LAVORO SOMMERSO: procedura di emersione


Il 30 settembre 2007 scade il termine entro il quale i datori di lavoro, previo accordo sindacale, possono presentare istanza di regolarizzazione per i lavoratori non risultanti da scritture o da altra documentazione obbligatoria, al fine di far emergere i rapporti di lavoro subordinato non denunciati.


 


Si espone, di seguito, l’iter procedurale.


 


La legge che regolamenta la procedura è la n. n. 296/2006,  comma 1192; nel testo si legge: al fine di procedere alla regolarizzazione e al riallineamento retributivo e contributivo di rapporti di lavoro non risultanti da scritture o da altra documentazione obbligatoria, i datori di lavoro possono presentare, nelle sedi dell’INPS territorialmente competenti, entro il 30 settembre 2007, apposita istanza ai sensi del comma 1193. La locuzione “lavoratore in nero” è meglio definita; si considera regolare il lavoratore cui è stata fatta comunicazione anticipata di assunzione al Centro per l’impiego, è stato trasmesso il codice fiscale all’INAIL, è stata consegnata lettera di assunzione da cui risultino gli estremi di iscrizione del lavoratore sul libro matricola. Diversamente il lavoratore è considerato in “nero”.


 


Si possono regolarizzare i rapporti di lavoro irregolari non antecedenti ai 5 anni precedenti la data di presentazione dell’istanza, quindi, anche rapporti non più in essere, a condizione che il datore di lavoro realizzi una stabilizzazione secondo i criteri previsti dalla norma. Ed ancora, le posizioni dei lavoratori iscritti nei libri o risultanti da documentazione obbligatoria da data successiva rispetto a quella nella quale è stato di fatto instaurato il rapporto di lavoro.


Non possono essere regolarizzati, invece, i rapporti di lavoro con extracomunitari privi di un permesso di soggiorno, i rapporti di lavoro regolarmente costituiti, ma per i quali non si sono versati, in tutto o in parte, i contributi obbligatori, i rapporti di lavoro subordinato, erroneamente qualificati come lavoro autonomo, i rapporti di lavoro oggetto di parziale o totale omissione contributiva ma nei riguardi dei quali siano stati adempiuti anche solo parzialmente gli obblighi di carattere documentale.


 


Possono aderire alla procedura tutti i tipi di datori di lavoro: anche chi non svolge attività d’impresa, come avviene nell’ambito dei servizi alla famiglia per l’assunzione di colf e/o badanti.


 


In termini pratici, per la compilazione della domanda di regolarizzazione, l’INPS ha predisposto un apposito modello reperibile sul sito www.inps.it sezione moduli. Le istanze vanno presentate nelle sedi dell’INPS territorialmente competenti entro il 30 settembre 2007; la competenza si riferisce al luogo di svolgimento dell’attività oggetto di regolarizzazione. In caso di accentramento degli obblighi contributivi, la competenza è, invece, della sede accentrante.


Documenti allegati alla domanda:


1.     copia dell’accordo sindacale;


2.     copia del contratto di lavoro con il lavoratore, di durata almeno biennale;


3.     contestuale versamento dell’importo dovuto nei termini più avanti illustrati.


 


L’accordo sindacale costituisce una elemento essenziale dell’istanza; qualora in azienda non siano presenti rappresentanze sindacali o unitarie, secondo il comma 1193, occorre un apposito accordo aziendale, ovvero territoriale, fatto con le organizzazioni sindacali aderenti alle associazioni nazionali comparativamente più rappresentative finalizzato alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Circa i contenuti di tali accordi la normativa pone un’unica condizione: la stipula di contratti di lavoro subordinato e la promozione di atti di conciliazione individuale. In particolare, viene precisato che gli accordi con i singoli lavoratori possono essere realizzati sia in sede amministrativa che sindacale, e che gli stessi devono riportare i termini della regolarizzazione e gli eventuali emolumenti di natura retributiva o risarcitoria connessi con il rapporto di lavoro che si intende regolarizzare.


 


La retribuzione da denunciare non può essere inferiore alle retribuzioni contrattuali e, in ogni caso, deve essere adeguata ai minimali contributivi previsti per i lavoratori con rapporto di lavoro full-time. E’ importante precisare che seppur l’INPS auspichi il ricorso a contratti  a tempo pieno ed indeterminato, non esclude la possibilità di utilizzo di contratti a tempo determinato ed a tempo parziale. La concessione delle agevolazioni connesse all’emersione, secondo quanto previsto dal comma 1200, è condizionata al mantenimento in servizio del lavoratore per almeno 24 mesi, fatti salvi i casi di dimissioni o di licenziamento per giusta causa.


 


Gli incentivi previsti agevolano il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi riferiti ai periodi oggetto della sanatoria. Per i periodi evasi i datori di lavoro possono pagare soltanto i due terzi di quanto dovuto alle diverse gestioni assicurative relative ai lavoratori dipendenti, con il conseguente abbuono di un terzo del carico contributivo globale. E’, altresì, prevista la dilazione del pagamento: 1/5 all’atto della presentazione dell’istanza, il residuo in 60 rate senza interessi, o, diversamente, in unica soluzione. Il lavoratore è esonerato dal pagamento della quota a suo carico.


 


E’ prevista una clausola di garanzia, per tutelare il buon esito della procedura.  Al fine di evitare possibili comportamenti elusori, è considerata una temporanea sospensione nella misura del 50% dei benefici contributivi, che saranno definitivamente concessi al datore di lavoro al termine di ogni anno di lavoro prestato regolarmente dai lavoratori, e del regolare pagamento delle rate. Pertanto, si verserà anche la metà dell’agevolazione di un terzo della quota scontata. Quest’ultima sarà poi recuperata con i seguenti criteri:


·        50% al temine del primo anno di lavoro regolarmente prestato;


·        50%, al termine del secondo anno.


Il termine per il pagamento della prima rata è stabilito nel 16 ottobre  2007 a mezzo modello F24. Le successive rate vanno versate entro il giorno 16 di ogni mese. In caso di eventuale omesso pagamento anche di una sola delle rate, è prevista la perdita dei benefici, con l’addebito integrale della contribuzione e l’applicazione delle sanzioni ex legge n. 388/2000. Per quanto attiene ai codici da indicare in F24, nella sezione INPS: causale contributo il codice Emdm, codice della sede, matricola azienda, periodo oggetto della regolarizzazione, importo versato; nella sezione INAIL: il codice della sede, il  codice della Ditta ed il relativo controcodice, il numero di riferimento 999600, la causale “P”, l’importo versato.


 


Per effetto dell’adesione, per un anno dalla presentazione dell’istanza, i datori di lavoro si vedranno sospesi gli accertamenti ispettivi e le verifiche sulle materie oggetto della regolarizzazione per i soli lavoratori rientranti nella richiesta. Resta precluso dalla moratoria il rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza del lavoro.


 


L’INPS precisa che l’accoglimento della domanda determina l’estinzione di tutte le sanzioni di natura penale, amministrativa e civile strettamente connesse alla denuncia e al versamento dei contributi e dei premi. In particolare delle disposizioni di cui all’art. 37 della legge n. 689/1981, come sostituito dall’art. 116, comma 19, della legge n. 388/2000, di quelle riguardanti le comunicazioni di assunzione ed il rispetto dei limiti all’orario di lavoro, nonché della sanzione prevista per il lavoro nero dall’articolo 36bis della legge n. 248/2006.


 


Per il lavoratore la regolarizzazione attribuisce una copertura previdenziale parziale relativamente al periodo sanato, senza possibilità alcuna di integrazione volontaria.   


 


24 Settembre 2007


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