Novità fiscali del 23 maggio 2007

1) PER I CURATORI FALLIMENTARI E’ DISPONIBILE IL SOFTWARE IVF07 (MODELLO IVA 74-BIS)


Dal 22 maggio 2007, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è disponile il software IVF07 (MODELLO IVA 74-bis) relativo alla dichiarazione delle operazioni effettuate nella frazione d’anno antecedente la dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa avvenuta nell’anno 2007.


Si tratta del modello che è riservato alle dichiarazioni di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa avvenute nell’anno 2007.


La dichiarazione prevista dall’art. 8, comma 4, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni deve essere presentata dai curatori o dai commissari liquidatori, entro quattro mesi dalla data di nomina.


E’ pure disponibile il relativo software di controllo.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato del 22/05/2007)


 



2) SPESE DI RAPPRESENTANZA E SPESE DI PUBBLICITÀ: ULTERIORE SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE


Costituisce spesa di rappresentanza quella affrontata per iniziative volte ad accrescere, generalmente, il prestigio, l’immagine e le possibilità di sviluppo della società; diversamente, costituisce spesa pubblicitaria o di propaganda quella erogata per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi, servizi o, comunque, dell’attività svolta.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 23/04/2007, n. 9567)


 



3) RAVVEDIMENTO OPEROSO: ISTITUITI I CODICI TRIBUTO PER IL VERSAMENTO, CON MODELLO F24, DELLE SOMME DOVUTE A TITOLO DI INTERESSI PER IL PAGAMENTO DEL TRIBUTO E DELLE SANZIONI RIDOTTE


L’art. 13 del D.Lgs. 18.12.1997, n. 472, consente ai contribuenti di sanare le irregolarità nella determinazione e nel pagamento dei tributi con il versamento di sanzioni ridotte, in aggiunta all’imposta e agli interessi.


Il versamento degli interessi deve essere eseguito contestualmente al pagamento del tributo e delle sanzioni.


Adesso, al fine di versare i soli interessi, vengono istituiti i seguenti codici tributo:


” 1989 “, denominato “Interessi sul ravvedimento – Irpef”;


” 1990 “, denominato “Interessi sul ravvedimento – Ires”;


” 1991 “, denominato “Interessi sul ravvedimento – IVA”;


” 1992 “, denominato “Interessi sul ravvedimento – Imposte sostitutive”


” 1993 “, denominato “Interessi sul ravvedimento – Irap”;


” 1994 “, denominato “Interessi sul ravvedimento – Addizionale Regionale”


” 1995 “, denominato “Interessi sul ravvedimento – Addizionale Comunale”;


Nella compilazione dei modelli F24 occorre osservare le seguenti istruzioni:


– i codici tributo 1989, 1990, 1991 e 1992 devono essere esposti nella sezione “erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”;


– i codici tributo 1993 e 1994 devono essere utilizzati nella sezione “regioni”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, associando il codice della regione desumibile dalla tabella T0 “codici delle regioni e delle province autonome” pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it nella sezione “codici attività e tributo”;


– il codice tributo 1995 deve essere utilizzato nella sezione “ICI ed altri tributi locali”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati” unitamente al codice dell’ente reperibile dalla tabella T1 “codici degli enti locali” pubblicata nella sezione “codici attività e tributo” del sito www.agenziaentrate.gov.it.


In tutti i casi nel campo anno di riferimento deve essere evidenziato l’anno d’imposta cui si riferisce il ravvedimento espresso nella forma AAAA.


Viene, infine, precisato che le nuove modalità non si applicano per i versamenti di interessi sulle ritenute da parte dai sostituti d’imposta.


Tali versamenti andranno effettuati con il codice del tributo, cumulando quanto dovuto per interessi e dandone distinta indicazione nel quadro ST del modello 770.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 109 del 22/05/2007)


 



4) CINQUE PER MILLE: IN ARRIVO I CONTROLLI SUGLI ENTI NON COMMERCIALI


Entro il 31/5/2007 verrà definitivamente chiusa la procedura che consente il censimento delle autocertificazioni, mentre entro il 16/7/2007 gli uffici delle Entrate dovranno ultimare le operazioni di riscontro per verificare che le associazioni e gli enti non commerciali che hanno fatto domanda per partecipare alla ripartizione del 5 per mille siano in possesso dei necessari requisiti.


E’ stata emanata una circolare con la quale l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori elementi guida sul beneficio fiscale.


Associazioni di promozione sociale


Le associazioni richiedenti, se non iscritte in alcuno dei registri previsti dalla legge che disciplina le associazioni di promozione sociale, non potranno usufruire del beneficio del 5 mille.
Il provvedimento normativo (art. 7 della legge n. 383/2000) fa riferimento a:  Un registro nazionale nel quale possono iscriversi gli organismi in questione che svolgono la loro attività in almeno cinque regioni e in almeno venti province del territorio nazionale, operanti da almeno un anno  registri regionali o provinciali (per le province autonome di Trento e Bolzano) nel quale possono iscriversi le associazioni che svolgono la loro attività in ambito regionale o provinciale.


Spetta comunque l’aiuto, qualora l’organismo risulti iscritto in altri albi provinciali espressamente previsti da legge regionale di recepimento della normativa nazionale.
Rientrano tra i potenziali beneficiari le associazioni che costituiscono articolazioni territoriali ovvero circoli affiliati dell’associazione nazionale, per le quali, anche se non iscritte nei registri regionali, è prevista l’automatica iscrizione nel registro nazionale.
Cooperative sociali


La loro iscrizione nell’Albo delle società cooperative, che ha sostituito i Registri prefettizi e lo Schedario generale della cooperazione, è adempimento necessario per la fruizione del beneficio.
Associazioni sportive dilettantistiche


Nessun effetto produce la sola iscrizione di tali soggetti nell’apposito registro tenuto dal Coni e richiesto ai soli fini sportivi.


La norma istitutiva del 5 per mille fa riferimento ad associazioni e fondazioni riconosciute, laddove per “riconoscimento” non può che intendersi l’attribuzione della personalità giuridica, che si ottiene, alla fine dell’iter previsto dalla legge (Dpr n. 361/2000), con l’iscrizione nel registro istituito presso le singole Prefetture.


Per cui tali soggetti restano esclusi dall’agevolazione.


Organizzazioni di volontariato: Casi di cancellazione dai registri


Non spetta l’aiuto alle organizzazioni di volontariato destinatarie di provvedimenti di cancellazione dai registri, prescritti dalla legge quadro sul volontariato, istituiti e tenuti da Regioni e Province autonome. L’esclusione dall’elenco dei beneficiari del 5 per mille opera a prescindere dal fatto che il provvedimento di cancellazione sia stato emanato prima o dopo il 30 giugno 2006, data entro cui i legali rappresentanti dei soggetti iscrittisi nell’elenco tenuto dall’Agenzia delle Entrate, erano chiamati a spedire alla direzione regionale competente la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestante il persistere dei requisiti per la fruizione del beneficio.


Parrocchie e altri enti ecclesiastici


Riconoscimento quali persone giuridiche e rispetto delle condizioni per potere accedere al regime di favore previsto per le Onlus, sono i presupposti perché gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti e accordi d’intesa, possano essere ammesse fra i soggetti destinatari del 5 per mille.


Il riconoscimento come persone giuridiche è ottenuto da tali enti con Dpr, udito il parere del Consiglio di Stato. L’iscrizione nel registro delle persone giuridiche completa il procedimento.


Per quanto riguarda il secondo presupposto, gli enti in questione possono accedere al regime di favore previsto per le Onlus limitatamente ai seguenti settori:


– assistenza sociale e socio-sanitaria


– assistenza sanitaria


– beneficenza


– istruzione


– formazione


– sport dilettantistico


– tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico


– tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi


 – promozione della cultura e dell’arte


– tutela dei diritti civili


– ricerca scientifica di particolare interesse sociale a condizione che per le stesse attività siano tenute separatamente le scritture contabili, prescritte, per gli enti non commerciali, dall’art. 20 del Dpr n. 600/1973, e semprechè siano rispettati i requisiti statutari e i vincoli sostanziali fissati dall’art. 10 del Dlgs n. 460/1997 (fermo restando il prescritto obbligo di comunicazione alla direzione regionale competente, articolo 11, Dlgs n. 460/1997).


Fondazioni bancarie e fondazioni legate a ordini professionali


Vengono ammesse al beneficio solo le fondazioni operanti negli stessi settori elencati sopra con riferimento alle parrocchie e agli altri enti ecclesiastici.


La regolare iscrizione nei registri normativamente previsti ai fini del riconoscimento, l’inserimento tra i fini istituzionali delle sopra elencate attività e il loro concreto esercizio, sono le condizione per il riconoscimento del beneficio.


Motivi di esclusione e casi particolari


Comporta l’esclusione dagli elenchi dei beneficiari:


– l’invio dell’autocertificazione oltre il 30 giugno 2006


– la mancata sottoscrizione della stessa


– la mancata allegazione del documento d’identità


– un’autocertificazione non conforme alla modulistica approvata ovvero generica, carente e priva degli elementi previsti dalla legge di riferimento.


Vi sono, invece, delle irregolarità che possono essere sanate, in particolare:


– l’allegazione all’autocertificazione di un documento di identità scaduto può essere sanata successivamente in fase istruttoria


– la mancata coincidenza dei dati esposti dal soggetto in dichiarazione con quelli presenti in Anagrafe tributaria non comporta l’esclusione del beneficio se la discordanza discende da errore sanabile, causato da mancata comunicazione di variazione dei dati presenti a sistema


– la verifica del possesso dei requisiti necessari supera l’errata indicazione, nella domanda di iscrizione all’elenco dei fruitori del beneficio, della tipologia giuridica di appartenenza.


Modalità di esclusione dei soggetti dagli elenchi dei beneficiari


L’adozione del provvedimento di diniego va preceduto da una comunicazione, tempestivamente inviata all’ente istante, dei motivi alla base del mancato accoglimento della sua domanda.


L’interessato potrà produrre, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione, eventuali osservazioni e documentazione.


L’atto di esclusione deve contenere, tra le motivazioni, anche le ragioni relative al mancato accoglimento delle osservazioni pervenute.


Eventuali ricorsi non possono essere presentati alle Commissioni Tributarie, ma presso il giudice ordinario.


(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 30 del 22/5/2007)


 


5) NUOVE REGOLE SUGLI STUDI DI SETTORE: RETTIFICHE IN CONTRADDITTORIO E NESSUNA INIBIZIONE ALL’ACCERTAMENTO PRESUNTIVO PER OPERAZIONI IVA E RAPPORTI FINANZIARI


Possibilità di rettificare in sede di contraddittorio i risultati ottenuti con gli indici di normalità economica, criteri per definire le attività marginali, non applicazione della maggiorazione del 3% nel 2006 agli studi di settore a cui si applicano gli indicatori di normalità, applicazione degli studi ai soggetti che chiudono l’attività e ne riaprono una “omogenea” entro 6 mesi, esclusione dall’inibizione degli accertamenti presuntivi, nei confronti dei contribuenti congrui, basati su operazioni finanziarie o presunzioni di acquisto o cessione ai fini Iva.


L’Agenzia delle Entrate ha fornito le linee guida agli uffici su come applicare le novità in materia di studi di settore introdotte con la Finanziaria 2007 e il decreto Visco-Bersani del 2006.


Con una corposa circolare della direzione centrale Accertamento vengono affrontate le i punti caldi introdotti.


Indicatori normalità economica


Vengono forniti chiarimenti in ordine all’applicazione degli indicatori di normalità economica previsti dal comma 14 della finanziaria, la cui finalità é quella di segnalare eventuali anomalie rispetto a comportamenti normali degli operatori del settore.


In caso di procedura di accertamento derivante dall’applicazione degli studi di settore, gli uffici dovranno valutare, ed eventualmente rettificare, l’importo dei maggiori ricavi o compensi determinati sulla base dell’indicatore rivelatosi inattendibile, avvalendosi di elementi di valutazione direttamente acquisiti ovvero forniti dal contribuente in sede di contraddittorio, tenendo eventualmente conto di situazioni di carattere straordinario che possono aver determinato esiti di “non coerenza”.


Attività marginali


Per le imprese che svolgono l’attività in condizioni di marginalità economica, l’ufficio dovrà tenere conto degli effetti penalizzanti che potrebbero derivare dall’applicazione degli indicatori “Valore aggiunto per addetto” e “Redditività dei beni mobili strumentali”.


La circolare spiega che i possibili elementi, caratterizzanti per individuare i soggetti che svolgono l’attività in condizioni di marginalità economica, sono:


– la localizzazione territoriale  dell’attività,


– le ridotte dimensioni del mercato servito,


– l’età del contribuente,


– la limitata dotazione di beni strumentali o l’obsolescenza degli stessi,


– l’assenza di dipendenti e l’assenza di costi relativi a servizi.


Maggiorazione del 3%


Viene indicato che la maggiorazione del 3% non si applica, per il periodo d’imposta 2006, nei casi in cui trovano applicazione gli indicatori di normalità.


L’Agenzia delle Entrate ritiene che l’introduzione dei predetti indicatori ha comportato un diverso meccanismo di stima dei ricavi o compensi presunti rispetto a quelli in vigore lo scorso anno.


Pertanto, l’intervento viene assimilato ad una vera e propria “revisione” degli studi medesimi.


Sanzioni


Viene precisato che le sanzioni incrementative relative alla omessa o infedele dichiarazione dei dati o all’indicazione di cause di esclusione o inapplicabilità degli studi non sussistenti, previste dalla Finanziaria 2007, si applicano alle dichiarazioni presentate da quest’anno.


Cause esclusione


Sono stati forniti chiarimenti sulle ipotesi di cessazione dell’attività e inizio della stessa entro sei mesi da parte dello stesso soggetto nonché in caso di inizio dell’attività quando questa costituisce una prosecuzione di una preesistente attività svolta da un altro soggetto.


Spese relative alle auto non strumentali


La circolare chiarisce, ai fini degli studi di settore, gli effetti delle novità introdotte in materia di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi a determinati mezzi di trasporto, che non siano strumentali all’esercizio dell’attività di impresa, ai fini della determinazione dei relativi redditi.


In particolare, con le modifiche apportate al comma 1 dell’art. 164 del T.U.I.R. dal D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito nella legge 24 novembre 2006 n. 286, non viene più ammessa, a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 3 ottobre 2006, la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi a determinati mezzi di trasporto, che non siano strumentali all’esercizio dell’attività di impresa, ai fini della determinazione dei relativi redditi.


Nel caso di esercizio di arti e professioni in forma individuale, viene ammessa la deducibilità del costo di acquisto dell’auto limitatamente ad un solo veicolo nella misura del 25% e non più del 50% mentre, ove l’attività sia svolta in forma associata o da società semplici, i limiti sono riferiti a ciascun socio o associato.


Per quanto riguarda le spese e i costi relativi ai veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti, vengono ora assoggettati ad una parziale deducibilità degli stessi nei limiti del valore che costituisce il reddito di lavoro per il dipendente assegnatario (c.d. fringe benefit).


A tal proposito, nel paragrafo 6 (Modalità di compilazione) delle Istruzioni di parte generale comune a tutti i modelli, analogamente agli scorsi anni, i dati contabili, da indicare nel quadro F o G (elementi contabili) e nel quadro X, del modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, devono essere forniti tenendo conto delle eventuali variazioni fiscali determinate dall’applicazione di disposizioni tributarie.


Pertanto, nell’allegato riguardante i dati rilevanti ai fini degli studi di settore, per le spese e gli altri componenti negativi, nonché con riguardo al valore storico del bene, relativi ai predetti veicoli, utilizzati nell’esercizio di imprese, arti o professioni, si tiene conto di quanto previsto dall’art. 164 del T.U.I.R, così come modificato dal citato provvedimento.


Invece, per i contribuenti che concedono in uso promiscuo i veicoli ai propri dipendenti,  relativamente all’importo da indicare, occorre applicare, alle voci afferenti alle spese ed ai costi ad essi relativi, un coefficiente pari al rapporto tra l’importo costituente il “fringe benefit” per i dipendenti e le spese complessivamente sostenute.


Accertamenti presuntivi


Viene chiarito che l’inibizione degli accertamenti presuntivi, nei confronti dei soggetti congrui agli studi di settore, non riguarda tutti gli accertamenti.


In particolare, precisa la circolare, la limitazione non opera relativamente ad accertamenti basati sulle presunzioni dedotte da rapporti ed operazioni finanziarie e operazioni di acquisto o di cessione ai fini Iva.


Relativamente alla definizione dell’accertamento viene precisato, inoltre, che le verifica del superamento dei limiti di 50.000 euro o del 40% dei ricavi o compensi dichiarati va effettuata con riferimento all’ammontare dei ricavi o compensi definito (e non a quello individuato prima di procedere al contraddittorio o nell’avviso di accertamento notificato). Quest’ultima previsione si applica a partire dagli accertamenti relativi al periodo d’imposta 2006.


(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 31 del 22/5/2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


Maggio 2007


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