Novità fiscali del 12 giugno 2007. Segnaliamo: comunicata ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate la proroga dei versamenti e la proroga della presentazione del modello Unico per i soggetti con partita IVA; primi chiarimenti sulla disciplina fiscale del TRUST introdotta con la Legge Finanziaria 2007


1) MODELLO UNICO 2007 & STUDI DI SETTORE: ANNUNCIATA UFFICIALMENTE LA PROROGA DI 20 GIORNI PER I VERSAMENTI


Dichiarazione redditi: Versamenti entro il 18 giugno, 20 giorni in più per soggetti sottoposti a studi settore


I contribuenti entro il prossimo 18 giugno 2007 devono effettuare i versamenti che risultano dalla dichiarazione, sia quelli a saldo relativi al 2006 che l’eventuale primo acconto per il 2007.


La scadenza riguarda tutti i contribuenti ad eccezione di quelli sottoposti agli studi di settore per i quali viene annunciata una proroga di 20 giorni (quindi, hanno la possibilità di pagare entro il 9 luglio).


Versamenti


 Il 18 giugno 2007 rimane la data entro cui i contribuenti che presentano la dichiarazione devono effettuare i versamenti delle imposte dovute a saldo relativamente al 2006 e, qualora ne ricorrano le condizioni, anche del primo acconto relativo al 2007.


Per i contribuenti che non dovessero riuscire a rispettare la scadenza vi è la possibilità di continuare a versare con una maggiorazione dello 0,4% fino al 18 luglio 2007.


Scaduto anche tale termine scattano le sanzioni.


Il contribuente comunque può sempre utilizzare il cosiddetto ravvedimento operoso e versare tardivamente a condizione che l’amministrazione non abbia avviato un qualche controllo.


Studi settore


I contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore avranno, quindi, 20 giorni di tempo in più a partire dal 19 giugno 2007 per effettuare i versamenti.


I 20 giorni vengono prorogati anche riguardo la maggiorazione dello 0,4%.


La proroga tiene conto della circostanza che la prossima settimana sarà emanata una circolare dell’Agenzia delle Entrate che individuerà ulteriori criteri di marginalità economica accanto a specifiche condizioni di esercizio dell’attività economica per le quali possono essere neutralizzati gli effetti degli indicatori di normalità introdotti con la Finanziaria 2007.


Compensazione Ici


I contribuenti potranno utilizzare l’eventuale credito Irpef risultante dalla dichiarazione per pagare l’Ici per il 2007.


Si tratta di una novità che consente di evitare o comunque ridurre il formarsi dei crediti Irpef. Se il credito è insufficiente il contribuente al momento della presentazione del modello di pagamento F24 dovrà effettuare il versamento della differenza dovuta.


È comunque necessario indicare nel quadro riservato ai redditi dei fabbricati il codice catastale del comune in cui è situato l’immobile e l’importo complessivo dell’imposta comunale sugli immobili dovuto per l’anno 2006 per ciascuna unità immobiliare posseduta. Per chi usa il 730 l’eventuale credito Irpef eccedente sarà rimborsato in busta paga.


Modello 730


I contribuenti avranno tempo fino al 15 giugno 2007 per presentare il modello 730 ai Caf o ai professionisti che prestano assistenza fiscale.


Tra le novità vi è la possibilità per i precari della scuola con un contratto che dura dal mese di settembre al mese di giugno di utilizzare il modello 730.


Gli intermediari a loro volta dovranno effettuare l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate entro il 31 luglio 2007, oppure entro il 31 agosto 2007 a condizione di avere effettuato l’85% degli invii entro la scadenza di luglio.


Modello Unico: Prorogato il termine di presentazione telematico per soggetti con partita IVA


Alcune scadenze per l’invio di Unico hanno subito una rimodulazione definita in un provvedimento del governo in via di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.


La scadenza per chi presenta il modello Unico cartaceo a banche e Posta resta al 2 luglio 2007.


Rimane al 31 luglio 2007 la scadenza per l’invio telematico del modello Unico da parte delle persone fisiche non Iva.


Si va al 10 settembre 2007 per l’invio di Unico da parte di società di capitali, soggetti equiparati, enti non commerciali, mentre slitta al 25 settembre 2007 l’invio telematico da parte delle persone fisiche titolari di redditi d’impresa, lavoro autonomo e di partecipazione, e da parte di società di persone, associazioni tra artisti e professionisti, società semplici e soggetti equiparati.


Avranno tempo fino al 25 settembre 2007 anche i produttori agricoli titolari di reddito agrario.


Ristrutturazioni


Per usufruire delle agevolazioni per la ristrutturazione degli immobili i contribuenti dovranno specificare relativamente all’anno 2006 il periodo in cui sono state fatturate le spese.


Lo sconto Irpef, infatti, spetta nella misura del 41% se la spesa è relativa a una fattura emessa nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 settembre 2006.


Se, invece, la spesa si riferisce a fatture emesse in data antecedente al primo gennaio 2006 o a partire dal primo ottobre 2006 spetta una detrazione Irpef del 36%.


Domicilio


Il contribuente potrà indicare in dichiarazione un domicilio diverso dalla residenza per la notifica degli atti o delle comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.


Addizionale comunale Irpef: Debutta l’acconto per l’addizionale comunale Irpef


In dichiarazione va riportato l’acconto pari al 30% dell’addizionale tenendo conto dell’aliquota deliberata dal comune di residenza per il 2007, qualora la pubblicazione della delibera sia avvenuta entro il 15 febbraio 2007; in caso contrario, va applicata l’aliquota vigente per l’anno di imposta 2006.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 9 giugno 2007)



 


2) DEDUCIBILITÀ POLIZZA TFR: NON OCCORRE ISTITUIRE L’APPOSITO FONDO PREVISTO DAL TUIR


E’ possibile dedurre dal reddito d’impresa di una S.r.l. il costo delle polizze versate ad una compagnia di assicurazioni a titolo di TFR da pagare poi ai soci collaboratori e amministratori.


In particolare, l’accantonamento di tali somme è deducibile anche se non è stato costituito l’apposito fondo previsto dall’articolo 105 del T.U.I.R.; la condizione necessaria per la deducibilità è che al momento della cessazione del rapporto di collaborazione la società paghi tali indennità ai soggetti aventi diritto.


(Commissione Tributaria Provinciale di Bari, Sentenza n. 84/8/07)


 



3) TRUST: E’ STATA CHIARITA LA DISCIPLINA FISCALE INTRODOTTA CON LA LEGGE FINANZIARIA 2007


Premessa


La Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), art. 1, commi da 74 a 76, ha disciplinato l’Istituto del Trust (1) ai fini delle imposte sui redditi.


Si tratta di una disposizione che ha portato chiarezza ai fini fiscali, e che si colloca in un contesto interno non ben disciplinato, anche se da diverso tempo il Trust di fatto viene utlizzato.


Comunque, il Trust è stato recepito nel nostro ordinamento con la Legge 16.10.1989, n. 364.


Su tale versante, è, peraltro, intervenuta la Circolare della Fondazione Luca Pacioli  n. 12 deI 7/6/2007, che ha illustrato i contenuti della disciplina fiscale sul Trust alla luce delle recenti novità (e in attesa che sia emanata la tanto auspicata Circolare dell’Agenzia delle Entrate).


Adesso, la Legge Finanziaria 2007, ha disciplinato:


– La soggettività passiva del trust ai fine IRES (art. 1, comma 74);


– l’imputazione dei redditi conseguiti dal Trust ai beneficiari individuati (art. 1, comma 74);


– la presunzione di residenza in Italia (al verificarsi di specifici presupposti) dei Trust istituiti in Paesi con i quali non sia possibile per l’amministrazione finanziaria italiana lo scambio di informazioni (art. 1, comma 74);


– la qualificazione come redditi di capitale dei redditi imputati al beneficiano del Trust (art. 1, comma 75);


– l’obbligo alla tenuta delle scritture contabili per i Trust, abbiano o meno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali (art. 1, comma 76).


Imposte sui redditi


Soggettività tributaria


Il legislatore ha attribuito soggettività tributaria ai Trust con l’art. 73, comma 1, lett. b) e c), TUIR.


Il Trust, poiché è un centro di imputazione di rapporti economici, si presta ad acquisire la soggettività tributaria.


La soggettività tributaria dei trust è una soggettività condizionata.


Se sono individuati i beneficiari, la tassazione è operata direttamente in capo a questi (art. 73, comma 2, TUIR).


I Trust costituiti per un fine specifico sono soggetti passivi IRES, quelli costituiti nell’interesse di un beneficiario non hanno soggettività IRES e comportano la tassazione dei beneficiari individuati.


Trust, istituti analoghi e categorie di soggetti passivi


Al fine di attribuire la soggettività tributaria ai trust il Legislatore è intervenuto sulla previsione dell’art. 73, al comma 1, aggiungendo i trust agli “enti pubblici e privati diversi dalle società” considerati alle lett. b) e c).


Trust commerciali e trust non commerciali


Sulla base delle disposizioni ora introdotte si distinguono i trust commerciali e quelli non commerciali, a seconda che abbiano o meno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.


La Fondazione Luca Pacioli ritiene che ai Trust commerciali vada attribuita anche la soggettività ai fini dell’Ia, n. 2, del D.P.R. n. 633/1972).


Gli enti diversi dalle società e i Trust sono commerciali se “hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali”.


“L’oggetto esclusivo o principale dell’ente residente è determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto”


Come regola residuale rimane, con tutta probabilità, che l’oggetto principale, dal quale desumere la natura commerciale o meno dei trust, è determinato in base all’attività effettivamente realizzata (art. 73, comma 5).


Imputazione ai beneficiari individuati


“Nei casi in cui i beneficiari del trust siano individuati, i redditi conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari in proporzione alla quota di partecipazione individuata nell’atto di costituzione del trust o in altri documenti successivi ovvero, in mancanza, in parti uguali” (art. 73, comma 2, ultimo periodo).


A parere della Fondazione Pacioli, i redditi prodotti dal Trust vanno prima qualificati e quantificati in capo al Trust e poi vanno imputati ai beneficiari (soluzione indiretta).


Pertanto, l’imputazione dovrebbe avere ad oggetto il reddito complessivamente prodotto dal Trust, come qualificato e quantificato secondo le regole IRES, e l’imputazione ai beneficiari dovrebbe avvenire con un effetto simile a quello che si verifica nei casi tassazione per trasparenza delle società di persone o di capitali.


In sostanza, nel caso di beneficiari individuati, il reddito prodotto dal Trust viene qualificato, quantificato e dichiarato dal Trust medesimo (che tuttavia non assolve l’imposta) ed è imputato pro quota ai “beneficiari individuati”, in relazione ai diritti loro attribuiti.


I beneficiari a loro volta fanno concorrere i redditi così imputati alla formazione del proprio reddito personale, come redditi di capitale.


Utili percepiti da trust non commerciali.


In questo caso, gli utili concorrono alla formazione del reddito imponibile dell’ente non commerciale nella misura del 5%, ai sensi dell’art. 4, lett. q), del D.Lgs. n. 344/2003, e nella stessa misura dovrebbero concorrere alla formazione del reddito prodotto dal Trust non commerciale da imputare ai beneficiari.


Redditi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta percepiti da Trust non commerciali.


In tale fattispecie, i redditi non concorrono alla formazione del reddito imponibile dell’ente non commerciale e conseguentemente non dovrebbero concorrere alla formazione del reddito prodotto dal Trust non commerciale da imputare ai beneficiari.


Identificazione dei beneficiari individuati


Poiché non risulta chiaro ancora come si devono individuare i “beneficiari”, la Fondazione Pacioli ha illustrato alcune possibili interpretazioni.


Qualificazione dei redditi imputati ai beneficiari individuati


I redditi imputati ai “beneficiari individuati” del Trust, come ha rilevato la Fondazione Luca Pacioli, sono qualificati fiscalmente redditi di capitale (art. 44, g-sexies, TUIR).


Il reddito imputato ai beneficiari designati non può essere qualificato “reddito da partecipazione”, perché i beneficiari non hanno nessuna partecipazione al patrimonio assimilabile ad una partecipazione societaria.


Nei confronti di beneficiari che detengono tali redditi nell’esercizio dell’impresa (ad esempio beneficiari società commerciali), il reddito imputato concorre alla formazione del reddito complessivo come componente del reddito d’impresa (art. 48 TUIR).


Decorrenza


In mancanza di altre indicazioni la Fondazione Pacioli ritiene che la nuova disciplina valga a decorrere dal 2007.


Imposta comunale sugli immobili


Anche ai fini dell’I.C.I. va chiarito chi sia il debitore dell’imposta.


A parere della Fondazione Pacioli pare preferibile, anche sotto il profilo sistematico, una disciplina esplicita analoga a quella stabilita ai fini delle imposte sui redditi:


– soggetto passivo è il Trust


– a meno che non esistano dei “beneficiari individuati”.


Per la individuazione dei “beneficiari individuati” dovrebbero valere le stesse regole stabilite ai fini delle imposte sui redditi.


Imposta sulle successioni e donazioni


In occasione di Telefisco 2007 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, con riferimento al Trust di scopo, l’imposta sulle successioni e donazioni è dovuta per la sola costituzione del vincolo disposta con modalità traslativa, vale a dire mediante attribuzione di beni dal disponente al trustee.


NOTA (1)


Per Trust si intende il rapporto giuridico creato da una persona (disponente) per atto tra vivi o mortis causa, allorquando dei beni vengano posti sotto il controllo di un trustee, nell’interesse di un beneficiario o per uno scopo determinato.


Per effetto della stipula del Trust, a carico del trustee sorge un’obbligazione fiduciaria, avente ad oggetto l’amministrazione e la gestione dei beni  in trust secondo il programma stabilito dal disponente e l’attribuzione finale ai beneficiari.


 







Disciplina fiscale dei TRUST


 


(Legge Finanziaria 2007


Art. 1, commi da 74 a 76)


Viene regolata la disciplina dei Trust, inserendo tale figura tra i soggetti contenuti nell’art. 73 del TUIR.


Si stabilisce, nei casi in cui i beneficiari del trust siano individuati, che i redditi conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari in proporzione alla quota di partecipazione individuata nell’atto di costituzione del trust o in altri documenti successivi ovvero, in mancanza, in parti uguali.


Inoltre, si prevede anche che sono considerati residenti nel territorio dello Stato, salvo prova contraria, i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Paesi diversi da quelli indicati nel Decreto del 4.9.1996, in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari del trust siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato.


Sono, inoltre, considerati residenti nel territorio dello Stato i trust istituiti in uno Stato diverso da quelli indicati nel citato Decreto, quando, dopo la loro costituzione, un soggetto residente nel territorio dello Stato effettua in favore del trust un’attribuzione che importi il trasferimento di proprietà di beni immobili o la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per quote, nonché vincoli di destinazione sugli stessi


Co. 74 


Trust soggetto passivo di imposta


Tra i soggetti passivi Ires di cui all’art. 73 del Tuir viene menzionato il trust.


Nel caso di beneficiari individuati, l’attribuzione del reddito avviene per trasparenza.


Previsti criteri di attrazione territoriale del trust.


Co. 75 


Redditi imputati dal trust ai beneficiari


Nell’art. 44 del Tuir (redditi di capitale) sono menzionati i redditi imputati al beneficiario del trust, anche se non residenti.


Co. 76 


Scritture contabili per il trust


Il trust viene menzionato nell’art. 13 del DPR n. 600/73 tra i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.


(Fondazione Luca Pacioli, Circolare  n. 12 deI 7/6/2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


Giugno 2007


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