15 Ottobre 2007


IL SOLE 24 ORE


 


I minimi rischiano sull’Iva


La semplificazione per i contribuenti minimi e marginali rischia sull’Iva. L’imposta sul valore aggiunto assume un ruolo determinante nella scelta sul passaggio al nuovo forfettone, con l’applicazione di una sostitutiva del 20% sul reddito d’impresa o di lavoro autonomo, o sul mantenimento del regime ordinario. La convenienza dell’opzione o meno, infatti, sta tutta nella perdita del diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti prevista dal comma 5 dell’articolo 4 del Ddl della Finanziaria 2008, ora all’esame del Senato. Oltre all’imposta sostitutiva del 20% occorre considerare che i soggetti minimi, non addebitando l’Iva ai clienti, non recuperano l’imposta assolta sugli acquisti. Questo effetto indiretto può rappresentare un vantaggio nel caso del commerciante al minimo che presumibilmente potrà ribaltare il maggior costo rappresentato dall’Iva indetraibile al cliente finale applicando gli stessi prezzi praticati nell’anno 2007 in cui l’imposta deve essere scorporata e dovuta all’erario.


Gian paolo Tosoni, Incognita Iva sui minimi, in Il Sole-24 Ore, 15/10/2007, pag. 33


 



Blocco dei pagamenti, slitta il regolamento


Slitta all’emanazione del regolamento attuativo il blocco dei pagamenti che le Pa opponevano già da qualche mese ai propri fornitori di beni e servizi, se questi avevano ricevuto la notifica di una cartella di pagamento. Questo è il principale effetto delle modifiche apportate all’articolo 48-bis del Dpr 602/73 dall’entrata in vigore del Dl 159/2007. L’opportuna e attesa integrazione della norma dà un po’ di respiro ai molti creditori dello Stato e degli enti locali. La soluzione adottata dal legislatore consentirà una maggiore riflessione a chi, nel ministero dell’Economia, sta predisponendo il regolamento attuativo che dovrebbe fornire le risposte ai molti dubbi. In particolare, l’articolo 19 del Dl 159/2007 ha individuato, quale momento da cui far scattare le verifiche sui beneficiari del pagamento, l’emanazione del regolamento attuativo, congelando di fatto il blocco dei pagamenti attuati sinora.


Michele Procida, Blocco dei pagamenti, partecipate escluse, in Il Sole-24 Ore, 15/10/2007, pag. 35


 



Nel reddito agrario il prodotto conto terzi


Agevolazioni fiscali in agricoltura prorogate dal Ddl della Finanziaria 2008. restano in vita l’aliquota ridotta Irap e le agevolazioni per l’acquisto dei terreni per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Non solo. Viene varata la tassazione catastale per le coltivazioni per conto terzi che generalmente avvengono nelle serre. La vera novità, dunque, riguarda le coltivazioni per conto terzi  di vegetali, che la norma ora riconduce nel reddito agrario: un soggetto consegna a un imprenditore agricolo semente o talee o piantine appena germogliate, affinché quest’ultimo provveda alla coltivazione e quindi alla consegna del prodotto finito al committente. E’ una produzione per conto terzi con l’utilizzo di terreno e strutture proprie. Il produttore non acquista direttamente i fattori necessari alla produzione e riconsegna il prodotto finitola fornitore delle materie prime che rimane il proprietario dei beni.


Gian Paolo Tosoni, Il prodotto conto terzi entra nel reddito agrario, in Il Sole-24 Ore, 15/10/2007, pag. 36.


 


Convenienza, il mutuo batte il leasing


Il nuovo sistema di individuazione degli interessi passivi non deducibili, contenuto tra le disposizioni di revisione Ires e Irap del Ddl della Finanziaria 2008, penalizza i contratti di leasing rispetto alle forme tradizionali di finanziamento. La ragione sta nel meccanismo di calcolo della quota di interessi indeducibili, che fa riferimento al risultato operativo lordo dell’impresa (Rol). La quota indeducibile di interessi è quella che supera il 30% della differenza tra il valore della produzione e i costi, aumentata degli ammortamenti e degli accantonamenti al fondo rischi. Nel caso di interessi derivanti da un contratto di mutuo, il valore del risultato operativo lordo è aumentato dalla quota di ammortamento del bene acquistato. La soglia del 30%, oltre cui gli interessi non si possono dedurre, quindi, è elevata dalla circostanza che il denominatore del rapporto include il valore dell’ammortamento. Se invece, il bene è acquistato in leasing, le cose cambiano molto.


Paola Di Giulio, Il finanziamento batte la locazione, in Il Sole-24 Ore, 15/10/2007, pag. 37


 


ITALIA OGGI



 


Iva auto, ultimi giorni


Ultimi giorni per il rimborso forfetario dell’Iva sulle auto aziendali. Il termine per presentare l’istanza scade infatti lunedì prossimo, 22 ottobre, cadendo di sabato il giorno 20 indicato nel comunicato stampa che ha anticipato la notizia della proroga, peraltro non ancora ufficializzata nei modi di rito. Il mese in più concesso ai contribuenti, rispetto alla precedente scadenza del 20 settembre, non è soltanto servito ad affrontare con più calma il lavoro di ricerca dei documenti, di effettuazione dei calcoli e di predisposizione dell’istanza: proprio a ridosso della scadenza, infatti, un’interrogazione parlamentare ha risolto il dubbio della base imponibile della rivendita, rimuovendo così l’ultimo freno al rimborso (anche se non tutte le incertezze sono state dissipate). In zona Cesarini inoltre venerdì scorso è arrivata anche la circolare 55 dell’Agenzia delle Entrate.


Franco Ricca, Auto, i rimborsi Iva al traguardo, in Italia Oggi, 15/10/2007, pag. 6


 


Paradisi, lista unica con la white list


La Finanziaria 2008 riscrive le norme restrittive in materia di paradisi fiscali. Se la manovra sarà approvata il nostro ordinamento non conoscerà più l’attuale distinzione fra stati a fiscalità privilegiata, inclusi in liste nere, e stati non a fiscalità privilegiata inclusi in liste bianche. La norma del disegno di legge collegato alla Finanziaria 2008 prevede infatti l’esistenza di un’unica lista bianca che dovrò contenere tutti gli stati o territori che consentono un effettivo scambio di informazioni con lo stato italiano e per i quali non vi sono dunque i presupposti per far scattare le norme restrittive in tema di paradisi fiscali. Norma centrale in materia di contrasto all’utilizzo dei paesi a fiscalità privilegiata sarà il nuovo articolo 168-bis che verrà introdotto proprio dalla manovra Finanziaria 2008. Il testo dell’articolo 168-bis prevede infatti che on decreto del Ministero dell’economia e delle finanze verranno individuati gli stati o territori che consentono un effettivo scambio di partecipazioni con l’Italia e per i quali è, quindi, possibile affermare che non si è in presenza di regimi fiscali privilegiati.


Andrea Bongi, Paradisi fiscali, arriva la white list, in Italia Oggi, 15/10/2007, pag. 8


 


E-mens fiscale in rampa di lancio


In rampa di lancio l’e-mens fiscale. I dati retributivi e le informazioni necessarie per il calcolo delle ritenute fiscali e dei relativi conguagli nonché per il calcolo dei contributi verranno inviate dai sostituti di imposta in via telematica e con cadenza mensile. La base di partenza è rappresentata dalle retribuzioni versate a partire da gennaio 2009. Da questa data l’invio telematico sarà sempre richiesto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento. I destinatari delle comunicazioni sono l’Agenzia delle entrate, l’Inps e l’Inpdap. Il canale telematico unico così strutturato produrrà una vera e propria rivoluzione anche in termini dichiarativi con rilevanti cambiamenti per i sostituti d’imposta e in particolare per il sistema basato sui modelli 770. In prospettiva futura viene ammessa la possibilità che tali dati raggiungano anche enti e casse previdenziali diverse da quelle espressamente citate dalla norma. Sono questi gli scenari delineati dall’art. 4, commi 28, 29 e 30 del disegno di legge alla Finanziaria 2008 nella versione licenziata dal consiglio dei ministri.


Sergio Mazzei, Al debutto un 770 formato mensile, in Italia Oggi, 15/10/2007, pag. 14 


 


IL SOLE 24 ORE


 


Stabilizzazione co.co.co, partita aperta


Sulla stabilizzazione delle co.co.co non genuine la partita è ancora aperta. Molte aziende che hanno presentato per tempo domanda di sanatoria, negli scorsi giorni si sono viste formalmente ammonire dal Lavoro ad adeguare quegli accordi sindacali di regolarizzazione ritenuti non conformi alle previsioni. In particolare, le imprese dovranno assumere tutti i lavoratori interessati e con contratti di lavoro che diano loro le maggiori garanzie. Il termine ultimo concesso alle parti sociali per adeguarsi è stato fissato all’8 dicembre prossimo, pena la perdita dei benefici previsti dalla Finanziaria 2007 e l’attivazione delle sanzioni di legge. Dal 30 aprile scorso è venuta meno la possibilità di inoltrare istanza di stabilizzazione all’Inps, previa stipula di accordi aziendali volti a promuovere la trasformazione delle collaborazioni, anche a progetto, mediante la conclusione di contratti di lavoro subordinati. Esclusi, perciò, dai benefici della sanatoria i committenti che già non si erano mossi entro aprile scorso.


Mauro Parisi, Co.co.co, ultima chiamata, in Il Sole-24 Ore, 15/10/2007, pag. 39


 



Stabilizzazione, non basta l’accordo


Anche se c’è accordo tra impresa e rappresentanze sindacali, per il ministero del lavoro non tutti i contratti di stabilizzazione dei Co.co.co sono validi. Del resto l’accordo sindacale potrebbe non servire neppure a salvare questi rapporti di collaborazione che le imprese, malgrado l’adesione alla sanatoria, hanno deciso di mantenere in vita. Certamente andranno esclusi, a parere del Lavoro, i cosiddetti in bound dei call center, già banditi dalla circolare n. 17 del 2006. La legge n. 296/2006 contiene al riguardo poche precisazioni. Si dice unicamente che gli accordi con le rappresentanze sindacali devono promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione mediante la stipula  di contratti di lavoro subordinato. I quali non possono avere una durata inferiore a ventiquattro mesi e, se a tempo indeterminato, possono godere degli ordinari benefici di legge.


Mauro Parisi, I parametri validi per la stabilizzazione, in Il Sole-24 Ore, 15/10/2007, pag. 39



 


ITALIA OGGI


 



La dequalificazione non giustifica lo sciopero


Non esiste sciopero sulle mansioni. E se messo in pratica può legittimare il licenziamento. Il fatto di aver subito un’ingiusta dequalificazione non dà diritto al lavoratore di sospendere in tutto o in parte l’attività lavorativa, se il datore di lavoro continua ad assolvere tutti gli latri obblighi derivanti dal rapporto di lavoro, quali il pagamento della retribuzione, le coperture previdenziali ed assicurative, la garanzia del posto di lavoro. Il principio è affermato nella sentenza della Corte di cassazione n. 10547/07.


Carla De Lellis, Demansionamento senza sciopero, in Italia Oggi, 15/10/2007, pag. 19


 

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