L’accertamento Ici deve avere data certa


L’avviso di accertamento ai fini dell’ICI  deve avere necessariamente data certa, atteso che la data della notifica non può essere dedotta da documenti estrinseci allo stesso avviso quali, ad esempio, i tabulati custoditi presso l’ente locale.


Il principio è contenuto nella recente sentenza n. 20357 del 27 settembre 2007 con cui la Suprema Corte ha ritenuto, ai fini della validità della notificazione dell’avviso di accertamento, che la data della notifica non può essere dedotta e che la nullità della stessa notifica si verifica solo a seguito dell’impugnazione dell’accertamento e non di atto diverso (rectius: cartella di pagamento).


La notifica dell’accertamento viene eseguita ai sensi delle disposizioni contenute nell’art. 60 del  Dpr n. 600 del 1973 e nel rispetto degli articoli 137 Cpc e seguenti, attesa l’applicazione in ambito tributario della disciplina di molti istituti mutuati dal diritto processuali civile. Lo scopo di un atto coincide con la funzione ad esso attribuito e conseguentemente il fine ultimo della notifica è portare un atto a conoscenza del suo destinatario mediante consegna di copia conforme all’originale da notificarsi eseguita dall’ufficiale giudiziario.


In tema di notificazione degli atti sovvengono l’articolo 148 Cpc che individua il ruolo dell’ufficiale giudiziario il quale è tenuto a certificare l’avvenuta notifica dell’atto mediante relazione da lui datata e sottoscritta  e il successivo art. 156 n cui si afferma che la nullità può essere pronunciata solo a seguito dell’impugnazione dello stesso atto non validamente notificato. Interpretando il predetto art. 148 emerge che la mancanza della data della notificazione produce la nullità della medesima, atteso che essa rappresenta uno degli elementi essenziali della relata . Da ciò si evince che la nullità della notifica dell’avviso di accertamento può discendere solo da uno dei motivi tassativamente indicati  dalla legge (1).


Nella fattispecie in esame il ricorrente ha impugnato dinanzi alla Commissione tributaria provinciale la cartella di pagamento, contestando la validità degli avvisi di accertamento emessi ai fini ICI richiamati nella stessa cartella. I giudici di primo grado hanno respinto il ricorso e parimente e hanno assunto la Commissione tributaria regionale non ha accolto l’appello, motivando che non rilevava l’eccezione della mancata notifica in quanto “ciò è rilevabile dalla cartella esattoriale e dai tabulati delle notifiche.


La Suprema Corte, non accogliendo le conclusioni  a cui  era pervenuto il giudice a quo, ha ritenuto che la validità della notificazione degli avvisi di accertamento non può essere dedotta,  da documenti estrinseci ma solo dalle risultanze della copia dell’atto consegnato al destinatario (Cfr. Cass n. 6309 del 1994 e n. 4358 del 2001). La medesima Corte ha ritenuto, altresì, che la sanatoria, ai fini del raggiungimento dello scopo di cui all’art. 156 Cpc, della nullità della notificazione di un avviso di accertamento si verifica soltanto a seguito dell’impugnazione dell’atto stesso non validamente notificato, ma non di un atto diverso, quale la cartella di pagamento, di cui il primo costituisce l’atto presupposto.


A tale riguardo la giurisprudenza, rilevata l’applicazione delle norme civilistiche al giudizio tributario, ha ritenuto che la presentazione  del ricorso da parte del contribuente sana la nullità della notifica di un atto tributario ai sensi dell’art. 156, ma non l’omessa notifica di atti presupposti a quello irregolarmente notificato. Infatti l’impugnazione della cartella esattoriale e l’istanza di sospensione della stessa possono essere utilizzati quali elementi su cui fondare la sanatoria di una eventuale invalidità della notifica della cartella stessa, ma non anche gli accertamenti da essa presupposti (2).


 


Enzo Di Giacomo


 


17 Ottobre 2007









NOTE


(1) Cfr. CTR Puglia 6 febbraio 2006, n. 3. La mancanza di timbro identificativo del notificatore e dell’individuazione dello stesso o del suo ufficio, non comporta nullità della notifica, atteso che detti requisiti non sono indispensabili al raggoungimebnto dello scopo.



(2) Cass 12 luglio 2006, n. 15849. Il ricorso sana la nullità della notifica della cartella esattoriale ma non l’omessa notifica dell’avviso di accertamento da essa presupposto.


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