Novità fiscali del 28/6/2007, in particolare evidenza: aggiornamenti in merito alla detraibilità I.V.A. e costi per auto al 40%


1) DIVIDEND WASHING E DIVIDEND STRIPPING: IL CONTENZIOSO NON SI FERMA


Non sono validi i contratti con i quali sono state compiute operazioni di dividend washing e di dividend stripping, prima del 10/11/1992.


Invece, a partire dal 10/11/1992 la Legge 429/1992 esclude il credito d’imposta per i dividendi percepiti dagli acquirenti di azioni o quote di partecipazione in società ed enti commerciali, se cedute da fondi mobiliari o da Sicav in data successiva alla delibera di distribuzione.


Con la circolare n. 87/E del 27/12/2002, l’Agenzia delle entrate aveva fornito le direttive sulla gestione del contenzioso relativo alle liti concernenti il trattamento fiscale delle operazioni di dividend washing poste in essere prima del 10/11/1992, data di entrata in vigore dell’art. 7-bis del D.L. n. 372/1992, convertito dalla Legge n. 429/1992.


Si tratta della disciplina, che ha introdotto il comma 6-bis nell’art. 14 (nella formulazione in vigore fino al 31/12/2003) del TUIR, mediante il quale é stato escluso il credito d’imposta per i dividendi percepiti dagli acquirenti di azioni o quote di partecipazione in società ed enti commerciali, se cedute da fondi mobiliari o da SICAV in data successiva alla delibera di distribuzione.


In particolare, nel dividend washing si era generalmente in presenza di una vendita e una rivendita effettuate tra un fondo comune di investimento ed una società commerciale.


Mediante tale operazione il fondo trasformava un dividendo soggetto a ritenuta a titolo d’imposta, che era in via di pagamento su un titolo in suo possesso, in una plusvalenza da negoziazione di titoli fiscalmente irrilevante ai sensi dell’art. 9, comma 1, della L. n. 77/1983, mentre la società incassava il dividendo, scomputava la ritenuta di acconto ed il credito di imposta ed imputava al conto economico una minusvalenza da negoziazione.


Tale circolare evidenziava che “l’opportunità di abbandonare o meno la lite deve essere valutata caso per caso ed il contenzioso proseguito qualora sia evidente che le operazioni poste alla base dell’accertamento erano conclamatamene fittizie e non realmente volute”.


In sostanza, la predetta circolare aveva diramato le istruzioni solo per il riesame delle controversie concernenti operazioni di dividend washing, mentre faceva proseguire i giudizi aventi ad oggetto le operazioni di dividend stripping, le quali consistevano nella costituzione o


cessione del diritto di usufrutto su azioni da parte di una società non residente e non avente stabile organizzazione in Italia in favore di un contribuente italiano, al solo fine di beneficiare del credito d’imposta sui dividendi percepiti per effetto del godimento delle partecipazioni ottenuto, credito di cui la società estera non avrebbe potuto usufruire.


La nuova prassi dell’Agenzia delle Entrate sulla base della Sentenze della Cassazione


In base alle sentenze della Cassazione n. 20398 e n. 22932 del 2005, le operazioni di dividend washing e di dividend stripping, sono nulle per mancanza assoluta della causa dei contratti di acquisto e rivendita di azioni (o del contratto di costituzione o cessione del diritto di usufrutto), pertanto il contenzioso in corso deve essere utilmente proseguito, sul presupposto che i contratti con i quali sono state poste in essere le suddette operazioni sono invalidi ai sensi degli artt. 1418, secondo comma, e 1325, n. 2), del C.c..


Tale nullità, tenuto conto quanto evidenziato dall’Avvocatura generale dello Stato con nota partenza n. P6554 del 18/1/2006, può anche essere rilevata d’ufficio, poichè il limite alla possibilità di rilevare d’ufficio la nullità dei contratti (di tipo diverso dalla causa di invalidità originariamente fatta valere in giudizio) opera, ai sensi dell’art. 1421 del C.c., solo nei riguardi della parte che agisca allo scopo di ottenere la declaratoria della nullità del contratto; non opera, invece, nei riguardi della parte che, come l’Amministrazione finanziaria, si opponga alle richieste che il contribuente intende basare (non sulla nullità, ma al contrario) sulla validità del


contratto stesso.


(Agenzia delle Entrate, Circolare 39/E del 27/6/2007)


 


 


2) PARTE LA SPERIMENTAZIONE DEGLI AVVISI TELEMATICI: STIPULATO IL PROTOCOLLO D’INTESA AGENZIA DELLE ENTRATE – CONSULENTI DEL LAVORO


Ai nastri di partenza la sperimentazione della gestione degli avvisi telematici e delle nuove soluzioni organizzative nell’attività di assistenza fornita dall’Agenzia delle Entrate, grazie ad un protocollo d’intesa firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, e dal Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro.


La sperimentazione, che interessa i modelli 770, riguarda in particolare l’invio di avvisi telematici relativi alle richieste di chiarimenti per le dichiarazioni presentate dal 1/1/2006 (anno d’imposta 2005) per le quali risultano irregolarità o anomalie sulla base del controllo automatizzato.


Grazie alla stipula dell’accordo, per i consulenti del lavoro verrà reso disponibile un indirizzo di posta elettronica dedicato al quale inoltrare i chiarimenti, evitando così l’accesso agli uffici locali e gli eventuali tempi d’attesa.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 27/6/2007)


 


 


3) A ROMA SI E’ CONCLUSO IL MEETING TRA L’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA DELLA FEDERAZIONE RUSSA E LA NOSTRA AGENZIA DELLE ENTRATE


Organizzazione e direzione del personale, gestione dei rapporti con i contribuenti e attività di comunicazione, con particolare riferimento alle relazioni con gli organi d’informazione.


Sono questi i temi di cui si è dibattuto nel corso degli incontri con la delegazione dell’Amministrazione finanziaria della Federazione della Russia che si sono tenuti a Roma dal 25 giugno e che si sono conclusi il 27/6/2007.


L’incontro tra le due delegazioni ha permesso di approfondire la cooperazione e lo scambio di esperienze in materia tributaria.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 27/6/2007)


 


 


4) IVA AUTO DETRAIBILE AL 40%: IN G.U. LA DECISIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO


Presentato al Senato anche un emendamento che eleva i limiti di deducibilità dei costi


Detrazione dell’Iva


E’ stata pubblicata sulla G.U. dell’Unione europea (L. 165/33 del 27 giugno 2007) la decisione del 18/6/2007, con cui il Consiglio ha autorizzato la Repubblica italiana a limitare al 40% il diritto a detrarre l’Iva sulle spese relative ai veicoli a uso promiscuo.


La disposizione, che dalla data di pubblicazione sulla G.U. dell’Unione Europea è operante senza necessità di un esplicito recepimento da parte del legislatore nazionale, si applica all’acquisto dei veicoli, compresi i contratti di assemblaggio e simili, fabbricazione, acquisto intracomunitario, importazione, leasing o noleggio, modificazione, riparazione e manutenzione, nonché alle spese relative a cessioni o prestazioni effettuate in relazione ai veicoli e al loro uso, compresi lubrificanti e carburante (spese individuate dall’art. 4 della citata decisione).


Circa l’ambito oggettivo di applicazione della restrizione accordata, l’articolo 5 della decisione la circoscrive a tutti i veicoli a motore, a eccezione dei trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni, la cui massa autorizzata non supera i 3.500 Kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto.
Sono in ogni caso escluse dalla restrizione del diritto alla detrazione le spese relative ai seguenti veicoli elencati (art. 3 della decisione) utilizzati:


– utilizzati come taxi (veicoli che rientrano tra i beni strumentali del soggetto passivo nell’esercizio della propria attività);


– utilizzati a fini di formazione da una scuola guida;


– utilizzati per noleggio o leasing;


– uilizzati da rappresentanti di commercio.


Le norme contenute nella decisione del Consiglio dell’Unione europea, ai sensi dell’art. 7, scadranno quando entreranno in vigore le nuove regole comunitarie in materia di detrazione dell’Iva afferente i costi connessi alle auto e, comunque, il 31/12/2010.


Detrazione dei costi


Il via libera alla detrazione dell’Iva relativa alle spese connesse alle auto aziendali apre la strada anche alla modifiche in tema di deducibilità dei costi connessi all’acquisto e all’utilizzazione degli stessi veicoli, attenuando, di fatto, le limitazioni introdotte con il decreto legge n. 262/2006.


In particolare, il 26/6/2007 è stato presento all’Aula di Palazzo Madama un emendamento al disegno di legge sull’ammortamento degli immobili e sui rimborsi dell’Iva sulle auto aziendali, firmato dal presidente della commissione finanze del Senato, in accordo con il Governo.
Nel dettaglio, nel citato emendamento vengono proposte specifiche modifiche all’art. 164 del Tuir volte all’introduzione della deducibilità dei costi nella misura del 40% per imprese e professionisti, elevata al 90% nel caso di veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.


Con tale ultima disposizione verrebbe, di fatto, eliminata l’attuale correlazione tra il reddito in natura tassato in capo al dipendente assegnatario dell’auto – che, tra l’altro, tornerebbe a essere determinato assumendo il 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri, calcolato sulla base del costo chilometrico desumibile dalle tabelle Aci – e il costo fiscalmente deducibile in capo al datore di lavoro.


(Notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 27/6/2007)


 


 


5) CESSIONE D’AZIENDA & IMPOSTA DI REGISTRO: BASE IMPONIBILE SVINCOLATA DALLE SCRITTURE CONTABILI OBBLIGATORIE


Riguardo la determinazione della base imponibile dell’imposta di registro, per gli atti che hanno ad oggetto aziende o diritti reali su di esse, l’art. 51, comma 4, D.P.R. n. 131/1986 non stabilisce deroghe al criterio, dettato in generale dal comma 2, dell’accertamento del valore secondo il parametro del valore venale in comune commercio.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 19/06/2007, n. 14212)


 


 


6) BREVI IN MATERIA TRIBUTARIA


 


a) Non sono più legali le vecchie marche da bollo


Dal 1/9/2007 usciranno, definitivamente, di scena le vecchie marche da bollo.


Infatti, il Decreto ministeriale del 25/5/2007, pubblicato sulla G.U. del 26/6/2007, ha dichiarato fuori corso, a partire da tale data, i valori bollati con importi espressi in lire, lire-euro ed euro, a eccezione dei foglietti bollati e delle marche da bollo per cambiali.


L’accantonamento delle vecchie marche come modalità di pagamento dell’imposta di bollo è stato decretato dalla Finanziaria 2007, con modifiche apportate all’articolo 3 del D.P.R. n. 642/1972


(Decreto ministeriale del 25/5/2007, pubblicato sulla G.U. del 26/6/2007)


 


b) Indicatori di normalità economica: Bloccato l’uso automatico


Approvata al Senato la mozione della maggioranza sugli studi di settore. La loro funzione sarà quella di costruire liste selettive di controllo,


Si profila, dunque, natura sperimentale per gli indicatori di normalità economica, che saranno utilizzati, senza nessun meccanismo accertativo, al fine di costruire delle liste selettive di controllo.


E’ la parte più rilevante della mozione dalla maggioranza, presentata al Senato e approvata dall’Assemblea nella seduta del 26/6/2007, che impegna l’Esecutivo a “rivedere” l’utilizzo del nuovo strumento introdotto con la Finanziaria 2007.


In vista anche lo slittamento al 30/9/2007 della scadenza per l’invio telematico del modello “Unico”.


(Notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 27/6/2007)


 


 


28/6/2007 


 


Vincenzo D’Andò


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