Il Legislatore non deve punire chi ha pagato e premiare i furbi che non hanno pagato…


Il legislatore non deve punire chi ha pagato e premiare chi non ha pagato. E’ questo l’importante messaggio della Cassazione al legislatore. Il legislatore non può fare norme di favore che premiano i furbi, che non hanno pagato, e beffano i contribuenti più onesti e diligenti, che hanno pagato le tasse per intero. E’ netta, in questo senso, la censura della Cassazione sulla sanatoria del 2003, con lo sconto del 90% sulle tasse non pagate, che, di fatto, si era trasformata in un regalo per chi aveva deciso di rinviare “sine die” i versamenti e punito quelli che avevano pagato tutte le tasse al Fisco, qualche volta anche con interessi e sanzioni. Per la Cassazione, il regalo del 90%, che era stato previsto dalla legge Finanziaria 2003 a favore dei contribuenti della Sicilia colpiti dal terremoto del 1990, che non avevano pagato nulla o quasi dei debiti del triennio 1990-1992, spetta anche ai contribuenti che avevano pagato tutto. Chi aveva pagato tutto, ha perciò diritto al rimborso del 90 per cento. Secondo la Cassazione, il beneficio concesso dalla norma si attua concretamente secondo due simmetriche possibilità di definizione: a favore di chi aveva ancora dei debiti, pagando solo il 10% del dovuto entro il 16 marzo 2003 (poi differito fino al 16 aprile 2004); a favore di chi ha già pagato tutto, attraverso il rimborso del 90% di quanto versato allo stesso titolo. E’ con queste motivazioni, che la suprema Corte di Cassazione, sezione tributaria, con sentenza n. 20641 del 27 giugno 2007, depositata il 1° ottobre 2007, ha accolto il ricorso del contribuente che, avendo pagato per intero i tributi del triennio 1990-1992, aveva chiesto l’applicazione della norma di favore, di cui all’articolo 9, comma 17, della legge 289/2002, chiedendo il rimborso del 90 per cento.


Lo sconto del 90 per cento vale anche per chi ha pagato tutto


L’articolo 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, Finanziaria 2003, stabilisce che i contribuenti colpiti dal terremoto del 13 e 16 dicembre 1990, residenti nei comuni delle province di Siracusa, Ragusa e Catania, potevano definire la propria posizione debitoria relativa al triennio 1990-1992, con il versamento, entro il 16 aprile 2004, dell’“intero ammontare dovuto per ciascun tributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale ed interessi, diminuito al 10 per cento”. Perciò, chi non aveva pagato nulla, poteva definire la propria situazione debitoria, pagando solo il 10%. Nulla era previsto per i contribuenti più diligenti e onesti, che avevano pagato tutto. Alla dimenticanza, che sarebbe stata un’assurda ingiustizia a danno dei contribuenti più diligenti, ha posto rimedio la suprema Corte di Cassazione, con la predetta sentenza n. 20641.


La parità di trattamento esige il rispetto di chi ha pagato


Per la Cassazione, il contribuente sinistrato che aveva pagato tutte le imposte dovute per il triennio 1990-1992, ha diritto alla restituzione del 90% pagato in più, rispetto al forfait del 10% previsto dalla legge Finanziaria 2003. La possibilità della “definizione automatica per gli anni pregressi”, come previsto dal titolo della norma di favore, con il pagamento forfetario del 10%, deve riguardare sia i contribuenti che avevano ancora dei debiti da pagare, sia i contribuenti che avevano pagato tutto o quasi delle somme relative al triennio 1990-1992. Per la Cassazione, la validità di questa interpretazione ha l’ulteriore conferma di risultare iscrivibile in un’ottica adeguatrice ai principi costituzionali, in particolare a quello di parità di trattamento in situazioni uguali, come stabilito dall’articolo 3 della costituzione della Repubblica italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. E’ questa l’ottica da preferire per risolvere ogni dubbio interpretativo. Infatti, diversamente opinando, si realizzerebbe una ingiustificata disparità di trattamento, peraltro assolutamente iniqua, in quanto (assurdamente) a tutto danno del contribuente più diligentemente osservante della legge, tra soggetti passivi della medesima fattispecie tributaria: in modo specifico tra chi non ha pagato nulla (e poteva pagare solo il forfait del 10%) e chi ha pagato tutto (e ha diritto al rimborso del 90%).


Nel rispetto del principio di tutela dell’affidamento proprio dell’ordinamento comunitario e della legge sui diritti del contribuente, legge 212/2000, e dell’articolo 3 della costituzione, la norma di favore, di cui al richiamato comma 17 dell’articolo 9 della legge 289/2002, offre due possibilità: la prima, a favore di chi non aveva pagato, chiedendogli solo il forfait del 10%, da versare entro il 16 aprile 2004; la seconda, a favore di chi aveva pagato tutto, riconoscendogli il rimborso del 90% di quanto già versato, anche se questo rimborso è “risultato parzialmente non dovuto ex post, per effetto dell’intervento normativo, cui va riconosciuto il carattere di ius superveniens, favorevole al contribuente, nel contesto di un indebito sorto ex lege”. E’ coerente con i principi di ragionevolezza che spetti a tutti il beneficio della riduzione del carico fiscale de quo a un decimo, sia per chi non aveva pagato nulla, sia, a maggior ragione, per chi aveva pagato tutto. Per la suprema Corte di Cassazione, va perciò accolto il ricorso del contribuente, che chiede la restituzione del 90%, in quanto aveva a suo tempo pagato l’intero debito del triennio 1990-1992.


Chi può fruire del rimborso del 90 per cento


I contribuenti sinistrati, che hanno pagato per intero le imposte del triennio 1990-1992, e che hanno instaurato la lite per chiedere il rimborso del 90%, possono beneficiare della decisione della Cassazione. Possono chiedere il rimborso anche i contribuenti che, entro due anni dall’entrata in vigore della Finanziaria 2003, hanno presentato all’ufficio dell’agenzia delle Entrate l’istanza di rimborso senza ottenere risposta. Si applica infatti l’articolo 21 del decreto legislativo 546/92 che, al comma 2, stabilisce che la domanda di restituzione dei tributi pagati non può essere presentata dopo due anni dal pagamento o, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione. Dato che il giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione è il 1° gennaio 2003 (data di entrata in vigore della Finanziaria 2003) i contribuenti che hanno presentato istanza di rimborso entro il 2004, senza ricevere risposta dalle Entrate, possono aprire il contenzioso, presentando ricorso alla commissione tributaria provinciale competente. Infatti, decorsi 90 giorni dalla presentazione dell’istanza di rimborso senza avere ricevuto un provvedimento negativo dell’ufficio, il contribuente ha ancora dieci anni di tempo per rivolgersi ai giudici, secondo l’ordinaria prescrizione civilistica. Perciò, i contribuenti che, avendo pagato per intero le somme del triennio 1990-1992, hanno il contenzioso in corso e i contribuenti che nel biennio 2003-2004 hanno presentato istanza di rimborso, senza ricevere risposta dall’ufficio, hanno buone speranze di ottenere la restituzione del 90% delle somme versate. Per agevolare la restituzione, è bene che i contribuenti abbiano le deleghe di pagamento dei versamenti fatti.


Istanze per il rimborso fino al 27 febbraio 2009


Il riconoscimento del rimborso è invece più difficile per i sinistrati siciliani del 1990 che, pur avendo pagato per intero le tasse del triennio 1990-1992, non hanno conservato la copia dei pagamenti eseguiti e non hanno nemmeno aperto la lite o presentato istanza di rimborso. L’unica possibilità è di aprire il contenzioso e sperare che i giudici si uniformino alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione. Chi non ha fatto nulla, pur avendo pagato per intero le imposte del triennio 1990-1992, può però presentare un’istanza di rimborso, entro due anni dalla riapertura dei termini previsti dal comma 17 dell’articolo 9 della legge 289/2002, in considerazione del fatto che la cosiddetta “definizione automatica per gli anni pregressi” di cui al predetto comma 17 è stata differita al 31 dicembre 2007 dall’articolo 3-quater, comma 2 del decreto legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito dalla legge n. 17 del 26 febbraio 2007, in vigore dal 27 febbraio 2007.


La norma con lo sconto del 70% riapre i termini per il rimborso


Il richiamato articolo 3-quater, comma 2, stabilisce che “i termini di cui all’articolo 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono differiti al 31 dicembre 2007 al fine di consentire ai soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa ….  di definire in maniera automatica la propria posizione relativa agli anni 1990, 1991 e 1992. La definizione si perfeziona versando, entro il 31 dicembre 2007, l’intero ammontare dovuto per ciascun tributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale e interessi, diminuito al 30 per cento”. L’effetto di questa norma, che è entrata in vigore il 27 febbraio 2007, è quello di spostare i termini per la “definizione automatica per gli anni pregressi”, rimettendo in termine anche i contribuenti che, pur avendo pagato tutte le imposte del triennio 1990-1992, non hanno ancora presentato alcuna istanza di rimborso. Essi possono ancora chiedere la restituzione delle somme pagate in più, presentando un’istanza in carta semplice all’ufficio locale delle Entrate che, in base alla nuova norma, che prevede la diminuzione al 30% delle somme dovute, dovrebbe essere nella misura del 70 per cento. In questo caso, visto che il giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione del 70% è il 27 febbraio 2007 (data di entrata in vigore della legge n. 17 del 26 febbraio 2007, di conversione del decreto legge 28 dicembre 2006, n. 300) i contribuenti possono presentare l’istanza di rimborso entro il 27 febbraio 2009 (articolo 21, comma 2, decreto legislativo 546/92). Se non riceveranno alcuna risposta dalle Entrate, potranno aprire la lite, presentando ricorso alla commissione tributaria provinciale competente. Se l’ufficio dovesse rispondere negativamente all’istanza di rimborso, il contribuente deve avere premura di presentare il ricorso entro 60 giorni dal diniego del rimborso. Se, invece, come detto sopra, “passano” 90 giorni dalla presentazione dell’istanza di rimborso senza avere ricevuto un provvedimento negativo dell’ufficio, il contribuente ha ancora dieci anni di tempo per rivolgersi ai giudici, secondo l’ordinaria prescrizione civilistica. Saranno poi i giudici tributari a decidere se al contribuente che ha pagato tutte le imposte del triennio 1990-1992 spetta il rimborso del 90 o del 70 per cento. Naturalmente, con aggiunta degli interessi maturati e maturandi.


Tonino Morina


12 Ottobre 2007


Partecipa alla discussione sul forum.