Novità fiscali del 11 luglio 2007. In evidenza: conservazione di documenti in via elettronica e relativi adempimenti fiscali

1) ASSISTENZA FISCALE – CAF, SOSTITUTI D’IMPOSTA E PROFESSIONISTI ABILITATI: SONO STATI AUMENTATI I COMPENSI


Con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha adeguato la misura dei compensi spettanti ai CAF, ai sostituti d’imposta e ai professionisti abilitati per l’attività svolta nell’anno 2006, ai sensi dell’art. 38, comma 3, D.Lgs. n. 241/1997.


Detto Decreto ha disposto che il compenso spettante ai centri di assistenza e ai professionisti abilitati per la compilazione di ciascuna dichiarazione modello 730/2006 sia aumentato dagli attuali 14,87 euro a 15,17 euro.


E’, inoltre, salito a 12,13 euro il compenso per i sostituti d’imposta i quali, qualora abbiano già percepito il compenso, potranno adeguarlo ai nuovi valori attraverso una riduzione dei versamenti delle ritenute fiscali.


Infine, per i modelli 730 la cui elaborazione è avvenuta in forma congiunta il compenso sarà determinato in misura doppia.


(D.M. Ministero Economia e Finanze 21/05/2007, G.U. 09/07/2007, n. 157)



 


2) COMPENSAZIONE ICI:  SPETTA AL COMUNE IL RIMBORSO DELLE SOMME INCASSATE IN ECCEDENZA


Se un contribuente, in sede di pagamento dell’ICI per l’anno 2006, tramite delega di pagamento (modello F24), ha utilizzato in compensazione un credito IVA eccedente rispetto a quanto effettivamente dovuto, spetta al Comune rimborsare la somma corrisposta in eccedenza.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 09/07/2007, n. 159/E)


  


3) ADEMPIMENTI FISCALI IN CASO DI CONSERVAZIONE DI DOCUMENTI IN VIA ELETTRONICA: ULTERIORI CHIARIMENTI


L’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti relativi alla procedura di conservazione sostitutiva dei documenti fiscalmente rilevanti, fornendo precisazioni in merito agli adempimenti preliminari all’attivazione del servizio, alla tipologia dei documenti oggetto della conservazione sostitutiva, alla tempistica della conservazione e ad accessi, ispezioni e verifiche.


Modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sui documenti informatici


La comunicazione prescritta dall’art. 7, comma 1, D.M. 24 gennaio 2004 (“l’interessato presenta all’Ufficio delle entrate competente una comunicazione contenente l’indicazione del numero presuntivo degli atti, dei documenti e dei registri che potranno essere emessi o utilizzati durante l’anno, nonché l’importo e gli estremi dell’avvenuto pagamento dell’imposta”), deve essere effettuata in via preventiva anteriormente al primo avvio della procedura di conservazione.


Per i libri e i registri tenuti con modalità informatiche l’imposta di bollo è dovuta «ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse», dove per registrazione si intende ogni singolo evento contabile, a prescindere dalla righe di dettaglio.


Tipologia di documenti oggetto della conservazione sostitutiva


Per la conservazione dei documenti analogici (anche di quelli ricevuti con modalità informatiche – scan to mail, fax server, e-mail, links e simili), è necessario procedere alla materializzazione su supporto fisico e alla successiva acquisizione dell’immagine.


Nota spese dei dipendenti


Poiché non esiste una modalità unitaria per il rimborso spese ai dipendenti (che può avvenire in maniera analitica, forfetaria o mista), né il legislatore ha previsto un modello unico di «nota spese dipendenti», non è possibile definire in maniera generale la natura del documento utilizzato per il rimborso delle spese, né stabilire a priori se si tratti di un documento analogico originale unico o non unico.


Pertanto, la valutazione della natura unica o non unica della nota spese dipendenti deve essere effettuata caso per caso, tenendo conto delle modalità con cui viene effettuato il rimborso delle spese e della tipologia di documento in concreto utilizzata dall’impresa.


Comunque, se viene utilizzata una modalità analitica di rimborso spese ai dipendenti e, insieme alla nota spese, vengono conservati i documenti giustificativi, allora in tale caso la nota spesa può rientrare nel novero dei documenti analogici originali non unici, qualora sia possibile ricostruirne il contenuto attraverso la combinazione dei documenti giustificativi e dei dati risultanti dalla contabilità.


Scheda carburante


Dalle annotazioni effettuate dal gestore dell’impianto e dal contribuente soggetto passivo nei registri prescritti dalla normativa IVA non è possibile la ricostruzione del contenuto della scheda carburante nei suoi elementi essenziali; soltanto nel caso in cui tali elementi essenziali possano essere ricostruiti sulla base delle annotazioni della scheda carburante nella contabilità generale è possibile considerare tale documento analogico un originale non unico, con conseguente esclusione dell’intervento del pubblico ufficiale nel processo di conservazione sostitutiva.


Libro degli inventari


Viene ammessa la possibilità di formazione e tenuta del registro degli inventari su supporti informatici.


Non è, infatti, di ostacolo la previsione dell’art. 2217, comma 3, C.c., in base al quale l’inventario deve essere firmato dall’imprenditore entro 3 mesi   dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette, ciò poiché sotto l’aspetto della valenza probatoria, il documento informatico sottoscritto con firma digitale o con altro tipo di firma elettronica qualificata è equiparato alla scrittura privata sottoscritta.


Coesistenza di fatture analogiche e fatture elettroniche


L’alternativa tra l’istituzione di appositi registri sezionali o la creazione di blocchi sezionali distinti di un unico registro è rimessa alla scelta del contribuente, a condizione che le fatture siano annotate e numerate progressivamente con distinta serie numerica (alfabetica o alfanumerica) in ordine cronologico e senza soluzioni di continuità per periodo d’imposta.


Tempi della conservazione


Il termine quindicinale per la conservazione delle fatture attive decorre dalla data di emissione, che si identifica, per le fatture elettroniche, con quella della loro trasmissione telematica e, per quelle analogiche, con la consegna o spedizione.


Tuttavia, per le fatture analogiche, il contribuente può decidere di operare la conservazione con modalità tradizionali, così come può convertire le fatture cartacee in documenti elettronici anche in un momento successivo, ossia fino a quando ne sussiste l’obbligo di conservazione civilistica.


Per le fatture passive, il termine per la conservazione decorre dalla data di ricevimento della fattura.


La cadenza per la conservazione dei documenti diversi dalle fatture è almeno annuale. Il termine entro cui effettuare la conservazione di tutti i documenti diversi dalle fatture si identifica con il termine di presentazione della relativa dichiarazione. Qualora si tratti di documenti che non hanno collegamento con tributi per i quali è prevista la dichiarazione annuale, la conservazione dovrà essere effettuata, in base alla data di formazione del documento, con cadenza annuale e dovrà essere completata entro un anno di formazione del documento.


In caso di avvio del processo di conservazione sostitutiva dei documenti analogici in corso d’anno, il termine quindicinale e quello annuale non sono vincolanti relativamente a tutti i documenti analogici emessi prima della data di inizio della conservazione digitale.


Accessi, ispezioni e verifiche


Quando il contribuente affida, in tutto o in parte, il processo di conservazione a soggetti terzi continua a rispondere nei confronti dell’Amministrazione finanziaria della corretta tenuta e conservazione delle scritture contabili e di tutti i documenti fiscalmente rilevanti.


Eventuali inadempienze del soggetto incaricato della conservazione non possono essere opposte all’Amministrazione finanziaria per giustificare irregolarità o errori nella tenuta e nella conservazione della contabilità o, più in generale, di tutti i documenti rilevanti ai fini tributari.


Per conseguenza:


– Il soggetto terzo incaricato della conservazione sostitutiva delle fatture deve procedere alla conservazione anche nell’ipotesi in cui i documenti siano messi a sua disposizione oltre il termine di 15 giorni dalla loro emissione o ricezione: il mancato rispetto del termine quindicinale può, comunque, essere addebitato esclusivamente al contribuente emittente o destinatario della fattura. Inoltre, il conferimento dell’incarico della conservazione ad un soggetto terzo non trasferisce in capo a quest’ultimo (consulente) gli obblighi di corretta e tempestiva emissione, registrazione e conservazione delle fatture;


– eventuali inadempienze degli obblighi di corretta tenuta e conservazione di libri, registri, scritture, fatture e di tutti i documenti prescritti dalla normativa fiscale, che diano luogo all’applicazione di sanzioni, devono essere addebitate al soggetto tenuto al rispetto delle prescrizioni in materia di corretta tenuta e conservazione della contabilità, cioé al contribuente.


Tuttavia, se l’applicazione della sanzione è conseguenza di un azione o omissione, dolosa o colposa, dell’incaricato della conservazione, questi è tenuto a rispondere della sanzione in concorso con il contribuente.


Esibizione per via telematica dei documenti contabili


Infine, affinché sia possibile l’esibizione per via telematica dei documenti conservati occorre attendere l’adozione di un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, che determinerà le modalità di tale esibizione.


Fino a tale momento, i contribuenti non si possono avvalere della possibilità di esibire telematicamente i documenti conservati.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 09/07/2007, n. 161/E)


 



4) SOCIETÀ DI COMODO ED ISTANZA DI DISAPPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA


L’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’istanza di interpello disapplicativo della disciplina delle società non operative.


In particolare:


– La possibilità di disapplicare la disciplina delle società di comodo, senza presentazione dell’apposita istanza, viene limitata alle società fallite, in liquidazione coatta amministrativa, in liquidazione giudiziaria, in amministrazione controllata e straordinaria. Non rientrano nell’elenco le società in concordato preventivo;


– le società finanziarie di gruppo sono sempre assoggettate alla disciplina;


– deve essere accettata l’istanza presentata da società che hanno proceduto all’acquisto di immobili già oggetto di contratti di locazione, per i quali la società stessa non poteva modificare, fino alla scadenza, il canone.


Nel caso in cui il contratto sia, invece, relativo ad anni precedenti, la disapplicazione ha luogo solo se si riesce a dimostrare che il canone, dall’inizio della locazione, fosse coerente con i prezzi di mercato.


(Circolare Agenzia delle Entrate 09/07/2007, n. 44/E)


  


5) CONSOLIDATO NAZIONALE: OPZIONE E COMPENSAZIONE DI PERDITE PREGRESSE


Non è ammessa la compensazione di perdite pregresse all’esercizio dell’opzione per il consolidato nazionale realizzata mediante l’effettuazione della rettifica di consolidamento relativa ai dividendi scambiati tra soggetti appartenenti alla medesima “fiscal unit” (tassazione di gruppo), in violazione dell’art. 118, comma 2, D.P.R. n. 917/1986.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 09/07/2007, n. 160/E)


 


6) PIANO ANTIEVASIONE SULLA CASA DA NOVEMBRE 2007: DECENTRATE AI COMUNI LE FUNZIONI CATASTALI


Spetterà ai Comuni la gestione delle funzioni catastali.


Sulla G.U. n. 154 del 5/7/2007 è stato, infatti, pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14/6/2007, recante “Decentramento delle funzioni catastali ai comuni, ai sensi dell’articolo 1, comma 197, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”, in cui vengono stabilite le modalità di questo passaggio di funzioni.


Parte il passaggio del catasto ai comuni che dal 1/11/2007 potranno gestire, totalmente o in parte, le funzioni catastali.


Per gli enti locali che non dovessero essere pronti entro questa scadenza, ci sarà una seconda opportunità fissata al 1/11/2009.


Il recupero di una parte dell’evasione ICI sarà il primo effetto del passaggio del Catasto ai comuni; ma altri vantaggi arriveranno in seguito per le amministrazioni locali: la possibilità di contrastare l’evasione della Tarsu e con conteggi certi anche per le casse dello Stato, che grazie alla nuova “banca dati integrata” potrà avere il controllo in tempo reale delle variazioni su ogni singolo immobile, oltre la possibilità di accertare più facilmente gli affitti in nero.


Attività dei comuni


I Comuni provvedono alla gestione di tutte o parte delle funzioni catastali assegnate dalla legge attraverso una delle seguenti modalità: gestione diretta autonoma; gestione diretta attraverso Unione di Comuni o altre forme associative; gestione diretta da parte della Comunità Montana di appartenenza; gestione affidata all’Agenzia del territorio.


I comuni in funzione della propria capacità organizzativa e tecnica, assumono la gestione diretta e completa, in forma singola, associata o attraverso la Comunità Montana di appartenenza, tra l’altro, di una delle seguenti opzioni di aggregazione di funzioni:


– Consultazione della banca dati catastale unitaria nazionale e servizi di visura catastale;


– certificazione degli atti catastali conservati nella banca dati informatizzata;


– aggiornamento della banca dati del catasto mediante trattazione delle richieste di variazione delle intestazioni e delle richieste di correzione dei dati amministrativi, comprese quelle inerenti la toponomastica;


– riscossioni erariali per i servizi catastali.


Il decentramento ha anche la funzione di creare una banca dati integrata dove affluiscono dati che consentano di avere il quadro del patrimonio immobiliare.


Con il federalismo catastale, un primo evento sperato è quello del recupero della base imponibile.


(D.P.C.M. 14/6/2007, G.U. del 5/7/2007, n. 154)


 


Vincenzo D’Andò


 


Luglio 2007


Partecipa alla discussione sul forum.