Novità fiscali del 7 giugno 2007; in evidenza: gli assegni ricevuti dai notai fanno presumere il conseguimento di compensi/onorari


1) ESTESO IL SERVIZIO DI TRASMISSIONE TELEMATICA DEL MODELLO UNICO INFORMATICO CATASTALE


Il servizio di trasmissione telematica degli atti di aggiornamento geometrico (Pregeo), di cui all’art. 8 della legge n. 679/1968, ed agli artt. 5 e 7 del D.P.R. n. 650/1972, viene esteso all’intero territorio nazionale, ad eccezione dei territori nei quali le funzioni amministrative in materia di catasto terreni sono esercitate dalle province autonome di Trento e Bolzano, ed a tutti i tecnici professionisti abilitati alla redazione degli atti di aggiornamento medesimi.


(Agenzia del Territorio, Provvedimento del 30/05/2007, Pubblicato in G.U. n. 128 del 05/06/2007, in vigore dal 06/06/2007)


 



2) DICHIARAZIONE DEI REDDITI: ENTRO IL 18/6/2007 SI VERSA IL SALDO 2006 E L’ACCONTO 2007


Per l’anno 2007 tutti i versamenti che risultano dalla dichiarazione, sia quelli a saldo, riguardanti l’anno 2006, che quelli in acconto, per il 2007, dovranno essere effettuati dai contribuenti entro il 18 giugno, oppure nel periodo dal 19 giugno al 18 luglio con una maggiorazione del 0,40%.


L’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione 128/E, ha chiarito che la data del 16 giugno, indicata come scadenza per i versamenti nelle istruzioni del modello Unico 2007, cade di sabato, facendo così slittare di due giorni il termine per i pagamenti.


Inoltre, la proroga del termine per il primo versamento implica il parallelo spostamento in avanti della scadenza per il versamento con la maggiorazione.


Pertanto, i contribuenti potranno versare le imposte dovute anche nel periodo dal 19 giugno al 18 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.


Infatti, anche in questo caso, il termine fissato al 16 luglio slitta di due giorni, per assicurare ai contribuenti la possibilità di effettuare i versamenti entro il trentesimo giorno successivo ai termini previsti, come indicato dalla legge.


Possono usufruire della proroga anche i contribuenti che versano il saldo e il primo acconto dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).


Si tratta di una impostazione che è coerente anche con il sistema del ravvedimento operoso, secondo cui la sanzione viene ridotta ad 1/8 del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito entro 30 giorni dalla data della sua commissione. Infatti, il termine dal quale computare i 30 giorni per regolarizzare la relativa violazione é dato dal momento della commissione della violazione stessa che, come chiarito con la circolare n. 192/E del 23 luglio 1998, in caso di omesso versamento coincide con la scadenza del termine previsto per il pagamento.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 128 del 06/06/2007)


  


3) ESCLUSA L’ALIQUOTA IVA RIDOTTA PER LE PUBBLICAZIONI DELL’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


Per le prestazioni relative alla stampa di atti e pubblicazioni dell’Assemblea regionale siciliana effettuate dalle tipografie con essa convenzionate non è possibile applicare l’aliquota IVA agevolata (prevista nella misura del 4%).


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 129 del 06/06/2007)


 



4) SERVIZI BANCARI – CONTRATTO DI SERVICING: TERRITORIALITA’ IVA


Nei contratti di servicing, la società conferisce al servicer l’incarico di svolgere, in nome e per conto della stessa società, le seguenti attività:


– l’Amministrazione dei Crediti;


– la Gestione dei Procedimenti;


– Attività connesse (Servizi di Compliance)


I servizi principali previsti nel contratto (Amministrazione e Gestione dei procedimenti) poiché hanno il fine di assicurare la riscossione delle somme dovute da parte del debitore, sono assimilabili ad un’attività di recupero crediti.


Tuttavia, tali servizi possono essere qualificati come operazioni finanziarie.


In tal senso, la Corte di Giustizia nella sentenza del 26 giugno 2003, in causa C-305/0, ha evidenziato come la nozione di recupero crediti indica operazioni finanziarie volte ad ottenere un pagamento di un debito in denaro.


Pertanto, i suddetti servizi di Amministrazione crediti e di Gestione dei procedimenti rientrano nell’ambito dei servizi finanziari di cui all’art. 7, quarto comma, lett. d) ed e) del D.P.R. n. 633/ e, giacché resi a soggetto passivo d’imposta di altro Stato membro, sono fuori campo di applicazione IVA.


Servizi di Compliance


Per quanto concerne i servizi di Compliance, questi rivestono natura strettamente tecnica e specialistica e sono quindi riconducibili alla norma che disciplina le prestazioni di consulenza e assistenza tecnica (art. 7, quarto comma, lett. d) ed e) citato).


A tale fine, l’art. 8 del regolamento n. 1777 del 17 ottobre 2005, recante disposizioni di attuazione della VI Direttiva, precisa che i servizi consistenti nel chiedere o riscuotere rimborsi a titolo dell’ottava Direttiva rientrano nell’ambito di applicazione della norma che disciplina la territorialità delle prestazioni dei consulenti-tecnici-giudiziari” title=”professione consulente”>consulenti (art. 9, par. 2, lett. e, terzo trattino della VI Direttiva, ora art. 56, par. 1, lett.c) della Direttiva 2006/112/CE).


Anche in questo caso si tratta di prestazioni operative che il legislatore comunitario ha espressamente equiparato alle consulenze.


Per cui anche i servizi di Compliance sono esclusi dal campo applicativo dell’IVA.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 130 del 06/06/2007) 


 


5) I SERVIZI DI MANUTENZIONE DI BIBLIOTECA STATALE AFFIDATI A TERZI SONO SOGGETTI AD IVA


Le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili, qualora vengano affidate a terzi, possono usufruire dell’esenzione dall’IVA solo se configurano nell’insieme una gestione globale delle predette strutture.


I corrispettivi dovuti per tali servizi affidati distintamente a terzi non possano beneficiare del regime di esenzione dall’IVA di cui all’articolo 10, n. 22) del DPR n. 633/1972, ma sono soggetti ad IVA quali ordinarie prestazioni di servizio.


La Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali poiché ha affidato ad operatori esterni interventi di restauro, disinfezione e disinfestazione, condizionamento, manutenzione, inventariazione anche informatizzata, riproduzione e digitalizzazione del materiale documentario conservato negli archivi di Stato, negli archivi degli Enti pubblici e negli archivi privati sottoposti a vincolo, ha chiesto di sapere il trattamento tributario da riservare ai relativi contratti


L’art. 10, n. 22) del DPR n. 633/72, prevede l’esenzione dall’IVA per “le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla visita musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”.


Il regime agevolativo, come rilevato con risoluzione n. 30/E del 23 aprile 1998, ha carattere oggettivo giacché le prestazioni ivi indicate sono esenti dall’IVA a prescindere dal soggetto che le effettua.


Per ultimo, la risoluzione n. 135/E del 6/12/2006, confermando l’indirizzo interpretativo espresso con la citata risoluzione n. 30/E del 1998, ha precisato che la norma agevolativa di cui all’articolo 10, n. 22) del DPR n. 633 del 1972, si applica sia nell’eventualità che le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili vengano rese direttamente sia che le stesse vengano affidate a terzi.


In base al D.Lgs. n. 42/2004,  per biblioteca si intende “una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca”.


Prestazioni proprie, tipiche, delle biblioteche sono quindi la raccolta, la catalogazione, la conservazione, l’archiviazione e la consultazione, anche su supporto informatico, di libri o di altro materiale utile per finalità di studio e di ricerca.


Ne consegue che le prestazioni proprie delle biblioteche, considerate nel loro complesso, sono funzionali all’erogazione dei servizi di natura culturale e sociale cui viene destinata strutturalmente la biblioteca.


L’esigenza di agevolare le prestazioni di rilevante “utilità culturale e sociale” espressa dalla disposizione comunitaria e recepita nell’ordinamento italiano dal richiamato art. 10, n. 22) del DPR n. 633/72, comporta che la riferibilità dell’esenzione anche ad altri organismi che presentano caratteristiche simili alle biblioteche e discoteche riguarda solo quelle strutture che realizzano le medesime finalità di studio e ricerca.


Gli archivi si possono ricondurre nell’ambito applicativo dell’art. 10, n. 22) del DPR n. 633/1972, solo se assolvono a tali finalità di studio e di ricerca, giacché costituiscono una struttura simile alla biblioteca le cui prestazioni nel loro complesso assicurano alla generalità degli utenti la consultazione per finalità di studio e di ricerca dei documenti archivistici.


Nel caso di specie la Direzione Generale per gli Archivi intende affidare a terzi con diversi contratti una serie di interventi operativi (restauro, disinfezione e disinfestazione, condizionamento, manutenzione, ecc.) che distintamente individuati e autonomamente resi si configurano come generiche prestazioni di servizio e non come affidamento a terzi dell’attività di gestione complessiva di una struttura simile alle biblioteche, come tale riconducibile nell’ambito applicativo della norma di esenzione.


In sostanza “le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili”, qualora vengano affidate a terzi, possono fruire dell’esenzione dall’IVA solo se configurano nell’insieme una gestione globale delle predette strutture.


Nel caso di specie, invece, i corrispettivi dovuti per gli anzidetti servizi affidati distintamente a terzi non possano beneficiare del regime di esenzione dall’IVA di cui all’art. 10, n. 22) del DPR n. 633/72, ma sono assoggettabili ad IVA quali ordinarie prestazioni di servizio.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 131 del 06/06/2007)


 


6) GLI ASSEGNI RICEVUTI DAI PROFESSIONISTI (NEL CASO DI SPECIE, DAI NOTAI) FANNO PRESUMERE IL CONSEGUIMENTO DI COMPENSI/ONORARI


Per accertare le maggiori imposte sui redditi, gli uffici tributari sono legittimati ad avvalersi della “prova per presunzioni”, da un fatto noto e non controverso, con conseguente onere della prova contraria a carico del contribuente.


Lo stesso contribuente se intende contestare l’efficacia presuntiva dei fatti addotti dall’ufficio a sostegno della propria pretesa, o intende sostenere l’esistenza di circostanze modificative o estintive dei fatti medesimi, deve, a sua volta, dimostrare gli elementi sui quali le sue eccezioni si fondano.


Ne consegue che, legittimamente, l’ufficio può qualificare come reddito gli assegni corrisposti da un’azienda a un notaio, in assenza di plausibile prova contraria da parte del professionista.
(Corte di Cassazione, Sezione tributaria, Sentenza n. 10345, depositata il 7/5/2007).


 


Vincenzo D’Andò


 


Giugno 2007


 


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