Novità fiscali del 31 luglio 2007. In evidenza: i costi per organizzare “giornate informative” sono spese di pubblicità e propaganda sostenute per incrementare i processi di vendita


1) IVA ALL’IMPORTAZIONE – IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA DI BENI NON COMUNITARI DESTINATI AD ESSERE INTRODOTTI IN UN DEPOSITO IVA: REGIME SANZIONATORIO


Sulla disciplina dell’immissione in libera pratica di beni non comunitari destinati ad essere introdotti in un deposito IVA, l’Agenzia delle Dogane ha illustrato il regime sanzionatorio applicabile nell’ipotesi in cui a tale destinazione doganale non è seguita l’effettiva introduzione delle merci nel deposito IVA, con conseguente sottrazione dei beni al pagamento dell’IVA all’importazione, anche nell’ipotesi in cui siano stati materialmente posti in essere gli adempimenti previsti dall’art. 50-bis, comma 6, D.L. n. 331/1993, per attestare l’estrazione dei beni dal citato deposito.


L’operazione di immissione in libera pratica di beni non comunitari destinati ad essere introdotti in un deposito IVA viene effettuata senza pagamento dell’IVA all’importazione sulla base della dichiarazione resa dall’importatore circa la destinazione delle merci.


Tale circostanza, tuttavia, deve essere comprovata dalla restituzione del DAU munito dell’attestazione – recante la sottoscrizione del depositario – dell’avvenuta presa in carico delle merci.


In particolare, l’Agenzia delle Dogane si è soffermata sul regime sanzionatorio di due fattispecie di violazione, in cui il dichiarante ha restituito all’ufficio doganale:


– Una copia del DAU recante una falsa annotazione circa la presa in carico della merce nel registro di cui all’art. 50-bis, comma 3, nonché una falsa sottoscrizione del depositario (falsità materiale compiuta dal dichiarante);


– una copia del DAU recante l’annotazione e la sottoscrizione del depositario circa la presa in carico della merce nel registro di cui all’art. 50-bis, comma 3, citato (falsità ideologica compiuta dal depositario).


In entrambe le fattispecie è applicabile la sanzione amministrativa prevista dall’art. 13, comma 2, D.Lgs. n. 471/1997 per l’omesso pagamento dell’IVA all’importazione, calcolato al momento dell’operazione doganale di importazione (accettazione della dichiarazione); la sanzione deve essere contestata al dichiarante, in quanto autore dell’omesso versamento (con riferimento alla seconda fattispecie, può essere configurata una corresponsabilità del depositario).
L’Ufficio competente ad accertare le fattispecie di violazioni in esame è quello presso il quale è stata presentata la dichiarazione doganale.


In entrambi i casi, le irregolarità poste in essere nell’utilizzo del deposito IVA comportano:


– La nascita dell’obbligazione tributaria a titolo di IVA all’importazione (che non viene meno per l’avvenuto assolvimento di obblighi che attengono alla liquidazione e all’eventuale pagamento dell’IVA interna);


– l’obbligo di rapporto all’Autorità giudiziaria penale (dalle risultanze delle indagini penali potrebbero emergere elementi per estendere la responsabilità, a titolo di sanzione amministrativa, al depositario anche nella prima fattispecie considerata).


(Circolare Agenzia Dogane 27/07/2007, n. 23/D)


 



2) IRAP – RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE: MANCATA CONVERSIONE DEL D.L. N. 67/2007


Non è stato convertito in legge nel termine di 60 giorni dalla sua pubblicazione (in G.U. 28/5/2007, n. 122) il D.L. 28/5/2007, n. 67, recante “Misure urgenti in materia fiscale”.
Peraltro, in base all’art. 1, comma 2, del disegno di legge di conversione del D.L. n. 81/2007 (approvato dalla Camera dei Deputati il 25 luglio 2007 e attualmente all’esame del Senato), sono fatti salvi gli effetti prodotti e i rapporti giuridici sorti sulla base del citato D.L. n. 67/2007.


(Comunicato Ministero giustizia 28/07/2007, G.U. 28/07/2007, n. 174)


 



3) APPARECCHI DI GIOCO: COMUNICAZIONE DEI DATI RELATIVI ALLA LIQUIDAZIONE E CONTROLLO DEI VERSAMENTI RELATIVI ALLA LIQUIDAZIONE DEL P.R.E.U.


Sono stati definiti i dati relativi alla liquidazione del prelievo erariale unico per le annualità 2004 e 2005, dovuto sugli apparecchi di gioco, che i concessionari di rete devono comunicare all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, nonché i relativi termini e modalità di trasmissione.


L’Amministrazione dei Monopoli di Stato ha, inoltre, definito le modalità di controllo dei versamenti relativi alla liquidazione del prelievo erariale unico dovuto sugli apparecchi di gioco.


(Decreto AAMS 12/07/2007, G.U. 27/07/2007, n. 173)


  


4) INVESTIMENTI EFFETTUATI TRAMITE HOLDING: DISAPPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA CFC


È   possibile ottenere la disapplicazione della normativa CFC (controlled foreign companies) e di quella relativa alla tassazione integrale dei dividendi provenienti da un paese a fiscalità privilegiata, ai sensi dell’art. 167, comma 5, lettera b) D.P.R. n. 917/1986, anche nel caso di società black list svolgente attività di subholding pura.


Nel caso di specie la società italiana controlla una holding a Hong Kong (paese rientrante nella black list) che, a sua volta, detiene la totalità delle partecipazioni di una società operativa localizzata in Cina.


L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla determinazione del reddito della società estera tassata ai sensi dell’art. 167, comma 1, D.P.R. n. 917/1986 (disciplina CFC) in relazione alla quale non è stata presentata, dalla società controllante, istanza di interpello preventivo ai sensi dell’art. 167, comma 5.


Base imponibile


Il reddito imputato per trasparenza al soggetto residente è considerato reddito d’impresa.
I dividendi concorrono a formare il reddito delle società ed enti nella misura del 5% anche se provenienti da Paesi diversi da quelli a fiscalità privilegiata, distribuiti a società black list i cui redditi sono imputati ai soggetti residenti in proporzione alla partecipazione detenuta. A conferma di ciò il rigo FC28 del modello UNICO, prevede variazioni in diminuzione corrispondenti alla quota esclusa dei dividendi distribuiti alla società CFC.


Disapplicazione
In genere (mancanza di disapplicazione) l’utile distribuito dalla CFC, per la quota non tassata precedentemente per trasparenza, deve concorrere al reddito della controllante residente secondo la disciplina dell’art. 89, comma 3 o per l’intero ammontare.


Se, invece, il soggetto residente riesce a dimostrare, in sede di interpello disapplicativo, proposto ai sensi dell’art. 89, comma 3, oppure ai sensi dell’art. 167, comma 5, lettera b), che dalla partecipazione non consegue l’effetto di localizzare i redditi in Stati o territori in cui sono sottoposti a regimi fiscali privilegiati, allora i relativi dividendi possono usufruire dell’esclusione al 95%.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 27/07/2007, n. 191/E)


 



5) IMPOSTE SUI REDDITI – VALUTE ESTERE: IL CAMBIO DI GIUGNO


È stato accertato il cambio delle valute estere per il mese di giugno 2007, ai sensi dell’art. 110, comma 9, D.P.R. n. 917/1986.


(Provvedimento Agenzia delle Entrate 16/07/2007, G.U. 27/07/2007, n. 173)


 



6) SETTORE DEGLI SPETTACOLI E DEGLI INTRATTENIMENTI: ELENCO PROVVEDIMENTI DI IDONEITA’ DEI MISURATORI FISCALI


La Legge n. 288/1998 contiene delega al Governo per la revisione della disciplina concernente l’imposta sugli spettacoli e l’imposta unica di cui alla Legge n. 1379/1951.


Nell’ambito di detta revisione il D.Lgs. n. 60 del 26.2.1999 ha introdotto l’art. 74 quater nel D.P.R. n. 633/1972 e l’art. 6 nel D.P.R. n. 640/1972, stabilendo l’attivazione, nel settore degli spettacoli e degli intrattenimenti, di un nuovo sistema per la certificazione dei corrispettivi mediante apparecchi misuratori fiscali e biglietterie automatizzate speciali, che permette di trasmettere periodicamente, per via telematica all’Agenzia delle entrate tramite Siae, i dati degli incassi giornalieri e mensili.


In attuazione di tali disposizioni sono stati emanati il Decreto del 13.7.2000 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 23.7.2001 e del 22.10.2002, il quale ha disciplinato la procedura per il rilascio delle carte di attivazione relative a sistemi di emissione di titoli di accesso per attività spettacolistiche e di intrattenimento, nonché la procedura per il riconoscimento di idoneità di apparecchiature.


Alla luce di ciò sono stati adottati numerosi provvedimenti di riconoscimento di idoneità di apparecchiature, ricompresi nell’elenco riportato nel sito www.agenziaentrate.it.


(Agenzia delle Entrate, Nota del 30/07/2007)


  


7) SOFTWARE DI COMPILAZIONE MODELLO 770 SEMPLIFICATO: E’ DISPONIBILE LA VERSIONE DEL SOFTWARE GRATUITA 1.0.0 DEL 30/07/2007


Si tratta del software 770 semplificato  2007 che consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770 semplificato 2007, disponibile dal 30/07/2007 sul sito www.agenziaentrate.it.


Il prodotto 770 semplificato 2007 è utilizzabile sia dai sostituti d’imposta che predispongono la propria dichiarazione, sia dalle Amministrazioni dello stato che predispongono la propria dichiarazione o che predispongono la dichiarazione per conto di altre Amministrazioni).


(Agenzia delle Entrate, Nota del 30/07/2007)


 


 8) I COSTI PER ORGANIZZARE “GIORNATE INFORMATIVE” SONO SPESE DI PUBBLICITÀ E PROPAGANDA (SONO SOSTENUTI CON IL FINE DI INCREMENTARE I PROCESSI DI VENDITA)


Il comitato Consultivo ha dato ragione alla società istante che riteneva che i costi da sostenere per l’organizzazione delle giornate informative vadano qualificati come spese di pubblicità e propaganda, giacché sopportati al fine di non perdere quote di mercato, a causa della mancata conoscenza da parte dei clienti installatori degli aggiornamenti in materia di prodotti e tecniche di installazione e per incrementare i ricavi di vendita portando a conoscenza della clientela i possibili impieghi dei prodotti commercializzati e per fornire un servizio complementare alla semplice cessione del prodotto, attuando una moderna strategia commerciale.


In dettaglio, i costi per l’organizzazione delle “giornate informative” vengono sostenuti in funzione dell’aspettativa di incrementare i processi di vendita e caratterizzati dalla non “gratuità”.


In particolare, la sinallagmaticità risiede nell’obbligo dei destinatari della formazione di effettuare una corretta installazione dei prodotti e di fornire all’utilizzatore finale le opportune informazioni circa il funzionamento degli apparecchi.


In conformità con l’orientamento giurisprudenziale consolidato e nei limiti delle dichiarazioni e argomentazioni fornite dalla società istante, il Comitato ha chiarito che le spese sostenute dalla società, poiché atte ad incrementare i processi di vendita e, conseguentemente, i ricavi, sono da considerare spese di pubblicità e propaganda e, come tali, soggette alla relativa disciplina.


In particolare, l’Organo consultivo ha precisato che i costi relativi alle spese da sostenere per l’organizzazione delle “giornate informative” sono risultate essere sostenute in funzione dell’aspettativa di incrementare i processi di vendita e caratterizzate dalla non “gratuità”.


La sinallagmaticità, si legge nel parere, consiste nell’obbligo dei destinatari della formazione di effettuare una corretta installazione dei prodotti e di fornire all’utilizzatore finale le opportune informazioni circa il funzionamento degli apparecchi.


In particolare, i costi sostenuti dalla società istante per la locazione dell’aula, l’onorario del docente, la preparazione delle dispense su carta o supporto informatico, vanno inquadrati nell’ambito delle spese per l’organizzazione delle “giornate informative” finalizzate alla presentazione dei prodotti e all’illustrazione del corretto utilizzo e montaggio degli stessi.
Ciò comporta che gli oneri possano essere qualificati come spese di pubblicità e propaganda ai sensi dell’art. 108, comma 2, primo periodo, del Tuir, in quanto funzionali alla formazione degli installatori e all’incentivazione della domanda dei prodotti (con incrementazione dei ricavi dell’impresa).


Parimenti, le spese di vitto (pranzo o buffet freddo), seppure non correlate direttamente alla finalità delle “giornate informative” che, come espressamente dichiarato nell’istanza, sono orientate esclusivamente alla presentazione e all’illustrazione dei prodotti, risultano essere, comunque, anch’esse riconducibili a spese sostenute all’interno di un “contenitore che certamente è uno strumento di promozione delle vendite“.


Pertanto, “le spese inerenti ad una manifestazione pubblicitaria, assumono la stessa qualificazione di questa” (vedi Cassazione, n. 7803/2000).


(Comitato consultivo, Parere n. 18/2007)



 


9) AGENTI DI COMMERCIO: LE PROVVIGIONI PASSIVE SI DEDUCONO AL MOMENTO DELLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO


Le provvigioni passive corrisposte all’agente di commercio sono deducibili dal reddito d’impresa del preponente al momento della conclusione del contratto con il terzo.


Il compenso può essere dedotto dalla casa madre solo in presenza delle condizioni di esistenza certa e oggettiva determinabilità previste dall’articolo 109, comma 1, del Tuir (art. 75, nella formulazione in vigore fino al 31.12.2003).


Con sentenza 6 giugno 2007, n. 13220, la sezione tributaria della Corte di cassazione è tornata a pronunciarsi sulla questione dell’esatta individuazione dell’esercizio nel quale imputare i compensi dovuti dal preponente all’agente per l’attività di intermediazione svolta con soggetti terzi.


Come è noto per gli agenti e rappresentanti e delle società preponenti nel corso del 2006 vi sono state le seguenti novità :


– E’ stato rettificato dall’Agenzia delle Entrate l’orientamento assunto nel 2005 sulla competenza fiscale delle provvigioni passive, avallando la tesi maggioritaria secondo cui dette provvigioni sono deducibili nel medesimo esercizio in cui sono iscritti i ricavi delle vendite e delle prestazioni;


– con due diverse sentenze la Corte di Cassazione ha prima analizzato il rapporto tra codice civile e contrattazione collettiva per la determinazione dell’indennità per la cessazione del rapporto di agenzia e poi ha sancito l’indeducibilità delle quote di accantonamento per indennità suppletiva di clientela.


In particolare, relativamente al primo punto, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 91/2006, ha affermato che le provvigioni devono essere dedotte dal preponente nell’esercizio in cui viene concluso il contratto tra il preponente stesso e il terzo (mediante la cessione di beni o la prestazione di servizi), e non nell’esercizio in cui viene stipulato il contratto per effetto dell’attività dell’agente.


Non è venuto, invece, meno il principio contenuto nella risoluzione 115/2005 per l’individuazione della competenza delle provvigioni attive.


Tali componenti, sono tassati in capo all’agente nel momento in cui il preponente e il terzo concludono il contratto che l’agente stesso ha “procurato”.


 


10) LA CAMERA HA APPROVATO IL DECRETO LEGGE N. 81/2007:


Queste le principali misure fiscali  (27.07.2007)


Studi di settore (Art. 15)


I nuovi indicatori di normalità economica degli studi di settore hanno natura sperimentale e costituiscono presunzioni semplici. I contribuenti che dichiarano ricavi inferiori a quelli derivanti dagli indicatori non sono sottoposti ad accertamento automatico ma sarà onere dell’Amministrazione fornire la prova circa gli scostamenti rilevati.


Peraltro, l’art. 2729 del Codice Civile, in tema di presunzioni semplici, richiede la sussistenza dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.


Elenchi clienti e fornitori: esoneri per il 2006 e semplificazioni per il 2007 (Art. 15)


Per l’anno d’imposta 2006, i soggetti in regime di contabilità semplificata sono esonerati dall’obbligo di presentazione.


Analogo esonero riguarda gli enti non commerciali iscritti nei registri nazionali, regionali e provinciali istituiti ai sensi della legge n. 383/2000 e della legge n. 266/1991, nonché le ONLUS.


Inoltre, con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, saranno disciplinati i termini e le modalità per la semplificazione, a favore di tali soggetti per l’anno d’imposta 2007.


Agevolazioni per le imprese (Art. 8 bis)


Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico verrà operata la revisione della disciplina delle agevolazioni alle imprese di cui alla Legge n. 488/1992.


In particolare saranno stabilite le modalità di attuazione dei controlli, da effettuare anche a campione mediante la nomina di apposite commissioni di accertamento ovvero anche mediante l’affidamento ad enti od organismi.


Revisione estimi catastali dei terreni (Art. 15)


Per effetto della revisione delle rendite dei terreni interessati da variazioni colturali viene consentita la possibilità, per gli agricoltori, di ricorrere all’esercizio dell’autotutela senza oneri a carico e la possibilità di presentare ricorso da parte dei contribuenti interessati entro il 30 novembre 2007.


Le maggiori imposte conseguenti dall’attribuzione delle nuove rendite catastali dei terreni potranno essere versate entro il 30 novembre 2007..


Misure in materia di Irap e di oneri contributivi nel lavoro subordinato privato (Art. 15)     
L’art. 15 bis comma 2 del D.L. n. 81/2007 come modificato dalla Camera dispone che la deduzione dalla base imponibile Irap per le nuove assunzioni a tempo indeterminato (norme per la riduzione del “cuneo fiscale”) è consentita pur in assenza dell’autorizzazione proveniente dalla UE.


In tal modo, appena il Senato converte definitivamente in legge il provvedimento, le imprese e i lavoratori autonomi potranno beneficiare di dette riduzioni in sede di versamento del secondo acconto entro il mese di novembre 2007.


Infatti, agli effetti dei versamenti in acconto irap, il decreto emendato tiene conto di queste disposizioni agevolative “solo a partire dalla seconda o unica rata di acconto riferita al periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto”.


Fringe benefit per uso dell’auto aziendale concesso ai dipendenti & deduzioni nel reddito di impresa e professionale per i costi dei veicoli non utilizzati esclusivamente come beni strumentali (Art. 15)        
In merito ai fringe benefit, Viene ripristinata la misura del 30% del costo chilometrico ACI quale reddito in natura imputato al dipendente (comma 4, dell’art. 51 del Tuir.


Riguardo, invece, le auto aziendali delle imprese e dei professionisti, non costituenti beni strumentali, per le imprese la deducibilità delle spese e altre componenti negative dei veicoli aziendali e dei professionisti (di cui alla lettera b art. 164 Tuir) viene fissata al 40% (prima era prevista rispettivamente nella misura di 0% e 25%).


Tale percentuale è elevata all’80% per i veicoli utilizzati dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio.


Queste disposizioni hanno effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 27 giugno 2007.


Viene, infine, previsto un parziale recupero della deduzione operata nel corso del periodo di imposta 2006: I maggiori importi deducibili, per tale periodo d’imposta, rispetto a quelli dedotti sulla base della disciplina previgente vanno recuperati in deduzione nel 2007 (periodo d’imposta in corso alla data del 27 giugno 2007) e di essi si tiene conto ai fini del versamento della seconda o unica rata di acconto relativa a tale periodo.


 


Vincenzo D’Andò


 


Luglio 2007


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