Lavoro nero: chiarimenti dell’INAIL sulla posizione dei lavoratori nelle imprese artigiane


Arrivano direttamente dall’INAIL altri chiarimenti in merito alla maxisanzione per il lavoro nero. Per l’istituto si applica solo in relazione ai soggetti per i quali vige un obbligo di iscrizione nel libro matricola.


 


Onde evitare qualsiasi diversa interpretazione, è bene ricordare che le disposizioni inerenti la tenuta del libro matricola (DPR 1124/1965) non sono variate: sono esonerati dall’obbligo di registrazione i soggetti che lavorano nelle imprese artigiane  senza rapporto di lavoro subordinato (appunto soci, coadiuvanti, titolari). L’argomento trova anche trattazione nella circolare n. 70/1997 a suo tempo emessa. Le norme in materia di maxisanzione non hanno alterato alcun capoverso, l’INAIL, al riguardo, nella nuova nota, sottolinea il principio di esclusione dalla sua applicazione ai titolari di imprese artigiane,  ai soci artigiani ed ai coadiuvanti familiari di titolari artigiani, ad esclusione dell’ipotesi in cui sia instaurato un rapporto di lavoro subordinato. L’istituto ricorda, altresì, che le imprese artigiane senza dipendenti e che si avvalgono soltanto della collaborazione di familiari coadiuvanti e/o di soci sono esonerate dalla tenuta del libro matricola. Il libro matricola deve essere istituito solo al momento dell’assunzione di un dipendente o di un collaboratore. Pertanto, se queste figure professionali sono esonerate dalla iscrizione nel libro matricola, come potrebbe configurarsi mai l’applicazione della maxisanzione per lavoro nero?


 


Purtroppo nelle leggi, nel coordinamento di queste con vari decreti, emendamenti, circolari ed interpretazioni, spesso si cade in contraddizione; ed, infatti, in merito il Ministero del lavoro dissente.


 


Nella lettera circolare 4 luglio 2007, n. 8906 il Ministero del lavoro rifacendosi al testo letterale dell’art. 36bis del decreto Bersani, indica come presupposto per l’applicazione della maxisanzione la mancata formalizzazione del rapporto di lavoro mediante documentazione obbligatoria. Tale posizione viene richiamata nella parte in cui si afferma la piena applicabilità della maxisanzione anche per l’impiego irregolare di lavoratori domestici, per i quali non sussiste l’obbligo di iscrizione nel libro matricola. Le semplici comunicazioni all’INAIL del codice fiscale del lavoratore, e al Centro per l’Impiego della costituzione del rapporto di lavoro, essendo considerati adempimenti formali, in questo caso specifico risolvono la questione e la maxisanzione non trova applicazione. Diversa è , invece, la posizione nei confronti delle imprese artigiane in riferimento a coadiuvanti e soci che prestano attività prevalente: il Ministero prevede l’applicabilità della maxisanzione in quanto, per questi, sussiste l’obbligo di iscrizione alla Gestione speciale INPS, che costituisce quella documentazione obbligatoria la cui carenza determina il presupposto per l’applicazione del provvedimento sanzionatorio di cui all’art. 36bis. E la posizione del socio va in particolare ad invalidare la tesi dell’INAIL riguardo l’iscrizione o meno nel libro matricola: è esonerato dall’iscrizione sul libro matricola ma  è soggetto all’obbligo di iscrizione alla gestione speciale INPS (documentazione obbligatoria). Solo sulla posizione del titolare dell’impresa artigiana Ministero ed INAIL si trovano d’accordo.


 


Per il Ministero la maxisanzione va applicata non in considerazione dell’esonero dall’obbligo di iscrizione nel libro matricola, ma in considerazione degli obblighi in materia di formalizzazione del rapporto di lavoro.


 


Si auspica in un ulteriore chiarimento delle parti che si indirizzino su di una linea comune utile sia alle imprese, gravate da un’eventuale sanzione ingiusta, che dell’Erario stesso per una sanzione dovuta ma non riscossa.


 


26 Ottobre 2007


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