Novità fiscali dell’8 giugno 2007. Segnaliamo in particolare due argomenti: l’adeguamento agli studi di settore e l’acquisto di autoveicoli a basso impatto ambientale

1) LIBERALIZZAZIONI: LA CESSIONE DI IMMOBILI RESTA ESCLUSIVA DEI NOTAI


Bloccato l’emendamento al disegno di legge sulle liberalizzazioni che esclude l’intervento del notaio nella cessione degli immobili di valore catastale fino a 100mila euro.


E’ stata anche stralciata la norma che prevedeva l’abolizione del Pubblico registro automobilistico.


A causa dell’elevato numero degli emendamenti e degli articoli ancora da esaminare è probabile che l’approvazione finale del provvedimento slitti a martedì 12/6/2007.


Pertanto l’emendamento che toglieva l’esclusiva ai notai per gli atti sulla compravendita di immobili sotto i 100mila euro è stato ritirato.


(Annuncio del relatore Andrea Lulli, al termine del Comitato dei Nove della commissione Attività produttive di Montecitorio)


 


 


2) ALIQUOTA IVA SUI CONTRATTI DI SCRITTURA CONNESSI CON GLI SPETTACOLI TEATRALI:  L’ALIQUOTA IVA AGEVOLATA DEL 10% SI APPLICA, ANCHE AI CONTRATTI DI SCRITTURA RELATIVI AI CONCERTI VOCALI E STRUMENTALI, L’AGENZIA DELLE ENTRATE DEVE, PERTANTO, ABBANDONARE IL CONTENZIOSO PENDENTE.


Sui contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali si applica l’aliquota IVA nella misura del 10%, anche con effetto retroattivo.


L’aliquota Iva agevolata del 10% si applica, quindi, in particolare, anche ai contratti di scrittura relativi ai concerti vocali e strumentali.


Pertanto, gli uffici dell’Agenzia vengono invitati ad abbandonare il contenzioso in corso, sempreché non sia dipeso da altre contestazioni specifiche.


L’art. 1, comma 300, della Legge n. 296/2006 prevede che “per contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali di cui al numero 119) della Tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, devono intendersi i contratti di scrittura connessi con gli spettacoli individuati al numero 123) della stessa Tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.”


Tale numero 119) dispone che l’IVA si applica nella misura agevolata del 10 per cento ai “contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali”.


Il successivo numero 123) stabilisce che si applica l’aliquota del 10% agli “spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi opere liriche, balletto, prosa, operetta, commedia musicale, rivista; concerti vocali e strumentali; attivita’ circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti”.


In particolare, il numero 123) della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633/1972 si riferisce all’aliquota IVA applicabile ai corrispettivi dovuti dagli spettatori per assistere alle prestazioni spettacolistiche indicate nello stesso numero 123) della suddetta Tabella.


Proprio nel numero 119) della medesima Tabella A il riferimento in esso contenuto ai contratti di scrittura “connessi con gli spettacoli teatrali” e la mancata definizione di spettacolo teatrale avevano determinato dubbi interpretativi.


La norma di interpretazione autentica introdotta dal citato comma 300 ha superato le problematiche sorte in merito al concetto di “spettacolo teatrale”, precisando il contenuto dell’espressione “contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali” di cui al numero 119) della Tabella A.


In particolare,  la norma ha chiarito che i contratti di scrittura, ai quali si riferisce il numero 119), Parte III della Tabella A allegata al DPR n. 633/1972 e ai quali, pertanto, si applica l’IVA nella misura del 10%, sono quelli connessi con gli spettacoli individuati al citato numero 123).


Si tratta, quindi, di spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi opere liriche, balletto, prosa, operetta, commedia musicale e rivista, concerti vocali e strumentali, attività circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti.


Pertanto, l’aliquota IVA del 10% si applica a tutti i contratti di scrittura connessi con gli spettacoli indicati al numero 123) della Tabella A allegata al DPR n. 633/1972 ovunque tenuti.


Per la sua natura interpretativa, la norma si applica anche per i rapporti pendenti, che non abbiano esaurito i loro effetti al momento dell’entrata in vigore della legge n. 296/2006 (1 gennaio 2007).


Pertanto, si invitano gli uffici dell’Agenzia a riesaminare caso per caso il contenzioso pendente in materia e a provvedere al relativo abbandono, sempre che non siano sostenibili altre questioni.


(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 37 del 7/6/2007)


 


 


3) CINQUE PER MILLE: PRONTI GLI ELENCHI CON LE SCELTE, ENTRO LUGLIO i CONTROLLI SUI REQUISITI


Nuovo passo avanti per la individuazione dei soggetti beneficiari del 5 per mille dell’Irpef. L’Agenzia delle Entrate ha ultimato il censimento delle autocertificazioni ridefinendo l’elenco dei soggetti validamente iscritti relativamente all’elenco del volontariato.


Il numero è sceso da 28.678 del primo elenco compilato sulla base delle domande presentate a 22.372.


Sono 6.306 i soggetti risultati non in regola per mancato, tardivo o non corretto invio delle autocertificazioni.


Sul sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it oltre all’elenco relativo al volontariato sono disponibili anche i dati delle preferenze espresse a favore degli altri soggetti che possono usufruire del 5 per mille (Ricerca scientifica, ricerca sanitaria e attività sociali svolte dai comuni).


Entro luglio 2007 si completerà la fase dei controlli finalizzati a verificare la sussistenza dei requisiti di legge e si procederà alla definitiva conferma dei soggetti che beneficeranno del contributo.


I soggetti non validati o esclusi dall’elenco non potranno beneficiare degli importi corrispondenti alle preferenze loro attribuite.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 7/6/2007)


 


 


4) BISOGNA SEMPRE RISPONDERE AI QUESTIONARI DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA


Nell’ipotesi di omessa esibizione delle scritture contabili richieste con un questionario, l’ufficio dell’Amministrazione finanziaria può applicare l’accertamento induttivo basato su atti reperiti al di fuori della contabilità.


I questionari del fisco sono dei mezzi istruttori finalizzati all’acquisizione di informazioni utili per l’attività di controllo e di accertamento.


L’art. 32, comma 1, punto 3, del D.P.R. n. 600/73, prevede che l’Amministrazione finanziaria, per l’adempimento dei propri compiti, può “invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti“.
La mancata risposta al questionario (oltre che sanzionata) pregiudica il diritto del contribuente a fare valere, in sede contenziosa, i documenti non esibiti.


In particolare, il comma 2 del suddetto art, 32, prevede che “le notizie e i dati non addotti e gli atti, i documenti, i libri ed i registri non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell’ufficio non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente, ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa“.


Inoltre, se il contribuente, titolare di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, non risponde al questionario, l’ufficio è legittimato a ricorrere all’accertamento induttivo, ai sensi dell’art. 39, lettera d-bis), del D.P.R. n. 600/73.


In sostanza, la norma prevede che l’Amministrazione finanziaria determina il reddito d’impresa sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con facoltà di prescindere in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili giacché esistenti e di avvalersi di presunzioni semplici, anche se non gravi precise e concordanti, quando “il contribuente non ha dato seguito agli inviti disposti dagli uffici” ai sensi degli artt. 32, comma 1, numeri 3) e 4), del D.P.R. n. 600/73, e 51, comma 2, numeri 3) e 4), del D.P.R. n. 633/1972.


In conclusione, è “legittimo l’accertamento effettuato sulla base dell’elenco clienti e del giro d’affari degli stessi“, posto che l’Amministrazione finanziaria può procedere, anche in via indiziaria, all’accertamento di maggiori ricavi in materia di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, anche in presenza di una contabilità formalmente regolare.


La Corte di Cassazione ha consolidato quanto già espresso nelle proprie sentenze n. 2217/2006 e n. 19329/2006.


Nel caso di specie, la mancata esibizione delle scritture contabili richieste con il questionario, non consentendo di verificare la rispondenza degli importi dichiarati all’effettiva situazione economica del contribuente, ha legittimato l’ufficio ad utilizzare in sede di accertamento la documentazione extra–contabile acquisita, “quale elemento probatorio, ancorché meramente presuntivo“.


(Corte di Cassazione, Sentenza n. 8886 del 13/4/2007)


 


 


5) I CONTRIBUENTI NON HANNO ALCUN OBBLIGO DI ADEGUARSI AGLI STUDI DI SETTORE POICHE’ NON SONO STRUMENTO DI ACCERTAMENTO AUTOMATICO


Gli studi di settore non sono uno strumento di accertamento automatico e i contribuenti non hanno alcun obbligo di adeguarsi agli stessi se ritengono che non rispecchiano la loro realtà.


L’Agenzia delle Entrate ribadisce che gli studi, come, peraltro, stabilito dalla normativa, sono uno strumento utilizzabile come punto di riferimento dal contribuente, che adeguandosi può stare più tranquillo rispetto ad eventuali successivi controlli, e per l’Amministrazione stessa, ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a verifica e controllo.


Pertanto tutti i contribuenti che, per qualsiasi ragione, ritengono di non rientrare nei parametri di congruità fissati dagli studi sono liberi di non adeguarsi.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 7/6/2007)


 


 


6) FORNITI ULTERIORI CHIARIMENTI PER L’ACQUISTO DI AUTOVEICOLI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE


Fornite diverse precisazioni sulle problematiche concernenti il corretto coordinamento tra le nuove norme in materia di incentivi all’acquisto di autoveicoli a basso impatto ambientale, per la sostituzione di veicoli con maggiore tasso inquinante.


In particolare, sulla disposizione inizialmente prevista dall’art. 7, comma 9, del D.L. n. 262/2006, e successivamente confermata dall’art. 1, comma 233, della legge finanziaria n. 296/2006, la quale impone al venditore l’obbligo di consegnare ad un demolitore il veicolo da rottamare entro 15 giorni dalla consegna del veicolo nuovo, al fine del godimento degli “ecoincentivi” da parte dell’acquirente.


A tal fine, per coordinare tali disposizioni agevolative e per rendere  concretamente applicabili i benefici di legge anche agli acquisti effettuati nel periodo compreso tra il 29 novembre ed il 31 dicembre 2006, viene precisato che le agevolazioni sono riconosciute anche per gli acquisti, con contestuale rottamazione, effettuati in detto arco temporale a condizione che sia stata consegnata al Pubblico registro automobilistico (PRA), entro il termine di 60 giorni dalla data di immatricolazione del veicolo acquistato, copia del certificato di rottamazione o copia del certificato di proprietà con annotata la cessazione della circolazione del veicolo rottamato.


Il termine di 60 giorni, disposto dall’art. 93 del D. Lgs 30 aprile 1992, n. 285, é applicabile, come precisato nella nota n. 1376-2007/DPF/UFF del 13 febbraio 2007, agli adempimenti previsti a carico del venditore dal comma 230 dell’art. 1 della legge n 296/2006 e consente di verificare il necessario collegamento tra veicolo demolito e veicolo acquistato.


La legge n. 296/2006 è entrata in vigore il 1 gennaio 2007, quando non era ancora decorso il suddetto termine di 60 giorni, per cui gli interessati sono stati posti in condizione di conoscere l’efficacia retroattiva delle norme in esame e di effettuare tempestivamente gli adempimenti previsti la loro concreta applicabilità.


Ad es., il soggetto che ha acquistato il 1 dicembre 2006 un autoveicolo conforme alle prescrizioni dei commi 226 e seguenti della legge finanziaria per il 2007, non ha avuto la possibilità di usufruire degli “ecoincentivi” per la contestuale rottamazione di un veicolo non ecologico; alla data del 1 gennaio 2007, tuttavia, lo stesso ha avuto conoscenza della retroattività delle neo disposizioni al 3 ottobre 2006, nonché degli adempimenti da osservare, per cui, sulla base dell’interpretazione sistematica delle norme, il contribuente ha avuto ancora un congruo margine temporale di 29 giorni per il completamento della procedura.


E’ stato, inoltre, chiesto se il termine “contributo” indicato nell’ultimo periodo del comma 231 della legge n. 296/2007 deve essere riferito al mero contributo finanziario concesso all’acquirente del veicolo o se possa estendersi anche all’esenzione del pagamento della tassa automobilistica.


La disposizione del citato comma 231 prevede l’estensione del “contributo di cui ai commi 226, 227 e 228” agli acquisti di veicoli effettuati con contestuale rottamazione di veicoli appartenenti a familiari conviventi.


La lettura logico sistematica delle norme fa ritenere che il termine “contributo” di cui al comma 231 deve essere inteso nell’accezione più ampia, comprensiva cioè sia del mero contributo finanziario e sia dell’esenzione del pagamento della tassa automobilistica.


L’appartenenza del veicolo al familiare convivente, infatti, non costituisce un ragionevole impedimento al pieno riconoscimento dei benefici concessi dal legislatore.


Un altro chiarimento é stato richiesto in merito alla corretta interpretazione del comma 240 della legge finanziaria per il 2007, circa i termini di decorrenza dell’obbligo di pagamento con il nuovo sistema di tassazione in base alla potenza e non alla portata per i veicoli che “pur immatricolati o reimmatricolati come N1, presentino codice di carrozzeria FO (Effe zero) con quattro o più posti ed abbiano un rapporto tra la potenza espressa in kw e la portata del veicolo espressa in tonnellate maggiore o uguale a 180”.


Al riguardo, il comma 241 della citata legge finanziaria del 2007, fissa la decorrenza degli effetti del comma 240 alla data del 3 ottobre 2006.


Pertanto, ad integrazione di quanto già affermato con nota n. 3498-2007/DPF/UFF del 15 marzo 2007, i soggetti in possesso dei veicoli individuati dal menzionato comma 240, che in epoca anteriore al 3 ottobre 2006 hanno adempiuto al pagamento della tassa automobilistica dovuta secondo il precedente sistema di tassazione basato sulla portata dei veicoli, nulla devono corrispondere sino alla successiva scadenza di pagamento della tassa, poiché solo in detta occasione si renderanno per essi applicabili le nuove disposizioni.


Un ulteriore quesito riguarda l’applicabilità degli “ecoincentivi” alle imprese che esercitano attività di trasporto per conto terzi, anche qualora intendano destinare il veicolo esclusivamente al trasporto per conto proprio.


A tal proposito, il Regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001, richiamato dal comma 238 dell’art. 1 della legge finanziaria, ed il successivo Regolamento (CE) della Commissione n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006 escludono dal regime degli aiuti “de minimis” i sussidi destinati all’acquisto di veicoli da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi.


Il divieto stabilito dalle norme comunitarie e’ correlato, quindi, alla natura dell’attività svolta dal soggetto beneficiato dall’aiuto e non all’eventuale specifica destinazione del veicolo oggetto dell’aiuto stesso.


La ratio delle suddette norme induce, pertanto, a sostenere che gli “ecoincentivi” previsti dalla legge finanziaria per il 2007 non possono essere concessi alle imprese esercenti attività di trasporto per conto terzi nel caso in cui queste intendano destinare il veicolo esclusivamente al trasporto per conto proprio.


Un’ultima questione ha riguardato l’applicazione della disciplina degli “ecoincentivi” alle operazioni di leasing.


Come già affermato con nota n. 1376-2007/DPF/UFF del 13 febbraio 2007, le agevolazioni  possono essere riconosciute anche ai soggetti che stipulano un contratto di leasing avente ad oggetto un veicolo, pur se la formale proprietà del bene resta in capo alla società di leasing.


L’onere imposto alle imprese costruttrici o importatrici riguardante la conservazione della documentazione diretta a comprovare il diritto alle agevolazioni fiscali, espressamente indicata dall’art. 1, comma 232, della legge finanziaria n. 296/2006, ed in particolare della copia della fattura di vendita, nonché del contratto di acquisto del nuovo veicolo, è applicabile anche alle operazioni di leasing.


Pertanto, le società di leasing sono tenute a trasmettere al venditore il contratto o altro documento in uso nella pratica commerciale, intercorso tra il locatore finanziario e l’utilizzatore riguardante l’autoveicolo oggetto dei benefici statali.


(Dipartimento delle Politiche Fiscali, Circolare del 07/06/2007, n. 2)


 


8 giugno 2007 


 


Vincenzo D’Andò


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