Parametri: la gravidanza non li inficia


PARAMETRI: LA GRAVIDANZA NON INFICIA I PARAMETRI


La sentenza n. 33/46 del 17 aprile 2007 della Comm. Trib. Reg. della Lombardia


 


L’applicazione dei parametri – nel corso di questi ultimi anni – è stata sottoposta più volte al vaglio dei giudici tributari (1), che come evidenziato dalla dottrina (2), pur nella varietà delle argomentazioni, si è attestata su tre filoni :


·        legittimità dei parametri, salva la possibilità per il contribuente di giustificare gli scostamenti evidenziati dall’algoritmo parametrico;


·        inadeguatezza dei parametri a consentire di per sè una rettifica reddituale;


·        illegittimità del decreto del 1996 per violazione della procedura legale di adozione dello stesso .  


 


Si fornisce una breve rassegna delle sentenze più significative :


 













































































































ESTREMI DELLA SENTENZA


SINTETICO PENSIERO DEI GIUDICI


C.t.p. di Ravenna, Sez.I, Sent.n.247 del 9.11.2000, dep. il 22.1. 2001


La Commissione può stabilire che il dato maggiormente aderente alla realtà, da utilizzare come valore dei beni strumentali, è costituito dal residuo da ammortizzare e non dal costo storico.


C.t.p. di Salerno, Sez.III,Sent.n.32 del 22.2.2001


Pur se i parametri non possono costituire da soli il fondamento della prova presuntiva così come delineata dall’art.2729 C.C., che nella sua formulazione letterale fa, invece, riferimento a più presunzioni tra loro concordanti, ciò non impedisce al contribuente-ricorrente di dimostrare che possiede un reddito inferiore a quello accertato.


C.t.p. di Ragusa, Sent.n.426/02/01 del 10.12.01


Non basta limitarsi ad eseguire una operazione matematica di calcolo, senza indicare i presupposti di fatto e il ragionamento logico adottato per giungere alle sue conclusioni.


C.t.p.di Verbania, Sent. n.327, dep. il 7.3.2001


I giudici rilevano che il contribuente aveva giustificato lo scostamento dei ricavi, oltre che con le modeste caratteristiche dell’azienda, con il fatto di operare in una zona montana depressa e in un settore – commercio al dettaglio di generi alimentari – in forte crisi, a causa della concorrenza della grande distribuzione, e pertanto, l’ufficio non doveva applicare acriticamente i parametri.


C.t.p. di Treviso, Sez.I,Sent. n.140 del 26.6.97


La difesa del contribuente è fondata: svolge un’attività artigianale per conto terzi e – di fatto – i ricavi sono determinati dal committente e i costi di mano d’opera sono aumentati a fronte, invece, di una diminuzione dei ricavi (crisi che ha portato l’azienda a chiudere nell’anno successivo).


C.t.p. di Torino, Sez.XIV,Sent.n.46 del 19.6.2001


I “coefficienti, proprio per la loro natura di strumenti idonei ad indicare possibili evasioni e atti a quantificare un reddito convenzionale, non debbono essere confusi con le prove presuntive di reddito, le sole che possono, attraverso la ricostruzione del nesso di causalità di un fatto noto rispetto a uno ignoto, sorreggere una qualsiasi pretesa erariale. Attraverso l’applicazione dei coefficienti, la ricostruzione del nesso di causalità non ha luogo, essendo questa sostituita dalla semplice applicazione di una serie di parametri, cui compito specifico è quello di determinare un reddito medio, congruo rispetto al settore di appartenenza e alle condizioni operative, ma come tale non effettivo“.


C.t.p. di Trento, Sent. n.18/1/01, dep. il 15/2/01


La rideterminazione parametrica dei ricavi non tiene conto dei fattori esogeni ed endogeni che possono alterare la struttura, l’operatività e l’attività gestionale dell’impresa. Ed è per questo motivo che la proposta dell’ufficio di ridurre forfettariamente del 30% i maggiori ricavi accertati – riconoscendo così, implicitamente ma parzialmente, le ragioni del contribuente –  non è coerente con la reale situazione reddituale.


C.t.p. di Siracusa, Sez.n.5,Sent. n. 79 del 28/9/01, dep. il 21.11.01


La tesi del ricorrente non è fondata, in quanto ” la motivazione dell’atto, quale requisito formale dell’avviso di accertamento e la prova sostanziale della esistenza di elementi concreti di evasione, costituiscono un tutt’uno e, cioè, il risultato tecnico di un calcolo matematico che rende pressochè inattaccabile la motivazione, per cui il contribuente nell’opporsi all’atto impositivo non può limitarsi a sostenere la scarsa significatività delle presunzioni adottate con l’impiego dei parametri, trattandosi di una presunzione ex lege di gravità, precisione e concordanza delle presunzioni, ma dovrà operare in positivo, in particolare sul piano delle prove, adducendo concreti elementi di valutazione a sostegno della fondatezza del dato esposto in dichiarazione. Stante il valore presuntivo e probatorio del calcolo risultante dai parametri si verifica, quindi, una inversione dell’onere della prova, perché spetta al contribuente contestare lo strumento del calcolo parametrico in relazione alla propria attività e la significatività di tutte le variabili valutative che la caratterizzano al fine della attribuzione di maggiori ricavi“.


C.t.p. di Siracusa, Sez. II,  n. 291 del 13/7/2002 e n. 311 del 5/10/2002, dep.il 19.10.2002


I giudici tributari siracusani hanno ritenuto legittima l’applicazione dei parametri proprio in quanto costituiscono un mezzo per rendere in termini quantitativi i risultati dell’accertamento. Di fronte a ciò, il contribuente ha la possibilità di difendersi con dati certi ed attendibili, o con altre presunzioni, ma mai genericamente. In particolare, nella fattispecie della sentenza n.291 – ingegnere a tempo parziale in quanto anche insegnante – ” … si ricava che il rapporto tra le varie componenti di gestione……… si appalesa assolutamente incongruente perché niente è detto circa l’andamento dell’attività, ma tutto si racchiude in quel meno £. 15.354.000 quale perdita di lavoro autonomo“, limitandosi ad affermare che ” la situazione esposta in dichiarazione è dovuta a fatture non pagate dai committenti …. ma niente si dimostra ed indica in tal senso“. Mentre, nel caso esaminato dalla sentenza n.311 i giudici siciliani evidenziano che ” dall’esame delle componenti essenziali che concorrono alla definizione della gestione aziendale e del reddito prodotto si ricava che il rapporto tra ricavi e costo del venduto e altri elementi, come ammortamenti e costi del personale,….. si appalesa inattendibile“. Nel caso di specie – azienda esercente l’attività di trasporto merci su strada – ” vengono dichiarati costi per la produzione di servizi per complessive £.92.305.000, acquisti di servizi per £.5.268.000, spese per il personale per £.89.829.000, il tutto alla voce spese per £.187.760.000, contro una voce ricavi di £.172.215.000 ed una dichiarazione di reddito imponibile di meno £.64.854.000“, e le giustificazioni addotte – ” i mezzi che adopera sono obsoleti e soltanto il personale che in atto li manovra è in grado di farli funzionare “-  conducono il Collegio a considerare legittimo l’operato dell’ufficio e ” speciosa la difesa“.


C.t.p. di Catania, Sez. VII, Sent. n. 736 del 28 giugno 2002, dep. il 15.11.2002


E’ carente di prova l’assunto dell’ufficio che si è limitato ad una applicazione automatica dei parametri, senza considerare una serie di altri e diversi elementi rilevanti ai fini della corretta individuazione della realtà reddituale del soggetto oggetto di accertamento.


C.t.p. di Macerata,Sent. n. 79 del 25/9/2002


Ha annullato l’avviso di accertamento per carenza di motivazione, dato che la determinazione di un presunto maggior ricavo non è stata accompagnata da un esame, da parte dell’ufficio, di tutti gli elementi in concreto presi a base per giungere a quel determinato risultato economico.


C.t.r. di Palermo, Sez. stacc. di Siracusa, Sez. n. 15, Sent. n. 20 del 19.4.2004, dep. il 28.6.2004


I giudici, dopo aver affermato che l’applicazione dei parametri “ può configurare prova, fornita dei richiesti requisiti di gravità, precisione e concordanza, solo se confortata da altri elementi, sia pure indiziari (ex plurimis, Cass. 29.11.2000, n. 15310)”, hanno statuito che “ l’immotivata mancata adesione da parte dei contribuenti al contraddittorio costituisce l’elemento convergente, anch’esso indiziario, che ha fatto assurgere lo scostamento a presunzione juris tantum a favore dell’ufficio con inversione dell’onere della prova, prova a carico del contribuente consistente nella produzione di elementi idonei a confutare la pretesa impositiva”, tant’è che “ nella fase contenziosa, ai primi Giudici, non è stata offerta alcuna prova a confutazione …, se non affermazioni apodittiche”.


C.t.p. di Mantova, Sez. I, Sent. n. 81 dell’11.8.2005


Ha accolto il ricorso di parte, poiché nel caso di specie il reddito è congruo e coerente rispetto agli studi di settore che “ ben possono essere invocati onde supportare lo scostamento del reddito accertabile sulla base della applicazione dei dati parametrici”.


C.t.p. di Macerata, Sez. II, Sent. n. 95 del 19.9.2005,


 Il semplice scostamento tra il dichiarato e il risultato dei calcoli parametrici costituisce un indizio grave o, al massimo, una presunzione semplice priva però dei caratteri di gravità, precisione e concordanza, in quanto mancano gli ulteriori indizi di conforto… In buona sostanza non è configurabile la presunzione ritenuta dall’ufficio con il solo scostamento, ma è necessario che ricorrano altri indizi concordanti di evasione a carico del contribuente, di cui non v’è traccia negli atti processuali… La contraddizione del comportamento dell’ufficio è evidente, perché se ha ritenuto che si dovesse e/o potesse procedere ad un abbattimento di quanto accertato in forza dei calcoli parametrici, esso ufficio doveva, per i doveri costituzionali di correttezza e imparzialità che sono richiesti dalla P.A., procedere all’abbattimento, determinando la misura e motivandone le ragioni.” I giudici affermano che “di fronte a tale documentato e provato stato di cose” – il ricorrente ha provato che esistono dei costi medi di lavorazioni e il consumo medio del gasolio agricolo per ogni ettaro lavorato (tabelle regionali) – , “che porta di per sé (salvo prova contraria da parte dell’Ufficio) ad escludere l’esistenza di redditi d’impresa non dichiarati, l’ufficio ha omesso qualsivoglia attività di controllo, controprova e verifica, limitandosi a far ricorso ai calcoli parametrici e dimenticando che, anche quando si debbono applicare i parametri o gli studi di settore, la verifica va sempre rapportata alla realtà della azienda verificata… Se a questo si aggiunge che il ricorrente ha provato di essere già pensionato ( 64 anni nel 1999) e che i macchinari di sua proprietà erano obsoleti, con conseguenze negative sulla resa e sui costi di esercizio, va ritenuto che il ricorrente ha addotto ( pur non ricorrendo a suo carico presunzioni gravi precise e concordanti) quelle giustificazioni richieste dal legislatore per superare il grave indizio e/o presunzione non titolata scaturente dallo scostamento accertato”.


C.t.r. di Bari, Sent. n. 42/01/05


L’accertamento fondato sui parametri costituisce una presunzione semplice e non legale, e non possono assumere il valore di presunzioni gravi, precisi e concordanti, legittimanti l’accertamento analitico-induttivo, di cui all’art. 39, comma 1, lett. d, del D.P.R. n. 600/73, occorrendo la presenza di altri elementi.


C.t.r. della Toscana, Sez. IX, Sent. n. 78/2005


E’ illegittimo il Dpcm 29 gennaio 1996 poiché manca il visto del Consiglio di Stato.


C.t.p. di Trento, Sent. n. 83/2/905 del 19.12. 2005


Ha bocciato l’accertamento parametrico, affermando, fra l’altro, che proprio il tentativo dell’Amministrazione finanziaria di ridefinire la pretesa in contraddittorio dimostra l’inadeguatezza del risultato parametrico e di tale unica fonte per ricistruire il reddito


C.t.r. del Lazio, Sez. XXXVI, Sent. n. 130 del 23.11.2005, dep. il 24.1.2006.


L’accertamento parametrico, fondato esclusivamente sui parametri, senza ulteriori ricerche probatorie volte ad accertate l’effettiva capacità contributiva del contribuente, è illegittimo. Nel caso di specie, l’ufficio rettificava il reddito professionale (ingegnere) dichiarato sulla base dei cd. parametri. La parte evidenziava che l’attività veniva svolta saltuariamente. Il Collegio ha ritenuto illegittima la rettifica, poiché l’ufficio a supporto della pretesa impositiva non aveva utilizzato ulteriori elementi presuntivi o probatori.


C.t.p. di Bolzano, Sez. II, Sent. n. 44 del 23.11.2005


Ha rigettato il ricorso di parte, poiché “ nel caso in esame i parametri non sono stati applicati in modo acritico, in quanto è stato operato un riscontro di tipo contabile-documentale e si è tenuto conto dell’effettiva situazione personale del contribuente a seguito di determinazione del reddito individuale tanto da permettere una corretta individuazione della realtà individuale del soggetto sottoposto a rettifica. Quanto sopra a seguito delle percentuali di riduzione applicate tanto da considerare il risultato delle presunzioni nello specifico caso concreto corretto”. In pratica, in sede di contraddittorio l’ufficio aveva valutato le doglianze di parte riducendo i ricavi accertabili.


C.t.p. di Palermo, Sez. I, Sent.n. 222 del 2.7.2005, dep. il 9.7.2005


Ha rigettato il ricorso di parte, “rilevato…. che al di là di generiche affermazioni di parte, nel caso in specie le dichiarazioni contenute nel ricorso non appaiono supportate da alcun riscontro probatorio”.


C.t.r. della Puglia, Sez. XV, Sent. n. 8 del 16.2.2006


Ha escluso l’applicazione dei parametri nei confronti di una s.n.c., poiché uno dei soci aveva certificato una ridotta capacità lavorativa a causa di una malattia invalidante (“in una azienda esercente l’attività di installazioni di impianti idraulico-sanitari di modeste dimensioni, l’apporto dei titolari non può limitarsi alla sola amministrazione – contrattazione con i committenti, impostazioni delle opere, etc. – ma deve necessariamente e prevalentemente estendersi anche al lavoro manuale”). Inoltre, in punto di diritto, il ricorso all’accertamento parametrico, in regime naturale od opzionale di contabilità ordinaria, è ammissibile solo quando tale contabilità è dichiarata inattendibile, secondo i criteri stabili dal D.P.R. n. 570/1996, conformemente a quanto statuito dalla C.t.r. del Lazio ( Sez. XV, sent. n. 19 del 1° aprile 2004).


C.t.r. del Lazio, Sez. VII, Sent. n. 138 del 6.3.2006


che sul filone di un analogo pronunciamento – sentenza n. 127 della C.t.r. del Lazio, depositata il 25 gennaio 2006 – ha statuito la legittimità dei decreti di emanazione, non essendo obbligatorio il parere del Consiglio di Stato;       


C.t.p. di Udine, Sez. II, Sent. n. 12 del 9.3.2005


Ha annullato l’avviso di accertamento, dietro prova fornita dal contribuente di aver svolto, contemporaneamente lavoro dipendente ed autonomo, senza che di ciò l’ufficio ne avesse tenuto conto, in difformità della stessa circolare n. 25/2001, e produzione di un prospetto evidenziante i pagamenti per cassa avvenuti al 1997 al 2003. “ Lo stesso ricorrente ha poi elencato i beni ammortizzabili di valore effettivo nullo rispetto al costo storico in quanto obsoleti”.


C.t.p. di Rovigo, Sez. I, Sent. n. 72 del 1.10.2005


Dopo aver affermato che i parametri possiedono i requisiti della gravità, precisione e concordanza di cui all’art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. n. 600/73, ha ridotto il quantum accertato – applicando il cd. fattore di adeguamento anche in sede di accertamento.


C.t.p. di Savona, Sez. VI, Sent. n. 104 del 27.7.2005


Applica i risultati detraibili dal calcolo degli studi di settori ad un soggetto parametrico, atteso che tale strumento è più raffinato rispetto al precedente metodo basato sui parametri. Nel caso di specie, l’ufficio aveva già applicato il miglior risultato da studi di settore, per effetto di quanto indicato dalle circolari n. 25/2001 e 74/2002, e pertanto i giudici, “nell’ambito di intervallo tra i ricavi minimi e quelli puntuali”, hanno rideterminato parzialmente i ricavi già ridotti, per effetto delle giustificazioni offerte dal contribuente.


C.t.p. di Savona, Sez. III, Sent.n. 240 del 12.12.2005


Ha ridotto i ricavi parametrici ad un terzo di quelli accertabili, in virtù del fatto che “ l’attività professionale della contribuente nell’anno 1999 non è stata esclusiva, ma ha comportato anche un rapporto di lavoro alle dipendenze della Struttura sanitaria locale per ore 24 settimanali e che – inoltre – nello stesso anno la contribuente ha frequentato una facoltà universitaria”.


C.t.r. dell’Emilia Romagna, Sez. V, di Bologna, Sent.n. 26 del 22.3.2006


I minori ricavi dichiarati rispetto a quelli parametrici, sono giustificati dallo svolgimento di una seconda attività rispetto a quella oggetto di accertamento parametrico. “Si è dimostrato che i soci lavoravano anche in altra società di cui è stato prodotto l’atto costituito, e dedicavano pertanto solo una parte della propria attività lavorativa in favore dell’agenzia di pratiche auto”.


C.t.r. del Lazio, Sez. I, Sent.n. 77 del 19.4.2006


Dopo aver affermato che “l’accertamento così operato è di natura induttiva, fondato su presunzioni gravi precise e concordanti a favore dell’amministrazione, che assurgono al rango di presunzioni iuris tantum, ammettendo la proposizione di idonea prova contraria da parte del soggetto accertato”, ha annullato l’avviso di accertamento poiché “nella specie il ricorrente ha dimostrato lo svolgimento di attività discontinua di spettacolo che non è possibile pianificare e per la quale non è quindi possibile fare riferimento ad elementi di costo fissi ed infatti i dati contabili del ricorrente sono privi degli elementi organizzativi continuativi come magazzini, attrezzature, dipendenti ed utenze. Inoltre il ricorrente risulta essere da anni pensionato ENPALS e la circostanza rende del tutto plausibile l’eccezione di marginalità dello svolgimento dell’attività libero professionale”.


C.t.p. di Pistoia, Sez.V, Sent.n. 85 del 23.11.2005, dep. il 1.2.2006


Legittima l’accertamento parametrico, sulla base del semplice scostamento, senza che l’ufficio sia tenuto ad esplicare ulteriore attività a supporto delle risultanze scaturenti dall’elaborazione matematica dei parametri; in pratica, ritiene inefficace la difesa del contribuente se si limita alla critica del metodo e non alla riferibilità all’attività in concreto svolta.


C.t.p. di Roma, Sez. I, Sent.n.238 del 20.6.2006, dep. il 14.9.2006


L’accertamento parametrico stabilisce una presunzione di redditività aziendale superabile dal contribuente solo fornendo la prova contraria dell’inapplicabilità degli stessi alle specifiche condizioni di svolgimento dell’attività.


C.t.p. di Roma, Sent.n. 3/28/2006, dep. il 20.2.2006


Incombe in capo al contribuente l’onere di provare che il reddito effettivamente realizzato si discosta da quello accertato; tale prova può ben essere fornita anche nel corso del processo, ma deve avere carattere documentale, non essendo altrimenti apprezzabili le dichiarazioni del ricorrente di non aver realizzato il reddito previsto dai parametri, sulla base di circostanze oggettive e soggettive eccepite ma non documentate.


C.t.p. di Vercelli, Sez. I, Sent.n.10 del 14.2.2005


L’assenza di controdeduzioni nel pv di contraddittorio da parte dell’ufficio “non soddisfa…l’esigenza di una corretta e concreta valutazione dei chiarimenti forniti dal ricorrente…., tanto più se si considera che i ricavi dichiarati risultano congrui in base ai nuovi studi di settore (TG61D), strumenti questi che rappresentano un indubbio raffinamento rispetto ai parametri, con conseguente loro maggiore affidabilità”.


C.t.p. di Vercelli, Sez. III, Sent. n.46 del 12.5.2005


L’ufficio deve applicare gli studi di settore, se ne ricorrono i presupposti, “utilizzando i dati contabili e strutturali dei quali ovviamente doveva esserne appurata la veridicità ricorrendo all’acquisizione delle scritture contabili obbligatorie oppure effettuando appositi accessi finalizzati presso il contribuente medesimo”.


C.t.p. di Cagliari, Sez. II, Sent.n.169 del 16.6.2006


Ritenuto legittimo il procedimento parametrico, ritiene che ciò comporti “una inversione dell’onere della prova a carico del contribuente. Sotto tale profilo ha ragione il contribuente laddove sostiene che che l’accertamento parametrico ammette la prova contraria, però spetta al contribuente dedurre tale prova, il che nella specie non è avvenuto per cui la affermazione del contribuente si rivela una crit


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