Novità fiscali del 29 giugno 2007. In evidenza: dal 3 luglio 2007 i commercialisti potranno inviare il modello F24 online dei clienti pagando le imposte sul proprio c/c dietro apposita autorizzazione; dal 1′ luglio 2007 obbligatorio il codice fiscale sugli scontrini delle farmacie per detrazione fiscale

1) E’ PRONTA LA GUIDA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SULLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO


E’ già disponibile il n. 3/2007 del periodico bimestrale “l’Agenzia informa”: Si tratta della guida, disponibile gratuitamente presso tutti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, che é dedicata alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico introdotte dalla legge finanziaria per il 2007.


In particolare, la suddetta guida riepiloga i tipi di interventi cui si applica l’agevolazione e sugli adempimenti necessari per ottenerla.


Il beneficio consiste in una detrazione dalle imposte sui redditi del 55% delle spese sostenute dal contribuente entro il 31/12/2007, da ripartire in 3 quote annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione che varia a seconda della tipologia di intervento eseguito.


Reperibile anche sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, la guida riporta inoltre i modelli da utilizzare per la predisposizione dei documenti da trasmettere all’Enea (attestato di qualificazione, scheda informativa per interventi), lo schema di procedura semplificata per la determinazione dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale e le tabelle dei valori limite (allegati A-E al decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 19/2/2007).


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 28/06/2007)



 


2) E’ STATO SOPPRESSO IL COMITATO CONSULTIVO PER L’APPLICAZIONE DELLE NORME ANTIELUSIVE, MA RIMANE LA POSSIBILITA’ PER IL CONTRIBUENTE DI ACQUISIRE IL PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SULL’APPLICAZIONE AI CASI CONCRETI DELLE DISPOSIZIONI ANTIELUSIVE


Il comitato consultivo per l’applicazione delle norme antielusive, che aveva il compito di emettere paresi su richieste dei contribuenti, é stato soppresso in base alle disposizioni del D.L. n. 223/2006, che prevedeva il riordino degli organismi, anche mediante soppressione, al fine di contenere la spesa sostenuta dalle amministrazioni pubbliche per organi collegiali e altri organismi.


Tuttavia, rimane in vigore la possibilità per il contribuente di chiedere il parere in merito all’applicazione delle disposizioni antielusive a casi concreti.


Con la soppressione del comitato non viene più previsto il riesame dei pareri espressi dall’Agenzia.


In particolare, per consentire il diritto contenuto nell’art. 11, comma 6, della Legge n. 212/2000, che fa salva, nell’ambito dell’interpello del contribuente, la possibilità di richiedere il parere dell’amministrazione finanziaria in materia di elusione fiscale, resta in vigore, invece, la disposizione  di cui al comma 9 dell’art. 21 della Legge n. 413/1991, in base al quale “il contribuente, anche prima della conclusione di un contratto, di una convenzione o di un atto che possa dar luogo all’applicazione delle disposizioni richiamate nel comma 2, può richiedere il preventivo parere alla competente direzione generale del Ministero delle finanze (ora Agenzia delle Entrate), fornendole tutti gli elementi conoscitivi utili ai fini dalla corretta qualificazione tributaria della fattispecie prospettata”.


In sostanza, rimane la possibilità per il contribuente di acquisire il parere dell’Agenzia delle Entrate sull’applicazione ai casi concreti delle disposizioni antielusive di cui al comma 2 del citato art. 21.


Inoltre, rimangono in vigore le norme del D.M. 13/6/1997 n. 195 (regolamento concernente le modalità per l’invio delle richieste di parere all’Agenzia delle Entrate e per la comunicazione dei pareri al contribuente) con esclusione, ovviamente, di quelle riferite all’attività del soppresso comitato consultivo.


Infine, in attesa che l’interpello trovi puntuale disciplina in sede di armonizzazione delle diverse forme di interpello, come prevede la delega di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), dell’Atto Camera n. 1762, l’Agenzia delle Entrate tratterà, con ogni sollecitudine, le istanze di interpello presentate ai sensi dell’articolo 21, comma 9, della legge n. 413/1991.


(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 40/E del 28/06/2007)


 



3) ISTITUITO E ATTIVATO L’UFFICIO DELLE DOGANE DI ANCONA


Dal 28/6/2007 è stato istituito ed attivato, in via sperimentale, l’Ufficio delle dogane di Ancona, dipendente dalla direzione regionale per le Marche, l’Abruzzo e il Molise.


Vengono pure istituite ed attivate talune sezioni operative territoriali


(Determinazioni del 21/06/2007, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27/06/2007)



 


4) RIDETERMINATE LE COMPARTECIPAZIONI REGIONALI ALL’IVA E ALL’ACCISA SULLE BENZINE E LE ALIQUOTE DELL’ADDIZIONALE REGIONALE ALL’IRPEF, PER L’ANNO 2005


L’aliquota della compartecipazione regionale all’imposta sul valore aggiunto, di cui all’art. 2 del D.Lgs n. 56/2000 è stata rideterminata nella misura del 44,28% per l’anno 2005.


Restano ferme, per l’anno 2005, le aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’accisa sulle benzine, previste dagli artt. 3 e 4 del D.Lgs. n. 56/2000.


(Decreto del Presidente del Consiglio del 16/02/2007, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27/06/2007)


 



5) DIRITTO D’AUTORE: COME APPLICARE CORRETTAMENTE LE RITENUTE FISCALI DA OPERARE SUI COMPENSI RELATIVI ALLA CESSIONE DI DIRITTI D’AUTORE – L’ESATTO TRATTAMENTO AI FINI IVA


Ai sensi dell’art. 3, comma 4, lettera a), del DPR n. 633/1972, sono escluse dal campo di applicazione dell’IVA le cessioni, concessioni, licenze, e simili effettuate dagli autori e loro eredi o legatari, che abbiano per oggetto i diritti d’autore, esclusi i disegni, le opere di architettura e le opere cinematografiche, di cui ai nn. 5) e 6) dell’art. 2 della Legge n. 633/1941.


Per cui i diritti connessi al diritto d’autore, riconosciuti all’artista per l’utilizzazione e lo sfruttamento da parte di terzi della sua opera in qualità di collaboratore ai testi di un programma televisivo non sono equiparabili, sotto il profilo fiscale, al diritto d’autore e non rientrano, quindi, nella disciplina di esclusione dall’Iva di cui all’art. 3, comma 4, lettera a), del DPR n. 633 del 1972.


Tale attività se svolta nell’esercizio di arti e professioni va assoggettata ad Iva in base al principio generale di imponibilità delle prestazioni di servizi, ai sensi dell’art. 3, comma 1, del DPR n. 633/72.


Il riconoscimento della protezione giuridica del diritto d’autore, invece, sussiste in relazione all’attività svolta dagli autori dei programmi televisivi, atteso che le prestazioni effettuate originano dall’ingegno e dalla creatività del soggetto che le rende.


Per cui i diritti degli autori dei programmi televisivi non sono imponibili IVA.


Riguardo la determinazione della base imponibile, ai fini delle imposte dirette, il comma 8 dell’art. 54 del Tuir dispone che: “i redditi indicati dalla lettera b) del comma 2 dell’art. 53 sono costituiti dall’ammontare dei proventi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, ridotto del 25% a titolo di deduzione forfetaria delle spese, ovvero del 40% se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore ai 35 anni”.


Per quanto concerne l’attività di collaborazione ai testi, poiché, per contratto, sono riconducibili nell’ambito delle attività di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’art. 50, lett. c) bis, del Tuir, costituiscono redditi assimilabili a quelli di lavoro dipendente, o, qualora rientrino nell’oggetto dell’arte o della professione, redditi di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53, comma 1, del Tuir.


Riguardo la possibilità per il sostituto d’imposta di non effettuare la ritenuta d’acconto sui compensi relativi alla cessione di diritti d’autore, quando il “professionista” abbia optato per il regime fiscale delle nuove attività produttive di cui all’art. 13 della legge n. 388/2000, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 14/03/2001 esclude l’applicazione della ritenuta d’acconto da parte del sostituto per i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del predetto regime fiscale agevolato di cui all’art. 13 e specifica che, “a tal fine i contribuenti devono rilasciare un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono é soggetto ad imposta sostitutiva”.


Pertanto, ai redditi derivanti dalla utilizzazione economica di opere dell’ingegno si può applicare il regime agevolato delle nuove iniziative produttive solo qualora l’autore consegua questi compensi nell’esercizio di un’arte o una professione abituale, ai sensi dell’art. 53, comma 1, del TUIR 917/1986.


In tale ipotesi, anche i compensi percepiti dall’artista a fronte della collaborazione prestata per la realizzazione televisiva o cinematografica delle proprie opere rientrano nel regime di cui alla predetta legge n. 388/2000.


In definitiva, il sostituto d’imposta (nel caso di specie una società) può essere esonerato dall’obbligo di operare la ritenuta sui compensi corrisposti solo se il percipiente abbia preventivamente dichiarato per iscritto di aderire al regime agevolato previsto dall’art. 13 della legge n. 388/2000, non essendo onere del sostituto d’imposta verificare che ne ricorrano i presupposti.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 28/06/2007 n. 145)


 



6) TRATTAMENTO IVA DEGLI ONERI CHE IL PRESTATORE HA VERSO TERZI E CHE, IN BASE ALLE PREVISIONI CONTRATTUALI, PUO’ ACCOLLARE AL COMMITTENTE


Concorrono a formare la base imponibile, ai fini della tassazione IVA, oltre ai corrispettivi, anche gli oneri che il prestatore ha verso terzi e che, in base alle previsioni contrattuali, può accollare al committente. Si tratta, quindi, di importi che, parimenti, sono soggetti ad IVA.


L’art. 13, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, prevede che la base imponibile ai fini IVA é costituita per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi “dall’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o prestatore secondo le condizioni contrattuali, compresi gli oneri e le spese inerenti all’esecuzione e i debiti o altri oneri verso terzi accollati al cessionario o al committente (…).”


L’importo sul quale deve essere applicata l’aliquota per determinare l’imposta è dato dall’ammontare complessivo di ciò che é dovuto al cedente o al prestatore quale controprestazione della cessione o prestazione, compresi gli oneri di qualsiasi genere posti a carico dell’acquirente del bene e del committente del servizio.


Pertanto, concorrono alla formazione della base imponibile oltre ai corrispettivi specificatamente individuati anche gli oneri che il prestatore ha verso terzi e che, in base alle previsioni contrattuali, può accollare al committente.


Come evidenziato dalla circolare n. 26 del 21/4/2000 del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, concernente “appalti d’opera pubblica – strumenti di tutela per i dipendenti dell’appaltatore o del subappaltatore”, in caso di inottemperanza degli obblighi assistenziali e previdenziali previsti dal CCNL a carico delle ditte appaltatrici l’appaltante procede ad effettuare una detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, se i lavori sono in corso di esecuzione, o alla sospensione del pagamento del saldo, se i lavori sono ultimati.


Detta somma viene accantonata a garanzia dell’adempimento degli obblighi predetti e la stessa viene integralmente versata alle ditte appaltatrici solo qualora venga accertato che queste ultime abbiano ottemperato agli obblighi derivanti dal CCNL.


Diversamente, nel caso in cui la ditta risulti insolvente l’appaltante utilizza la somma accantonata per estinguere i debiti dell’appaltatore derivanti dall’inosservanza delle norme del CCNL.


Alla luce di tale fattispecie, la somma detratta dall’appaltante per le suddette finalità rappresenta comunque parte integrante della controprestazione dovuta all’appaltatore e, pertanto, la stessa non può essere scomputata ai fini della determinazione del corrispettivo della prestazione di servizi da assoggettare ad IVA.


La base imponibile su cui calcolare l’IVA è, quindi, costituita dall’intero importo corrisposto dall’appaltante al lordo della detrazione del 20%.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 28/06/2007 n. 146)


  


7) ALLA SIM AUTORIZZATA A SVOLGERE I SERVIZI DI INVESTIMENTO ALL’ESTERO SPETTA IL CREDITO D’IMPOSTA, PER LE IMPOSTE PAGATE A TITOLO DEFINITIVO, ANCHE SE MANCA LA CONVENZIONE INTERNAZIONALE TRA ITALIA E GIBILTERRA


Il fatto che la ritenuta applicata, da una società residente a Gibilterra, sia versata all’amministrazione fiscale di Gibilterra, territorio compreso tra gli Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al D.M. 21/11/2001, non preclude la spettanza in capo alla società (SIM autorizzata a svolgere servizi di investimento) del credito d’imposta ai sensi ed alle condizioni previste dall’art. 165 del TUIR.


Tra l’Italia e Gibilterra non é in vigore alcun trattato convenzionale contro le doppie imposizioni, inoltre, Gibilterra, ai sensi dall’art. 1, comma 1, del D.M. 21/11/2001, é un territorio a fiscalità privilegiata.


L’art. 165, comma 1, del TUIR, che stabilisce le condizioni di applicabilità del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero, prevede che “se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all’estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall’imposta netta dovuta…”.


Pertanto, devono sussistere le seguenti tre condizioni:


– la produzione di un reddito all’estero;


– il concorso del reddito estero alla formazione del reddito complessivo del residente;


– il pagamento di imposte estere a titolo definitivo.


Il successivo comma 2 del medesimo articolo prevede che “I redditi si considerano prodotti all’estero sulla base di criteri reciproci a quelli previsti nell’art. 23 per individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato”.


Ai sensi dell’art. 23 del TUIR, il reddito prodotto da un soggetto non residente si considera prodotto nel territorio dello Stato italiano e dunque ivi assoggettabile a tassazione.


In sostanza, si considerano redditi prodotti all’estero tutti quei redditi che, se prodotti da un soggetto non residente, sarebbero soggetti ad imposizione in Italia.


In mancanza di apposita Convenzione, il suddetto comma 2 dell’art. 165 prevede il riconoscimento del credito nei soli casi in cui viene assoggettato a tassazione, nel paese estero, un reddito che, se prodotto in Italia da un non residente, sarebbe qui stato tassato.


Riguardo il pagamento di imposte estere a titolo definitivo, la Circolare del 12/6/2002, n. 50, ha affermato che la definitività dell’imposta pagata all’estero viene a coincidere con la sua “irrepetibilità”, ossia con la circostanza che essa non sia più suscettibile di modificazione a favore del contribuente.


Al contrario, rimane irrilevante il fatto che l’imposta possa essere modificata in peius a sfavore del contribuente, come nel caso in cui la stessa si riferisca a redditi ancora assoggettabili ad accertamento da parte delle amministrazioni fiscali degli Stati esteri.


Pertanto, le condizioni richieste dall’art. 165 del TUIR, ai fini della concreta determinazione e fruibilità del credito di imposta per le imposte pagate all’estero prescindono dal fatto che il soggetto non residente sia localizzato in uno Stato o territorio a fiscalità privilegiata.


Infatti, nessuna limitazione é prevista dall’art. 165 del TUIR per la spettanza del credito d’imposta, in relazione alla eventuale provenienza del reddito soggetto ad imposta estera da uno Stato o territorio di cui alla c.d. “black list”, individuata dal D.M. 21/11/2001.


Anche la disciplina in tema di imprese controllate estere delineata dall’art. 167 del TUIR, dispone all’ultimo periodo del comma 6 che il socio residente in Italia, in relazione alla tassazione separata dovuta sui redditi conseguiti dalla società controllata estera stabilita nel paese di “black list”, ha diritto al riconoscimento di un credito d’imposta indiretto, ai sensi dell’art. 165 in misura corrispondente alle imposte “pagate all’estero a titolo definitivo”.


In conclusione, la circostanza che la ritenuta applicata da una società residente a Gibilterra e versata all’amministrazione fiscale di Gibilterra, territorio compreso tra gli Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al D.M. 21/11/2001, non preclude la spettanza in capo alla società (SIM autorizzata a svolgere servizi di investimento) del credito d’imposta ai sensi ed alle condizioni previste dall’art. 165 del TUIR.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 28/06/2007 n. 147)


 


8) IL REVERSE CHARGE (INVERSIONE CONTABILE), PREVISTO NEL SUB-APPALTO, NON SI APPLICA PER LE OPERAZIONI ACCESSORIE


Il meccanismo di inversione contabile non si applica nel rapporto tra l’impresa appaltatrice e quella che si occupa di fornire armature in acciaio pre-sagomate per cemento armato, giacché la posa in opera rappresenta solo un’operazione accessoria a quella principale di fornitura.


Il reverse charge non si applica nemmeno al rapporto tra tale impresa che fornisce le armature e le imprese, alle quali affida la posa in opera, giacché non risulta soddisfatta una delle condizioni applicative, dato che il contratto a monte tra l’impresa appaltatrice e l’impresa non si configura come contratto di subappalto, ma di fornitura.


Come è noto l’art. 35, comma 5, del D.L. 4/7/2006, convertito dalla Legge n. 248 del 4/8/2006, ha esteso il meccanismo dell’inversione contabile (cosiddetto reverse charge), previsto dall’art. 17, comma 5 del D.P.R. 633/1972 anche “alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore”.


L’applicazione del meccanismo é stata sospesa fino al 1/1/2007, data di entrata in vigore dell’art. 1, comma 44, della legge Finanziaria per il 2007.


La circolare n. 37/E del 29/12/2006 e la circolare n. 11/E del 16/2/2007 hanno chiarito che il reverse charge in edilizia si applica alle prestazioni di servizi rese da un soggetto subappaltatore, che opera in uno dei settori edili indicati nella sezione F della Tabella Atecofin, nei confronti di altro soggetto IVA, operante nel settore edile, che agisce a sua volta, quale appaltatore o subappaltatore.


Le medesime circolari hanno chiarito che nello speciale regime non rientrano le forniture di beni con posa in opera giacché non consistono in prestazioni di servizi, ma in cessioni di beni per i quali la manodopera risulta accessoria rispetto al bene fornito.


Poiché dal tipo di contratto dipende l’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile nelle ipotesi in cui sussistono contemporaneamente prestazione di servizi e cessione di beni occorre fare riferimento alla volontà contrattualmente espressa dalle parti per stabilire se sia prevalente l’obbligazione di dare o quella di fare.


L’esatta qualificazione è necessaria anche nelle ipotesi in cui i codici che identificano le attività delle imprese contraenti appartengano alla sezione F.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 28/06/2007 n. 148)


 


9) FARMACISTI NON IN GRADO DI EMETTERE SCONTRINO “PARLANTE”; POTRANNO AUTOCERTIFICARE I FARMACI VENDUTI


Dal 1/7/2007, ai fini della detrazione o deduzione Irpef delle spese per medicinali, le farmacie dovranno documentare con fattura o scontrino fiscale “parlante” la vendita dei farmaci.


L’Agenzia delle Entrate, tenuto conto delle difficoltà di adeguamento segnalate dagli operatori del settore, ha reso noto che per il periodo dal primo luglio al 31 dicembre 2007 l’attestazione potrà avvenire anche con un documento rilasciato dal farmacista contestualmente allo scontrino fiscale nel quale andranno specificate la natura, qualità e quantità dei farmaci venduti.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 28/06/2007)


                        


10) PROVVEDIMENTO DEL DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 26 APRILE 2007: LIQUIDAZIONE DELL’ICI IN SEDE DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI


<<L’articolo 7 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 26 aprile 2007, concernente il versamento dell’ICI tramite modello F24, stabilisce che le informazioni relative alla riscossione dell’imposta vengano trasmesse ai comuni tramite il sistema SIATEL.


Al riguardo molti comuni hanno chiesto di rendere disponibili tali informazioni a soggetti terzi incaricati della gestione dell’imposta (agenti della riscossione e concessionari locali). anche ai fini dell’armonizzazione delle banche dati e del rispetto dei principi di razionalizzazione ed economicità dell’azione amministrativa.


Nelle more di una complessiva rivisitazione del sistema di abilitazione a SIATEL, fermo restando il riconoscimento del comune quale unico referente e responsabile a tutti gli effetti di legge nei confronti dell’Agenzia, si comunica che l’ “amministratore” di ogni comune può abilitare, esclusivamente alle funzionalità di acquisizione delle informazioni sui versamenti ICI, uno o più soggetti esterni, dipendenti dell’agente della riscossione o del concessionario locale.


Allo stato attuale, vincoli tecnici impongono che il codice fiscale di ogni soggetto autorizzato ad accedere alle informazioni ICI possa essere abilitato unicamente al trattamento dei dati di un solo comune.


Contestualmente al rilascio delle abilitazioni, “l’amministratore” è tenuto a trasmettere, alla Direzione regionale territorialmente competente, il modulo predefinito allegato in calce, contenente l’indicazione del soggetto nominato responsabile esterno del trattamento dei  dati, nonché l’elenco degli utenti, dipendenti dal medesimo soggetto, da abilitare al trattamento dei dati ICI.


L’Agenzia, si riserva di effettuare controlli in merito alla legittimità delle abilitazioni all’utilizzo del servizio SIATEL rilasciate dagli amministratori dei comuni.>>


(Provvedimento disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate)


 



11) TERMINI E MODALITÀ DI SVOLGIMENTO, DA PARTE DEGLI INTERMEDIARI DI CUI ALL’ARTICOLO 3, COMMA 3, DEL D.P.R. 22 LUGLIO 1998, N. 322, ABILITATI AD ENTRATEL, DEL SERVIZIO DI PAGAMENTO DEI MODELLI F24 IN NOME E PER CONTO DEI LORO ASSISTITI MEDIANTE ADDEBITO UNICO SUL PROPRIO CONTO CORRENTE


Pagamenti telematici F24 da parte degli intermediari abilitati al servizio Entratel


Dal 3 luglio 2007, gli intermediari abilitati (di cui all’articolo 3, comma 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322), possono trasmettere telematicamente mediante il servizio Entratel, in nome e per conto dei loro assistiti, i modelli F24 relativi ai versamenti di tributi, contributi e premi di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, oltre che con le modalità stabilite dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 16 febbraio 2006, anche richiedendo un addebito unico sul proprio conto corrente bancario o postale delle somme complessivamente dovute.


Al solo fine di trasmettere i modelli F24, sono considerati intermediari abilitabili al servizio telematico Entratel le società di servizi dei Caf-dipendenti di cui all’articolo 11, comma 1, del D.M. 31 maggio 1999, n. 164.


 


Vincenzo D’Andò


 


Giugno 2007


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