Novità fiscali del 9 maggio 2007

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 9 maggio 2007

1) STRATEGIA ANTIEVASIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE: PIÙ EFFICACE

Secondo Massimo Romano le finalità sono quelle di potenziare l’attività di contrasto all’evasione aumentando la proficuità e la deterrenza dell’azione di accertamento.

In particolare, nel 2007 l’attività di controllo sarà caratterizzata da una accurata selezione delle posizioni da controllare con una particolare attenzione alle società di capitali, ai soggetti che evidenziano anomali crediti Iva e a quelli non allineati agli studi di settore.

In particolare aumenteranno del 56% i controlli nei confronti delle grandi imprese, portandoli da 960 a 1.500, mentre il ricorso alle indagini finanziarie sarà più che raddoppiato, passando da 1.400 a 3mila.

Inoltre, il 2006 ha registrato anche un significativo miglioramento dell’indice di definizione degli accertamenti, cioè del rapporto tra gli accertamenti definiti con adesione e acquiescenza rispetto a quelli con esito positivo, che è passato dal 40% al 44%.

(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 08/05/2007)

  

AGENZIA DELLE ENTRATE PREVENZIONE E CONTRASTO ALL'EVASIONE

Accertamenti II.DD., IRAP e IVA nei confronti di soggetti per i quali è presente un codice attività ATECOFIN 2004

Macro attività

2005

2006

AGRICOLTURA- CACCIA E SILVICOLTURA

9.301

9.643

ALBERGHI E RISTORANTI

17.261

17.419

ALTRI SERVIZI PUBBLICI SOCIALI E PERSONALI

18.876

16.646

ATTIVITA IMMOB E PROFESS - NOLEGGIO

28.029

8.131

ATTIVITA MANIFATTURIERE

32.419

33.903

ATTIVITA FINANZIARIE

208

2.125

ATTIVITA IMMOBILIARI NOLEGGIO INFORMATICA RICERCA

1.845

19.575

COMMERCIO ALL INGROSSO E AL DETTAGLIO RIP AUTO MOTO E BENI

71.875

79.015

COSTRUZIONI

34.532

37.597

ESTRAZIONE DI MINERALI

237

215

INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA

3.102

2.802

ISTRUZIONE

497

488

PESCA- PISCICOLTURA E SERVIZI CONNESSI

545

346

PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA GAS E ACQUA

132

122

SANITA E ALTRI SERVIZI SOCIALI

5.616

1.116

SANITA E ASSISTENZA SOCIALE

44

3.066

TRASPORTI MAGAZZINAGGIO E COMUNICAZIONI

7.069

8.428

ALTRO

184

148

TOTALE

231.772

240.785

di cui

 

 

CONTROLLI ORDINARI II.DD, IRAP E IVA (1)

168.111

173.114

CONTROLLI SU SEGNALAZIONI CENTRALIZZATE

63.661

67.671

 

2) DICHIARAZIONI DEI REDDITI: TERMINI DI RINVIO INSUFFICIENTI PER I PROFESSIONISTI

Il rinvio dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi comunicato dall'Agenzia delle Entrate il 07/05/2007 è assolutamente insufficiente e non risolve i problemi dei professionisti.

Per evitare di fare lavorare i professionisti anche nel mese di agosto, sarebbe molto più utile è giusto spostare al 20/9/2007 la scadenza del 31/7/2007 per l'invio telematico di Unico da parte di persone fisiche non Iva e di unificare al 10/10/2007 le scadenze del 10 e del 25 settembre, relative rispettivamente all'invio telematico di Unico da parte di società di capitali, soggetti equiparati, enti non commerciali e all'invio telematico di Unico da parte di persone fisiche titolari di redditi d'impresa, di lavoro autonomo e di partecipazione, e da parte di società di persone, associazioni tra artisti e professionisti, società semplici e soggetti equiparati.

(Nota, pubblicata sul sito della Fondazione Luca Pacioli il 08/05/2007, del Presidente Prof. Moretti)

 

3) VERSAMENTO IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI CON IL MODELLO F24

A partire dal 1 maggio 2007 il contribuente ha la facoltà di versare l'imposta comunale sugli immobili (I.C.I.), anche utilizzando i crediti ammessi in compensazione, mediante il modello di pagamento unificato F24.

E’ ammessa la compensazione con crediti di tributi/contributi.

Mentre restano esclusi dalla compensazione i crediti relativi ai tributi e alle altre entrate degli enti locali, tranne i crediti relativi alle addizionali all'Irpef (le quali addizionali regionali e comunali possono, quindi, essere compensate con l’ICI nell’eventualità che risultino a credito).

(Agenzia delle Entrate, Provvedimento del 26/04/2007, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 104 del 07/05/2007)

  

4) VERIFICA FISCALE EFFETTUATA DALLA GUARDIA DI FINANZA NEI CONFRONTI DI SOCIETA': NON SONO SOGGETTI AD IVA I CONTRIBUTI PER IL RICONOSCIMENTO DI COSTI CORRISPOSTI DALLA CASSA CONGUAGLIO PER L'ENERGIA ELETTRICA A TITOLO DI MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' DEL SERVIZIO EROGATO

Le somme corrisposte a titolo di premio dalla Cassa Conguaglio ad una S.p.A., per le finalità generali cui lo specifico servizio si prefigge, costituiscono delle erogazioni di denaro che, ai sensi del citato art. 2 del D.P.R. n. 633/1972, sono considerate fuori dall'ambito applicativo dell'IVA.

Mentre qualora il premio viene gestito autonomamente è soggetto ad IVA, poiché si configura in tale caso come un corrispettivo di un servizio specifico reso e non quale componente del corrispettivo riscosso dall'utente e girato alla Cassa che lo destina alla redistribuzione.

In particolare, come già precisato in precedenza dalla risoluzione n. 183 dell'11/6/2002, non sono rilevanti ai fini dell'IVA le somme che si configurano come mere erogazioni di denaro per il perseguimento di obiettivi di carattere generale e non quale corrispettivo di una prestazione di servizi o di obbligo di fare, non fare e permettere.

Quindi,  le somme erogate, a titolo di premio, dalla Cassa Conguaglio unicamente nell'eventualità in cui saranno rispettate le condizioni stabilite dall'Autorità per l'Energia Elettrica, in termini di raggiungimento dei recuperi di continuità del servizio e dei miglioramenti qualitativi previsti, non si configurano quali corrispettivi da assoggettare ad IVA.

Inoltre, la risoluzione n. 40/2002, ha affermato che gli introiti affluiti alla Cassa Conguaglio per il settore elettrico nonché le successive erogazioni da quest'ultima effettuate hanno natura di mera movimentazione finanziaria e, come tale, sono escluse dal campo di applicazione dell'IVA.

Anche la risoluzione ministeriale n. 362364/1977 aveva precisato che gli introiti effettuati dalla medesima Cassa, nonché le successive erogazioni agli aventi diritto, rappresentano in sostanza mezzi tendenti ad attuare una perequazione di natura finanziaria e, come tali, esulano dalla sfera di applicazione dell'IVA, ai sensi dell'articolo 2, terzo comma, lettera a),

del D.P.R. n. 633/1972.

Pertanto, il parere dell’Agenzia delle Entrate, favorevole al contribuente, emesso a seguito di istanza di interpello del medesimo contribuente, ha superato la tesi contraria della Guardia di Finanza rilevata a seguito di una verifica fiscale generale.

(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 08/05/2007, n. 89)

 

5) ACCORDO DI RECIPROCA OSPITALITA TRA MINISTERO  E SOCIETA’ PER L’INSTALLAZIONE DI PONTI RADIO DEI VIGILI DEL FUOCO SU SPAZI IMMOBILIARI DELLA SOCIETA', LA QUALE  INSTALLA SU SPAZI IMMOBILIARI DEL MINISTERO TALUNI APPARATI DI TELEFONIA CELLULARE: TRATTAMENTO FISCALE

Dalla bozza di dell’accordo di reciproca ospitalità in spazi ad uso industriale su tralicci e terreni emerge che le parti hanno il comune interesse ad ottenere la reciproca ospitalità in spazi immobiliari rientranti nel patrimonio di rispettiva disponibilità e che, per il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, costituisce condizione essenziale per l'attuazione della c.d. ospitalità reciproca il fatto che l'esecuzione dell'accordo non produca un impegno di spesa a proprio carico.

Le parti intendono articolare la c.d. reciproca ospitalità attraverso uno scambio dei siti in rapporto di uno a due in modo che per ogni sito concesso in ospitalità dai Vigili del Fuoco corrisponda da parte della società la disponibilità alla concessione di ospitalità su due propri siti.

La stessa bozza di convenzione prevede che gli spazi concessi in ospitalità saranno utilizzati esclusivamente per finalità di telecomunicazione ovvero per trasmissioni in ponte radio tra aree di territorio non in visibilità di diretta.

La bozza di accordo stabilisce, inoltre, che la c.d. reciproca ospitalità avrà la durata di sei anni a decorrere dal 1/12/2006 fino al 30/11/2012 e che ad entrambe le parti è concessa la facoltà di recedere anticipatamente dall'accordo, anche solo per taluno dei siti installati fermo restando l'impegno a mantenere l'ospitalità nei confronti dell'altra parte per tutti i siti concessi fino alla naturale scadenza dell'Accordo.

Le parti convengono il reciproco canone annuale di ospitalità nella somma di € 120.000 più IVA.

La società Alfa fatturerà anticipatamente al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, entro il quinto giorno del mese, l'importo del canone relativo allo stesso mese mentre, nei medesimi termini, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco emetterà nei confronti della società una lettera di addebito di identico importo cosicché i due reciproci rapporti si intenderanno finanziariamente compensati.

La bozza di accordo disciplina più dettagliatamente il rapporto tra le parti, prevedendo, tra l'altro, controlli di compatibilità dei materiali utilizzati con le strutture esistenti, il rispetto dei campi elettromagnetici, le modalità di accesso agli spazi utilizzati da ciascuna parte nonché ulteriori obblighi reciproci delle parti nell'installazione dei ponti radio.

L'accesso ai locali, viene rinviato per la società all’estratto della Normativa Comportamentale per gli accessi nei siti della società oggetto di ospitalità commerciale (ad uso degli ospiti) e per il Dipartimento istante alle indicazioni di volta in volta fornite dai Vigili

del Fuoco.

Dalla bozza di accordo emerge, in primo luogo, che i rapporti tra il Dipartimento istante e la società non sono riconducibili, nel loro complesso, nell'ambito del contratto di locazione, giacché le parti intendono procurarsi non il godimento delle aree di rispettiva appartenenza, ma la facoltà di installarvi ponti radio e apparati di telefonia cellulare.

in particolare, l’accordo prevede le seguenti operazioni:

a) la società pone in essere nei confronti del Dipartimento una prestazione di servizi avente ad oggetto l'assunzione dell'obbligo di permettere l'installazione, su spazi immobiliari rientranti nel proprio patrimonio, di 30 ponti radio dei Vigili del Fuoco, a fronte di un corrispettivo costituito da un canone annuo di 120.000 euro;

b) il Dipartimento dei Vigili del Fuoco effettua anch'esso una prestazione di servizi consistente nell'assunzione dell'obbligo di consentire l'installazione, su spazi immobiliari rientranti nella propria disponibilità, di 15 apparati di telefonia cellulare della società, a fronte di un corrispettivo costituito da un canone annuo di 120.000 euro.

Le obbligazioni derivanti dall'accordo si estrinsecano, pertanto, nell'assunzione di obblighi di permettere e concretizzano prestazioni di servizi ai fini IVA, integrando il presupposto oggettivo di applicazione del tributo ai sensi dell'art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972.

La prestazione di servizi resa dalla società, poiché posta in essere da una società per azioni, si considera in ogni caso, in base alla disposizione recata dall'art. 4, comma 2, n. 1) del citato DPR n. 633/1972, effettuata nell'esercizio di impresa e, quindi, rientrante nel campo di applicazione dell'IVA, con conseguente obbligo di fatturazione ai sensi dell'art. 21 dello stesso decreto.

Inoltre, ai sensi dell'art. 18, comma 1, del DPR n. 633/1972, il soggetto che effettua la prestazione di servizi imponibile "deve addebitare la relativa imposta, a titolo di rivalsa al committente quale soggetto su cui grava l'onere economico dell'imposta.

Pertanto, che la S.p.A deve procedere alla fatturazione dell'operazione dalla stessa posta in essere e al contestuale addebito dell'imposta, a titolo di rivalsa, nei confronti del Dipartimento (Ministero dell'Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco), il quale risulta debitore, nei confronti della società, oltre che del corrispettivo pattuito, anche dell'importo dell'imposta addebitatagli.

Riguardo il trattamento tributario dell'operazione posta in essere dal Ministero dell'Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco, accertata la ricorrenza del requisito oggettivo, occorre verificare la sussistenza, in capo a detto ente, del requisito soggettivo di applicazione del tributo.

In proposito, ai sensi dell'art. 1 del DPR n. 633/1972, rientrano nel campo di applicazione dell'IVA le cessioni di beni e le prestazioni di servizi "effettuate nell'esercizio di imprese.

L'art. 4, comma 1, del DPR n. 633/1972 dispone che per esercizio di imprese si intende l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva delle attività commerciali di cui all'art. 2195 c.c., anche se non organizzate in forma d'impresa, nonché l'esercizio di attività, organizzate in forma di impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell'art. 2195 c.c.

Lo stesso art. 4 del citato DPR n. 633/1972 stabilisce, al comma 4, che per gli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale, tra i quali rientra il Ministero, si considerano effettuate nell'esercizio di imprese, e come tali rientranti nel campo di applicazione dell'IVA, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte nell'esercizio di attività commerciali.

Pertanto, occorre che, nel caso di prestazioni di servizi non riconducibili nell'art. 2195 c.c., le singole operazioni, tra esse funzionalmente collegate, concretizzino nell'insieme un'attività che presenti i connotati tipici di un'organizzazione professionale in forma d'impresa.

Nel caso di specie, l'assunzione dell'obbligo di permettere, da parte del Ministero, consiste nella semplice concessione all'installazione degli apparati di telefonia cellulare della società su spazi immobiliari rientranti nel proprio patrimonio nello stato di fatto e di diritto e nelle condizioni in cui si trovano senza che ciò richieda da parte del concedente la realizzazione di una organizzazione imprenditoriale.

L'operazione resa dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, poiché posta in essere  nell'espletamento di un'attività non commerciale, non rientra nel campo di applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 4 del DPR n. 633 del 1972 per carenza del presupposto soggettivo.

Per quanto riguarda l'imposta di registro, ai sensi del dell'art. 2, comma 1, lett. a) del D.P.R. n. 131/1986, sono soggetti a registrazione gli atti indicati nella tariffa, se formati per iscritto nel territorio dello Stato e, in forza del principio dell'alternatività recato dalla disposizione di cui all'art. 40 dello stesso DPR n. 131/1986 sono soggetti ad imposta proporzionale di registro gli atti relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi non soggetti all'IVA.

inoltre, in base all'art. 5, comma 1, del DPR n. 131/1986 sono soggetti a registrazione in termine fisso gli atti indicati nella parte prima della tariffa e in caso d'uso quelli indicati nella parte seconda" e che l'art. 9 della parte prima della Tariffa allegata allo stesso DPR n. 131, contempla quali atti soggetti a registrazione in termine fisso, con applicazione dell'aliquota del 3%, gli atti diversi da quelli altrove indicati aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale.

Per cui l'operazione posta in essere dal Dipartimento istante, avendo per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale, rientra nella previsione residuale di cui all'art. 9 della parte prima della Tariffa allegata al citato DPR n. 131/1986 e, pertanto, va assoggettata all'applicazione dell'imposta proporzionale di registro con aliquota del 3%.

La base imponibile é costituita dall'ammontare dei corrispettivi in denaro pattuiti per l'intera durata del contratto ai sensi dell’art. 43, comma 1, lett. h) del DPR n. 131/1986.

Per quanto riguarda l'obbligo del pagamento dell'imposta trova applicazione, nel caso di specie, l'art. 57, comma 7, del DPR n. 131/1986 il quale prevede che nei contratti in cui é parte lo Stato, obbligata al pagamento dell'imposta é unicamente l'altra parte contraente sempreché non si tratti di imposta dovuta per atti presentati volontariamente per la registrazione delle amministrazioni dello Stato.

(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 08/05/2007, n. 90) 

 

6) TRATTAMENTO TRIBUTARIO APPLICABILE, AI FINI IVA/IMPOSTA DI REGISTRO, SULLE CESSIONI DI IMMOBILI SU CUI SONO STATI ESEGUITI LAVORI NON ANCORA ULTIMATI

Si applica l’IVA sulla vendita, attraverso una gara pubblica, di un complesso immobiliare per il quale sono già state iniziate opere di ristrutturazione (demolizioni, consolidamenti, rifacimento dell'intonaco grezzo esterno), mai completate a seguito della modificazione delle strategie da parte dell'azienda.

L’Agenzia Entrate con la circolare 1 marzo 2007, n. 12/E, ha ribadito come il comma 8 dell'art. 35 della Legge n. 248/2006, modificativo del comma 1, n. 8-bis ed 8-ter, dell'art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, abbia esentato dall'applicazione dell'IVA, le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato a destinazione abitativa, ad eccezione di quelle effettuate, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento, dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche per il tramite di imprese appaltatrici, gli interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia ed urbanistica, di cui alle lettere c), d) ed e) della legge 5 agosto 1978, n. 457.

Nella suddetta circolare n. 12/E del 2007, viene esaminata la cessione dei fabbricati ultimati e non, individuandosi il momento di ultimazione in quello in cui l'immobile é idoneo ad espletare la sua funzione o ad essere destinato all'uso.

Per quanto concerne, invece, la cessione dei fabbricati (su cui sono stati realizzati lavori) non ancora ultimati, é stato precisato che la relativa cessione, effettuata da un soggetto passivo d'imposta, é ritenuta esclusa dall'ambito applicativo del comma 1, n. 8-bis) e 8-ter), dell'art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, ed essere in ogni caso assoggettata ad IVA, trattandosi di un bene che va considerato ancora come appartenente al circuito produttivo.

Infine, nella stessa circolare n. 12/E del 2007, in relazione ai fabbricati oggetto di ristrutturazione edilizia, viene rilevato come, ai fini dell'assoggettamento ad IVA della cessione dell'immobile, sia necessario che i lavori edili, ancorché in misura parziale, siano stati effettivamente realizzati, non ritenendosi sufficiente la semplice richiesta delle autorizzazioni amministrative alla esecuzione dell'intervento, per poter considerare il fabbricato in corso di ristrutturazione.

Pertanto, si applica l’IVA sulla vendita, attraverso una gara pubblica, di un complesso immobiliare per il quale sono già state iniziate opere di ristrutturazione (demolizioni, consolidamenti, rifacimento dell'intonaco grezzo esterno), mai completate a seguito della modificazione delle strategie da parte dell'azienda.

Trattandosi di fabbricato non ultimato l'assoggettamento ad IVA si applica a prescindere dalla destinazione catastale dell'immobile stesso.

L'assoggettamento del caso di specie al regime di imponibilità IVA é subordinato, naturalmente, alla circostanza (da fare constare anche in sede di eventuale controllo) che l'immobile al momento della cessione sia effettivamente in fase di ristrutturazione, nel senso che su di esso siano stati concretamente eseguiti interventi significativi, il cui completamento si rende necessario per rendere il fabbricato idoneo al suo materiale utilizzo