16 Ottobre 2007


IL SOLE 24 ORE


 


Minimi, 700mila i potenziali aderenti


Sono oltre 700mila i potenziali aderenti al nuovo regime fiscale semplificato per le imprese minime e marginali. Circa il 75% di questa platea di contribuenti dovrebbe ricavare un vantaggio dal pagamento delle imposte in una soluzione, con aliquota al 20% sul reddito. La condizione è che l’azienda non superi i 30mila euro di fatturato come tetto massimo, che non vi siano lavoratori dipendenti e che le spese per acquisto di beni strumentali nel triennio non superino i 15mila euro. I tecnici del vice ministro all’Economia, Vincenzo Visco, hanno messo a punto un dettagliato dossier da cui si apprende che i potenziali aderenti al forfait provengono per 248.513 unità dal settore delle attività professionali, soprattutto se si tratta di avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti informatici e legali al di sotto dei 40 anni. L’intera platea delle persone fisiche esercenti attività d’impresa o professionale che rientra nel nuovo regime ammonta in realtà a 933.753 unità, ma si calcola che gli interessati al pagamento forfetario delle imposte siano circa 700.000.


Dino Pesole, Il Fisco cerca 700mila minimi, in Il Sole-24 Ore, 16/10/2007, pag. 31


 



Dichiarazione online, si allungano i tempi


L’addio al formato cartaceo della dichiarazione dei redditi non arriverà nei prossimi mesi, come avrebbe voluto il ministero dell’Economia. Le intenzioni dei tecnici di via XX Settembre e lo schema di regolamento ministeriale sono andate in fumo davanti alla sezione atti normativi del Consiglio di Stato. Ci sono incongruenze tra le leggi in vigore e lo schema di regolamento a firma di Tommaso Padoa Schioppa, per il quale è arrivato un parere non favorevole, con una serie di critiche con le quali dovranno fare i conti gli uffici ministeriali. I giudici hanno riscontrato l’assenza di una legge-quadro sull’imposizione dell’obbligo che, in ogni caso, va attuato attraverso tappe successive e con l’utilizzo di strumenti premiali o di incentivi per rendere sempre più ampia la platea di quanti utilizzano il mezzo telematico. Invece è stata seguita una procedura frettolosa con un regolamento ministeriale, in esatta controtendenza con lo Statuto dei diritti del contribuente, legge nazionale da prendere sempre a riferimento.


Gabriele Mastellarini, Stop alla dichiarazione online per tutti, in Il Sole-24 Ore, 16/10/2007, pag. 31


 


Elenchi, nonostante il pressing no al rinvio


Sono rimasti delusi i contribuenti che aspettavano il rinvio del termine per la presentazione online degli elenchi clienti e fornitori del 2006, scaduto ieri nonostante le richieste di proroga sollecitate da più parti. Le difficoltà nel predisporre il file, nell’individuare i dati e le operazioni da inserire e i soggetti obbligati erano state sottolineate da molte associazioni di categoria, tra le quali Assonime e il sindacato nazionale dei ragionieri commercialisti. La richiesta unanime era di unificare le scadenze al 15 novembre 2007 per tutti i titolari di partita Iva obbligati alla presentazione. Ieri scadeva il termine per chi nel 2006 ha realizzato un volume d’affari superiore a 309.874,14 euro per le prestazioni di servizio o a 516.456,90 euro per le altre attività. Per chi non ha superato questi limiti, c’è tempo fino al 15 novembre per l’invio.


Luca De Stefani, Elenchi, chiusura senza rinvio, in Il Sole-24 Ore, 16/10/2007, pag. 33


 


Interessi tassabili con criterio di cassa


 Le somme corrisposte ai lavoratori a titolo di interessi e rivalutazione delle somme loro dovute sono tassabili in base al criterio di cassa: non rileva quindi, il periodo di riferimento, bensì quello di effettiva erogazione. A seguito della modifica apportata dal decreto legislativo 314/97, all’articolo 49 del tuir, infatti, costituiscono reddito di lavoro dipendente anche le somme di cui all’articolo 429, ultimo comma, del codice di procedura civile. Ossia gli interessi legali e il maggior danno subito dal lavoratore per la svalutazione del suo credito. Il riferimento all’articolo 429 Cpc è meramente indicatorio e non include la causa della loro corresponsione; tali somme sono, pertanto, tassabili anche se conseguono a un adempimento spontaneo del datore di lavoro. Lo ha ribadito l’agenzia delle Entrate con la risoluzione 292/E del 12 ottobre.


Maria Rosa Gheido, Interessi con criterio di cassa, in Il Sole-24 Ore, 16/10/2007, pag. 33


 


ITALIA OGGI


 


Imposta di registro, stretta della Cassazione


Giro di vite della Cassazione sull’imposta di registro dovuta in caso di divisione di un immobile. Se uno degli eredi non paga la quota, gli altri sono obbligati a versare anche la sua parte, salvo poi il diritto a rivalersi su chi è stato inadempiente. Ciò perché il debito verso il fisco è, di fatto e di diritto, uno e non può essere diviso. E’ quanto affermato dalla corte di cassazione che, con la sentenza n. 21482 del 12 ottobre 2007, ha respinto il ricorso di uno, di tre fratelli, che aveva pagato solo la sua quota di imposta di registro rifiutandosi di provvedere anche per il fratello inadempiente.


Debora Alberici, Registro, stretta sui beni ereditati, in Italia Oggi, 16/10/2007, pag. 35


 


Immobili, tornano i trasferimenti agevolati


Ritorna l’applicazione dell’imposta di registro sui trasferimenti degli immobili compresi nei piani urbanistici particolareggiati, destinati all’attuazione di specifici programmi di edilizia residenziale. La reintroduzione è stata prevista dai commi da 15 a 18, dell’art. 2, del disegno di legge relativo alla Finanziaria 2008 (AS1817), se il trasferimento ha per oggetto immobili inseriti nei piani urbanistici particolareggiati, destinati, dicono letteralmente le disposizioni, all’attuazione dei programmi di edilizia residenziale, comunque denominati e comporta l’applicazione dell’imposta di registro pari all’1%, se l’intervento si completa entro cinque anni dalla stipula dell’atto. Le disposizioni sono applicabili a: atti pubblici; atti giudiziari pubblicati o emanati; scritture private autenticate poste in essere dal 1° gennaio 2008; scritture private non autenticate presentate alla registrazione dal 1° gennaio 2008.


Fabrizio G. Poggiani, Immobili, torna il registro all’1%, in Italia Oggi, 16/10/2007, pag. 36


 


IL SOLE 24 ORE


 


Lotta alle false coop


Con la costituzione di osservatori provinciali permanenti sul lavoro in cooperativa, parte la lotta alle false coop. L’iniziativa è scattata in seguito a un protocollo sulla cooperazione siglato il 10 ottobre scorso tra i ministeri del Lavoro e quello dello Sviluppo economico, Agci, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl e uil. L’intesa è basata soprattutto sulla corretta applicazione della legge 142/01. Il protocollo sottolinea che spesso nelle cooperative la scelta dei rapporti di lavoro, secondo l’articolo 1 della legge 142/01, disattende i principi cardine che caratterizzano i rapporti di lavoro dipendente e autonomo. In particolare, si riscontra la non corrispondenza dell’ipotesi individuata con le mansioni realmente svolte dal lavoratore, poi non viene assicurato il trattamento economico complessivo del contratto collettivo nazionale di lavoro applicato.


Luigi Caiazza, Parte la lotta alle false coop: a fine mese osservatori pronti, in Il Sole-24 Ore, 16/10/2007, pag. 34


 



Tfr, fissato il coefficiente di rivalutazione


A settembre il coefficiente per rivalutare le quote di Trattamento di fine rapporto (Tfr) accantonate al 31 dicembre 2006 è pari a 2,293224. L’articolo 2120 del Codice civile stabilisce che alla fine di ogni anno la quota di tfr accantonata deve essere rivalutata. Per determinare il coefficiente di rivalutazione del tfr, o delle anticipazioni, si parte dall’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati diffuso ogni mese dall’Istat. In particolare, si calcola la differenza in percentuale tra il mese di dicembre dell’anno precedente e il mese in cui si effettua la rivalutazione. Poi si calcola il 75% della differenza a cui si aggiunge , mensilmente, un tasso fisso di 0,125. La somma tra il 75% e il tasso fisso è il coefficiente di rivalutazione per il calcolo del Tfr.


N. Bianchi – P. Perrone, Con il nuovo indice del tfr conti aggiornati a settembre, in Il Sole-24 Ore, 16/10/2007, pag. 34


 


ITALIA OGGI


 


Flessibilità regolamentata al part-time


Flessibilità regolamentata al part-time. Decidono i sindacati se, quando, quanto e come le imprese possono aumentare la prestazione dei lavoratori o possono modificarne la collocazione temporale. E’ questo in breve quanto prevede l’articolo 12 del ddl recante l’attuazione del protocollo welfare. La novità toglie alle pattuizioni individuali la competenza sulla previsione di clausole modificative (elastiche e flessibili) per spostarla ai ccnl.


Daniele Cirioli, Part-time più rigido, in Italia Oggi, 16/10/2007, pag. 40


 


Nel mirino del fisco le pensioni medie


Niente aumento nel 2008 per le pensioni d’importo mensile superiore a 3.500 euro. Tradotto in cifre, questi ricchi pensionati l’anno prossimo dovranno rinunciare a circa 45 euro al mese. Una volta nel mirino dei risparmi c’erano le cosiddette pensioni d’oro. L’ultimo intervento legislativo in materia risale al 2004, anno in cui la Finanziaria aveva introdotto un contributo del 3%, per la durata di tre anni, a carico delle rendite superiori a 25 volte il minimo Inps. Ora invece il disegno di legge collegato sul welfare se la prende con il pensionato medio. Un atteggiamento in contraddizione rispetto a quanto legiferato sempre sull’argomento solo due mesi fa, quando la legge n. 127 di agosto, di conversione del dl 81/2007, è stato migliorato l’adeguamento all’inflazione delle pensioni comprese tra tre e cinque volte il trattamento minimo.


Gigi Leonardi, Pensioni d’argento senza perequazione, in Italia Oggi, 16/10/2007, pag. 40


 


 


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