Novità fiscali del 1' giugno 2007

1) DETRAZIONE IRPEF DEL 55% PER GLI INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO: RESI NOTI TUTTI I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE


Risparmio energetico: Parte lo sconto Irpef fino a € 100.000.


In fattura costo mano d’opera e certificazioni all’Enea.


L’Agenzia delle Entrate ha emanato il 31/05/2007 la circolare con i chiarimenti per usufruire dello sconto Irpef previsto dalla finanziaria a favore di chi rende eco-compatibile l’immobile.


Sono interessati agli interventi i fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria catastale.


Premessa


La legge 27/12/2006, n. 296 (Legge finanziaria per il 2007), articolo unico, commi da 344 a 349, nel quadro delle misure di politica energetico-ambientale, ha introdotto specifiche agevolazioni fiscali per la realizzazione di determinati interventi volti al contenimento dei consumi energetici, realizzati su edifici esistenti.


L’agevolazione consiste nel riconoscimento di una detrazione d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute entro il 2007, da ripartire in tre rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione fruibile, stabilito in relazione a ciascuno degli interventi previsti.


Al via lo sconto Irpef del 55% per gli interventi di risparmio energetico realizzati sugli immobili.


Non occorre inviare al centro operativo di Pescara la comunicazione preventiva di inizio  lavori come per le ristrutturazioni edilizie, ma deve essere indicato in fattura il costo della mano d’opera, mentre il pagamento andrà effettuato mediante bonifico bancario o postale. Inoltre, necessita l’asseverazione di un tecnico che attesti i requisiti dei lavori eseguiti in  relazione al risparmio energetico, la trasmissione all’Enea di un attestato di “certificazione energetica” dell’edificio sul quale sono stati eseguiti i lavori, oppure di “qualificazione energetica” nei comuni dove manca la procedura per la certificazione.


La detrazione IRPEF


Viene previsto uno sconto Irpef pari al 55% della spesa sostenuta che varia a seconda dell’intervento effettuato da € 100.000 a € 30.000 delle spese sostenute nel corso del 2007 (si veda in seguito).


E’ possibile cumulare il beneficio qualora si effettuano più interventi per ognuno dei quali é prevista una detrazione.


La detrazione va ripartita in tre quote annuali di pari importo.


Lo sconto fino a un massimo di € 100.000 viene previsto per gli interventi di riqualificazione energetica che diano origine a un risparmio energetico per la climatizzazione invernale di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nell’allegato C del Decreto 19/2/2007.


Nel beneficio rientra la sostituzione o l’installazione di impianti di climatizzazione invernale anche con generatori di calore non a condensazione, con pompe di calore, con scambiatori per teleriscaldamento, con caldaie a biomasse, ecc..


Per le spese relative a interventi su edifici, parte di essi o unità immobiliari riguardanti coperture e pavimenti, finestre comprensive di infissi la detrazione massima arriva a € 60.000.


Non essendo ancora stati definiti i parametri di risparmio energetico cui dovrebbe essere finalizzato l’intervento tale sconto potrà essere ottenuto se l’intervento rientra in quello più generale della qualificazione energetica globale dell’edificio se consegue i requisiti richiesti per tale intervento.


Per ottenere il beneficio fiscale non basta la semplice sostituzione di finestre e infissi ma occorre che ci sia una riduzione della trasmittanza termica rispetto alla situazione precedente ai lavori.


Viene previsto lo stesso sconto fino a € 60.000 per chi installa pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici, industriali, nonché per il fabbisogno di piscine, strutture sportive case di ricovero e di cura, scuole e università.


Lo sconto può arrivare a un massimo di € 30.000 per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con sistemi dotati di caldaie a condensazione.


Nel beneficio rientra anche la trasformazione di impianti individuali in impianti centralizzati con contabilizzazione di calore.


Gli adempimenti


La principale novità rispetto alla procedura per lo sgravio Irpef relativo alle ristrutturazioni é che non bisogna inviare al Centro operativo di Pescara la comunicazione preventiva di inizio lavori.


E’, invece, necessario indicare in fattura il costo della mano d’opera utilizzata per la realizzazione dell’intervento.


Occorre, inoltre, acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici che garantiscano il risparmio energetico indicato.


Va trasmessa per via telematica o raccomandata all’Enea la copia dell’attestato di “certificazione energetica” dell’edificio prodotta dopo la realizzazione degli interventi che danno diritto allo sconto.


Nei comuni dove non sono state indicate le procedure per la certificazione energetica é sufficiente un attestato di “qualificazione energetica” prodotto secondo le indicazioni del decreto attuativo della Finanziaria in materia di risparmio energetico.


All’Enea va anche trasmessa una scheda informativa relativa agli interventi realizzati in cui vanno indicati i dati di chi ha sostenuto le spese quelli dell’edificio, la tipologia di intervento di risparmio energetico nonché il costo sostenuto specificando quello delle spese professionali e l’importo utilizzato per il calcolo della detrazione.


La documentazione richiesta deve essere rilasciata da tecnici abilitati.


Soggetti interessati


Lo sconto spetta a tutti i soggetti a prescindere dalla tipologia di reddito di cui sono titolari.


Possono beneficiare della detrazione a condizione che sostengano le spese.


Inoltre devono possedere o detenere l’immobile.


Sono ammessi al beneficio anche i familiari conviventi con il proprietario dell’immobile: coniuge, parenti fino al terzo grado e affini entro il secondo grado.


Edifici interessati


Sono interessati agli interventi i fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria catastale, compresi quelli rurali e quelli strumentali alle attività d’impresa a condizione che siano già esistenti.


Sono, quindi, esclusi dall’agevolazione gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile.


L’esistenza dell’immobile può essere provata con l’iscrizione al catasto, la richiesta di accatastamento o il pagamento dell’Ici.


Nel caso di ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione si può accedere al beneficio solo in caso di fedele ricostruzione.


Pagamenti


I soggetti non titolari di reddito d’impresa devono effettuare i pagamenti con bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita Iva del beneficiario del bonifico.


L’obbligo di effettuare il pagamento mediante bonifico viene escluso per i soggetti esercenti attività d’impresa.


Documentazione


Chi chiede lo sconto Irpef deve conservare ed esibire all’Amministrazione finanziaria, in caso di richiesta, la asseverazione, la ricevuta della documentazione inviata all’Enea, nonché le fatture e le ricevute del bonifico relative alle spese per le quali si fa valere la detrazione.


L’Amministrazione finanziaria può anche chiedere ulteriori documenti per verificare la corretta applicazione della detrazione d’imposta.


La mancata presentazione all’Amministrazione della documentazione richiesta comporta la


decadenza dal beneficio.


Spese detraibili


Sono detraibili sia le spese per la realizzazione degli interventi, comprese quelle funzionali alla realizzazione dell’intervento di risparmio energetico, sia quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica richiesta per fruire del beneficio.


In particolare sono detraibili le spese per fornitura e messa in opera di materiale coibente, di materiali ordinari necessari per demolizione e ricostruzione dell’elemento costruttivo. Rientrano nel beneficio le spese per interventi che riducono la trasmittanza termica delle finestre, per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti, gli interventi per la climatizzazione invernale come fornitura e posa in opera di apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, lo smontaggio e dismissione dell’impianto esistente.


Vendita immobile


La variazione del possesso dell’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi di risparmio comporta il trasferimento delle quote di detrazione residue al nuovo proprietario.


Cumulabilità


La detrazione del 55% non può essere cumulata con altre agevolazioni concesse per i medesimi interventi mentre é compatibile con gli interventi previsti in materia di risparmio energetico.


La non cumulabilità opera nei confronto dello sconto Irpef del 36% per le ristrutturazioni.


Aliquota IVA


Infine, ai fini dell’aliquota Iva da applicare occorre tenere conto di come l’intervento di riqualificazione energetica viene qualificato sotto il profilo edilizio (manutenzione, ristrutturazione, ecc.).


Per esempio gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nel 2007 continuano a godere dell’aliquota agevolata del 10I.


(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 36 del 31/5/2007)


  


2) DICHIARAZIONI UNICO E PARAMETRI PROFESSIONI 2007: IN CORSO DI PUBBLICAZIONE IN G. U. UN COMUNICATO DI RETTIFICA DEI MODELLI


È in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale un comunicato di rettifica relativo ai modelli di dichiarazione UNICO 2007-PF, UNICO 2007-SC, UNICO 2007-ENC, UNICO 2007-SP e al modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei Parametri professioni – 2007.


(Comunicato Agenzia delle Entrate 31/05/2007)



 


3) ATTIVITÀ CINEMATOGRAFICA: I CONTRIBUTI PER LA PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE ED ESPORTAZIONE


Il Ministero per le attività culturali ha disposto le modalità tecniche per usufruire dei contributi previsti a sostegno alla produzione ed alla distribuzione cinematografica di cui al D.Lgs. n. 28/2004 alla luce di quanto previsto dall’art. 1, commi 1150 e 1151 legge n. 296/2006 (legge Finanziaria 2007).


(D.M. Ministero beni e attività culturali 12/04/2007, G.U. 30/05/2007, n. 124)



 


4) PROFESSIONISTI NON SOGGETTI ALL’IRAP E PRESENTAZIONE TELEMATICA DI UNICO 2007- PF: PER IL MOMENTO RESTA LA FORZATURA SUL SOFTWARE ENTRATEL PER IL QUADRO IQ, CHE VA COMUNQUE COMPILATO


Ha rilevato l’Agenzia delle Entrate (in materia di IRAP, riguardo la definizione del concetto di autonoma organizzazione”), che la Corte di Cassazione non ha fornito indicazioni puntuali ed univoche, pertanto, in atto non è possibile affrontare sistematicamente il tema dell’IRAP dovuta dai professionisti, sulla base delle sole sentenze della Suprema Corte finora depositate.


Per conseguenza, l’Agenzia delle Entrate definirà la posizione amministrativa al termine dell’esame completo della giurisprudenza della Cassazione e, comunque, entro un breve termine che non sia di ostacolo alla determinazione e al versamento delle imposte dovute. 
In tal modo, l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un’interrogazione parlamentare con la quale si chiedeva (alla luce delle recenti sentenze della Corte di Cassazione in materia di IRAP) la rimozione dal software ENTRATEL dell’errore bloccante nella trasmissione in via telematica del modello UNICO 2007-PF (qualora nella dichiarazione risulti compilato il quadro relativo ai redditi di lavoro autonomo e non quello relativo all’IRAP), in modo tale da consentire la trasmissione telematica delle dichiarazioni ai professionisti che (adeguandosi alle pronunce della Suprema Corte) non intendono effettuare il versamento dell’imposta. 


(Interrogazione Camera dei deputati 30/05/2007, n. 5-01059)


  


5) REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE: TASSABILITÀ DELL’INDENNITÀ DI TRASFERTA DEGLI UFFICIALI GIUDIZIARI


In materia di redditi di lavoro dipendente, l’indennità di trasferta a favore dell’Ufficiale giudiziario, per atti compiuti fuori dell’edificio in cui l’Ufficio ha sede, ha natura retributiva e deve essere assoggettata ad Irpef.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 21/05/2007, n. 11698)


  


6) FORME PENSIONISTICHE PREESISTENTI: PUBBLICATE IN G.U. LE DISPOSIZIONI PER L’ADEGUAMENTO


Sulla G. U. è stata pubblicata la deliberazione con cui la Covip ha fornito alle forme pensionistiche preesistenti le direttive per l’ attuazione del DM n. 62/2007, recante i criteri e le modalità di adeguamento alla disciplina della previdenza complementare ai sensi del D.Lgs. n. 252/2005.


(Deliberazione COVIP 23/05/2007, G.U. 30/05/2007, n. 124: Si veda qui di seguito)


 


Direttive   in   materia   di   attuazione  da  parte  delle  forme pensionistiche preesistenti delle previsioni del decreto ministeriale 10 maggio  2007, n. 62, recante il regolamento per l’adeguamento alle disposizioni del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.


Con  decreto  n.  62  del  10 maggio  2007  adottato  dal  Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale,  sentita  la  COVIP,  pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale, n. 112 del  16 maggio  2007,  e’  stata  data  attuazione  alla disposizione dell’art.  20,  comma 2,  del  decreto  legislativo  n. 252 del 2005, individuando   criteri   e   modalita’  di  adeguamento  delle  forme pensionistiche complementari preesistenti alla nuova disciplina.


Tale decreto contiene disposizioni atte a prefigurare un generale e complessivo  percorso  di  adeguamento  dei  fondi  preesistenti alla disciplina recata dal decreto legislativo n. 252 del 2005, secondo le disposizioni   del  decreto  ministeriale  medesimo,  nonche’  alcune puntuali  indicazioni  preordinate ad individuare gli adeguamenti che devono  essere  posti  in  essere da parte dei fondi preesistenti che intendono essere destinatari del conferimento del TFR di cui all’art. 8 del decreto legislativo n. 252 del 2005.


Tenuto  conto  di  quanto  sopra,  con  la  presente  direttiva  si forniscono  indicazioni  circa  i  principali  profili di adeguamento previsti  dal  decreto  ministeriale in argomento, ripercorrendone le disposizioni  nell’ordine  dell’articolato  medesimo  e richiamando i termini  indicati  nelle diverse disposizioni, nonche’ le linee che i fondi   preesistenti   dovranno   seguire  nel  porre  in  essere  le conseguenti attivita’.


Quanto   alle   disposizioni   in   materia   di  organizzazione  e funzionamento,  l’art.  3  del  decreto  ministeriale prevede che, in linea  generale, tutti i fondi preesistenti adeguino i propri statuti alle  disposizioni  di cui agli articoli 5 (assetto organizzativo), 8 (finanziamento),  11  (prestazioni)  e 14 (riscatti e trasferimenti), fatte  salve  alcune  specifiche  possibilita’ di deroga previste nel decreto medesimo.


Per  le  specifiche  finalita’  connesse  al  conferimento del TFR, l’art.   4   del   decreto  ministeriale  chiarisce  che  presupposto necessario  per  poter risultare destinataria del conferimento e’ che la  forma  sia  a  contribuzione definita, con conseguente obbligo di


costituzione  di  un’apposita  sezione laddove non gia’ esistente, ed abbia  autonoma soggettivita’ giuridica ovvero, con riguardo ai fondi pensione  interni  bancari o assicurativi, abbia comunque costituito, ove   non   gia’   esistente,  un  patrimonio  separato.  Va  inoltre richiamata, con riferimento all’ipotesi di conferimento con modalita’ tacite,  l’esigenza che sia garantita l’osservanza della disposizione dell’art.  8,  comma 9,  del  decreto legislativo n. 252 del 2005.


Al riguardo, va rilevato che il decreto ministeriale prevede che i fondi preesistenti  che  fanno  ricorso  a  gestioni  assicurative  possono assicurare  l’attuazione  della  predetta disposizione anche mediante inserimento  (ove  non  gia’  esistenti)  di  apposite  clausole  nei contratti assicurativi.


Quanto a modelli gestionali e criteri di investimento, l’art. 5 del decreto  ministeriale  richiama l’applicazione dell’art. 6, comma 13, del  decreto  legislativo  n.  252  del  2005 e relativa normativa di attuazione, pur prevedendo alcune specifiche deroghe. In particolare, risulta consentito continuare a gestire le attivita’ mediante stipula di contratti assicurativi di cui ai rami vita I, III e V previsti dal decreto  legislativo n. 209 del 2005, ed e’ ammessa la gestione delle attivita’  in  forma  diretta,  oltre  che  tramite convenzioni con i soggetti  di  cui all’art. 6, comma 1, del decreto legislativo n. 252 del 2005.


Risultano altresi’ consentiti gli investimenti immobiliari in forma diretta entro il limite totale del venti per cento del patrimonio del fondo,  ferma  restando,  in ogni caso, l’esigenza di tener conto dei criteri  generali  di  gestione  di  cui  al decreto del Ministro del tesoro  n.  703 del 1996, tra cui il principio della diversificazione degli investimenti e dei rischi. Per i fondi che alla data di entrata in  vigore  del decreto ministeriale detengano investimenti superiori al  predetto  limite e’ posto un termine di 5 anni per ricondurre gli investimenti  medesimi  nell’ambito  del  limite medesimo. E’ inoltre previsto che la COVIP possa stabilire i casi in cui i predetti limiti possono  essere superati o derogati per specifiche esigenze del fondo coerenti  con  la  politica  di  gestione  e  la situazione del fondo stesso.


Piu’  in  generale la COVIP puo’ limitare le categorie di attivita’ nelle  quali  i  fondi preesistenti possono investire direttamente le risorse  in  funzione  dell’adeguatezza della struttura organizzativa preposta   alla   valutazione  e  alla  gestione  del  rischio  degli investimenti.    Specifiche    disposizioni    attengono   poi   alla possibilita’,  per  fattispecie  limitate,  di continuare a concedere prestiti o di assumere prestiti esclusivamente a fini di liquidita’ e su base temporanea.


Circa  i  tempi  di  adeguamento  alle  disposizioni  in materia di investimenti  e  modelli  gestionali,  i  commi 5 e 6 dell’art. 5 del decreto   ministeriale   prevedono   un   termine  di  tre  anni  per l’adeguamento alle disposizioni legislative e di normativa secondaria in  materia  di  limiti  agli investimenti – fermo restando che trova immediata  applicazione  la  specifica  previsione di cui all’art. 6, comma 13,  lett. c),  del  decreto legislativo n. 252 del 2005 – e di cinque   anni   per   l’adeguamento  alle  altre  disposizioni  degli articoli 6  e  7  del  decreto  legislativo  n.  252  del  2005,  ove compatibili  con  il  modello  gestionale adottato nel rispetto delle norme del decreto ministeriale.


Infine l’art. 6 del decreto ministeriale precisa che i conflitti di interesse  sono disciplinati dalle disposizioni regolamentari emanate ai sensi dell’art. 6, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 252 del 2005.


Quanto  alle  attivita’  che i fondi pensione preesistenti dovranno porre  in  essere  per  attuare  gli adeguamenti previsti dal decreto ministeriale,  si  rileva  che,  in coerenza con quanto in precedenza evidenziato,  occorre  distinguere  due  profili:  uno  relativo allea attivita’  preordinate  a  rendere  possibile il conferimento, a tali fondi,  del  trattamento  di  fine  rapporto  ai  sensi  della  nuova normativa,  l’altro  connesso al piu’ generale e complessivo percorso di  adeguamento alla disciplina recata dal decreto legislativo n. 252


del   2005  secondo  le  disposizioni  del  decreto  ministeriale  in argomento.


Con  riguardo  a  tali  profili,  si  forniscono  le seguenti linee procedurali.


I  fondi pensione preesistenti che intendono essere destinatari del conferimento del TFR di cui all’art. 8 del decreto legislativo n. 252 del  2005 devono necessariamente essere configurati secondo il regime della  contribuzione  definita  (anche  attraverso apposite sezioni), avere  soggettivita’  giuridica  ovvero,  nel  caso  di fondi interni bancari   o   assicurativi,   patrimonio   separato  e,  quanto  alla prospettiva  di  ricevere  il TFR attraverso modalita’ tacite, devono provvedere all’istituzione di una linea con le caratteristiche di cui all’art.  8,  comma 9, del decreto legislativo n. 252 del 2005, anche mediante  inserimento  di  apposite clausole (ove non gia’ esistenti) nei contratti assicurativi in essere.


La   previa  attuazione  dei  relativi  adeguamenti  e’  condizione necessaria affinche’ i fondi possano essere destinatari, ai sensi del decreto   legislativo   n.  252  del  2005  e  relative  disposizioni attuative,  del  trattamento  di  fine  rapporto  e i relativi flussi possano  essere conferiti. Al riguardo, i fondi pensione preesistenti che  intendano  ricevere  il conferimento del predetto TFR a far data dal  1° luglio  2007  devono  tempestivamente avviare le procedure di adeguamento  alle  norme  del decreto e porre in essere gli specifici adeguamenti  sopra  richiamati  che risultassero a tal fine necessari entro il 30 giugno 2007, dandone comunicazione alla COVIP e allegando la  connessa  documentazione  relativa  alle determinazioni adottate, anche   con   riferimento   alle  eventuali  modifiche  statutarie  o regolamentari.  I  fondi dovranno altresi’ trasmettere alla COVIP una comunicazione,  assentita  dall’organo  di amministrazione del fondo, nella   quale   vengono   specificati   modalita’   e  tempi  per  il completamento  degli  adeguamenti  al  decreto,  tenendo  conto  che, laddove non siano indicati nel decreto stesso particolari e piu’ ampi termini  con  riguardo  a  specifici  aspetti,  l’adeguamento  dovra’ avvenire nel piu’ breve tempo possibile.


Analoga  comunicazione  dovra’  essere  trasmessa quanto prima alla COVIP  da parte di tutti i fondi pensione preesistenti, ancorche’ non intendano  essere  destinatari  del trattamento di fine rapporto, con l’indicazione  delle  modalita’ e dei tempi di adeguamento, formulati anche  in  ragione  delle  specificita’  e  delle  caratteristiche di ciascuna forma pensionistica.


Si   richiama,   infine,  l’opportunita’  che  nell’attuazione  dei conseguenti  adeguamenti  statutari,  ad esempio con riferimento alle previsioni  dell’art.  3  del  decreto  ministeriale  in  materia  di organizzazione e funzionamento, i fondi pensione preesistenti abbiano come   parametro   di   riferimento,   con  gli  eventuali  necessari adattamenti,  le  relative  disposizioni  contenute  nello  Schema di statuto  per  i  fondi  pensione  negoziali  adottato dalla COVIP con delibera del 31 ottobre 2006.


 


Vincenzo D’Andò


 


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