Novità fiscali del 13 settembre 2007. In evidenza: contribuenti minimi in franchigia: disponibile la versione software gratuita 1.0.0 del 12.09.2007; aiuti di Stato: la commissione UE ha approvato il provvedimento di riduzione del “cuneo fiscale”


1) CAMERE DI COMMERCIO: UN DECRETO HA AGGIORNATO I DIRITTI DI SEGRETERIA


Il D.M. 29/08/2007, pubblicato in G.U. n. 211 del  11.09.2007, ha modificato i diritti di segreteria per i servizi svolti dalle Camere di commercio.



 


2) DIRITTI DOGANALI: LA NUOVA MISURA DEGLI INTERESSI


Il D.M. 31/07/2007, pubblicato nella G.U. n. 211 del 11.09.2007, ha determinato nella misura del 3,514 % il tasso di interesse per il pagamento differito.


In particolare, il saggio di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali, effettuato oltre il periodo di 30 giorni, è stato stabilito nella misura del 3,514% annuo per il periodo che va dal 13.7.2007 al 12.1.2008.


 



3) CONTRIBUENTI MINIMI IN FRANCHIGIA: E’ DISPONIBILE LA VERSIONE SOFTWARE GRATUITA 1.0.0 DEL 12.09.2007, E’ ORA POSSIBILE TRASMETTERE I CORRISPETTIVI (LA CUI SCADENZA E’ PREVISTA ENTRO IL 25.09.2007)


Dal 12.09.2007, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione nel proprio Sito, il software gratuito necessario per i cd. “Contribuenti Minimi in Franchigia”, il quale consente la compilazione della comunicazione telematica dei corrispettivi conseguiti dai contribuenti minimi in franchigia, di cui all’art. 32-bis del D.P.R. n. 633/1972.


Gli elementi informativi e la definizione delle modalità tecniche e dei termini relativi alla trasmissione dei corrispettivi sono stati definiti nel Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18.7.2007.


Peraltro, per tali soggetti in franchigia di IVA è ormai prossima la scadenza del 25/9/2007 (confermata dal recente Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate che, ha, invece, prorogato la scadenza per la cd. “Grande distribuzione”), termine di scadenza per la trasmissione dei dati riguardanti i primi otto mesi dell’anno.


L’adempimento, obbligatorio, serve per comunicare l’ammontare dei corrispettivi complessivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi realizzati, nonché l’effettuazione di cessioni all’esportazione, vanno utilizzati i canali Entratel o Internet (Fisconline), eventualmente avvalendosi degli intermediari abilitati.


Il fine del legislatore é quello di controllare i movimenti dei cd. contribuente in franchigia, IVA per cui vanno inseriti i corrispettivi, a prescindere da come siano stati certificati (scontrino, fatture, ecc.)


Dal lato normativo, tale obbligo, generalizzato (scontrini, fatture, ecc.) viene, peraltro, previsto dall’art. 32-bis, comma 12, del D.P.R. n. 633/1972, che nel così recita:


“I soggetti ai quali si applica il regime fiscale di cui al presente articolo trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’ammontare complessivo delle operazioni effettuate”.


In particolare, con il Provvedimento del 18.7.2007, l’Agenzia delle Entrate, in attuazione della delega legislativa, ha definito le modalità e i termini di invio della comunicazione telematica dei corrispettivi conseguiti dai contribuenti minimi in franchigia, il cui obbligo è appunto previsto dal comma 12 dell’art. 32-bis del DPR n. 633/1972.


I dati da inviare riguardano, quindi, tutti i corrispettivi relativi alle operazioni imponibili, non imponibili ed esenti, a eccezione di quelli conseguiti a seguito di cessioni di beni ammortizzabili e di passaggi di beni e servizi tra attività separate nell’ambito della stessa impresa.


Nel software gratuito, utilizzabile anche dagli intermediari, occorre indicare l’eventuale presenza di cessioni all’esportazione e vanno indicati i dati globali di ciascun mese di attività. Se vi è stata, nel mese, la mancata effettuazione delle operazioni ciò va indicato (flag di inapplicabilità). Infine, come appena anticipato per ogni mese si indica solo l’importo complessivo delle operazioni (non si tratta, quindi, di indicare i dati giornalieri già, invece, registrati nel registro dei corrispettivi).


Per quanto riguarda il primo invio dei corrispettivi conseguiti, i soggetti minimi in franchigia, che a partire dal 1.1.2007 sono in possesso dei requisiti per l’applicabilità del regime, devono effettuare la trasmissione telematica dei dati fiscali richiesti entro il 25/9/2007.


I soggetti che iniziano l’attività dopo il 1.1.2007 e ritengono di possedere i requisiti previsti dall’art. 32-bis devono inviare i dati relativi in base al periodo di riferimento.


Ad esempio, il contribuente che ha iniziato l’attività il 01 aprile 2007 deve effettuare la prima comunicazione entro il 25.9.2007, e i corrispettivi (scontrini, ricevute fiscali, fatture, ecc.) da dichiarare sono quelli conseguiti nel periodo 01 aprile – 31 agosto 2007.


A regime i contribuenti minimi in franchigia devono effettuare la trasmissione telematica dei corrispettivi entro il giorno 25 del mese successivo a quello di riferimento, inviando la comunicazione anche per i mesi per i quali non vi sono corrispettivi, sia nell’ipotesi di mancata effettuazione di operazioni attive, sia nell’ipotesi di effettuazione di operazioni attive stornate da operazioni di segno opposto.


Ad esempio, il contribuente che inizia l’attività il 5.10.2007, dovrà effettuare il primo invio entro il 25.11.2007, e i dati da trasmettere saranno quelli relativi al periodo 3 ottobre – 31 ottobre 2007.


Peraltro, la trasmissione telematica dei corrispettivi ha tra le finalità, quelle di perseguire il monitoraggio costante, ai fini della fuoriuscita dal relativo regime, del volume d’affari conseguito dal contribuente e dell’effettuazione di eventuali esportazioni.


La seguente tabella evidenzia i primi termini di comunicazione:


 
















Corrispettivi del


Termine per l’invio telematico


01.01.2007 – 31.08.2007


25 settembre 2007


ciascun mese successivo (a regime)


giorno 25 del mese successivo a quello di riferimento


Esempio: mese di settembre


(dal 01.09.2007 – 30.09.2007)


entro il giorno 25 ottobre


 


Infine, ai sensi dell’art. 1, punto 3.4, del citato Provvedimento del 18.07.2007, entro il 25.9.2007, i soggetti già in attività nell’anno solare 2006, presentano la dichiarazione di variazione dati (modello AA9/7) per comunicare il possesso dei requisiti.


 



4) MODELLO DI VERSAMENTO IMPOSTA SOSTITUTIVA SUI PROVENTI DEI TITOLI OBBLIGAZIONARI: AGGIORNATA LA TABELLA T3 – PER IL COMUNE DI PALERMO SI USA IL CODICE G273


La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, n. 246/E del 12/09/2007, ha aggiornato la tabella T3 da utilizzare per il riversamento dell’imposta sostitutiva sui proventi dei titoli obbligazionari emessi dagli enti territoriali.


In particolare, è stato aggiunto il codice “G273” per il Comune di Palermo.


Il codice va inserito nella “sezione erario” del modello F24, nel campo “rateazione/regione/provincia”, in corrispondenza dell’indicazione del codice tributo 1241. Nel campo “anno di riferimento” deve essere riportato l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, espresso nella forma “AAAA”.



 


5) ESPERTI NAZIONALI DISTACCATI ALL’ESTERO: POSSONO DETERMINARE  IN MANIERA CONVENZIONALE IN ITALIA IL REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE


L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 245/E del 11/09/2007, ha chiarito la disciplina fiscale rilevante ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente, percepito dall’esperto nazionale distaccato presso la Commissione europea, da assoggettare a tassazione in Italia.


Il reddito di lavoro dipendente percepito dall’esperto distaccato presso la Commissione europea può essere determinato sulla base delle retribuzioni convenzionali che, annualmente, vengono definite con decreto del ministero del Lavoro e della previdenza sociale.


In particolare, il regime della tassazione sulla base della retribuzione convenzionale è rivolto a quei lavoratori che, pur svolgendo l’attività lavorativa all’estero, continuano ad essere qualificati come residenti fiscali in Italia ai sensi dell’art. 2 del Tuir.


L’art. 51, comma 8-bis, del Tuir (in deroga ai criteri di determinazione del reddito di lavoro dipendente) stabilisce che il reddito di lavoro dipendente, prestato all’estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto di lavoro da dipendenti che nell’arco di dodici mesi soggiornano nello Stato estero per un periodo superiore a 183 giorni, va determinato sulla base delle retribuzioni convenzionali definite annualmente con il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.


Sono considerano residenti in Italia, ai fini delle imposte sui redditi, i soggetti che per la maggiore parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.


In base ai chiarimenti resi dalla circolare n. 207/2000 il periodo di effettiva permanenza del lavoratore all’estero non deve essere necessariamente continuativo.


Per cui nel caso di specie, sono stati rinvenuti tutti gli elementi richiesti dall’art. 51, comma 8-bis, del Tuir, perchè il reddito di lavoro dipendente, percepito dall’esperto nazionale distaccato presso la Commissione Europea, possa essere determinato sulla base delle retribuzioni convenzionali definite annualmente con il citato decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale (di cui all’art. 4, comma 1, del D.L. 31.7.1987, n. 317, convertito dalla Legge 3.10.1987, n. 398).


 



6) ACQUISTO IMMOBILE: IL CONCETTO DI INERENZA AI FINI IVA


Non è possibile detrarre l’Iva sull’acquisto di un immobile, concesso poi in locazione al venditore, se l’imprenditore non dimostra l’inerenza dell’acquisto alle finalità dell’impresa, svolgengo peraltro, un’attività diversa da quella di compravendita e locazione di immobili.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16730 del 27.7.2007.
Il fatto


L’Amministrazione finanziaria, con un avviso di accertamento, ha recuperato a tassazione l’Iva risultante dalle fatture conseguenti all’acquisto di due immobili a uso ufficio detratta da agente di intermediazione immobiliare.


Secondo l’azione accertatrice è emerso che tali immobili non erano inerenti alle finalità dell’impresa, poiché non utilizzati direttamente dal contribuente, ma lasciati nella disponibilità dei venditori i quali corrispondevano un canone di locazione.


Mentre secondo la tesi del contribuente (avvalorata dai giudici subalterni) gli immobili acquistati sono comunque “strumentali per natura” giacché classificati in A/10 (uffici).


Per cui l’Amministrazione finanziaria ha dovuto ricorrere presso la Suprema Cassazione, censurando la sentenza di appello per avere accolto una nozione di strumentalità dell’immobile puramente strutturale, legata cioè alla categoria catastale dello stesso e del tutto svincolata dal concreto esercizio dell’attività del contribuente e dell’asservimento dell’immobile a tale attività.


Peraltro, sono considerati strumentali per l’esercizio d’impresa commerciale gli immobili utilizzati “esclusivamente” per l’esercizio d’impresa (immobili strumentali per destinazione) e quelli che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di una diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni (immobili strumentali per natura).


Questi ultimi sono considerati strumentali, con presunzione assoluta, anche se non sono utilizzati come tali, ma sono dati in locazione o comodato.


Rientrano nell’ambito degli immobili strumentali per natura quelli appartenenti alle categorie catastali B (unità immobiliari per uso alloggi collettivi), C (immobile a destinazione speciale), E (immobile a destinazione particolare) e A/10 (uffici e studi privati) (articolo 43, comma 2, del Tuir).


Ai fini Iva, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del Dpr 633/1972, l’inerenza dell’operazione all’attività del soggetto (impresa, arte e professione) è una delle condizioni determinanti il diritto alla detrazione dell’imposta. Tale requisito implica una corrispondenza tra gli acquisti e le finalità dell’impresa; in altri termini, la detrazione deve riguardare l’Iva assolta o dovuta dal contribuente per operazioni pertinenti o rilevanti rispetto alla sua attività imprenditoriale (o professionale).


La Sentenza della Cassazione


La Suprema Corte ha stabilito che per riconoscere il diritto alla detrazione Iva, “…la strumentalità del bene acquistato va valutata in concreto e non in termini puramente teorici…” e, quindi, occorre sempre provare la funzione strumentale dell’immobile acquistato in relazione all’attività imprenditoriale svolta dal contribuente, non essendo sufficiente, a tale fine, la sola classificazione catastale del bene in A/10 ovvero la “presunzione assoluta” di strumentalità prevista dal citato articolo 43, comma 2, del Tuir.


7) BONIFICA DI AREE INQUINATE: ALIQUOTA IVA RIDOTTA SE IL PROGETTO E’ STATO REGOLARMENTE APPROVATO DALLE COMPETENTI AUTORITA’


Si applica l’Iva agevolata al 10% per tutte le attività di bonifica di siti inquinati, purché siano inserite in un progetto autorizzato dalle autorità competenti.


Lo ha chiarito la risoluzione n. 247, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha fornito risposta all’interpello presentato da una società che svolge l’attività di gestione dei rifiuti in base a un contratto di servizio stipulato con un Comune e appalta a terzi la bonifica delle aree sulle quali si è svolta l’attività di termovalorizzazione e di stoccaggio di rifiuti solidi urbani e la demolizione degli impianti dismessi.


 


8) AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE UE HA APPROVATO IL PROVVEDIMENTO DI RIDUZIONE DEL “CUNEO FISCALE”


La Commissione europea ha autorizzato – conformemente alle norme sugli aiuti di Stato previste dal Trattato che istituisce la Comunità europea – la misura fiscale, adottata in Italia, che consente alcune deduzioni dall’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP): a seguito dell’introduzione di alcune modifiche da parte delle autorità italiane, il c.d. «cuneo fiscale» è diventato una misura di carattere generale, che non costituisce quindi un aiuto di Stato.


Il campo di applicazione della riduzione della base imponibile IRAP – originariamente prevista per tutti i settori economici, ad esclusione dei settori bancario ed assicurativo, delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei pubblici servizi e della pubblica amministrazione – è stata esteso anche ai settori bancario ed industriale; restano attualmente esclusi soltanto i servizi pubblici gestiti sulla base di una tariffa regolamentata e di una concessione e la pubblica amministrazione.


Tali esclusioni sono giustificate, nel primo caso, dalla necessità di evitare casi di sovracompensazione (la tariffa regolamentata in base alla quale sono gestiti i servizi pubblici tiene conto dei costi fiscali, IRAP compresa), nel secondo caso dal fatto che l’amministrazione pubblica non esercita solitamente attività economiche e non è quindi considerata un’impresa commerciale ai sensi delle norme in materia di aiuti di Stato.


(Comunicato stampa Commissione UE 12/09/2007, n. IP/07/1306)


 


Vincenzo D’Andò


 


13 Settembre 2007


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