Credito d’imposta per nuove assunzioni (1° ottobre 2000 – 31 dicembre 2002) il vincolo dell’utilizzo

di angelo facchini

Pubblicato il 19 luglio 2007

Con particolare riferimento alle fusione societarie, l’Agenzia delle Entrate tratta nuovamente l’argomento utilizzo temporale del credito d’imposta per nuove assunzioni, ed esattamente quello maturato dal 1° ottobre 2000 al 31 dicembre 2002.

Tale credito non è vincolato da alcuna definizione temporale. Nelle fusioni societarie, dove c’è continuità aziendale continua a poter essere usufruito qualora ce ne fosse ancora.

 

Ricordiamo brevemente che il credito d’imposta previsto dalla legge citata, concedeva un beneficio ai datori di lavoro che, nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2000 e il 31dicembre 2003, incrementassero la base occupazionale mediante l’assunzione di lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

L’incremento si confrontava con un parametro di riferimento costituito dal numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° ottobre 1999 e il 30 settembre 2000. Era, altresì, prevista una clausola di salvaguardia a tutela dell’integrità della base occupazionale e del credito ottenuto: su base annuale, se il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato e a tempo determinato, compresi i lavoratori con contratti di formazione lavoro, risultasse inferiore o pari al numero complessivo dei lavoratori dipendenti, con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato, mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° ottobre 1999 e il 30 settembre 2000, il credito decadeva. Nel tempo, in base alle finanziarie ed alle disponibilità di cassa, la norma per la fruizione si è evoluta, passando dal blocco del credito stesso nel 2002, fino alla chiusura dell’attribuzione entro il 31 dicembre 2006.

 

La materia oggi torna all’attenzione dell’Agenzia per due problematiche: la richiesta di conferma della mancanza di un termine per il godimento del beneficio maturato fino al 7 luglio 2002 e non ancora goduto, e se, in caso di trasferimento della proprietà (fattispecie societaria), sia possibile trasferire anche il diritto al credito residuo.

 

Riguardo l’arco temporale di godimento viene confermato quanto già sostenuto nella risoluzione n. 127/E del 4 ottobre 2004: la fruizione del credito di imposta in commento, maturato nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2000 ed il 31 dicembre 2002, non è soggetta ad alcun vincolo temporale di utilizzo.

Circa, invece, il trasferimento di proprietà l’Agenzia riferendosi alla natura soggettiva dell’agevolazione, cioè in capo al soggetto che aveva effettuato le nuove assunzioni, conclude che la sua fruibilità non può essere ceduta a terzi. Al tempo stesso osserva ancora, secondo specifiche disposizioni giuridiche, che, quando l’operazione di cessione prevede “una confusione di diritti e obblighi dei soggetti giuridici interessati” (esattamente in caso di operazioni di fusione, scissione e trasformazione di società), il trasferimento del bonus è ammesso, e, pertanto, non sussistono motivi ostativi all’utilizzazione, da parte della società risultante dalla fusione, del credito di imposta già maturato in capo alle società fuse e da queste mai utilizzato.

 

Luglio 2007