UNICO 2007 – STUDI DI SETTORE, le ultimissime indicazioni…

A pochi giorni dalla conclusione dell’operazione Unico 2007, analizziamo le indicazioni fornite dalla circolare n. 41/E del 6 luglio 2007, in ordine agli studi di settore, che possono essere utili agli addetti ai lavori.


La proroga dei termini



Il D.P.C. 14 giugno 2007 ( in G.U. n. 154 del 5 luglio 2007) ha disposto che i contribuenti tenuti ai versamenti  risultanti  dalla  dichiarazione unificata  annuale  entro  il  18  giugno  2007,  che  esercitano   attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi  di  settore  di  cui all’art.62 -bis del decreto legge 30 agosto 1993,  n.  331  convertito,  con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e che dichiarano  ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascun studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, effettuano i predetti versamenti:


a) entro il 9 luglio 2007, senza alcuna maggiorazione;


b) dal 10 luglio 2007 all’8 agosto  2007,  maggiorando  le  somme  da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.


Tali disposizioni si applicano anche ai soggetti  che partecipano, ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, a società, associazioni e imprese con i requisiti indicati nel predetto comma.


Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’art.12,  comma  5,  del D.Lgs.  9  luglio  1997,  n.  241,  il  quale  prevede  che  possano  essere modificati, tenendo  conto  delle  esigenze  generali  dei  contribuenti,  i termini riguardanti gli adempimenti relativi a imposte e  contributi  dovuti in base al medesimo decreto legislativo.


Come abbiamo già visto, in base all’art. 1, comma 1, del decreto del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri, i citati contribuenti che erano tenuti,  entro  il  18  giugno 2007, ad effettuare i versamenti  derivanti  dalla  dichiarazione  unificata annuale, potranno effettuare tali versamenti entro il 9 luglio  2007,  senza alcuna maggiorazione.


E’ prevista,  invece,  una  maggiorazione  qualora  il versamento venga eseguito nel periodo intercorrente tra il 10 luglio  e  l’8 agosto 2007.


In linea con quanto previsto dal predetto art. 12, comma 5, del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, la maggiorazione viene stabilita nella misura del  0,40 per cento delle somme da versare, a titolo di interesse corrispettivo.


L’art. 1, comma 2, del citato decreto del Presidente del  Consiglio  dei Ministri prevede che analoghe scadenze sono applicabili anche ai soci  delle società  di  persone,  agli  associati  di  associazioni   tra   artisti   o professionisti, ai collaboratori  di  imprese  familiari  e  ai  coniugi  di aziende coniugali (di cui all’art. 5 del Tuir), nonché ai soci delle società che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale (di cui agli artt. 115 e 116 del Tuir).


Pertanto, afferma la circolare n.41/E del 6 luglio 2007, “ la proroga del termine di versamento delle imposte è  disposta non solo per i soggetti che esercitano un’attività  per  la  quale,  per  il periodo d’imposta 2006, è stato predisposto lo studio di settore,  ma  anche per coloro i quali devono dichiarare un reddito imputato  per  trasparenza da un soggetto che eserciti un’attività per la quale sia stato approvato  lo studio di settore per il predetto periodo d’imposta. Considerato che la proroga riguarda soggetti che esercitano attività per la quale è stato approvato il relativo studio di settore, tra i soggetti che fruiscono della proroga rientrano anche quelli interessati da una  causa  di esclusione o di inapplicabilità dello studio di settore”.


In ogni  caso,  per espressa previsione normativa  contenuta  nel  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei Ministri, la  proroga  non  tocca i  soggetti  che    pur esercitando un’attività economica per la quale è prevista l’approvazione  di uno studio di settore – dichiarino, per il periodo d’imposta 2006, ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui all’, comma 1, del Tuir, di  ammontare  superiore  al limite stabilito per ciascuno studio di  settore  dal  relativo  decreto  di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze.


La proroga non investe, altresì, i contribuenti  per  i  quali  trovano applicazione i parametri di cui all’art.3, comma 181, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 nonché coloro che non  presentano  la  dichiarazione  unificata annuale di cui all’art.3, comma 1, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, ossia i soggetti diversi da quelli con periodo di imposta coincidente  con  l’anno solare  obbligati  alla  presentazione  della  dichiarazione  dei   redditi, dell’imposta regionale  sulle  attività  produttive  e  della  dichiarazione annuale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.


Gli estensori del documento di prassi appena pubblicato precisano che il D.P.C.M. 14 giugno 2007 non modifica le modalità  e  i termini per procedere al versamento rateale ai sensi dell’art.20 del D.Lgs. n. 241 del 20 luglio 1997.


Pertanto, qualora si intenda optare per la rateazione, poiché il termine di versamento della prima rata coincide con il  termine  di  versamento  del saldo o  dell’acconto,  esso  deve  intendersi  differito,  per  i  soggetti interessati alla proroga dei termini di cui si tratta, alla  nuova  scadenza del 9 luglio (o dell’8 agosto,  nel  caso  in  cui  si  sia  optato  per  il pagamento con la maggiorazione dello 0,40 per cento).


Per quanto riguarda i termini di versamento delle rate  successive  alla prima, rimane invariato il termine previsto dal comma 4 del citato  art.20 del D.Lgs. n. 241 del 1997 (giorno 16 di ciascun mese, per  i  per  soggetti titolari  di  partita  Iva,  e  fine  di  ciascun  mese,   per   gli   altri contribuenti).



La  maggiorazione  del  3%  prevista dall’art. 2, comma 2-bis, del D.P.R. n. 195 del 1999



La definizione dei nuovi criteri di riferimento ai fini dell’adeguamento in dichiarazione  ai  risultati  degli  studi  di  settore,  ha richiesto delle precisazioni in merito alla corretta applicazione della maggiorazione del  3 per cento prevista dall’art.2, comma 2-bis, del D.P.R. n. 195 del 1999.


Già la circolare n.31/E del 22 maggio 2007 ha precisato che l’introduzione, per gli studi vigenti per il periodo d’imposta 2006, dei nuovi indicatori di normalità economica ad opera del D.M. 20 marzo 2007, deve essere  assimilata ad una “revisione” degli studi medesimi,  in  quanto  tale  novità  comporta meccanismi di stima dei ricavi o compensi parzialmente  diversi  rispetto  a quelli adottati negli anni precedenti.


“Per il solo periodo d’imposta 2006, pertanto,  la  disposizione  di  cui all’art.2, comma 2-bis, del D.P.R. 195 del 1999, concernente il  versamento della maggiorazione del 3 per cento in sede di adeguamento in dichiarazione, troverà applicazione, alle condizioni ivi previste, solo  nei  confronti  di quei soggetti per i quali la stima dei maggiori ricavi o  compensi  non  sia influenzata dagli indicatori di normalità economica di cui al comma 14 della legge finanziaria per il 2007”.


Il decreto del 4 luglio 2007 – pure oggetto di esame da parte dell’Agenzia con la citata circolare n.41/2007 – prevede che gli accertamenti fondati  sugli studi  di  settore  non  possano  essere  effettuati   nei   confronti   dei contribuenti che dichiarino un ammontare di ricavi/compensi pari o superiore al maggior valore tra il livello minimo stimato da GE.RI.CO.  tenendo  conto degli  indicatori  di  normalità  economica  ed  il  livello   puntuale   di riferimento determinato mediante la tradizionale analisi della congruità.


Per effetto della citata disposizione  e  ad  ulteriore  chiarimento  di quanto precisato nella citata circolare n. 31/E del 2007, le Entrate evidenziano  che “la maggiorazione del 3 per cento, di cui all’art.2, comma 2-bis, del D.P.R. n.  195  del  1999,  non  troverà  applicazione,  relativamente  al  periodo d’imposta 2006, qualora il valore di riferimento, cui il contribuente  potrà adeguarsi in dichiarazione  per  evitare  l’accertamento  sulla  base  degli studi, risulti pari al ricavo o compenso minimo stimato da GE.RI.CO. tenendo conto degli indicatori di normalità economica di cui al comma 14 della legge Finanziaria per il 2007. Al contrario, qualora il valore di riferimento risulti pari al ricavo  o compenso  puntuale,  determinato  senza  tener  conto  degli  indicatori  di normalità economica (essendo tale ammontare superiore al ricavo  o  compenso minimo tenendo conto degli indicatori stessi), il contribuente,  sussistendo le condizioni previste dalla norma, sarà tenuto, in caso di adeguamento,  al versamento della maggiorazione del 3 per cento”.








ESEMPI C.M. n. 41/2007


Contribuente  che, per l’anno  2006, dichiari un ricavo pari a 100.000.










CASO A


Ricavo puntuale senza indicatori 120.000


Ricavo minimo con indicatori     116.000



L’eventuale adeguamento in dichiarazione dovrà essere effettuato tenendo in considerazione il ricavo puntuale senza tener  conto  della  stima  degli indicatori, essendo questo superiore al ricavo minimo con indicatori.


Il contribuente che si adegua in dichiarazione a 120.000, sussistendo le condizioni  richieste  dalla  norma,  sarà  tenuto   al   versamento   della maggiorazione del 3 per cento. Ciò è dovuto al fatto che il valore cui  fare riferimento per l’adeguamento in dichiarazione è  quello  determinato  sulla base della tradizionale analisi della congruità.










CASO B


Ricavo puntuale senza indicatori 116.000


Ricavo minimo con indicatori     120.000



L’eventuale adeguamento in dichiarazione dovrà essere effettuato tenendo in considerazione il ricavo minimo con indicatori, essendo esso superiore al ricavo puntuale senza indicatori.


Il contribuente che si adegua in dichiarazione a 120.000 non sarà tenuto al versamento della maggiorazione del 3 per cento, in quanto  il  valore  di riferimento sarà il risultato dell’analisi della congruità e di quella della normalità economica, e, per questo aspetto, lo studio sarà considerato  come “revisionato”.



Il vademecum per la congruità



Da ultimo, non può non ricordarsi che il comunicato stampa del 28 giugno 2007, con cui l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un elenco di cause giustificative per i contribuenti “non congrui” che non si adeguano ai risultati dello studio di settore, ancora fruibile per l’Unico 2007.


Il vademecum, “aperto” e “integrabile”, costituisce una sorta di pro memoria delle cause che  giustificano  la  eventuale  non  congruità rispetto  alle  risultanze  degli  studi  di  settore,  anche  con  riguardo all’applicazione dei nuovi indicatori di normalità, che il contribuente  può evidenziare nel campo ‘Annotazioni’ del modello di  comunicazione  dei  dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore.


L’elenco, allegato comunicato stampa,  fornisce  le  descrizioni sintetiche delle varie circostanze, già enucleate nelle circolari n. 31/E  e n. 38/E del 2007 ed ulteriormente dettagliate, che è utile anche ai professionisti ed agli altri intermediari per attestare la sussistenza delle cause medesime.


Si ricorda, infatti, che :


i responsabili dei Caf e gli intermediari abilitati, ai sensi dell’art. 35 del D.Lgs. n.241/97, possono certificare ( cd. asseverazione) la corrispondenza formale dei dati contabili ed extracontabili con i dati dello studio di settore;


i responsabili dei Caf, gli intermediari abilitati, i funzionari e dipendenti di associazioni di categoria, ai sensi dell’art. 7, del D. L. n.203/2005, possono attestare l’esistenza di cause e circostanze che giustificano la non congruità e/o la non normalità.



Sono tre le categorie enucleate nel comunicato:


– non normalità economica riferibile ai singoli indicatori;


– marginalità economica;


– altre condizioni particolari o  specifiche  che  possono  rendere  non attendibili le risultanze dell’applicazione degli studi.



Le descrizioni potranno essere utilizzate in sede  di  compilazione  del modello fungendo, inoltre, da riferimento per  l’indicazione  di  eventuali, ulteriori ed analoghe circostanze riscontrabili nelle  effettive  condizioni di esercizio delle varie attività.


L’elenco delle descrizioni riporta anche una  casistica  esemplificativa delle  possibili  modalità  di  compilazione  del  campo  “Annotazioni”  per indicare la categoria e le singole circostanze da evidenziare.


Gianfranco Antico


Luglio 2007


 


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