Novità fiscali del 18 settembre 2007. In evidenza: promotore finanziario: deve pagare l’Irap per l’attività produttiva di reddito d’impresa; i controlli fiscali negli enti associativi


1) ACCREDITO DEI RIMBORSI IRPEF SUL C/C DEL CONTRIBUENTE: PRONTO IL MODELLO


Sono in arrivo i rimborsi IRPEF.


Circa 700mila rimborsi sono relativi a dichiarazioni presentate nel 2005, mentre gli altri 300mila riguardano anni precedenti.


A tal fine, è stato pubblicato, il 15.09.2007 sul sito dell’Agenzia delle Entrate il modello per la comunicazione delle coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale il contribuente può chiedere che vengano accreditati i rimborsi fiscali che gli spettano.


Il modello deve contenere i dati relativi ad un conto corrente intestato o cointestato al beneficiario del rimborso fiscale ed essere consegnato ad un qualsiasi ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate; in alternativa il contribuente può comunicare i dati del suo conto corrente via internet, attraverso il sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it, alla voce “Servizi” – “Servizi Telematici”.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa del 15.09.2007)



 


2) RIMBORSO IVA AUTO: E’ IN ARRIVO LA PROROGA AL 20 OTTOBRE 2007


Più tempo per la presentazione delle istanze di rimborso sull’Iva delle auto.


Il Governo ha, intenzione di rinviare di un mese il termine del 20.09.2007, data entro la quale i contribuenti devono presentare la richiesta all’amministrazione finanziaria. L’indicazione arriva direttamente da Stefano Fascina, consigliere economico del viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco.


Hanno diritto a presentare l’istanza di rimborso tutti i contribuenti con partita Iva che hanno effettuato acquisti di auto con imposta non detraibile tra il 1° gennaio 2003 e il 13 settembre 2006.


E’ escluso chi effettua operazioni esenti. In base alla legge non vi è un termine entro cui il fisco deve liquidar le istanze di rimborso.


Nulla, inoltre, viene detto riguardo agli interessi.


In alternativa all’istanza telematica, i contribuenti possono dimostrare una più elevata percentuale di detrazione.


(Anticipazione in Il Sole-24 Ore, 16.09.2007)


 



3) RIMBORSI FISCALI: DECADENZA IN 48 MESI SOLO SE IL TERMINE ORIGINARIO È ANCORA PENDENTE


In tema di rimborso delle imposte sui redditi, il più ampio termine di decadenza per la presentazione della relativa istanza, stabilito – dall’art. 1, comma 5, legge n. 133/1999 – in 48 mesi dalla data del versamento (in luogo dei 18 mesi originariamente previsti dall’art. 38, D.P.R. n. 602/1973), mentre trova applicazione nel caso in cui – alla data di entrata in vigore di tale legge (18 maggio 1999) – sia ancora pendente il termine originario, non è applicabile qualora (alla stessa data) tale termine sia già scaduto, avendo ciò determinato, in base ai principi generali in tema di efficacia delle leggi nel tempo, il definitivo esaurimento del rapporto tra il contribuente – che pretende il rimborso – e l’amministrazione finanziaria.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la Sentenza, Sez. Trib.,  n. 18022 del 24.08.2007.


 



4) SETTORE AGRICOLO: I CHIARIMENTI SULLA COMUNICAZIONE DI ASSUNZIONE


L’INPS, con  il Messaggio n. 22470 del 14.09.2007, ha fornito alcuni chiarimenti sugli adempimenti relativi alla instaurazione, cessazione e trasformazione dei rapporti di lavoro agricolo.


L’Istituto previdenziale ha poi precisato che:


– La DA (denuncia aziendale) deve essere presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività;


– il registro d’impresa deve essere vidimato giacché assolve le funzioni dei libri obbligatori (matricola, paga e presenze).


In attesa dell’emanazione del decreto interministeriale che approva la modulistica unificata, i datori di lavoro agricolo in occasione della instaurazione del rapporto di lavoro devono continuare ad inviare all’Istituto la comunicazione di assunzione utilizzando il modello RI (registro di Impresa), disponibile attraverso le seguenti opzioni:


– procedura informatica RI internet;


– modulistica cartacea in distribuzione presso le sedi;


– stampa della modulistica dal sito dell’Istituto (non è necessaria alcuna abilitazione).


 



5) I CONTROLLI FISCALI NEGLI ENTI ASSOCIATIVI


Per gli enti non commerciali sportivi (e non solo), riparte la stagione amatoriale 2007/2008, e con essa riprendono anche i controlli (1) che l’amministrazione finanziaria sta riservando, particolarmente, nei confronti di Enti associativi operanti nel settore sportivo e ricreativo, cioè degli enti non commerciali la cui attività viene svolta a favore degli associati o partecipanti in conformità alle finalità istituzionali specificate nello statuto o nell’atto costitutivo.


Per tali soggetti, che godono di innumerevoli vantaggi fiscali, le somme versate dagli associati, a titolo di quota partecipativa, peraltro, non concorrono a formare il reddito complessivo, sono, quindi, esenti da tassazione.


Riguardo tali fattispecie, il controllo fiscale, effettuato dai verificatori addetti (funzionari dell’Agenzia dell’Entrate e della Guardia di Finanza) non riguarda soltanto il rispetto dei requisiti formali (ad es. l’iscrizione al registro Coni), ma si estende ad accertare l’eventuale presenza di un’attività formalmente gestita come associazione e quindi con i benefici  del  regime di tassazione riservato agli enti non profit, ma realmente rappresentativa di una vera e propria attività imprenditoriale.


Costituisce elemento rilevante la circostanza che il socio (o taluni soci) o amministratore possa detenere un effettivo potere decisionale e gestionale con lo scopo di realizzare un profitto personale.


Anche se non espressamente obbligate, occorre che le associazioni sportive istituiscano non soltanto il libro soci e il libro dei verbali delle assemblee, ma anche un adeguato rendiconto economico e finanziario da cui si evince il risultato economico dell’anno con la destinazione dell’utile o l’eventuale copertura della perdita.


Tra l’altro, per usufruire di talune agevolazioni fiscali è, peraltro, obbligatorio redigere il bilancio (formato dallo stato patrimoniale e dal conto economico).


La verifica di tali documenti, infatti, può essere di ausilio per i funzionari dell’amministrazione finanziaria, ove è pure possibile riscontrare, sia in maniera esplicita che implicita, una distribuzione dell’utile che è, invece, vietata per un ente associativo.


Anche le forme pubblicitarie scelte da un’associazione sono un ulteriore elemento di analisi; infatti il messaggio “riservato ai soli soci” non garantisce l’esistenza di un’attività associativa anziché commerciale, ma nessun riferimento all’attività non profit porterebbe facilmente a pensare ad una attività diversa da quella associativa.


Nell’ambito dei circoli ricreativi l’attività di associazione comporta un ingresso controllato di pubblico (associati), ma nel momento in cui l’attività viene svolta anche nei confronti di non associati si viene a creare una vera attività commerciale.


L’accertamento di una attività commerciale, sottoforma di associazione, comporta inevitabilmente la tassazione del reddito d’impresa imputabile all’associazione.


A tal fine per le vere associazioni senza fine di lucro sono previsti dei particolari regimi fiscali, di estremo vantaggio, tra cui quello regolato dalla Legge n. 398/1991, che ai fini del reddito tassa solo il 3% dei proventi commerciali, mentre ai fini dell’IVA si ha l’abbattimento del 50% sull’IVA a debito (mentre è solo del 10% per le sponsorizzazioni, ed 1/3 per diritti di ripresa televisiva e radiofonica).


Nota (1) – I controlli sulle palestre, di Vincenzo D’Andò, in La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, n. 36 di settembre 2007.



 


6) MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MEZZI SPECIALI ANTINCENDIO: NON SONO IMPONIBILI IVA SE EFFETTUATE ALL’INTERNO DELL’AREA AEROPORTUALE


L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 253/E del 14.09.2007, ha chiarito che:


Le operazioni di manutenzione e riparazione di elicotteri e mezzi speciali antincendio costituiscono, nei casi in cui siano rese all’interno dell’area aeroportuale, operazioni non imponibili ai sensi dell’art. 9, comma 1, n. 6), D.P.R. n. 633/1972; i servizi prestati al di fuori di tale area vanno, invece, assoggettati all’imposta con aliquota ordinaria.


Anche l’acquisto dei ricambi, delle schiume e delle polveri destinati ai mezzi di soccorso, va assoggettato all’IVA.


Ciò poiché l’art. 9, D.P.R. n. 633/1972 elenca le sole prestazioni di servizi.


In base a tale disposizione, sono non imponibili i servizi prestati negli aeroporti alla duplice condizione che le operazioni:


– Siano svolte nell’ambito aeroportuale;


– riflettano direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti, o il movimento di beni o mezzi di trasporto.


Tra i servizi di cui al citato art. 9, n. 6), rientrano anche i servizi relativi al movimento di persone e di assistenza ai mezzi di trasporto nonché quelli di cui al n. 5) del citato art. 9, prescindendo dalla definitiva destinazione doganale dei beni “purché resi nell’ambito dei luoghi come sopra qualificati”.


Pertanto, la non imponibilità ad IVA, ai sensi dell’art. 9, D.P.R. n. 633/1972, dipende:


– Dal luogo in cui le operazioni sono effettuate;


– dal fatto che le prestazioni siano direttamente riferibili al funzionamento e alla manutenzione degli impianti o all’attività di movimentazione di beni o di persone nonché di assistenza ai mezzi di trasporto che viene ordinariamente svolta nel luogo stesso.


L’agevolazione prevista dall’art. 9, comma 1, n. 6), D.P.R. n. 633/1972 può essere applicata anche alle prestazioni relative alla manutenzione dei mezzi antincendio. Possono beneficiare del regime di non imponibilità ad IVA le sole operazioni di manutenzione e riparazione effettuate sui mezzi speciali antincendio all’interno dell’area aeroportuale; i servizi prestati al di fuori di tale area dovranno essere assoggettati all’imposta con aliquota ordinaria.


Infine, l’acquisto dei ricambi, delle schiume e delle polveri destinati ai mezzi di soccorso, dovrà essere assoggettato all’IVA: l’art. 9, D.P.R. n. 633/1972 contempla le sole prestazioni di servizi.


 



7) PROMOTORE FINANZIARIO: DEVE PAGARE L’IRAP  PER L’ATTIVITÀ PRODUTTIVA DI REDDITO D’IMPRESA


L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione  n. 254/E del 14.09.2007, ha voluto precisare che é soggetto passivo IRAP, ai sensi degli artt. 2 e 3, D.Lgs. n. 446/1997, il promotore finanziario e produttore assicurativo inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse, poiché l’attività svolta viene considerata come produttiva di reddito d’impresa.


Secondo l’Agenzia delle Entrate, quindi, solo l’attività professionale può essere svolta in assenza di organizzazione di capitali, mentre per le imprese il requisito dell’organizzazione è intrinseco alla natura stessa dell’attività.


Tale assunto in base a quanto affermato sia dalla Corte costituzionale sia, recentemente, dalla Cassazione.


In verità, alcune sentenze precedenti non erano state cosi categoriche come sostiene adesso l’Agenzia delle Entrate.



 


8) IMPOSTA DI REGISTRO: RIENTRANO I PROVVEDIMENTI CAUTELARI ANTICIPATORI


Sono soggetti a imposta di registro i provvedimenti cautelari anticipatori, ai quali sono espressamente assimilati quelli d’urgenza e le denunce di nuova opera e di danno temuto. Con la riforma della disciplina di tali procedimenti, l’interesse del ricorrente può trovare piena soddisfazione già nel provvedimento cautelare, rendendo puramente eventuale il successivo giudizio di merito.


Sono, quindi, atti idonei a incidere sulla controversia al pari di una sentenza e, in quanto tali, sottoposti a tassazione.


L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 255/E del 14.09.2007, ha esaminato, alla luce delle novità introdotte dal D.L. n. 35/2005, il trattamento tributario ai fini dell’imposta di registro per le ordinanze di accoglimento o di rigetto pronunciate nell’ambito dei procedimenti cautelari, ai sensi degli articoli 669 e seguenti, e 700 e seguenti, del Codice di procedura civile.


 



9) CODICE 3 PER IL RIMBORSO IVA PRIORITARIO: SI UTILIZZA NELLA COMPILAZIONE DEL MODELLO TR DAI PRODUTTORI DI ZINCO, PIOMBO, STAGNO E SEMILAVORATI


Ai fini della compilazione del modello Iva TR, per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale, i produttori di zinco, piombo, stagno e semilavorati, devono comunicare all’Amministrazione finanziaria il possesso dei requisiti per ottenere il rimborso in via prioritaria, indicando nella casella del frontespizio “Contribuenti ammessi all’erogazione prioritaria del rimborso” il codice 3.


Lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 50/E del 17 settembre 2007.


 



10) RIMBORSI IVA AUTO AZIENDALI: SONO AMMESSI ANCHE I NON RESIDENTI


Anche i contribuenti non residenti, che non si sono identificati direttamente e che non hanno nominato un rappresentante fiscale in Italia, possono presentare istanza di rimborso dell’Iva assolta sulle “auto aziendali”.


Alla domanda, da produrre al Centro operativo di Pescara, devono essere allegati gli originali delle fatture di acquisto e delle bollette doganali di importazione nonché un’attestazione rilasciata dall’Amministrazione dello Stato membro comprovante la qualità di soggetto d’imposta del richiedente.


Riguardo le modalità di accesso al rimborso, va utilizzato lo stesso modello valido per tutti i contribuenti, approvato con il provvedimento del 22.2.2007.


L’istanza si presenta direttamente o mediante servizio postale al Centro operativo di Pescara, struttura a cui è attribuita la competenza a gestire i rimborsi Iva per i soggetti non residenti.
Alla domanda vanno allegati gli originali delle fatture di acquisto e delle bollette doganali di importazione nonché un’attestazione rilasciata dall’Amministrazione dello Stato membro comprovante la qualità di soggetto d’imposta del richiedente, sempreché tali documenti non siano già stati consegnati all’Amministrazione finanziaria.


Lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 51/E del 17 settembre 2007.


 


Vincenzo D’Andò


 


18 Settembre 2007


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