Novità fiscali del 19 settembre 2007. In evidenza: scissione societaria: per evitare che venga considerata elusiva, occorre attuarne il piano di disinvestimento preventivato

1) SCISSIONE SOCIETARIA: PER EVITARE CHE POSSA ESSERE CONSIDERATA ELUSIVA, NECESSITA POI ATTUARNE IL PIANO DI DISINVESTIMENTO PREVENTIVATO DA ALCUNI SOCI A SOSTEGNO DELLA RAGIONE ECONOMICA INSITA NELL’OPERAZIONE STRAORDINARIA


Non è elusiva l’operazione di scissione parziale non proporzionale, rivolta alla separazione, in regime di neutralità fiscale, di un complesso aziendale in due distinti sistemi economici effettivamente operanti, per consentire ai rispettivi soci di gestire e sviluppare separatamente ed autonomamente i patrimoni sociali di pertinenza, in base a differenziate strategie gestionali, senza l’intenzione di vendere poi le partecipazioni nelle società beneficiarie o liquidare le stesse società beneficiarie.


Quindi, tale operazione straordinaria non viene considerata come tendente ad aggirare le norme tributarie ed sorretta da valide ragioni economiche, a condizione che:


– L’intera operazione non sia finalizzata allo “scioglimento anticipato del vincolo societario” attraverso la creazione di società “contenitori” che consentano di assegnare ad alcuni soci una parte del patrimonio immobiliare in modo da consentire agli stessi di disporne liberamente, soddisfacendo esclusivamente finalità personali;


– a seguito della scissione, si dia concreta attuazione al piano di disinvestimento preannunciato da alcuni soci e addotto a giustificazione economica della fusione stessa, entro il termine utile per l’effettuazione dei controlli fiscali di cui all’art. 43 del D.P.R. n. 600/1972.


E’ questo il Parere n. 28 del 09.05.2007 del Comitato Consultivo per l’applicazione delle norme antielusive, reso noto dall’Agenzia delle Entrate il 18.09.2007.


La vicenda posta all’attenzione del Comitato Consultivo per le norme antielusive


L’istanza è stata presentata a tale Comitato da parte società immobiliare a ristretta base azionaria, svolgente l’attività di locazione di beni immobili, con capitale sociale ripartito tra vari soci, membri di due distinte famiglie, ognuna proprietaria complessivamente del 50% delle azioni.


Le proprietà sociali sono costituite da due interi palazzi, da uno stabilimento e da poche altre unità minori, tutte destinate alla locazione.


Le due famiglie intendono portare avanti strategie di gestione differenziate:


– Una famiglia vuole incrementare l’investimento immobiliare con importanti manutenzioni, per mantenere elevato il valore degli immobili e potere realizzare in futuro un reddito più soddisfacente dalle affittanze; l’altra invece, vuole, parzialmente, disinvestire per diversificare il rischio d’impresa, impiegando diversamente la liquidità realizzata, anche investendo in fondi comuni, titoli ed altre attività finanziari.


Dal canto loro, i soci (nell’interesse della società e per consentire a ciascuna famiglia di perseguire autonomamente i propri disegni) vogliono effettuare una operazione di scissione totale non proporzionale per mezzo della quale la società istante trasferisce l’intero suo patrimonio a due società a responsabilità limitata di nuova costituzione.


L’operazione di scissione avviene a valori contabili e i soci poi non hanno intenzione di cedere le partecipazioni ricevute dalle due beneficiarie, ed, inoltre, le società beneficiarie non saranno poi messe in liquidazione ma andranno ad operare come soggetti giuridici distinti, operativi sul mercato secondo logiche di gestione diverse.


Non vengono, altresì, previsti conguagli in denaro tra i soci ed il trasferimento delle attività dalla società scissa alle beneficiarie sarà effettuato in regime di continuità di valori fiscali e senza sottrazione degli stessi al regime di impresa nell’ottica di funzionamento e continuità aziendale e imprenditoriale.


Considerazioni


Peraltro, l’operazione di scissione non proporzionale non è più considerata di per sé elusiva, a seguito della soppressione dell’art. 123 bis, comma 16, del Tuir per effetto delle modifiche introdotte con il D.Lgs, n. 358/97.


Inoltre, la medesima operazione è fiscalmente neutrale in capo alla società ed ai soci, giacché il valore fiscale delle partecipazioni possedute da ciascun socio dopo la scissione resta invariato rispetto al valore fiscale delle azioni o quote possedute in precedenza, fatto salvo quanto disposto dall’art. 123 bis, comma 3, del Tuir.


Nel caso di specie, altresì, il trasferimento dei beni a favore delle società di nuova costituzione non ne comporta la sottrazione al regime di impresa poiché le società beneficiarie neocostituite non godono di un regime fiscale privilegiato.


Conclusioni


In definitiva, la stessa operazione di scissione non è risultata come preordinata alla successiva rivendita delle quote societarie da parte dei soci persone fisiche, al mero scopo di spostare la tassazione dai beni di primo grado (immobile), normalmente più onerosa, ai beni di secondo grado (quote di partecipazione), soggetta al più mite regime dei “capital gains” né al compimento di altri fatti, atti o negozi volti ad un più ampio disegno elusivo.


Nel caso di specie, lo scopo dei socio è risultato realmente quello di perseguire, in piena autonomia decisionale, differenti interessi economici secondo differenziate modalità di gestione dei patrimoni sociali di pertinenza.


 


2) INPS: SONO IN ARRIVO GLI AVVISI BONARI PER ARTIGIANI E PER COMMERCIANTI MOROSI


Dal 27.08.2007, è iniziato l’avvio dell’emissione centralizzata degli avvisi di pagamento relativi ai contributi dovuti e non versati, o versati in ritardo, da artigiani e commercianti per il III e IV trimestre 2006, nonché per il primo trimestre 2007.


Inoltre, nella corrente emissione viene di nuovo richiesto il pagamento dei crediti, per i quali non risulti il versamento, relativi alla precedente emissione centralizzata (IV trimestre 2005, I e II trimestre 2006).


Lo ha reso noto l’INPS con il Messaggio n.  20593/2007


 


3) ISTANZA PER RIMBORSO IVA AUTO: E’ ORA CERTA LA PROROGA AL 20.10.2007


Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 17.09.2007 ha sostanzialmente anticipato il D.P.C.M. (che sta per essere perfezionato) che sposta al 20.10.2007 il precedente termine del 20.09.2007.


Pertanto, i contribuenti  interessati  ai  rimborsi IVA auto a seguito della sentenza 14  settembre  2006,  relativa  alla causa C-228/05, hanno ancora un mese di tempo in più per presentare la domanda all’Agenzia delle Entrate.


Con tale proroga, l’Agenzia delle Entrate ha accoltole aspettative  di coloro che  hanno  manifestato  talune difficoltà legate alla determinazione dell’ammontare da chiedere in rimborso.


 


4) IVA: NON SI APPLICANO LE AGEVOLAZIONI PRIMA CASA SE SI E’ ACQUISTATO UN IMMOBILE ABUSIVO NON CONDONATO


In merito alla disciplina delle agevolazioni tributarie per l’acquisto della prima casa, ex art. 2, D.L. n. 12/1985 (convertito nella legge n. 118/1985), in caso di acquisto di immobile abusivo non ancora condonato, l’interessato, per ottenere in via provvisoria le agevolazioni (IVA al 4%) deve adempiere agli obblighi previsti dall’ex art. 46, legge n. 47/1985, ove in mancanza del provvedimento definitivo di sanatoria, per conseguire in via provvisoria le agevolazioni deve essere prodotta, al momento della registrazione dell’atto, copia della domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria presentata al comune, con la relativa ricevuta rilasciata dal comune stesso.


L’interessato, a pena di decadenza dai benefici, deve presentare all’ufficio del registro copia del provvedimento definitivo di sanatoria entro sei mesi dalla sua notifica o, nel caso che questo non sia intervenuto, a richiesta dell’ufficio, dichiarazione del comune che attesti che la domanda non ha ancora ottenuto definizione.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione civile, Sez. Trib., con la Sentenza n. 18876 del 07/09/2007.


 


Vincenzo D’Andò


 

19 Settembre 2007


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