Novità fiscali del 28 settembre 2007. In evidenza: contabilità separata: è possibile emettere fattura sia analogica che elettronica per lo stesso cliente


1) RIFORMA TFR E PRINCIPIO CONTABILE IAS 19: APPROVATA L’APPENDICE ALLA GUIDA DI TRANSIZIONE N. 1


Il 26.09.2007, l’OIC ha definitivamente approvato l’appendice alla Guida operativa n. 1, attinente la transizione al principio contabile internazionale IAS 19, al fine di recepire le novità che la Finanziaria 2007 (Legge n. 296/2006) ha introdotto in materia di TFR.


Difatti, a seguito delle recenti novità per le imprese con 50 o più dipendenti che redigono il bilancio secondo gli IAS/IFRS:


– Il fondo TFR maturato fino al 31.12.2006 continua a seguire il calcolo attuariale, giacché rientra nel concetto di “piano a benefici definiti”. Nonostante ciò, nel calcolo non si deve più tenere dei futuri aumenti retributivi e gli eventuali utili/perdite vanno iscritti a conto economico (se l’azienda ha optato per il metodo del “corridoio”) o a patrimonio netto;


– il TFR maturato dal 01.01.2007, che deve essere versato ai fondi di previdenza complementare o al Fondo di tesoreria dell’INPS, non segue più il calcolo attuariale e non è assoggettato ad attualizzazione; tale ammontare rientra nel “piano a contribuzione definita”.


 



2) REVERSE CHARGE PER I SUBAPPALTI IN EDILIZIA: LA GUIDA SULLA DISCIPLINA FISCALE


L’ANCE (Associazione Nazionale dei Costruttori Edili) ha fornito (si veda www.ance.it) il vademecum riepilogativo della disciplina fiscale attinente i nuovi obblighi imposti dal metodo dell’inversione contabile nel campo edile.


In particolare, L‘ANCE ha realizzato una guida del 25.09.2007, la quale riassume la disciplina fiscale del reverse charge nei subappalti di lavori edili, alla luce di tutti gli orientamenti espressi dall’Amministrazione finanziaria.


 



3) DOGANE: STABILITI I TERMINI E LE PROCEDURE PER LA TRASMISSIONE DELLE DICHIARAZIONI TELEMATICHE


L’Agenzia delle Dogane, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettere a) b) c), D.L. n. 262/2006, convertito dalla legge n. 286/2006, con quattro provvedimenti in corso di pubblicazione in G.U., ha previsto i tempi e le modalità per la presentazione, esclusivamente in forma telematica:


– Del documento di accompagnamento per la circolazione dei prodotti soggetti ad accisa ed alle altre imposizioni indirette;


– dei dati relativi alle contabilità degli operatori, qualificati come depositari autorizzati, operatori professionali, rappresentanti fiscali ed esercenti depositi commerciali, concernenti l’attività svolta nei settori degli oli minerali, dell’alcole e delle bevande alcoliche e degli oli lubrificanti e bitumi di petrolio; delle dichiarazioni di consumo per il gas metano e l’energia elettrica.


Per il consumo di gas naturale e l’energia elettrica (artt. 26 e 55, D.Lgs n. 504/1995 – Testo Unico delle accise) le dichiarazioni vanno presentate in forma esclusivamente telematica a decorrere dal 01.01.2008.


Inoltre, i dati relativi alle contabilità degli operatori, qualificati come depositari autorizzati, concernenti l’attività svolta nel settore dei prodotti energetici, vanno presentati in forma esclusivamente telematica a decorrere dal 01.06.2008. Mentre per gli operatori professionali, rappresentanti fiscali, esercenti i depositi commerciali e dei soggetti che svolgono attività nei settori degli oli lubrificanti e dei bitumi di petrolio il termine decorre dal 01.01.2009.


Cosi come i dati relativi alle contabilità degli operatori, qualificati come depositari autorizzati, concernenti l’attività svolta nel settore dell’alcole e delle bevande alcoliche, con esclusione del vino, delle altre bevande fermentate diverse dalla birra e della fabbricazione di aromi, vanno presentati in forma esclusivamente telematica a decorrere dal 01.10.2008.


Invece, per gli operatori professionali, rappresentanti fiscali, esercenti i depositi commerciali concernenti l’attività svolta nel settore dell’alcole e delle bevande alcoliche e nel settore del vino e delle altre bevande fermentate diverse dal vino e dalla birra e della fabbricazione di aromi,  il termine decorre dal 01.01.2009.


Infine, il documento amministrativo di accompagnamento per la circolazione in regime sospensivo dei prodotti soggetti ad accisa, di cui all’art. 6, D.Lgs n. 504/1995, va presentato in forma esclusivamente telematica a decorrere dal 01.04.2009, viceversa per la circolazione dei prodotti assoggettati ad accisa ed alle altre imposizioni indirette di cui agli articoli 10, 12, 61 e 62 D.Lgs n. 504/1995, il termine decorre dal 01.10.2009.


(Determinazione Agenzia Dogane 26/09/2007, n. 1493/UD)



 


4) THIN CAP: NON SI APPLICA L’INDEDUCIBILITÀ DEGLI INTERESSI PASSIVI PER GLI OPERATORI FINANZIARI


I soggetti operanti nel campo finanziario, rientranti nel Titolo V del Testo Unico bancario, sono esclusi dall’applicazione della disciplina fiscale che contrasta la sottocapitalizzazione delle imprese (thin capitalization rule), pertanto non devono applicare la prevista indeducibilità sugli interessi passivi.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 266/E del 27.09.2007 emessa per fare chiarezza “generica formulazione” della norma di riferimento (comma 5 dell’art. 98 del Tuir).


In particolare, ha specificato l’Agenzia delle Entrate, la disciplina fiscale di contrasto alla sottocapitalizzazione delle imprese é in ogni caso applicabile alle holding bancarie ed industriali.


Ma a seguito della natura dell’attività svolta in via istituzionale dalla società interessata (che ha presentato l’istanza di interpello alla stessa Agenzia), ossia l’attività finanziaria esclusivamente nei confronti del gruppo, e che la medesima società rientra nei soggetti indicati nel titolo V del citato TUB, l’Agenzia delle Entrate ha potuto rilevare che i finanziamenti assunti nell’esercizio di tale attività non influiscono ai fini della thin capitalization rule.


 


5) CONTABILITA’ SEPARATA: E’ POSSIBILE EMETTERE FATTURA SIA ANALOGICA CHE ELETTRONICA PER LO STESSO CLIENTE


Una società che esercita più attività gestite con contabilità separata, può emettere nei confronti dello stesso cliente sia fatture in formato analogico  sia fatture elettroniche, da trasmettere e conservare nella medesima forma, mediante l’annotazione in appositi registri sezionali).


E’ questo il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate contenuto nella Risoluzione n. 267/E del 27.09.2007, dovuto al fatto che, per il contribuente, opera la seguente regola:


Se è stata fata la scelta sulla determinata modalità di conservazione (analogica o elettronica) in relazione a un periodo d’imposta, la stessa va adottata per tutti i documenti rientranti nella medesima categoria, nonostante la possibilità di ricorrere a una modalità alternativa di conservazione.


Invece, nel caso di specie, ha ammesso, razionalmente, la seguente deroga.


In particolare, la società che fornisce diversi tipi di servizi (nel caso di specie una società che opera nei vari settori elettricità, acqua, gas, teleriscaldamento, depurazione) può emettere nei confronti del medesimo cliente sia “bollette-fatture” sia “fatture-ordinarie” che, per espressa previsione normativa, devono essere annotate in registri sezionali gestiti con contabilità separate.


La fattura di cui all’art. 21, D.P.R. n. 633/1972, può essere:


– emessa e trasmessa in formato analogico;


– emessa in formato elettronico e consegnata o spedita in formato cartaceo con i mezzi tradizionali o mediante strumenti elettronici (ad esempio, e-mail);


– emessa e trasmessa in forma elettronica, previo consenso del cliente destinatario.


Secondo l’Agenzia delle Entrate è possibile la coesistenza di fatture analogiche e fatture elettroniche all’interno di ciascuna categoria “fatture attive” – “fatture passive”, a condizione che siano adottate distinte serie di numerazione progressive ed istituiti appositi registri sezionali, e che per ogni singolo cliente o fornitore sia utilizzata un’unica modalità di conservazione per l’intero periodo d’imposta, in modo che le fatture emesse o ricevute risultino annotate tutte nel medesimo registro sezionale.


Qualora un soggetto esercita più attività gestite con contabilità separata, ha la possibilità di emettere nei confronti del medesimo cliente:


– Sia fatture in formato analogico riferite ad un settore omogeneo di attività, da trasmettere attraverso i canali tradizionali, con l’annotazione in appositi registri sezionali e con la conservazione in formato analogico;


– Sia fatture elettroniche relative a diverso ed altrettanto omogeneo settore di attività, da trasmettere elettronicamente o attraverso canali tradizionali, mediante l’annotazione in sezionali distinti e con la conservazione in formato elettronico.


 



6) CORTE DI GIUSTIZIA CE – CESSIONI COMUNITARIE: ESENZIONE E ONERE DELLA PROVA AI FINI IVA


In merito all’esenzione IVA per le cessioni di beni all’interno della Comunità, la Corte di Giustizia CE ha fornito chiarimenti sulla corretta interpretazione degli artt. 28 bis, n. 3, comma 1, e 28 quater, parte A, lett. a), comma 1, della sesta direttiva 77/388/CE.


Tale Corte (Terza Sezione) ha, infine, dichiarato che:


“1) Gli artt. 28 bis, n. 3, primo comma, e 28 quater, parte A, lett. a), primo comma, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1), come modificata dalla direttiva del Consiglio 17 ottobre 2000, 2000/65/CE, devono essere interpretati, in considerazione del termine «spedito(i)» contenuto in tali due disposizioni, nel senso che l’acquisto intracomunitario di un bene viene effettuato e l’esenzione della cessione intracomunitaria diviene applicabile solo quando il potere di disporre del bene come proprietario è stato trasmesso all’acquirente e quando il fornitore prova che tale bene è stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione.


2) L’art. 28 quater, parte A, lett. a), primo comma, della sesta direttiva 77/388, come modificata dalla direttiva 2000/65, va interpretato nel senso che osta a che le autorità competenti dello Stato membro di cessione obblighino un fornitore, che ha agito in buona fede e ha presentato prove giustificanti prima facie il suo diritto all’esenzione di una cessione intracomunitaria di beni, ad assolvere successivamente l’IVA su tali beni, quando tali prove essersi rivelano false senza che risulti tuttavia provata la partecipazione del fornitore medesimo alla frode fiscale, nella misura in cui ha adottato tutte le misure ragionevoli in suo potere al fine di assicurarsi che la cessione intracomunitaria effettuata non lo conducesse a partecipare ad una frode siffatta.


3) Il fatto che l’acquirente abbia presentato alle autorità tributarie dello Stato membro di destinazione una dichiarazione relativa all’acquisto intracomunitario, come quella della causa principale, può costituire una prova supplementare diretta a dimostrare che i beni hanno effettivamente lasciato il territorio dello Stato membro di cessione, ma non costituisce una prova determinante ai fini dell’esenzione dall’IVA di una cessione intracomunitaria”.


(Corte Giust. CE Sentenza 27.09.2007, n. C-409/04)


 


Vincenzo D’Andò


 


28 Settembre 2007


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