L’IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI (I.C.I.)anche alla luce della recente giurisprudenza di merito e della suprema Corte di Cassazione

 


in collaborazione con Il Sole-24 Ore






 



 


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L’IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI


(I.C.I.)


anche alla luce della recente giurisprudenza di merito


e della suprema Corte di Cassazione


                     


 


INDICE


 


CAPITOLO 1


Presupposto dell’imposta


 


CAPITOLO 2


Gli immobili soggetti ad ICI


 


2.1 Fabbricati


2.1.1 Il particolare regime dei fabbricati in corso di costruzione – Momento impositivo


2.1.2 Fabbricati rurali – Le novità della legge 24 novembre 2006, n. 286  in materia di fabbricati rurali


2.1.3 Fabbricati rurali posseduti dalle cooperative agricole. Esenzione dal pagamento dell’Ici. Le più recenti pronunce della Corte di Cassazione


2.2 Aree fabbricabili


2.2.1 Aree non edificabili


2.3 Terreni agricoli


 


Capitolo 3


I soggetti passivi dell’imposta


 


3.1 Immobili concessi in leasing


3.2 Diritto di superficie


3.3 Alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dello Stato


3.4 Concessione su aree demaniali


3.5 Condominio


 


Capitolo 4


Il soggetto attivo dell’imposta


 


Capitolo 5


Base imponibile e aliquota d’imposta


 


5.1 Base imponibile per i fabbricati iscritti in catasto


5.2 Base imponibile per i fabbricati appartenenti al gruppo D non iscritti in catasto e posseduti interamente da imprese


5.3 Base imponibile per gli altri fabbricati non iscritti in catasto


5.3.1. La procedura DOC-FA


5.3.2 Notifica della rendita definitiva


5.3.3 La c.d. rendita presunta – Le novità della legge 27 dicembre 2006, n. 296


 


5.4 Base imponibile per le aree fabbricabili


5.4.1 Potestà regolamentare del Comune


5.4.2 Fabbricati in corso di costruzione: valore imponibile


5.4.3 Fabbricati ultimati in corso d’anno


5.5 Base imponibile per i fabbricati di interesse storico e artistico


5.6 Base imponibile per i terreni agricoli


5.6.1 Terreni condotti direttamente


5.7  Aliquota d’imposta – Le novità della legge 27 dicembre 2006, n. 296 in materia di deliberazione delle aliquote Ici


 


Capitolo 6


Gli adempimenti dei contribuenti: modalità di versamento e obblighi dichiarativi alla luce delle importanti modifiche normative introdotte dal D.L. n. 223/2006(conv. con mod. dalla L. 04/08/2006, n. 248) e dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007)


 


6.1 Versamento dell’imposta. Termini e modalità


6.1.1 I termini di versamento


6.1.2 Le modalità di versamento


6.2 Obblighi dichiarativi


6.2.1. Modifica del termine per la presentazione della dichiarazione per gli immobili del fallimento e per il versamento dell’Ici


6.3. Ici e dichiarazione dei redditi.


6.3.1 Indicazione nella dichiarazione dei redditi dell’Ici dovuta per il 2006 (2007)


6.3.2 Indicazione nella dichiarazione dei redditi dei dati catastali degli immobili e dei versamenti Ici (dal 2008)


 


Capitolo 7


Liquidazione e accertamento


 


7.1 Le novità della legge 27 dicembre 2006, n. 296 in materia liquidazione


7.1.1 I Comuni collaborano nell’attività di controllo


7.1.2 Fabbricati sprovvisti di rendita


7.2 Le novità della legge 27 dicembre 2006, n. 296 in materia di accertamento


7.2.1 Le novità della legge 27 dicembre 2006, n. 296 in materia di motivazione degli avvisi di accertamento


7.2.2 Le novità della legge 27 dicembre 2006, n. 296 in materia di notifica degli avvisi di accertamento


 


Capitolo 8


Riscossione coattiva dell’imposta


 


8.1 Riscossione coattiva e concessionari


 


Capitolo 9


Le Agevolazioni


 


9.1 Esclusioni


9.2 Esenzioni


9.3 Riduzioni


9.3.1 Riduzioni per i fabbricati inagibili o inabitabili


9.3.2 Agevolazioni per l’abitazione principale – Le novità della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007)


9.4 Terreni agricoli condotti direttamente


 


Capitolo 10


Rimborsi, sanzioni e interessi


 


10.1 Rimborsi d’imposta(Le novità della Legge 296/2006, Finanziaria 2007)


10.2 Interessi (Le novità della Legge 296/2006, Finanziaria 2007)


10.3 Sanzioni


 


Capitolo 11


Gli strumenti deflativi del contenzioso


 


11.1 L’autotutela


11.2 L’interpello


11.3 L’accertamento con adesione


11.4 Ravvedimento operoso


 


Capitolo12


Il Contenzioso Ici


 


12.1.Ricorso alla Commissione Tributaria provinciale


12.1.1 Le parti del processo tributario


12.1.2 Gli atti impugnabili


12.1.3 Competenza territoriale delle Commissioni tributarie


12.1.4. Gli elementi essenziali del ricorso


12.1.5. Come presentare il ricorso


12.1.6. Termini per la proposizione del ricorso


12.1.7 Costituzione in giudizio del ricorrente


12.1.8. Costituzione in giudizio degli enti locali


12.1.9. Costituzione in giudizio della parte resistente


12.1.10. Costituzione tardiva


12.1.11. Assistenza tecnica


12.1.12. Litisconsorzio ed intervento


12.1.13. La sospensione dell’atto impugnato


12.1.14. La trattazione del ricorso


12.1.15. Deposito di documenti e memorie


12.1.16. Discussione in pubblica udienza


12.1.17. Decisione in camera di consiglio


12.1.18. Contenuto della sentenza


13.1  Istruzione probatoria


13.1.1. Poteri istruttori delle Commissioni Tributarie


13.1.2 Disapplicazione degli atti generali illegittimi


14.1 Sospensione, Interruzione ed Estinzione del processo


14.1.1. La sospensione del processo


14.1.2. L’interruzione del processo


14.1.3. L’estinzione del processo


15.1 La conciliazione giudiziale


16 Appello alla Commissione tributaria regionale


17 Il ricorso in Cassazione


18 Giudizio di ottemperanza


 


                                         


I.          Premessa


L’Imposta comunale sugli immobili (ICI) è stata oggetto, negli ultimi anni, di rilevanti pronunce  della Corte di Cassazione anche a Sezioni Unite, nonché di importanti interventi normativi.


Scopo del presente testo è, quindi, quello di fornire al lettore una panoramica delle più rilevanti questioni affrontate e risolte dalla recente giurisprudenza di merito e di legittimità, nonché delle novità legislative introdotte dal D.L. n. 223/2006 (conv. L.n.248/2006) e dalla Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007).


 


CAPITOLO 1


Presupposto dell’imposta


L’articolo 1, secondo comma, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 individua il presupposto dell’imposta comunale sugli immobili nel possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi i beni strumentali e quelli alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa.


Gli obblighi di assoggettamento all’imposta nascono, quindi, quando sono soddisfatti contemporaneamente i tre requisiti:


a)       soggettivo: dato dal possesso dei beni. Possessore è colui che può disporre di un bene anche se non ne è proprietario, ma si comporta come se lo fosse (articolo 1140 del C.c). Qualora, però, il soggetto risulti solo nudo proprietario, l’obbligo di dichiarazione e versamento dell’imposta ricade sul titolare di diritti reali;


b)      oggettivo: deve trattarsi di beni immobili di cui al comma 2 dell’articolo 1 della legge istitutiva del tributo;


c)       territoriale: gli immobili devono essere situati in territorio italiano.


Giurisprudenza


Il semplice possesso di un immobile costituisce il presupposto per il pagamento dell’Ici ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1 del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (Corte di Cassazione, sez. trib., sentenza 18/08/2004, n. 16130).


 La Corte di Cassazione, in ossequio, alla disciplina civilistica del “possesso” contenuta nell’articolo 1140 e seguenti c.c., ha individuato nel semplice possesso di un immobile il presupposto per il pagamento dell’imposta. La Suprema Corte ha precisato, infatti, che l’obbligo del pagamento dell’Ici nasce dal momento dell’effettivo utilizzo dell’immobile, poco rilevando la data della stipula del rogito notarile. Il Giudice di legittimità, infatti, con la sentenza del 18/08/2004, n. 16130 ha ritenuto “errata in diritto l’affermazione del giudice a quo che fa coincidere la nascita dell’obbligazione di pagare l’imposta con la stipula del rogito notarile di trasferimento della proprietà”. In realtà, secondo la Cassazione, il giudice di merito aveva raggiunto la prova che il contribuente possedeva l’immobile, poiché l’atto di compravendita era stato preceduto dalla promessa di vendita e, nel frattempo, il costruttore aveva consentito al futuro acquirente di utilizzare l’alloggio. Il possesso dell’alloggio, quindi, obbligava l’acquirente a pagare l’Ici, prima ancora della stipula di trasferimento della proprietà.


In senso contrario



  •  Il semplice possesso di un immobile, in base ad un titolo diverso da quello rinveniente dal diritto di proprietà o da altro diritto reale individuato dall’articolo 3 del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, non costituisce il presupposto per la soggettività passiva ai fini Ici. Il godimento di fatto del bene, quindi, senza un titolo giuridico, non integra il presupposto dell’imposta comunale sugli immobili (Ici) (Commissione tributaria regionale della Puglia, sentenza n. 9 del 02/03/2006; Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione XXV, sentenza n. 88 del 29/06/2006).

 La Commissione tributaria regionale della Puglia, con le sentenze n. 9 del 02/03/2006 e n. 88 del 29/06/2006 ha affermato che la disposizione dell’articolo 1 del D. Lgs. n. 504/1992, che individua il presupposto dell’Ici nel possesso dei fabbricati, di aree edificabili e di terreni agricoli, deve essere necessariamente coordinata con quella dell’articolo 3, comma 1, che individua il soggetto passivo nel proprietario o nel titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, nonché, per effetto della integrazione di cui all’articolo 58, comma 1, del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446, di enfiteusi e superficie. Deve, pertanto, trattarsi di un possesso a titolo di piena proprietà o in forza di un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione o superficie sugli immobili.


Il godimento di fatto del bene a titolo diverso da quello rinveniente dal diritto di proprietà o dal diritto reale individuato dal citato art. 3 non costituisce il presupposto per la soggettività passiva ai fini Ici; il semplice factum possessionis del promittente acquirente non integra, quindi, il presupposto dell’imposta. Se questi è immesso anticipatamente nel possesso dell’immobile senza un titolo giuridico, non può considerarsi soggetto passivo Ici. In questo caso, infatti, non ha alcun titolo a possedere il bene.


 


CAPITOLO 2


Gli immobili soggetti ad ICI


2.1 Fabbricati: l’articolo 2 del D. Lgs. n. 504/1992 definisce fabbricato l’unità immobiliare iscritta, o che deve essere iscritta, nel catasto edilizio urbano cui sia attribuita o attribuibile un’autonoma rendita catastale. L’unità immobiliare è costituita da una porzione di fabbricato, o da un fabbricato, o da un insieme di fabbricati, ovvero da un’area, che, nello stato in cui si trova e secondo l’uso locale, presenta potenzialità di autonomia funzionale e reddituale (articolo 2, c. 1, D.M. 2/01/1998, n. 289.


Il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’Ici dalla data di ultimazione dei lavori, o dalla data di effettivo utilizzo.


Devono considerarsi, inoltre, parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza.


La definizione di pertinenza è direttamente ricavabile dal codice civile: “sono pertinenze – recita testualmente l’articolo 817 c.c.- le cose destinate in modo durevole al servizio o ad ornamento di altra cosa. La destinazione può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima”.


Giurisprudenza



  • In tema di Ici, l’articolo 2 del D.Lgs n. 504/1992, che esclude l’autonoma tassabilità delle aree pertinenziali, fonda la qualifica di “pertinenza” sul criterio fattuale, e cioè sulla destinazione effettiva e concreta della cosa al servizio od ornamento di un’altra cosa, ai sensi dell’articolo 817 c.c., senza che rilevi l’avvenuto frazionamento catastale dell’area, ovvero la mera distinta iscrizione in catasto della pertinenza e del fabbricato, e, tanto meno, la presenza o meno di segni grafici, inconsistenti sul piano probatorio (Corte di Cassazione, sentenza 16 marzo 2005, n. 5755).

La Corte di Cassazione, c


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