Addizionale Irpef direttamente ai comuni dal 2008


La Finanziaria 2007 (legge n. 296/2006) al comma 143 dell’unico articolo, dispone che a partire dall’anno d’imposta 2007 i versamenti delle addizionali comunali all’Irpef, dovute tanto dai contribuenti per imposte proprie, quanto dai sostituti d’imposta per i soggetti sostituiti, vengano effettuati direttamente ai comuni attraverso appositi codici tributo attribuiti a ciascun comune. La stesso articolo rinvia per le modalità operative al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 5 ottobre 2007, pubblicato sulla G.U. n. 247 del 23 ottobre 2007.

 

La modalità attualmente in vigore

Secondo la procedura attuale, prevista dall’articolo 1, comma 7, del Decreto legislativo n. 360/1998, la ripartizione delle somme tra i comuni è effettuata in due tempi dal Ministero dell’interno.  A titolo di acconto, la suddivisione avviene sull’intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui è effettuato il versamento. I calcoli sono fatti sulla base dei dati statistici più recenti forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze entro il 30 giugno di ciascun anno relativi ai redditi imponibili dei contribuenti aventi domicilio fiscale nei singoli comuni. La ripartizione a titolo di saldo avviene entro l’anno successivo a quello in cui è stato effettuato il versamento sulla base dei dati statistici relativi all’anno precedente. Le disposizioni attuali prevedono anche la possibilità di ulteriori modalità di ripartizione da stabilire con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città.

E’ di tutta evidenza la macchinosità di tale sistema che comporta non solo un’attività burocratica non indifferente ma anche tempi di accreditamento non proprio in linea con le esigenze dei comuni.

 

La nuova modalità

La nuova disposizione, a partire dal 1° gennaio 2008, consentirà al comune di incassare con maggiore celerità le addizionali Irpef, dovute sia in acconto che a saldo.

I versamenti devono essere effettuati utilizzando il modello F24, indicando il comune in cui i contribuenti hanno il domicilio fiscale dal 1° gennaio dell’anno cui si riferisce il tributo. Nell’F24 devono essere indicati gli appositi codici tributo ed il codice catastale identificativo del comune. Tali codici sono desumibili, oltre che dal sito dell’Agenzia delle entrate, anche dalle istruzioni alla compilazione della dichiarazione dei redditi utilizzata quest’anno.

Con tale procedura gli importi saranno accreditati dall’Agenzia delle entrate direttamente ai comuni secondo i tempi e le modalità stabiliti dal decreto legislativo n. 241/1997.

 

Le novità per i versamenti degli Enti ed organismi pubblici 

Oltre ai versamenti ordinari effettuati tramite il modello F24, il decreto di attuazione in argomento detta disposizioni sulle modalità di pagamento delle addizionali da parte degli Enti ed organismi pubblici, assoggettati al sistema di Tesoreria unica, individuati nella tabella A allegata alla legge n. 720/1984. Tali enti, titolari di conti presso le tesorerie provinciali, effettuano i pagamenti trasmettendo telematicamente, direttamente o tramite il proprio tesoriere, all’Agenzia delle entrate, la richiesta di pagamento degli importi, trattenuti come addizionale comunale all’Irpef, suddivisi per i comuni destinatari dei versamenti. Il decreto dispone che le modalità attuative vengano definite con apposito provvedimento da emanarsi a cura del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia delle entrate, che gestisce il sistema di pagamenti attraverso un’apposita struttura (Struttura di gestione), dopo avere verificato la correttezza formale dei dati trasmessi, inoltra alla Banca d’Italia le richieste di accredito pervenute dagli enti e l’elenco delle tesorerie provinciali da addebitare. Le somme vengono accreditate sulla contabilità speciale 1777, denominata “Agenzia delle entrate – Fondi della riscossione”.

Analoga la modalità di trasmissione degli enti individuati nella tabella “B” allegata alla legge n. 720/1984, titolari di conti presso la tesoreria centrale, con la differenza che la trasmissione del flusso telematico all’Agenzia delle entrate deve avvenire solo direttamente da parte dell’ente (non essendovi rapporti con le tesorerie provinciali) e, inoltre, l’Agenzia delle entrate trasmette i dati non solo alla Banca d’Italia ma anche all’Ispettorato generale per la finanza delle pubbliche amministrazioni (I.Ge.P.A.).

 

Le amministrazioni dello Stato, che per il pagamento degli stipendi e degli assegni fissi non si avvalgono del sistema informatico “Service Personale Tesoro”, titolari di conti correnti di tesoreria centrale, effettuano il versamento delle addizionali comunali all’Irpef secondo le modalità sopra indicate per gli enti individuati nella Tabella “B” della legge n. 720/1984.

 

Le amministrazioni dello Stato che si avvalgono del sistema “Service Personale Tesoro” versano le addizionali all’Irpef direttamente ai comuni con ordinativi collettivi di pagamento emessi in forma dematerializzata, come previsto del decreto ministeriale del 31 ottobre 2002.

 

Gli enti e gli organismi pubblici, tra i quali le Forze armate e l’Arma dei carabinieri, che non rientrano nel sistema di tesoreria unica (provinciale o centrale), istituito con legge del 29 ottobre 1984, n. 720, effettuano i versamento delle addizionali comunali all’Irpef con le modalità ordinarie utilizzando il modello F 24.

 

L’Agenzia delle entrate ripartisce tra i comuni le somme versate secondo le informazioni contenute nelle comunicazioni telematiche inviate dagli enti e dagli intermediari della riscossione, per i versamenti effettuati con modello F24. Gli importi vengono accreditati su appositi conti correnti postali il cui elenco è predisposto ed aggiornato dal Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’interno ed è reso pubblico sui siti internet del dipartimento citato e su quello per le politiche fiscali del Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Dott. Ercole Bellante

27 ottobre 2007


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