Breve sintesi della circolare dell’Agenzia Entrate n. 49/e del 9 agosto 2007 in materia di “redditometro”


L’Agenzia delle Entrate con la circolare di recente emanazione
circolare49.pdf”>(9 agosto 2007) n. 49/E

, ha fornito i primi indirizzi operativi per la realizzazione degli obiettivi della prevenzione e del contrasto all’evasione, in coerenza con quanto già precedentemente fornito con la circolare n. 2/E del 23 gennaio 2007.


Tali circolari si inseriscono nel più ampio disegno dell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per il triennio 2007-2009.


In particolare, fra i suddetti obiettivi si inserisce, come primario, quello del recupero della base imponibile non dichiarata da attuarsi attraverso “un’attenta selezione dei soggetti da sottoporre a controllo sulla base delle eventuali manifestazioni di capacità contributiva”.


L’operato dell’Amministrazione finanziaria sarà, pertanto, finalizzato ad una corretta ricostruzione del risultato reddituale correlandolo all’esistenza di evidenti manifestazioni di capacità contributiva che potrebbero risultare incompatibili con le posizioni reddituali dichiarate.


Tale premessa ci porta inconfutabilmente ad un chiaro riferimento alla determinazione sintetica del reddito complessivo netto così come disciplinato dall’art. 38 del D.P.R. 600/73.


Attraverso tale tipologia accertativa l’Ufficio delle imposte procede alla rettifica delle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche fondandosi sulla sussistenza di elementi e circostanze di fatto certi che fanno presumere una capacità di spesa correlata ad esborsi di danaro maggiori rispetto a quelli sostenibili con il reddito imponibile dichiarato.


Presupposti indefettibili di tale tipologia accertativa sono:



  • che il reddito complessivo netto accertabile si discosti per almeno un quarto da quello dichiarato;

  • che il reddito dichiarato non risulti congruo rispetto agli elementi indicativi di capacità contributiva (individuati con D.M.) per due o più periodi d’imposta.

Tali presupposti costituiscono, indubbiamente, delle garanzie poste a tutela del contribuente accertato e poste, soprattutto, a freno dell’Amministrazione finanziaria per la quale risulta insufficiente una discrepanza occasionale del reddito dichiarato rispetto a quello determinato in via automatica per giustificare un accertamento sintetico.


Al fine della determinazione sintetica del reddito, il quarto comma dell’art. 38 stabilisce gli strumenti in base ai quali l’ufficio può operare, identificandoli con dei decreti ministeriali (D.M. 10 settembre 1992 e D.M. 19 novembre 1992, provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate), comunemente denominati “redditometro”.


Costituiscono il cosiddetto redditometro taluni beni o servizi la cui disponibilità è considerata elemento indicativo di capacità contributiva.


A tale proposito, la circolare di recente emanazione, sottolinea che i beni acquisiti al patrimonio devono essere considerati sotto un duplice profilo:



  • patrimoniale: la spesa rileva come esborso, in quota, solo nell’anno di acquisto del bene e nei quattro anni precedenti;

  • gestionale: il costo di gestione è rilevante nell’anno di acquisto e nei successivi fino alla dismissione.

E’ opportuno, inoltre, sottolineare che gli uffici dovranno tenere in debita considerazione determinati punti fissati dalla stessa circolare:



  • valutare la complessiva posizione reddituale dei componenti il nucleo familiare, essendo evidente come, di frequente, gli elementi indicativi di capacità contributiva possano sicuramente trovare giustificazione nei redditi degli altri componenti il nucleo familiare (a tal proposito si è spesso parlato di verifica della “famiglia fiscale”);

  • ricostruire la complessiva situazione del soggetto di interesse, nonché dei componenti il suo nucleo familiare, sulla base dei dati in possesso del sistema informativo e di quelli autonomamente individuati da ciascun ufficio competente;

  • valutare i redditi imponibili dichiarati anche per gli anni precedenti i periodi di imposta oggetto di controllo, nonché gli elementi contabili desumibili dagli atti registrati stipulati anche dal coniuge e dagli altri familiari, che possano aver contribuito alle spese indice di capacità contributiva;

  • valutare attentamente la posizione delle persone fisiche che hanno dichiarato di svolgere attività agricole; in particolare, se il soggetto ha dichiarato redditi agrari, tassati non in base al reddito effettivo prodotto, bensì in base alla rendita catastale; in tale caso il volume di affari IVA dichiarato può rappresentare un termine di valutazione del potenziale reddito ricavabile dall’attività ai fini della proficuità dell’azione accertatrice;

  • nel corso della fase istruttoria, mediante convocazione in ufficio o mediante questionario o nell’ambito del procedimento di accertamento con adesione acquisire tutte le informazioni e la relativa documentazione probatoria non conoscibili attraverso gli strumenti informativi a disposizione, ovvero per suffragare quelli conoscibili, che configurano la prova contraria che il contribuente può fornire prima della notificazione dell’atto di accertamento.

Criteri per la selezione dei soggetti.


Con la circolare più volte citata sono state fissate le linee guida per la selezione dei soggetti accertabili:



  • circoscrivere la selezione nell’ambito delle posizioni soggettive per le quali sono già conoscibili informazioni suscettibili di immediato utilizzo, disponibili attraverso le liste selettive elaborate centralmente, le banche dati e le segnalazioni qualificate predisposte nell’ambito dell’attività di intelligence;

  • individuare, prioritariamente, le posizioni soggettive per le quali sussistono, oltre agli elementi indice di capacità contributiva, anche altre manifestazioni di ricchezza rinvenibili negli atti registrati;

  • reperire e tenere conto di eventuali atti di disinvestimento patrimoniale, nonché di eventuali altri atti risultanti al sistema informativo da cui si evinca la disponibilità di somme di denaro (donazioni, mutui, ecc.) stipulati in un arco temporale ragionevole antecedente l’anno cui si riferiscono le spese indice e gli esborsi;

  • valutare e tenere conto, ai fini della determinazione sintetica del reddito, anche della situazione fiscale ed economica dei componenti il nucleo familiare di ciascuna posizione soggettiva selezionabile.

Gli uffici procederanno altresì ad un esame integrato degli elementi riferibili ai soggetti che risultano già inclusi nel programma annuale dei controlli sostanziali per il 2007 sulla base di altri elementi in possesso (ad esempio, processi verbali con rilievi ai fini delle imposte dirette, segnalazioni, ecc.); in tali casi bisogna operare un’adeguata valutazione delle diverse fonti di innesco o di impulso adottando la metodologia di accertamento più idonea alla complessiva trattazione della posizione oggetto di accertamento.


 


Liste selettive


Per fornire agli Uffici strumenti di ausilio alla selezione di posizioni soggettive che rilevano ai fini dell’accertamento sintetico sono state elaborate, a livello centrale, specifiche liste interattive. Ciò vuol dire che i primi controlli verranno effettuati nei confronti dei contribuenti segnalati dall’anagrafe tributaria attraverso lo strumento delle suddette liste. Trattasi, in effetti, di strumenti che servono agli uffici per selezionare i contribuenti ai fini dell’accertamento.


Lista selettiva AU: “autovetture”


Attraverso tale lista selettiva, di tipo sperimentale, verranno segnalate le persone fisiche che, sulla base dei dati forniti dalla Direzione generale della Motorizzazione risultano aver immatricolato nell’anno 2003 autovetture di potenza fiscale uguale o superiore a 21 cv fiscali per le quali il reddito complessivo netto convenzionale per i periodi di imposta 2002-2003 è risultato non coerente per almeno ¼ con il reddito imponibile dichiarato per i medesimi periodi di imposta.


Lista selettiva T: “incrementi patrimoniali”


Con tale lista verranno segnalate le persone fisiche che hanno dichiarato per i periodi di imposta 2002-2003 imponibili incongruenti rispetto alla consistenza degli esborsi (compravendite e conferimenti di somme di denaro, ecc.) risultanti dagli atti stipulati e registrati negli anni dal 2003 al 31marzo 2007.


 


Attività preliminari


Tale attività si caratterizza per l’individuazione dei soggetti tra quelli segnalati nelle liste selettive. Per ciascun soggetto verrà formato un fascicolo contenente le schede di segnalazione delle liste selettive e le ulteriori informazioni dedotte dallo stesso ufficio, attraverso altre applicazioni (A.P.P.L.E., SER.P.I.CO, l’interrogazione puntuale nell’archivio di B.A.S.E.) per avere la visibilità integrata con altri elementi di accertamento e per verificare se trattasi di soggetti inclusi già nel programma di controllo dell’ufficio.


Si precisa che le segnalazioni hanno esclusiva rilevanza interna e costituiscono elementi indiziari ai fini della selezione delle posizioni soggettive da sottoporre a controllo; i parametri di incrocio e di calcolo adottati nell’ambito della procedura, infatti, assumono valenza ai soli fini delle relative elaborazioni informatiche e non rivestono carattere certo ed esaustivo per gli uffici.


 


Fase istruttoria


A ciascun contribuente segnalato inserito nel piano dei controlli sostanziali verrà preliminarmente notificata una comunicazione informativa circa gli elementi di capacità contributiva disponibili per i periodi di imposta oggetto di controllo, con invito di avvalersi della facoltà di cui all’art. 38, sesto comma e, quindi, di dimostrare l’esistenza di redditi esenti o soggetti ad imposta sostitutiva, ovvero di smobilizzi patrimoniali.


In tale fase è importante l’attività di filtro posta in essere dall’Ufficio prima dell’emissione di un eventuale avviso di accertamento. Ad esempio, qualora la segnalazione avvenga dalla lista selettiva delle autovetture, l’ufficio dovrà aver cura di acquisire idonea documentazione atta a comprovare l’effettivo prezzo pagato per l’acquisto dell’autovettura. Al fine di porre in essere tale attività di filtro, l’Ufficio potrà anche convocare il contribuente presso la propria sede per ottenere maggiori chiarimenti sulla propria posizione reddituale. In tale caso, verrà redatto processo verbale nel quale sarà dato atto della documentazione prodotta, delle argomentazioni e degli elementi forniti. Vi è da aggiungere che nella fase istruttoria gli uffici potranno adottare tutte le modalità che riterranno più opportuni ai fini dell’efficacia dei controlli.


A tal fine potranno valutare anche l’opportunità di esperire indagini finanziarie nei confronti del soggetto sottoposto a controllo Tale tipo di indagini costituiscono, indubbiamente, uno strumento di indubbia rilevanza per trasformare indizi di tipo patrimoniale e gestionale, in prove che evidenzino l’effettiva capacità contributiva del soggetto accertato. E’ il caso di ricordare che, laddove nel corso delle indagini finanziarie vengano rilevate movimentazioni riconducibili ad attività di impresa o di lavoro autonomo, l’ufficio dovrà procedere prioritariamente all’accertamento del reddito delle relative categorie.


 


Esame degli elementi forniti dal contribuente


In tale fase gli uffici dovranno tenere conto di ogni argomentazione ed elemento di valutazione forniti dal contribuente al fine di pervenire a determinazioni reddituali che non lascino ombra di dubbio.


Gli uffici dovranno, pertanto, esaminare la documentazione prodotta dal contribuente relativa a:



  • redditi esenti;

  • redditi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta

  • somme riscosse a titolo di disinvestimenti patrimoniali, nonché vagliare eventuali diverse giustificazioni anche riferibili ai componenti il nucleo familiare;

  • utilizzo di finanziamenti;

  • utilizzo di altra somma di denaro derivanti da eredità, donazioni, vincite, ecc.;

  • utilizzo di effettivi redditi conseguiti a fronte di importi fiscali convenzionali;

  • utilizzo di somme riscosse, fuori dall’esercizio dell’impresa a titolo di risarcimento patrimoniale.

Considerazioni ed indicazioni finali dell’Amministrazione finanziaria


Nelle considerazioni finali poste in essere nella circolare in esame, l’Agenzia delle Entrate sottolinea la particolare apprensione che, nell’attività di accertamento sintetico, deve essere posta sul nucleo familiare.


Ciò per due ordini di motivi: in primo luogo, poiché la manifestazione di ricchezza dei componenti del nucleo familiare possono consentire di ritenere non proficua l’azione di accertamento sintetico nei confronti della persona indagata.


In secondo luogo, poiché attraverso la valutazione fiscale del nucleo familiare è possibile individuare soggetti verso cui dirigere l’accertamento.


L’Agenzia sottolinea che non si tratta di mettere in atto un redditometro sulla famiglia, bensì di individuare nell’ambito delle cosiddette famiglie fiscali quali sono i componenti che non dichiarano redditi o che dichiarano redditi irrisori rispetto alla manifestazione di ricchezza loro riconducibili e, quindi, quali siano effettivamente i soggetti di effettivo interesse fiscale ai fini del contrasto all’evasione.


 


Avv. Maria Leo


 


19 Ottobre 2007


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