Novità fiscali del 29 maggio 2007


1) RITENUTE SCOMPUTABILI DAL MODELLO UNICO SE CERTIFICATE, ANCHE SE NON SIANO STATE VERSATE.


STABILITA UNA DEROGA ALLA SOLIDARIETÀ TRIBUTARIA TRA SOSTITUTO D’IMPOSTA E SOSTITUITO


Nuova sentenza, in particolare della C.T.P.  di Milano sull’indicazione ritenute non versate in dichiarazione,


In particolare, con la Sentenza n. 99/12/2007, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha accolto il ricorso di un contribuente che si era visto contestare dall’Amministrazione finanziaria l’indicazione, nella propria dichiarazione dei redditi, delle ritenute che il proprio datore di lavoro aveva certificato nei cedolini paga, ma non nel modello CUD, dal momento che non era stato rilasciato ai dipendenti poiché il datore di lavoro, nel frattempo, era stato dichiarato fallito.


Secondo la Commissione tributari milanese, in tale evenienza non si applica l’obbligazione tributaria solidale tra sostituto e sostituito ex art. 35, D.P.R. n. 602/1973 (come evidenziata di recente dalla Cassazione).


Tale disciplina si verifica nel momento in cui il datore non provvede ad effettuare né le ritenute né i relativi versamenti: Invece, nel caso di specie, il datore di lavoro aveva effettivamente certificato le ritenute, senza tuttavia versarle al Fisco.


(Commissione Tributaria di Milano, Sentenza n. 99/12/2007)



 


2) AGEVOLAZIONI “PRIMA CASA”: ACQUISTO DI APPARTAMENTI CONTIGUI PER FARNE UN’UNICA ABITAZIONE: DEVE RISULTARE LA CONCRETA DESTINAZIONE


In caso di compravendita concernente più unità abitative contigue, che risultano essere separate ed autonome, per la fruizione delle agevolazioni c.d. “prima casa” occorre che sia dimostrata concretamente la destinazione degli appartamenti ad un unico alloggio abitativo.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 14/05/2007, n. 10981)


  


3) ATTENZIONE A FALSI DIPENDENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE CHE PROPONGONO ABBONAMENTI A RIVISTE FISCALI E AI FINTI RIMBORSI COMUNICATI VIA EMAIL AI CONTRIBUENTI


Marche da bollo contraffatte, truffe via mail con proposte di rimborsi fiscali inesistenti, falsi dipendenti dell’Agenzia delle Entrate che propongono abbonamenti a riviste fiscali.


Per i contribuenti già alle prese con le scadenze fiscali arriva un pacchetto di truffe ben confezionato.


Sono numerose e di varia natura le segnalazioni giunte all’Agenzia delle Entrate di tentativi di raggiro che prendono di mira ignari contribuenti che magari attendono davvero un rimborso o credono di fare un affare comprando tagliandi sostitutivi delle marche da bollo contraffatti.


In particolare, queste di seguito sono le truffe più frequenti:


Rimborsi


Al contribuente viene inviata una mail all’indirizzo di posta elettronica in cui si comunica che da recenti controlli nella nostra contabilità risulta un credito a suo favore, che potrà comodamente ritirare tramite assegno o bonifico bancario seguendo la procedura elettronica sul nostro sito web.


Per controllare lo stato della sua posizione fiscale, continua la mail, clicchi il link sottostante, dove troverà pure il cedolino per il rimborso del credito a lei riconosciuto.


Ma la realtà è diversa. Cliccando il link indicato si apre un sito, e continuando la procedura, si giunge a un file eseguibile (.exe) potenzialmente dannoso.


L’Agenzia delle Entrate ricorda ai contribuenti che i rimborsi fiscali, qualora fosse necessario, vengono comunicati solo per lettera a mezzo posta e solo con questo strumento, se occorre, sono richieste le coordinate bancarie per potere erogare più velocemente il credito.


In tutti gli altri casi, arriva direttamente il rimborso.


Nessuna comunicazione telefonica o per posta elettronica rientra nella procedura seguita dagli uffici fiscali per l’erogazione dei rimborsi.


Le coordinate bancarie, qualora vengano richieste, devono essere fornite recandosi presso uno degli uffici locali delle Entrate o presso un ufficio postale o via Internet, dal sito www.agenziaentrate.gov.it attraverso una procedura che offre margini di sicurezza assoluti.


La mail sembra sia utilizzata solo per introdurre dei virus informatici.


Falsi dipendenti Agenzia delle Entrate


Aumentano i tentativi di raggiri a danno dei contribuenti fatti da persone che si spacciano per dipendenti dell’Agenzia delle Entrate o utilizzano false carte con il logo dell’Agenzia.


In particolare, la maggiore parte delle truffe consiste nel proporre l’abbonamento, dietro pagamento di un corrispettivo, a false pubblicazioni fiscali o l’invio di pacchi e corrispondenza che utilizzano il logo dell’Agenzia contenenti però proposte di natura commerciale oppure l’avviso di avere sottoposto il contribuente a verifica fiscale straordinaria.


Di queste vicende indagano gli organi di polizia competente, ma in ogni caso l’Agenzia invita i cittadini che dovessero essere oggetto di analoghi tentativi di raggiro a contattare quanto prima qualunque Ufficio delle Entrate e a interessare in proposito l’Autorità giudiziaria.


Marche da bollo


Ultima truffa è quella della contraffazione dei tagliandi sostitutivi delle marche da bollo.


Pertanto, i contribuenti vengono invitati dall’Agenzia delle Entrate a rivolgersi per l’acquisto solo alle rivendite autorizzate (convenzionati con l’Agenzia delle Entrate) che sono circa  26.500 su tutto il territorio nazionale.  Si tratta in larghissima misura di tabaccai (rivenditori di generi di monopolio e valori bollati) e in misura minore di rivenditori diversi dai tabaccai, in quanto non autorizzati alla rivendita di generi di monopolio, che svolgono l’attività, ad esempio, presso i tribunali.


Necessita anche controllare che l’emissione del contrassegno avvenga al momento della richiesta e, se possibile, verificarne l’autenticità via Internet collegandosi al sito www.agenziaentrate.gov.it sotto la voce Servizi-Controllo valori bollati dove é possibile controllare i numeri seriali del tagliando e, in caso di discordanza, quindi di contraffazione,


segnalare la frode al servizio 117 della Guardia di Finanza o ad altra Autorità giudiziaria.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa del 26/05/2007)


 



4) PAGAMENTO ICI CON IL MODELLO F24 A COSTO ZERO: NON SI PAGA NESSUNA COMMISSIONE, INVECE PREVISTA PER I BOLLETTINI


Per ciò che concerne l’Agenzia delle Entrate, l’estensione della riscossione dell’Ici tramite F24 non comporta nessun costo aggiuntivo né a carico dei Comuni, né riguardo i contribuenti tenuti al versamento dell’imposta che, a partire dal 2007 possono utilizzare il modello F24 indipendentemente dal Comune di residenza.


L’Agenzia delle Entrate informa che Il servizio di riscossione dell’ICI tramite il modello F24, introdotto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 26/4/2007, é completamente gratuito e non prevede nessun costo a carico dei Comuni.


Infatti, sebbene le banche versino alla tesoreria dello Stato le somme riscosse al netto dei compensi a loro spettanti, i Comuni ricevono somme esattamente coincidenti con quanto indicato dai contribuenti nella colonna “importi a debito versati” delle deleghe di pagamento, grazie ai fondi resi disponibili dall’Agenzia.


Pertanto, come potranno riscontrare i Comuni, le somme che saranno loro accreditate risulteranno esattamente coincidenti con quanto versato dai contribuenti.


Inoltre, gli eventuali riversamenti delle somme riscosse su coordinate bancarie degli agenti della riscossione (ex concessionari) avvengono esclusivamente sulla base di specifiche indicazioni fornite direttamente dai Comuni.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa del 26/05/2007) 


 


5) ATTUATE LE NORME PER IL TRASFERIMENTO DI COMPETENZE RESIDUE DAL MINISTERO DELLE FINANZE ALL’INPS


Ai sensi dell’art. 10 del D.L. 30/9/2005, n. 230, convertito dalla Legge 2/12/2005, n. 248, a decorrere dal 1/4/2007, l’Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.) subentra nell’esercizio delle funzioni residuate allo Stato in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità, già di competenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze.


Dalla stesa data, l’I.N.P.S. subentra al Ministero dell’Economia e delle Finanze nei rapporti giuridici relativi alle funzioni ad esso trasferite.


(Decreto del Presidente del Consiglio del 30/03/2007, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26/05/2007)



 


6) SOFTWARE DICHIARAZIONE IVA 2007: DISPONIBILE LA VERSIONE 1.0.1 DEL 28/5/2007


Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è disponibile il software la dichiarazione IVA aggiornato al 28/5/2007.


Nella versione 1.0.1 del 28 maggio 2007 sono state effettuate le seguenti modifiche:


– Corretto nel frontespizio il controllo relativo al  Codice Fiscale per la domiciliazione degli atti;


– corretto il controllo tra VA5 e codice carica per curatori fallimentari e curatori fallimentari;


– corretto il controllo del campo VG64;  


– aggiunto sullo schermo il campo VA45


  


7) LEGGE SULLA PRIVACY: DIFFUSE LE LINEE GUIDA IN MATERIA DI TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI PER FINALITÀ DI PUBBLICAZIONE E DIFFUSIONE DI ATTI E DOCUMENTI DI ENTI LOCALI


Il Garante per la protezione dei dati personali, a seguito delle segnalazioni dei cittadini, ha diffuso le linee guida sulle modalità di pubblicazione on line degli atti e delle delibere, di compensi, emolumenti, delle graduatorie di concorsi degli enti locali.


Il provvedimento è di particolare interesse sia per le amministrazioni sia per i cittadini e dimostra come la tutela della riservatezza dei dati non precluda i diritti dei cittadini alla trasparenza amministrativa delle informazioni.


Di tratta di indicazioni che richiamano gli enti locali, al principio di necessità del trattamento dei dati: Prima di pubblicare gli atti o renderli disponibili su internet, occorre valutare in via preliminare se le finalità di trasparenza possano essere perseguite senza divulgare dati personali o attraverso modalità che permettano di identificare gli interessati solo se necessario.


I dati sensibili e giudiziari possono essere diffusi solo se realmente indispensabili e se l’ente ha adottato lo specifico regolamento previsto dal codice in materia di protezione dei dati personali.


Infine, l’ente locale deve aggiornare e rimuovere i dati una volta perseguito lo scopo per il quale erano stati diffusi; ad esempio: trascorso un periodo certo dalla pubblicazione, è opportuno spostare i nominativi in una parte del sito dove non siano più rintracciabili dai motori di ricerca.


(Deliberazione Garante per la protezione dei dati personali 19/04/2007, n. 17, G.U. 25/05/2007, n. 120)


 



8) TRASMISSIONE TELEMATICA ELENCO CLIENTI E FORNITORI: PRIMA SCADENZA FISSATA AL 15/10/2007 PER I MENSILI, SEGUE QUELLA DEL 15/11/2007 PER I TRIMESTRALI. A REGIME LA SCADENZA VIENE PREVISTA ENTRO IL 29 APRILE DI OGNI ANNO


A regime, il termine per la trasmissione viene fissato al 29 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, mentre per il solo periodo d’imposta 2006, viene posticipato al 15 ottobre 2007 per la generalità dei contribuenti e al 15 novembre 2007 per chi ha realizzato un volume d’affari che consente di optare per la liquidazione trimestrale.


In particolare, partirà il 15/1072007 il primo invio degli elenchi clienti fornitori all’amministrazione finanziaria relativo alle operazioni concluse nel 2006.


Per i contribuenti con un volume d’affari che consente di optare per la liquidazione Iva trimestrale (volume affari entro 516.457 euro per le cessioni di beni e 309.874 per le prestazioni di servizio) l’invio viene previsto entro il 15/11/2007.


Al fisco dovranno essere trasmessi gli elenchi dei soggetti nei cui confronti sono state emesse fatture, quelli dei soggetti da cui sono state ricevute, l’importo delle operazioni effettuate, l’eventuale imposta relativa e l’anno cui si riferisce la comunicazione.


Il provvedimento varato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ottenuto il via libera del Garante per la protezione dei dati personali ed é in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


In particolare, per gli anni 2006 e 2007 dovranno essere trasmessi unicamente i dati dei clienti con partita Iva e potrà essere indicata anche solo la partita Iva del soggetto cliente o fornitore. Inoltre, sono escluse dall’obbligo della comunicazione le informazioni relative a fatture di importo inferiore a 154,94 euro registrate cumulativamente, le fatture per le quali non é prevista la registrazione ai fini Iva e le fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi.


E’ anche esclusa l’obbligatorietà dell’indicazione delle note di variazione riferite ad anni precedenti.


A regime invece,  cioé a partire dal 2008, i soggetti obbligati dovranno comunicare il codice fiscale e la partita Iva del soggetto cui si riferisce la comunicazione degli elenchi, il codice fiscale e l’eventuale partita IVA dei soggetti nei cui confronti sono state emesse fatture, il codice fiscale e la partita Iva dei soggetti da cui sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini Iva.


Inoltre per ciascun soggetto cliente o fornitore, dovrà essere comunicato l’importo complessivo delle operazioni imponibili, non imponibili ed esenti, al netto delle relative note di variazione, e l’importo dell’imposta relativa; l’importo complessivo delle eventuali note di variazione e dell’eventuale imposta relativa, riguardanti annualità precedenti.


Non sarà invece necessario trasmettere i dati riferiti alle operazioni intracomunitarie, le importazioni e le esportazioni, ad esclusione delle c.d. esportazioni “indirette”, ossia le operazioni effettuate nei confronti di esportatori abituali.


Nella individuazione degli elementi informativi da trasmettere, il soggetto obbligato farà riferimento all’anno risultante dalla data della fattura o della nota di variazione.


Quanto alle modalità di trasmissione delle informazioni, i contribuenti utilizzeranno il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline) e i software di controllo forniti dall’Agenzia delle entrate, rispettando le specifiche tecniche allegate al provvedimento.


Infine, il termine per la trasmissione delle informazioni viene previsto per il 29 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa del 28/05/2007)


  


9) PER OTTENERE LA DETRAZIONE IVA, ED OTTENERE IL RELATIVO RIMBORSO, E’ IL CONTRIBUENTE CHE DEVE DIMOSTRARE L’INERENZA DELLE SPESE ESEGUITE SUL SUOLO ALTRUI


Ai fini del rimborso dell’IVA (ex art 19, comma 1, D.P.R. n. 633/1972) per superare la presunzione di accessione sancita dall’art. 934 c.c. occorre verificare, con onere a carico del contribuente, la sussistenza del requisito della inerenza dei costi in relazione ad opere realizzate su un suolo altrui.


(Sentenza Cassazione civile 14/05/2007, n. 10943)


 


Vincenzo D’Andò


 


Maggio 2007


 


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