19 ottobre 2007

di Rassegna Stampa

Pubblicato il 19 ottobre 2007

IL SOLE 24 ORE

 

L’Ici nel 730 fa scoprire i fabbricati

La nuova casella dedicata all’Ici nella dichiarazione dei redditi 2006 ha fatto trovare il 3,79% di immobili in più rispetto all’anno prima: cantine, box e garage che il Fisco non aveva mai visto. Allo stesso tempo, ha fatto aumentare del 5,45% l’imponibile sui fabbricati. E’ la Sogei a dare queste cifre, in base alle elaborazioni dei Centri di assistenza fiscale sulle ultime dichiarazioni dei redditi. Proprio lo stesso giorno in cui viene annunciato l’emendamento alla Finanziaria che elimina il tetto dei 50mila euro annui per accedere agli sgravi sull’imposta, i Caf segnalano che l’Ici nel 730 porta alla luce le centine. Non poche. E’ un boom se si considera che – sempre secondo i Caf – nel triennio 2002-2005, l’aumento degli immobili dichiarati era stato dello 0,7% e nello stesso periodo l’imponibile  era cresciuto del 3%.

Angela Manganaro, L’Ici nel 730 scova più case, in Il Sole-24 Ore, 19/10/2007, pag. 30

 

Immobili, l’assegnatario non paga l’Ici

Non sono tenuti a pagare l’Ici né l’assegnatario di un immobile di edilizia residenziale pubblica concesso in locazione con patto di futura vendita, né il coniuge separato o divorziato al quale sia stato assegnato l’immobile con provvedimento giudiziale. Lo ha precisato il Dipartimento delle politiche fiscali del ministero dell’Economia con la risoluzione n. 5, diffusa ieri. In particolare, per il Dipartimento, il locatario con patto di futura vendita vanta nei confronti del locatore solo un diritto personale di credito e non un diritto reale di godimento. Del resto, secondo l’articolo 3 della normativa  Ici sono soggetti passivi il proprietario o il titolare di altro diritto reale sugli immobili. Quindi, il titolare di diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, nonché il locatario finanziario. Dal 1° gennaio 2001, soggetto passivo è anche il concessionario di aree demaniali.

Sergio Trovato, Esenzione per l’ex coniuge assegnatario, in Il Sole-24 Ore, 19/10/2007, pag. 30

 

Correlazione per i proventi straordinari

Il risarcimento del valore dei beni andati distrutti o rubati è tassabile ai fini Irap per il principio di correlazione. Infatti, l’articolo 11, comma 3, del Dlgs 446/97 dispone che concorrono alla determinazione della base imponibile Irap i proventi e gli oneri ancorché classificabili nella gestione straordinaria, se correlati a componenti positivi o negativi del valore della produzione di periodi d’imposta precedenti o successivi. La precisazione è contenuta nella risoluzione 294/E del 18 ottobre 2007, con la quale l’agenzia delle Entrate affronta il caso di una società che ha subito un incendio a causa del quale è andato distrutto un capannone adibito a magazzino.

Gian Paolo Tosoni, Il risarcimento paga Irap, in Il Sole-24 Ore, 19/10/2007, pag. 31

 

 

ITALIA OGGI

 

Canoni leasing fuori dal reddito operativo

Fuori i canoni di leasing dal calcolo del reddito operativo lordo. Tutto ciò al preciso scopo di evitare un’eccessiva penalizzazione degli investimenti in leasing rispetto all’acquisizione diretta dei beni. E’ questo in breve l’auspicio avanzato dal consorzio studi e ricerche fiscali del gruppo informativa n. 6 dedicata al commento della legge finanziaria 2008. Secondo i tecnici del consorzio studi risulta difficilmente comprensibile come nel nuovo meccanismo di deduzione degli interessi passivi previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera h), del disegno di legge finanziaria 2008, siano di fatto agevolati gli investimenti in leasing.

Andrea Bongi, Investimenti in leasing alleggeriti, in Italia Oggi, 19/10/2007, pag. 31

 

Non è soggetto passivo il socio dipendente

La persone fisica che opera nel quadro di un rapporto di lavoro subordinato, per conto della società della quale è unico azionista, dipendente e amministratore, non è soggetto passivo dell’Iva. E’ questo in breve quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue pronunciata ieri, 18/10/2007, nel procedimento C-335/06 promosso dai giudici dei Paesi Bassi in relazione a una controversia fra un cittadino e il fisco. La questione mirava a chiarire, in sostanza, se una persona fisica che esegue lavori in nome e per conto di una società, in base a contratto di lavoro subordinato con la società stessa, della quale la persona è unico azionista e dipendente, debba essa stessa essere considerata un soggetto passivo ai fini dell’Iva.

Franco Ricca, Subordinazione senza Iva, in Italia Oggi, 19/10/2007, pag. 35

 

 

IL SOLE 24 ORE

 

Le sedi multiple unite in rete

I datori di lavoro che hanno sede legale e di lavoro in più Regioni possono scegliere di accentrare le comunicazioni di inizio, variazione e cessazione del rapporto di assunzione in un unico servizio informatico regionale, anche quando si avvalgono, per la trasmissione dei dati, di un soggetto abilitato. Fanno eccezione quei rapporti particolari, come l’apprendistato, per cui le singole regioni possono aver istituito canali informativi specifici. E’ questa una delle novità operative contenute nel decreto del ministero del Lavoro per la compilazione e la trasmissione dei nuovi modelli di comunicazione dei rapporti di lavoro.

M.R.Gheido, L’online unisce le sedi multiple, in Il Sole-24 Ore, 19/10/2007, pag. 33

 

 

ITALIA OGGI

 

Nuove finestre per tutti con il 2008

Nuove finestre per tutti dal 2008. Dall’anno prossimo che matura il requisito per la pensione, di vecchiaia o di anzianità, deve fare i conti con le uscite programmate, le cosiddette finestre che determinano la decorrenza dell’assegno dell’Inps. Le buone notizie però riguardano solo coloro che raggiungono il pensionamento con 40 anni di contribuzione, per i quali restano confermate le attuali 4 uscite nell’arco dell’anno, le finestre introdotte dalla riforma Dini del 1995. Mentre che va in pensione di vecchiaia, che oggi può percepire la rendita già a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di compimento dei 65 o 60 anni, dal 2008 dovrà pazientare per altri tre mesi.

Gigi Leonardi, Quattro finestre per la vecchiaia, in Italia Oggi, 19/10/2007, pag. 37

 

 

IL SOLE 24 ORE

 

Soci amministratori: iscrizione alla gestione dell’attività principale

I soci amministratori di una Srl che prestano anche attività lavorativa nella società, dovranno iscriversi alla gestione previdenziale istituita per l’attività prevalente. È stato cosi stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 20886 del 5 ottobre 2007, accogliendo il ricorso di un contribuente che, ritenendo prevalente l’attività svolta come amministratore di una Srl, chiedeva di essere assicurato solo presso la Gestione separata del lavoro autonomo. Al contrario avviso l’Inps che chiedeva anche i contributi alla Gestione commercianti. In particolare, la suprema Corte ha affermato che una Srl, chi svolge un’attività di socio amministratore e lavoratore  deve iscriversi nella gestione in cui svolge l’attività con carattere di abitualità e prevalenza; spetta all’Inps decidere sull’iscrizione all’assicurazione corrispondente all’attività prevalente nell’incompatibile coesistenza delle due iscrizioni. Si dovranno sommare i redditi prodotti dalle diverse attività, evitando il pericolo di una duplice contribuzione e il mancato rilievo di una di esse ai fini previdenziali.

Maria Rosa Gheido, Per i soci manager l’attività principale guida l’iscrizione, in Il sole 24 Ore, 17/10/2007, pag. 37.

 

Holding e Finanziaria 2008: scarsa deducibilità  degli interessi passivi

Il Ddl della Finanziaria 2008, modificando l’art. 96 del Tuir, stabilisce che dal 2008 gli interessi passivi e oneri assimilati saranno dedotti dal reddito fino a concorrenza degli interessi passivi e proventi assimilati e, per l’eccedenza, nel limite del 30% del risultato operativo lordo (Rol o Ebitda), costituito dalla differenza tra le voci A) e B) del conto economico, con l’esclusione degli ammortamenti. Tale meccanismo, tuttavia, non consentirebbe alle Holding di partecipazione, che presentano per lo più un Ebitda pari a zero, di portare in deduzione gli oneri finanziari, dato che i dividendi non sono proventi relativi alla loro attività caratteristica essendo classificati nella voce C) di conto economico.

Alessandro Antonelli e Alessandro Mengozzi, Holding, conto salato sugli interessi passivi, in Il sole 24 Ore, 19/10/2007, pag. 31.

 

 

ITALIA OGGI

 

Imposta sostitutiva: allargamento ai conferimenti in società di persone

Sarà estesa anche ai conferimenti delle ditte individuali in società di persone l’imposta sostitutiva del 18%, ma non alle cessioni d’azienda. Confluirà in un emendamento del governo al disegno di legge Finanziaria 2008, all’esame al Senato, l’allargamento della misura già valida per i conferimenti delle società. La certezza è stata data dai tecnici del viceministro dell’economia, Vincenzo Visco, alle associazioni firmatarie del protocollo d’intesa sugli studi di settore.

Antonella Gorret, Estesi i conferimenti agevolati, in ItaliaOggi, 17/10/2007, pag. 35.

 

Deducibilità dei compensi reversibili

L’associazione italiana dottori commercialisti di Milano, con la norma di comportamento n. 169, relativa al trattamento fiscale dei compensi reversibili degli amministratori, conclude che questi ultimi sono deducibili per la società che li eroga, inoltre costituiscono un ricavo imponibile per la società percipiente e non sono tassati in capo all’amministratore persona fisica. I compensi reversibili sono quei compensi che spettano al dipendente o al collaboratore coordinato e continuativo di una società per la sua nomina a membro del consiglio di amministrazione di altra società e che, per espressa previsione contrattuale, vengono versati a favore della società alla quale il soggetto è contrattualmente legato. Agli effetti Irap il costo non è deducibile per la società erogante e il ricavo non è imponibile per quella percipiente. Ai fini Iva, l’attività non rileva se la presentazione è resa da un soggetto che non svolge per professione abituale altra attività di lavoro autonomo.

Andrea Bongi, Compensi reversibili in deduzione, in ItaliaOggi, 17/10/2007, pag. 38.

 

Costituzione degli osservatori sul mondo cooperativo

Con la nota n. 13075/2007, il Ministero del Lavoro enuncia le istruzioni agli uffici territoriali  per garantirsi la funzionalità della nuova rete informativa a partire dal prossimo anno. Saranno costituiti degli osservatori permanenti sul mondo cooperativo, capaci a contrastare i fenomeni elusivi degli obblighi retributivi e contributivi. L’iniziativa è stata consacrata in un accordo del 10 ottobre in cui è stata prevista la costituzione, presso ogni direzione provinciale del lavoro, di osservatori permanenti con le associazioni del mondo cooperativo e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nonché con i rappresentanti dell’Inps e dell’Inail. Il ministero dispone che entro il 31 ottobre le drl e dpl dovranno attivarsi nel convocare le competenti strutture territoriali delle parti sociali e degli enti chiamati a far parte degli osservatori permanenti, in modo che con il prossimo anno possano disporre di una rete informativa su tutto il territorio nazionale.

Carla De Lellis, Coop irregolari, via agli osservatori,  in ItaliaOggi, 18/10/2007, pag. 42.

 

Utili delle Coop: versamento con F24

Con decreto del Ministro per lo Sviluppo Economico del 9 ottobre 2007, in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è stato stabilito che il pagamento della quota del 3% degli utili d’esercizio dovuta dalle società cooperative e dai loro consorzi che non aderiscono a nessuna delle associazioni nazionali di assistenza e tutela del movimento cooperativo, deve avvenire tramite modello F24, utilizzando il codice tributo “3012”, denominato “quota del 3% degli utili di esercizio e interessi -  art. 11, commi 4 e 6 legge 56/1992”.

Luigi Chiarello, Coop , gli utili cambiano regime, 19/10/2007, in ItaliaOggi, pag. 32.

 

L’unico socio dipendente non è soggetto passivo Iva

La sentenza della Corte di giustizia Ue pronunciata ieri, 18/10/2007, nel procedimento C-335/06 promosso dai giudici dei Paesi Bassi in relazione a una controversia fra un cittadino e il fisco, ha affermato che la persona fisica che opera nel quadro di un rapporto di lavoro subordinato, per conto della società della quale è unico azionista, dipendente e amministratore, non è soggetto passivo dell'Iva. Inoltre, la Corte ricorda che, in merito alle condizioni di retribuzione, un vincolo di subordinazione non sussiste qualora gli interessati sopportino il rischio economico della loro attività; nel caso di specie, invece, la persona fisica non sopportava alcun rischio economico, intervenendo in qualità di amministratore della società e svolgendo le sue attività nell'ambito delle operazioni realizzate dalla società nei confronti di terzi. In questa situazione, il dipendente della società non può essere considerato un soggetto passivo ai sensi della direttiva Iva.

Franco Ricca, Subordinazione senza Iva, 19/10/2007, in ItaliaOggi, pag. 35.

 

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