Le attività marginali

L’articolo 14, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, modificato dall’articolo 4 del DPC del 30 aprile 2001, consente alle persone fisiche che esercitano attività che rientrano negli studi di settore, di avvalersi di un regime fiscale agevolato a condizione di non avere avuto nel periodo d’imposta precedente un ammontare di ricavi o compensi superiore a quelli stabiliti annualmente con appositi decreti e, comunque, a € 25.823,00.


Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 26 marzo 2007, pubblicato sulla G.U. n. 81 del 6 aprile 2007, sono stati stabiliti i nuovi limiti dei ricavi e dei compensi,


per essere ammessi al regime fiscale delle attività marginali comprese nei 56 studi di settore approvati con decreti ministeriali del 20 marzo 2007, in vigore dal periodo d’imposta 2006. Gli importi, indicati alla tabella dell’allegato 1 del provvedimento, sono differenziati in relazione ai diversi settori di attività. I criteri utilizzati per la determinazione di tali importi sono invece indicati all’allegato 2 dello stesso provvedimento.


I contribuenti che, sussistendone le condizioni, intendono usufruire dal periodo d’imposta 2007 del regime fiscale agevolato di cui si tratta, devono presentare richiesta, redatta su apposito modello disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, all’ufficio locale delle entrate in ragione del proprio domicilio fiscale, entro il termine del 31 maggio 2007. Il provvedimento ha stabilito il nuovo termine di presentazione, più lungo di quello previsto dall’articolo 14, comma 3, della legge n. 388/2000 (entro il mese di gennaio dell’anno a decorrere dal quale si intende usufruire del particolare regime), al fine di agevolare ulteriormente gli interessati nella presentazione delle domande. Tuttavia lo stesso provvedimento stabilisce la validità della eventuale richiesta presentata entro il termine ordinario del 31 gennaio 2007, fissato dalla sopra indicata norma, utilizzando i limiti di ricavi o di compensi stabiliti con provvedimenti precedenti.


La scelta del regime sostitutivo vale per tutto il periodo d’imposta ed è automaticamente prorogato di anno in anno, salvo rinuncia o sopravvenute cause di cessazione da parte dell’interessato.


Coloro i quali svolgono più attività d’impresa, o una o più attività d’impresa in più punti di vendita o di produzione, ai fini dell’ammissione al regime fiscale agevolato, devono determinare il limite di reddito con riferimento ai ricavi relativi all’attività che risulta prevalente in base all’applicazione degli studi di settore.


 


Le agevolazioni fiscali previste per i soggetti che svolgono attività marginali, consistono in una tassazione ridotta, con una imposta sostitutiva dell’IRPEF del 15%, del reddito d’impresa o di lavoro autonomo, secondo i criteri stabiliti, rispettivamente, dagli articoli 54 e 66 del nuovo TUIR. Si rileva che i ricavi ed i compensi devono essere determinati secondo gli studi di settore relativi all’attività svolta, utilizzando il sistema di calcolo denominato GE.RI.CO..


Il regime impositivo agevolato si applica anche alle imprese familiari, costituite ai sensi dell’articolo 230-bis del codice civile, alle condizioni previste dall’articolo 5, comma 4, del citato Testo unico.


Oltre all’imposta sostitutiva, con l’aliquota di favore sopra descritta, le agevolazioni consistono in una semplificazione degli adempimenti in materia fiscale. In particolare i soggetti marginali sono esonerati:


·        dall’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili


·        dall’obbligo delle liquidazioni e dei versamenti periodici ai fini Iva


 


Sono invece obbligati


·        a conservare i documenti ricevuti ed emessi


·        a fatturare e certificare i corrispettivi


 


I ricavi ed i compensi dei contribuenti marginali che hanno scelto il regime sostitutivo non sono soggetti a ritenute fiscali a titolo di acconto. A tal fine i soggetti interessati devono consegnare ai loro committenti una dichiarazione in cui attestino di avere scelto il particolare regime fiscale sostitutivo dell’IRPEF e che, pertanto, la ritenuta non deve essere  operata.


 


Un’ulteriore importantissima agevolazione è quella di potere chiede l’assistenza dell’Ufficio locale, territorialmente competente in ragione del proprio domicilio fiscale, negli adempimenti tributari connessi al regime fiscale sostitutivo scelto. In tal caso gli interessati, ai sensi dell’articolo 14, comma 7, della legge 388/2000, devono munirsi di una apparecchiatura informatica idonea alla trasmissione dei dati contabili all’Agenzia delle Entrate. Per l’acquisto di tale sistema è previsto un credito d’imposta, utilizzabile in compensazione, pari al quaranta per cento del costo di acquisto e, comunque, non superiore a € 310,00. Il credito d’imposta è riconosciuto anche in caso di locazione finanziaria e non concorre alla formazione del reddito, ne è rimborsabile.



L’interessato decade dal regime fiscale sostitutivo, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui vengono superati, sulla base dei dati dichiarati o accertati dall’ufficio, i limiti di individuati con gli appositi provvedimenti emanati. Se i limiti vengono superati per oltre il 50%, la decadenza dal regime agevolato in argomento cessa dallo stesso periodo d’imposta. In tal caso il reddito dell’intero periodo sarà determinato secondo le regole ordinarie.


Ercole Bellante


Maggio 2006


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