BONUS INVESTIMENTI: sentenza della Corte Costituzionale


L’agevolazione fu introdotta dall’articolo 8 della legge 388/2000 e successivamente rivista dall’art. 62 della legge 289/2002, e prevedeva un contributo a favore di contribuenti che effettuavano investimenti. In base all’art. 62 citato, i contribuenti che avevano conseguito il diritto al contributo anteriormente all’8 luglio 2002 dovevano comunicare all’Agenzia delle entrate con il modello CVS i dati occorrenti per la ricognizione degli investimenti realizzati. E proprio su questo punto è stata sollevata questione di legittimità costituzionale dai giudici della Commissione tributaria provinciale di Avellino e Benevento. La Consulta, con l’ordinanza del 7 giugno 2007 n.180, bocciando le richieste delle Commissioni di merito, ha precisato che il modello non deve essere visto come una sorta di elemento discriminante tra due gruppi di contribuenti, quanto, invece, come un’integrazione dei dati necessaria a garantire il rilevante interesse pubblico all’immediata disponibilità dei dati non ricavabili dalla dichiarazione dei redditi all’epoca presentata e procedere così con maggiore speditezza ai controlli sul riconoscimento o meno del bonus.


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