Novità fiscali del 1 ottobre 2007. In evidenza: vendita dei componenti di kit solari: casi di applicazione dell’Iva ridotta del 10%; regime speciale Iva per i produttori agricoli – comportamenti concludenti del contribuente


1) CESSIONE D’AZIENDA: OBBLIGHI DICHIARATIVI E POSSIBILITÀ DI COMPENSARE IMPOSTE E CONTRIBUTI


Nell’ipotesi di cessione d’azienda, anche la società cessionaria può utilizzare la compensazione (di cui all’art. 17, D.Lgs. n. 241/1997) per potere pagare i debiti IVA, INPS, INAIL del cedente (indicati nell’atto di cessione) con il proprio credito IVA.


L’Agenzia delle Entrate, ha confermato che il codice fiscale del contribuente da indicare nell’F24 è quello del soggetto che effettua il versamento unitario, e riguardo la compilazione delle sezioni INPS ed altri enti previdenziali del medesimo modello unificato di pagamento, ha rinviato alle indicazioni fornite dagli stessi enti nelle ipotesi di trasformazioni sostanziali soggettive (circolare INPS n. 130/2004).


In merito agli obblighi dichiarativi, ha osservato l’Agenzia delle Entrate, occorre presentare un sola dichiarazione IVA, con un frontespizio e due moduli.


In particolare, tale Agenzia ha delineato le seguenti due ipotesi.


Cessione avvenuta nel 2006


– La dichiarazione IVA, che deve essere presentata dal cessionario, consta di un unico frontespizio, nel quale vanno indicati i propri dati anagrafici, e due moduli.


Nel primo, il cessionario deve compilare tutti i quadri inerenti la propria attività riportando i dati delle operazioni effettuate nel corso dell’anno 2006, compresi quelli relativi alle operazioni effettuate dal cedente nella frazione di mese o trimestre nel corso del quale è avvenuta la cessione.


Vanno, inoltre, compilati i quadri VT e VX al fine di riepilogare i dati relativi ai soggetti partecipanti all’operazione.


Nell’altro modulo, relativo al cedente, la cui partita Iva va indicata nel campo 1 del rigo VA1, devono essere compilati tutti i quadri inerenti l’attività dallo stesso svolta, comprendendo quelli relativi alle operazioni effettuate fino all’ultimo mese o trimestre conclusosi anteriormente alla data della cessione


Cessione avvenuta tra il 01.01.2007 e la data di presentazione della dichiarazione Iva relativa al 2006


– Il cessionario deve presentare per l’anno 2006, oltre alla propria, anche la dichiarazione IVA per conto del cedente, nel caso quest’ultimo non vi abbia già provveduto.


In tale dichiarazione, vanno indicati i dati del soggetto estinto nella parte riservata al contribuente e quelli del cessionario nel riquadro riservato al dichiarante, riportando il valore 9 nella casella relativa al codice di carica.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 27.09.2007, n. 268/E)


 


2) VENDITA DEI COMPONENTI DI KIT SOLARI: L’IVA RIDOTTA DEL 10% SI APPLICA SOLTANTO SE LA CESSIONE VIENE EFFETTUATA NEI CONFRONTI DI CHI PROVVEDE AD INSTALLARE O A COSTRUIRE L’IMPIANTO TERMICO O NEI CONFRONTI DEGLI UTILIZZATORI FINALI


L’aliquota IVA ridotta del 10% si applica soltanto sulle sole cessioni di componenti di impianti termici solari (pannelli, bollitori e pompe) effettuate nei confronti di coloro che provvedono all’istallazione/costruzione di impianti termici ad energia solare, nonché degli utilizzatori finali che rilasciano, sotto la propria responsabilità, una dichiarazione circa l’utilizzazione dei beni per la costruzione degli impianti di cui al n. 127-quinquies) della Tabella A, parte III, D.P.R. n. 633/1972.


Pertanto, l’agevolazione fiscale non spetta se la cessione viene effettuata nei confronti di un soggetto operante nelle fasi intermedie di commercializzazione (come, ad esempio, nel caso dei distributori/grossisti). 


Riferimenti normativi


La tabella A, parte III, n. 127-quinquies) prevede l’applicazione dell’aliquota del 10%, tra l’altro, per gli “impianti di produzione e reti di distribuzione calore-energia e di energia elettrica da fonte solare­fotovoltaica ed eolica”.


 Ai fini dell’applicazione del beneficio fiscale, si prescinde dalle caratteristiche intrinseche del realizzando impianto (unica condizione: Si deve trattare di impianto idoneo a produrre calore energia), né esistono vincoli di natura soggettiva: L’aliquota ridotta si applica oggettivamente alle cessioni di tali impianti, a prescindere dal soggetto nei confronti del quale le cessioni sono effettuate, quindi indipendentemente dalla circostanza che i cessionari si configurino, ai fini IVA, come utilizzatori finali oppure quali operatori commerciali (produttori, importatori, grossisti o installatori).


Ma il successivo n. 127-sexies), che prevede l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta per i beni, escluse le materie prime e semilavorate, forniti per la costruzione, tra l’altro, degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte solare­fotovoltaica o eolica, circoscrive il beneficio ai c.d. beni finiti effettivamente utilizzati per la costruzione dell’impianto di cui al predetto n. 127-­quinquies), vale a dire a beni:


– per i quali il processo produttivo si sia già compiuto e che, come tali, si trovino nell’ultima fase di commercializzazione;


– acquistati per essere direttamente impiegati per la costruzione dell’impianto.


Le disposizioni del n. 127-quinquies) e del n. 127-sexies), sotto il profilo dei presupposti applicativi non sono pertanto strutturati allo stesso modo: Solo l’agevolazione prevista dal n. 127-quinquies) ha natura oggettiva.


Rilascio dichiarazione al cedente


La norma di cui al n. 127-sexies) va quindi interpretata nel senso che alla cessione dei beni finiti forniti, tra l’altro, per la costruzione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica o eolica, è applicabile l’aliquota IVA ridotta del 10% esclusivamente se tali beni sono acquistati da soggetti che rilasciano, sotto la propria responsabilità, un’apposita dichiarazione al cedente dalla quale risulti che i beni acquistati sono destinati ad essere impiegati per l’installazione o costruzione degli impianti.
Conclusioni


Pertanto, l’aliquota agevolata prevista da tale ultima disposizione spetta esclusivamente per le cessioni che intervengono nell’ultima fase di commercializzazione del bene, con la conseguenza che il beneficio non può essere riconosciuto se la cessione interviene nei confronti di un soggetto operante nelle fasi intermedie di commercializzazione (come, ad esempio, nel caso dei distributori/grossisti).


L’Iva al 10% è pertanto riconosciuta ai soli beni diversi dalle materie prime e dai semilavorati, per i quali il processo produttivo si è già compiuto (si trovano quindi nell’ultima fase di commercializzazione) e che sono acquistati per essere direttamente impiegati per l’installazione o la costruzione dell’impianto. Tale circostanza deve essere attestata dall’acquirente tramite un’apposita dichiarazione da rilasciare al venditore.


Il beneficio della tassazione ridotta, di conseguenza, non può essere riconosciuto quando a comprare sia un distributore, un grossista o un qualsiasi altro soggetto che opera nelle fasi intermedie di commercializzazione.


Il beneficio fiscale viene circoscritto, infatti, ai cosiddetti beni finiti effettivamente utilizzati per la costruzione dell’impianto di cui al predetto n. 127-quinquies.


Ovvero, a beni:


1. per i quali il processo produttivo si sia già compiuto e che, come tali, si trovino nell’ultima fase di commercializzazione,


2. acquistati per essere direttamente impiegati per la costruzione dell’impianto.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 27.09.2007, n. 269/E)


 


3) RISCOSSIONE ACCENTRATA DEI COMPENSI: L’OBBLIGO INCOMBE ANCHE SULLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO


Anche un’associazione di volontariato (ente non lucrativo operante nel campo dell’assistenza e della beneficenza) che metta a disposizione, a qualsiasi titolo, locali ad uso sanitario, forniti delle attrezzature necessarie per l’esercizio della professione medica o paramendica, o organizzi servizi strumentali all’esercizio dell’attività stessa, è obbligata, ai sensi dell’art. 1, commi da 38 a 42, legge n. 296/2006, ad effettuare in modo unitario la riscossione dei compensi dovuti per l’attività di lavoro autonomo svolta nei locali medesimi.


L’Agenzia delle Entrate, nel caso specie, ha ritenuto che l’associazione sia soggetta a tali obblighi poiché considerata “struttura sanitaria privata”, fatto riferimento alla circolare della stessa Agenzia n. 13/2007.


In tale circolare viene definita struttura “sanitaria privata” qualsiasi struttura aziendale in cui vengono svolte attività mediche e paramediche in modo autonomo e che è dotata delle relative attrezzature o di servizi strumentali necessari all’esercizio di quelle professioni.
Non sono rilevanti né la veste organizzativa assunta (società, associazione, ente con o senza fine di lucro ecc.) né la modalità, anche non prevalente, di “operare nel settore dei servizi sanitari e veterinari”.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 27.09.2007, n. 270/E)


 


4) BENEFICIO DEL DIFFERIMENTO DELL’ESIGIBILITÀ AI FINI IVA: NON SI APPLICA ALLE CESSIONI EFFETTUATE NEI CONFRONTI DI ENTI PER I SERVIZI TECNICO-AMMINISTRATIVI DI AREA VASTA (ESTAV)


Le fatture emesse una società che opera nel settore delle forniture di apparecchiature medicali nei confronti dell’ESTAV Sud-Est non possono essere rilasciate con IVA ad esigibilità differita, ai sensi dell’art. 6, comma 5, D.P.R. n. 633/1972.


L’Agenzia delle Entrate ha esaminato la normativa relativa agli Estav (legge regionale Toscana n. 40/2005), rilevando che essi sono enti pubblici dotati di autonomia amministrativa, organizzativa, contabile, gestionale e tecnica, istituiti per l’esercizio delle funzioni tecniche, amministrative e di supporto delle aziende sanitarie.


In particolare, tali enti svolgono una serie di attività tra loro eterogenee:


Approvvigionamento di beni e servizi, gestione dei magazzini e della logistica, gestione delle reti informative e delle tecnologie informatiche, gestione del patrimonio, organizzazione e gestione delle attività di formazione continua del personale, gestione delle procedure concorsuali per il reclutamento del personale e gestione delle procedure per il pagamento delle competenze del personale.


Per espressa disposizione normativa (articolo 101, comma 5, legge regionale Toscana 40/2005), queste attività possono essere rese, oltre che per conto delle aziende sanitarie, anche nei confronti di altri soggetti.


Pertanto, è emerso che gli Estav:


– Effettuano, per conto delle aziende sanitarie, una pluralità di attività oltre a quelle relative agli acquisti di beni e servizi;


– sono soggetti autonomi e distinti, sotto il profilo giuridico e tributario, rispetto alle aziende sanitarie;


– possono svolgere la loro attività anche nei confronti di soggetti terzi.


Alla luce di ciò, l’agenzia delle Entrate ha concluso che, in mancanza di una previsione normativa che ricomprenda espressamente gli Estav tra i soggetti indicati dall’art. 6, , comma 5, DPR n. 633/1972, l’esigibilità differita dell’Iva, prevista per le operazioni effettuate nei confronti delle aziende sanitarie, non vale, invece, per le cessioni di beni effettuate a tali enti.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 28.09.2007, n. 271/E)


 


5) AGENZIA DEL TERRITORIO – ISPEZIONI IPOTECARIE TELEMATICHE: DIFFUSE LE INDICAZIONI PER LA GESTIONE TRANSITORIA DELLE CONVENZIONI


L’Agenzia del Territorio ha diffuso alcune indicazioni per la gestione transitoria delle convenzioni per le ispezioni ipotecarie catastali.


In particolare, riguardo gli utenti, sprovvisti del servizio telematico Sister, che devono stipulare apposite convenzioni ai sensi del D.M. 10.10.1992, l’Agenzia del Territorio ha precisato che i versamenti a titolo di deposito potranno essere effettuati per qualsiasi importo.


Pertanto, ha rilevato l’ordine di servizio n. 1/2007 dell’Agenzia del Territorio, al fine di ridurre al minimo il numero delle istanze di rimborso, è opportuno che gli utenti utilizzino interamente, ove possibile, entro il 31.12.2007, le somme versate a titolo di deposito; a tal


 


fine, verrà rimosso il limite di 25 euro, attualmente presente sul sistema telematico, al di sotto del quale non è possibile effettuare alcuna richiesta di ispezione.


(Ordine di servizio Agenzia Territorio N. 1 DEL 27/09/2007, n. prot. 71398)


 


6) REGIME SPECIALE IVA PER I PRODUTTORI AGRICOLI – COMPORTAMENTI CONCLUDENTI DEL CONTRIBUENTE: SE NE DESUME IL REGIME IN CONCRETO APPLICABILE


L’omessa dichiarazione di opzione per l’applicazione dell’IVA nel modo ordinario, di cui all’art. 31, D.P.R. n. 633/1972, ultimo comma, può essere surrogata da comportamenti concludenti del contribuente: Infatti, in virtù dell’art. 1, D.P.R. n. 442/1997, i comportamenti concludenti tenuti dal contribuente o le modalità di tenuta della contabilità costituiscono elementi da cui desumere il regime applicabile in concreto.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 10.09.2007, n. 18985)


 


7) STRUMENTI DI PAGAMENTO: IN ARRIVO LE NUOVE CAMBIALI CON IL CONTRASSEGNO TELEMATICO


Partirà, nei prossimi giorni, la graduale distribuzione delle nuove cambiali, foglietti privi di valore sui quali sarà necessario apporre il contrassegno telematico “marca cambiali” di importo pari all’imposta dovuta, reperibili presso le rivendite.


Il nuovo strumento di pagamento è stato approvato con il provvedimento 29.11. 2006, al fine di armonizzare il sistema delle cambiali all’introduzione dei contrassegni telematici già in corso.


(Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 28/09/2007)


 


8) I CHIARIMENTI SULLE MODIFICHE FATTE AL SISTEMA SANZIONATORIO APPLICABILE SUI SOGGETTI CHE PRESTANO ASSISTENZA FISCALE E SUGLI INTERMEDIARI INCARICATI DELL’INVIO DELLE DICHIARAZIONI


Dal  01.01.2007 gli istituti del ravvedimento operoso, del cumulo giuridico e della definizione agevolata delle sanzioni sono subentrati all’interno del sistema sanzionatorio che si applica, in caso di violazioni dei soggetti abilitati a prestare assistenza fiscale e agli intermediari incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni presentate da dipendenti, pensionati e imprese, ovvero i Caf, i professionisti e i sostituti d’imposta.


Razionalizzato il sistema sanzionatorio


La rilevante novità, ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 52/E del 27.09.2007, deriva dalle modifiche introdotte dalla Legge Finanziaria 2007 riguardo la qualificazione giuridica delle sanzioni, le quali sono state adesso reinserite nel quadro normativo amministrativo-tributario mentre, come è risaputo, in precedenza erano collocate tra quelle amministrative ma non tributarie.


Il ravvedimento operoso


Tra le novità di rilievo vi è adesso la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso, sia nei casi di tardiva trasmissione telematica delle dichiarazioni da parte dei soggetti incaricati che per il rilascio del visto di conformità e dell’asseverazione in maniera infedele, incluse le violazioni commesse dai sostituti nell’attività di assistenza fiscale.


Per i responsabili dei Caf e per i professionisti, la sanzione prevista nei casi di infedeltà del visto di conformità o dell’asseverazione deve essere applicata soltanto se dalle attività di liquidazione, controllo formale o sostanziale delle dichiarazioni risulta un maggiore debito a carico del dichiarante superiore a 16,53 euro e se lo stesso è conseguenza di irregolarità che il soggetto che ha rilasciato il visto di conformità o l’asseverazione avrebbe dovuto rilevare in fase di controllo.


In caso di violazioni ripetute o particolarmente gravi (ad esempio, mancato pagamento della sanzione), può scattare la sospensione da uno a tre anni della facoltà di rilasciare il visto di conformità o l’asseverazione. L’inibizione opera solo in caso di ripetute violazioni commesse dopo il periodo di sospensione.


Ravvedimento per la tardiva od omessa trasmissione telematica delle dichiarazioni


Per l’omessa o tardiva trasmissione telematica delle dichiarazioni, a seguito del nuovo inquadramento delle sanzioni in esame, viene consentito il ricorso al ravvedimento operoso (art. 13 del Dlgs 472/1997), sempre che, naturalmente, la violazione non sia stata contestata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento di cui il trasgressore abbia avuto formale conoscenza e sempre che la dichiarazione non trasmessa possa ancora essere validamente presentata, non siano cioè trascorsi più di 90 giorni dalla scadenza del termine naturale.


Il ravvedimento si perfeziona con la trasmissione telematica della dichiarazione e il contestuale pagamento della sanzione ridotta a un ottavo del minimo.


Ravvedimento per il rilascio del visto di conformità e dell’asseverazione in maniera infedele e violazioni commesse dai sostituti nell’attività di assistenza fiscale


Per il ravvedimento relativo alle violazioni commesse in sede di rilascio del visto di conformità, dell’asseverazione e della certificazione tributaria, occorre inviare all’agenzia delle Entrate, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, una comunicazione in cui vanno riportati i dati identificativi del contribuente, tipo e numero di protocollo telematico della dichiarazione e i motivi per i quali si ricorre al ravvedimento.


Per ogni violazione, va versata la sanzione prevista ridotta a un quinto del minimo (51,60 euro per il visto di conformità e l’asseverazione, 103,20 euro per la certificazione tributaria).
Analogamente, anche i sostituti d’imposta possono sanare le violazioni delle disposizioni che disciplinano l’attività di assistenza fiscale, versando un quinto della sanzione minima (51,60 euro) nel termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.


Violazioni ripetute e particolarmente gravi


Nessuno sconto invece è previsto nel caso di violazioni particolarmente gravi e reiterate commesse dai suddetti soggetti. Infatti, per effetto delle novità introdotte dalla legge finanziaria, l’Amministrazione può sospendere la facoltà di rilasciare il visto di conformità o l’asseverazione per un periodo da uno a tre anni.


L’eventuale definitiva inibizione della relativa facoltà opera invece soltanto per ripetute violazioni poste in atto successivamente all’intervallo di sospensione.


A questo riguardo, la Circolare rammenta che la previsione secondo cui si considera violazione particolarmente grave il mancato pagamento della sanzione, é in pratica rimasta immutata.


Spazio alle Direzioni regionali


In particolare, per violazioni come il rilascio del visto di conformità e dell’asseverazione in maniera infedele, o di infedeltà della certificazione tributaria rilasciata, i Caf, i sostituti d’imposta e i professionisti potranno vedersi contestare e irrogare determinate sanzioni, il cui importo dipende dalle condizioni riscontrate.


Al riguardo, come chiarito dalla Circolare, l’attività di contestazione e la successiva irrogazione delle sanzioni sono effettuate esclusivamente dalle Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate competenti in ragione del domicilio fiscale del trasgressore “anche sulla base delle segnalazioni inviate dagli uffici locali della medesima Agenzia”.


Soggetti obbligati


Nel caso di violazioni e in riferimento al pagamento di eventuali sanzioni che sono state irrogate, il centro di assistenza fiscale per il quale ha operato il trasgressore é obbligato in solido con il trasgressore che ha agito per il centro stesso.


(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 52/E del 27.09.2007)



Vincenzo D’Andò


 

1 Ottobre 2007


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