Novità fiscali del 30 maggio 2007


1) DIRITTO CAMERA DI COMMERCIO ANNUALE: PUBBLICATO IN G.U. IL DECRETO CHE HA STABILITO GLI IMPORTI 2007


E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto che ha stabilito la misura del diritto camerale annuale dovuto per l’anno 2007 dalle imprese alle Camere di Commercio.


Peraltro, gli importi del diritto camerale annuale per l’anno 2007 non hanno subito variazioni rispetto a quelli dello scorso anno.


(Decreto del Ministero dello Sviluppo economico 23/3/2007, pubblicato in G.U. n. 122 del 28/5/2007)


 



2) TRATTAMENTO FISCALE DEGLI INTERESSI RISARCITORI


La Corte di cassazione attenendosi a quanto già stabilito con la Sentenza n. 9111/2002, è nuovamente intervenuta sul trattamento fiscale delle somme percepite a titolo di interessi.


Nel caso attuale, la Suprema Corte, premettendo che occorre ponderare caso per caso quale sia la funzione economico-finanziaria delle somme ricevute a titolo di interessi, hanno sancito che gli stessi:


– sono tassabili, se corrisposti per reintegrare un mancato guadagno;


– sono esenti da tassazione, se riconducibili al risarcimento di una perdita patrimoniale.


(Corte di Cassazione, Sentenza 21 maggio 2007, n. 11682)


 


3) FRINGE BENEFIT DELL’AUTOVETTURA: COEFFICIENTE AL 30% ANCHE AI FINI PREVIDENZIALI


L’INPS, con un messaggio ha chiarito la modalità di determinazione del valore imponibile, ai fini previdenziali, dell’auto aziendale ad uso promiscuo concessa ai dipendenti.


In particolare, l’Istituto previdenziale, riprendendo quanto già emanato dall’Agenzia delle Entrate, ha informato che il datore di lavoro deve calcolare le ritenute previdenziali relative all’anno 2007 considerando il coefficiente del 30%, (in luogo del 50%) da applicare all’importo corrispondente ad una percorrenza media annua di 15.000 chilometri sulla base delle tariffe ACI in relazione alla diversa tipologia di autovetture.


(INPS, Messaggio n. 13423 del 28/5/2007) 


 


4) ACCISE: TASSAZIONE DEI PRODOTTI ENERGETICI E DELL’ELETTRICITÀ


L’Agenzia delle Dogane ha fornito le disposizioni di applicazione del D.Lgs. n. 26/2007, attuativo della direttiva n. 2003/96/CE, che ha rivisitato (con efficacia dal 1/6/2007) il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.


(Circolare Agenzia Dogane 28/05/2007, n. 17/D)



 


5) IRAP & RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE: E’ ORA UFFICIALE L’ELIMINAZIONE DELL’OBBLIGO DELLA PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE UE – DECRETO PUBBLICATO IN G.U.


Non è più necessaria la preventiva autorizzazione delle competenti autorità europee per la fruizione delle deduzioni IRAP previste dall’art. 11, comma 1, lettera a), numeri 2) e 4), D.Lgs. n. 446/1997 (come modificato dall’art. 1, comma 266, legge n. 296/2006).
È in vigore dal 29/5/2007 il D.L. (approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 23/5/20007) che ha modificato l’art. 1, comma 267, Legge n. 296/2006, eliminando l’obbligo della preventiva autorizzazione UE per l’efficacia del beneficio previsto dalla Finanziaria 2007.


Pertanto, le deduzioni IRAP spettano a decorrere dal mese di febbraio 2007 nella misura del 50% e per il loro intero ammontare a decorrere dal mese di luglio 2007, con conseguente ragguaglio all’anno.


(D.L. 28/05/2007, n. 67, G.U. 28/05/2007, n. 122)


  


6) MUTUI IMMOBILIARI: DAL 2/6/2007 E’ SUFFICIENTE LA COMUNICAZIONE PER CANCELLARE L’IPOTECA


Dal 2/6/2007 le ipoteche a garanzia dei mutui concessi da banche, società finanziarie e da enti di previdenza obbligatoria, sono cancellate, d’ufficio, senza alcun onere per il debitore, a seguito di comunicazione del creditore alla conservatoria, in base all’art. 13, commi 8-sexies e seguenti del D. L. n. 7/2007, convertito in Legge n. 40/2007.


L’Agenzia del Territorio, con due provvedimenti in corso di pubblicazione in G.U., ha regolato le modalità del nuovo procedimento di cancellazione, fornendo la modulistica relativa, e istituendo presso il servizio di pubblicità immobiliare il Registro delle comunicazioni dei creditori.


(Decreto Agenzia Territorio 23/05/2007, in corso di pubblicazione G.U.)


 



7) IMPOSTE SUI REDDITI: È STATO ACCERTATO IL CAMBIO DELLE VALUTE ESTERE PER IL MESE DI APRILE 2007


È stato accertato il cambio delle valute estere per il mese di aprile 2007, ai sensi dell’art. 110, comma 9, D.P.R. n. 917/1986.


(Provvedimento Agenzia delle Entrate 17/05/2007, G.U. 28/05/2007, n. 122)


  


8) ACCONTI DI IMPOSTA: NIENTE SANZIONI PER IL RITARDATO PAGAMENTO SE VI E’ STATA CONCRETA IMPOSSIBILITÀ AD ADEMPIERE


Relativamente al mancato versamento di acconti IRPEG ed ILOR, ex artt. 9 e 92, D.P.R. n. 602/1973 (nel testo previgente) le soprattasse ed interessi previsti non sono dovuti ove il contribuente sia in grado di fornire la prova dell’impossibilità della prestazione causata da fatto del terzo (mancato pagamento di somme dovute al contribuente dal SSN).


A tal fine egli è tenuto a dimostrare la propria assenza di colpa, ossia di aver fatto uso dell’ordinaria diligenza per rimuovere l’ostacolo, in maniera da potere adempiere all’obbligazione tributaria, ad es. con il reperimento di altre fonti finanziarie.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 18/05/2007, n. 11593)


 



9) ACCISE: ASSEGNATE LE QUOTE DI BIODIESEL PER IL 2007


L’Agenzia delle Dogane ha provveduto all’assegnazione del contingente di 44.480 tonnellate di biodiesel ad incremento, per l’anno 2007, della parte di contingente di 180.000 tonnellate previsto dall’art. 22-bis, commi 1 e 2, D.Lgs. n. 504/1995, da dividersi secondo i criteri del regolamento n. 256/2003, in applicazione dell’art. 1, comma 374, Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007).


(Determinazione Agenzia Dogane 25/05/2007, n. prot. 2065/ACVCT)


  


10) PRESCRIZIONE AL DIRITTO DI RIMBORSO DI IMPOSTE DA DICHIARAZIONE. DECORRENZA


Errata la tesi in base alla quale il termine decorre dalla scadenza assegnata agli uffici per il controllo formale e la correlata, eventuale, rettifica La Cassazione, a sezioni unite, si è nuovamente occupata della questione del termine di decorrenza della prescrizione ordinaria (articolo 2946 cc) nel caso di rimborsi di crediti esposti in dichiarazione.


Con Sentenza n. 2678, depositata il 7/2/2007, ha ribadito in primo luogo l’orientamento consolidato in base al quale “l’esposizione di un credito d’imposta nella denuncia dei redditi costituisce istanza di rimborso, che soddisfa la condizione posta dall’art. 38 del D.P.R. n. 602/1973 per evitare la decadenza del credito”, precisando, di seguito, che il decorso della prescrizione è immediato, e che su di esso non interferisce, in senso dilatorio o sospensivo, il concorrente potere di liquidazione da parte dell’Amministrazione procedente.


(Corte di Cassazione, Sentenza n. 2678/2007)



 


11) TRIBUTI: UNA CIRCOLARE NON PUO’ INTRODURRE ADEMPIMENTI NON PREVISTI DALLA LEGGE


L’omessa annotazione sulle fatture non inficia il diritto del contribuente di avvalersi delle agevolazioni fiscali


Le circolari dell’Agenzia delle Entrate non sono fonti di diritto obiettivo, ruolo che invece spetta ai decreti ministeriali. In tema di agevolazioni fiscali previste dalla L. n. 388/2000, l’omessa indicazione sulle fatture di acquisto della dicitura prevista dalla circolare n. 41/E del 18/4/2001 non priva il contribuente del diritto di godere del credito d’imposta, non essendo tale dicitura richiesta anche dal decreto interministeriale del 24/2/2004.


(Commissione tributaria regionale L’Aquila, sez. Pescara, Sentenza 12/04/2007, n. 37/9/07)


  


12) CONCORDATO FALLIMENTARE: PER LE ATTIVITÀ TRASFERITE VIENE RICONOSCIUTO PARI VALORE FISCALE


Una risoluzione (emanata a seguito di istanza di interpello) ha chiarito la querelle relativa al valore fiscale di attività e passività trasferite a una società che riveste il ruolo di assuntore, a seguito di un concordato fallimentare omologato dal tribunale con sentenza passata in giudicato.


Nel caso di specie, con provvedimento di omologazione all’assuntore sono trasferite tutte le attività e passività della società fallita.


In particolare, è stato chiesto da parte della società che ha formulato l’interpello, quale fosse:


– il costo fiscale di acquisizione dei crediti vantati dalle banche nei confronti della società fallita;


– il costo fiscale delle attività e passività trasferite all’assuntore per effetto del concordato fallimentare.


Considerato che l’assuntore si accolla le passività e diviene proprietario di tutte le attività della società fallita, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il valore fiscale delle attività (costo con cui vengono prese in carico dall’assuntore), coincide con il valore delle passività accollate.


Tali passività non sono altro che il costo sostenuto dall’assuntore per potere acquisire le attività della società fallita.


Il valore fiscale di dette passività deve essere pari all’importo nominale delle stesse risultante dal piano di riparto.


I debiti accollati non possono essere ridotti per effetto degli atti di cessione di crediti intervenuti tra le banche e l’assuntore.


Pertanto, poiché il valore, fiscalmente riconosciuto, dei crediti nei confronti della società fallita è pari al costo sostenuto per la loro acquisizione, emerge una sopravvenienza attiva tassabile ai sensi dell’art. 88 del Tuir.


Va, quindi, attribuita rilevanza fiscale ai componenti positivi di reddito che emergono per effetto dell’estinzione di un debito ad un importo inferiore a quello di accensione.


Il maggior valore fiscale delle passività accollate misura in capo all’assuntore il costo fiscalmente riconosciuto delle attività acquisite dalla società fallita. Tale costo dovrà essere ripartito dall’assuntore tra le predette attività proporzionalmente al valore fiscale che le stesse avevano in capo alla società fallita.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 118 del 28/5/2007)


 



13) ATTIVITA’ DI COMMERCIO ELETTRONICO SVOLTA DA SOGGETTO NON RESIDENTE PER MEZZO DI SERVER LOCALIZZATO IN ITALIA: REQUISITI PER LA SUSSISTENZA DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE


Costituisce stabile organizzazione in Italia la circostanza che un soggetto non residente svolga la propria attività commerciale attraverso un server di suo utilizzo esclusivo, installato per un tempo indefinito nel nostro paese, i cui proventi vanno assoggettati a tassazione nel territorio dello Stato.


Un soggetto non residente, che mette a disposizione della clientela italiana, tramite un collegamento a banda larga, l’accesso a videogiochi non prodotti né aggiornati dallo stesso, per ridurre i costi di connessione e facilitare il proprio collegamento con i clienti, ha installato due server, che utilizza in esclusiva, presso un Internet Service Provider italiano.


La gestione dei server, cioé la configurazione dei medesimi, l’installazione delle applicazioni e l’invio dei giochi ai clienti, avviene in Francia.


La società non residente fornisce il suo servizio, in Italia, direttamente al consumatore finale, operando con il proprio marchio e riceve il pagamento direttamente, in via telematica, sul proprio sito web o, nel caso di connessione tramite Internet Service provider italiano, attraverso quest’ultimo.


In tale secondo caso emette fattura, nei confronti dell’Internet Service Provider italiano, per un ammontare pari alla somma pagata dagli utenti al netto del corrispettivo dovuto ad esso per il servizio prestato.


L’Internet Service Provider, ai sensi del contratto stipulato con la società interpellante, eroga i seguenti servizi:


a) “Games on Demand”; gli utenti pagano per avere accesso a dei videogiochi per un periodo di tempo limitato;


b) “Buy and Download”; gli utenti pagano per avere il diritto di scaricare dei videogiochi e per giocarci per un periodo di tempo illimitato.


Alla luce di tale attività l’Agenzia delle Entrate ha fornito le seguenti illustrazioni.


Il sito web di un’impresa é costituito da una combinazione di informazioni elettroniche, immagazzinate su un server, e di un software, che é un bene immateriale, installato su un disco fisso del server medesimo.


L’imprenditore titolare di un sito web dispone di una porzione, non identificabile, del disco fisso della macchina elettronica che é usata come server.


Il server, essendo dotato di una consistenza fisica, può configurare, in presenza di determinate circostanze, una sede fissa d’affari.


Ai fini della configurabilità, come individuata dal Commentario OCSE, di una stabile organizzazione, l’impresa non residente deve esercitare la propria attività per mezzo di un server che sia nella sua piena disponibilità, la quale sussiste qualunque sia il titolo giuridico che la determina (proprietà, locazione ecc.).


Inoltre, affinché il server costituisca base fissa, deve considerarsi decisivo il fatto che l’apparecchiatura permanga in un luogo specifico per un tempo sufficiente ad essere considerata tale.


 I commi 4 e 5 dell’articolo 162 del T.U.I.R. recependo, sostanzialmente, l’orientamento dell’OCSE confermano che “non costituisce di per sé stabile organizzazione la disponibilità a qualsiasi titolo di elaboratori elettronici e relativi impianti ausiliari che consentano – semplicemente – la raccolta e la trasmissione di dati ed informazioni finalizzati alla vendita di beni e servizi”.


Ai fini della configurazione della stabile organizzazione occorre la piena ed esclusiva disponibilità dell’apparecchiatura da parte del soggetto non residente per un periodo tale da configurare il presupposto della fissità e lo svolgimento attraverso di essa di attività ritenute principali nell’ambito dell’attività complessiva dell’impresa, restando esclusa la sussistenza della stabile organizzazione quando l’attività della sede fissa nel suo insieme  abbia carattere preparatorio o ausiliare.


Viene ritenuta non preparatoria o ausiliare, ma espressione diretta dell’attività principale esercitata, l’utilizzo di una apparecchiatura rilevante come bene strumentale che consenta di commercializzare i beni-merce dell’azienda.


Nei casi in cui tali apparecchiature (di proprietà e di utilizzo esclusivi del soggetto non residente) siano state installate per un tempo indefinito in Italia (con svolgimento di propria attività commerciale), i servizi garantiti ai clienti italiani sono considerati prestati da una stabile organizzazione in Italia e, come tali, assoggettati ad imposta nel territorio dello Stato.


Ciò viene confermato dalla circostanza che, attraverso il server, il soggetto non residente svolga una attività di commercio elettronico diretto, caratterizzato dalla fornitura di beni o servizi scaricabili (download) direttamente dall’elaboratore (es. fotografie, brani musicali, software) e che tutte le fasi del contratto, compresa quella dell’acquisizione del prodotto e del pagamento, si realizzino per via telematica.


Infine, l’acquisto relativo ai diritti di autore limitati ad abilitare l’utilizzatore al funzionamento del programma, i corrispettivi pagati devono essere considerati reddito di impresa.


Con risoluzione n. 169 del 30 luglio 1997 l’Amministrazione Finanziaria ha precisato che, conformemente a quanto affermato nel Commentario OCSE, se l’acquisto del software è finalizzato al puro utilizzo personale e commerciale, prescindendo da qualsiasi forma di riproduzione e di commercializzazione del software stesso, allora il corrispettivo pagato é configurabile come reddito di impresa o di lavoro autonomo – a seconda della natura del percipiente – e non come royalty.


Considerato, che i clienti del soggetto non residente non acquistano alcun diritto alla riproduzione o commercializzazione del software, il corrispettivo ottenuto viene considerato come reddito d’impresa.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 119 del 28/5/2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


Maggio 2007


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