercato comune detta misura poiché, tra l’altro, opera “una discriminazione tra imprese “siciliane” e “non siciliane”, poiché impedisce alle imprese aventi sede legale in un altro Stato membro di beneficiare dell’aiuto.


La Commissione ha inoltre osservato che la misura reca un vantaggio selettivo alle società siciliane, nella misura in cui solo le imprese soggette ad imposta che abbiano cumulativamente, sede legale, amministrativa ed operativa nel territorio siciliano sono ammesse al beneficio del regime.


Alla luce di ciò l’Agenzia delle Entrate ha rigettato l’istanza, dal momento che la misura agevolativa di cui all’art. 15 della Legge della Regione Sicilia n. 21/2003 é incompatibile con il mercato comune e ad essa non può essere data esecuzione.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 290 del 12.10.2007)


 



12) C.N.R.: ALIQUOTA IVA APPLICABILE AD EDIFICI DESTINATI AD ATTIVITA’ DI RICERCA E FORMAZIONE


Sul realizzando complesso edilizio destinato ad ospitare laboratori di ricerca e connesse attività didattico-formative non é possibile applicare l’aliquota IVA agevolata prevista per le opere di urbanizzazione secondaria di cui all’art. 44 della legge n. 865/1971.


Ciò poiché gli edifici del complesso in fase di costruzione potrebbero essere qualificati “edifici scolastici” solo a condizione che ricorrano le seguenti condizioni:


– Le costruzioni devono essere effettivamente utilizzate congiuntamente dal C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dalle università convenzionate per svolgere l’attività didattica;


– l’attività didattico-formativa non deve risultare marginale rispetto all’attività di ricerca effettuata nel medesimo edificio.


Ove effettivamente ricorrano tali presupposti, gli immobili possono essere considerati “edifici scolastici”, quindi ricondotti alla categoria degli immobili assimilati alle case di abitazione non di lusso, con la conseguente applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 10% alle prestazioni di servizi relative ai contratti di appalto stipulati per la realizzazione del progetto medesimo, ai sensi del numero 127- septies) della Tabella A, Parte Terza, del D.P.R. n. 633/1972.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 291 del 12.10.2007)


 



13) VALIDITA’ ACCERTAMENTO: I CALCOLI DERIVANTI DAGLI STUDI DI SETTORE DEVONO ESSERE ACCOMPAGNATI ANCHE DA ALTRI ELEMENTI PIU’ INCISIVI


I risultati desumibili dallo studio di settore sono un semplice elemento indiziario la cui fondatezza deve rimanere verificata indagando la realtà del contribuente.


Deve essere verificato se in questa siano identificabili elementi – di natura contabile (resa produttiva) ed extracontabile (appunti, documenti, risultanze bancarie, risultanze di controlli incrociati) – che consentano una ricostruzione, induttiva, del volume d’affari che concordi, sostanzialmente, con quello desumibile dallo studio di settore rendendolo, così, fondatamente desumibile dallo stesso.


(Commissione tributaria provinciale Reggio Emilia, Sentenza, Sez. I, 10.10.2007, n. 491)



 


14) IMPRESE ESTERE CONTROLLATE: DISAPPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA CFC


Gli atti amministrativi di un’Amministrazione fiscale estera vanno distinti tra provvedimenti, intesi come manifestazioni di volontà aventi rilevanza esterna e caratterizzati dall’idoneità ad apportare una modificazione unilaterale nella sfera giuridica dei destinatari, e atti dichiarativi Questi ultimi, sono atti atipici che non incidono in alcun modo sulla situazione del destinatario; pertanto, a differenza degli atti provvedimentali, possono assumere rilievo ai fini della disapplicazione della normativa cfc.


L’Agenzia delle Entrate ha risposto all’interpello con cui una società, avente come oggetto sociale l’assunzione e la cessione di partecipazioni in società ed enti operanti in diversi settori in Italia e all’estero, ha chiesto la disapplicazione delle disposizioni in materia di imprese estere controllate, in relazione ai redditi derivanti dalla società controllata con sede in Svizzera, Paese che – ai sensi del D.M. 21 novembre 2001 – è uno Stato a fiscalità privilegiata relativamente alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali (quali le società holding, ausiliarie e quelle che esercitano esclusivamente attività off-shore), nonché alle società che usufruiscono di regimi fiscali agevolati sostanzialmente analoghi, in virtù di accordi o provvedimenti dell’Amministrazione finanziaria svizzera.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 288/E del 11.10.2007)


 



15) ACQUISTO DI AUTO E DI BENI E SERVIZI CONNESSI:


I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SULLE MODALITA’ DI ESERCIZIO DELLA DETRAZIONE E SULLE RICHIESTE DI RIMBORSO


L’Agenzia delle Entrate, con circolare, ha fornito i chiarimenti su:


 


1) Acquisti effettuati tra il 1 gennaio 2003 e il 13 settembre 2006


A) DETERMINAZIONE FORFETARIA DEGLI IMPORTI DA CHIEDERE A RIMBORSO.


B) DETERMINAZIONE ANALITICA DEGLI IMPORTI DA CHIEDERE A RIMBORSO


C) RICHIESTE DA PARTE DI NON RESIDENTI


D) CONTROVERSIE TRIBUTARIE PENDENTI E RICHIESTE DI RIMBORSO PRECEDENTI.


 


2) Percentuale di detrazione per gli acquisti effettuati tra il 14 settembre


2006 e il 27 giugno 2007


 


3) ACQUISTI EFFETTUATI DOPO IL 27 GIUGNO 2007: AMBITO APPLICATIVO DELLA


DECISIONE DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA DEL 18 GIUGNO 2007 (in GUUE


del 27 giugno 2007)


 


4) PEDAGGI AUTOSTRADALI


 


5) RIVENDITA DEI VEICOLI


 


Per i particolari, rinviamo ad un successivo intervento (novità fiscali del 16.10.2007).


 


(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 55/E del 12.10.2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


15 Ottobre 2007


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