La tutela del lavoro: l’autotrasporto


Il lavoro dei camionisti è un lavoro a rischio, pesante e con turni massacranti. Spesso le aziende operanti nel settore, per contrastare la concorrenza, i tempi di consegna, ed anche il traffico, sottopongono gli autisti a turni per così dire “insani”, ed anche pericolosi. Gli incidenti che accadono sono spesso dovuti a stanchezza e cattiva manutenzione dei camion. L’Unione Europea da tempo persegue misure volte ad assicurare il rispetto dell’orario di lavoro da parte delle imprese che operano nel comparto dell’autotrasporto, e diminuire i rischi derivanti dallo stato di fatica dei conducenti.


 


Al fine di aumentare i controlli e la sicurezza per il comparto, la Commissione Europea , con decisione del 12 aprile 2006, in G.U.C.E. del 14 aprile 2007 legge n. 99, ha introdotto un modulo da compilare in caso di assenza per malattia o ferie del conducente, ovvero nel caso in cui lo stesso guidi un veicolo non soggetto ai regolamenti Cee 3820 e 3821/1985.


 


L’ambito di applicazione riguarda:


·        il trasporto su strada di merci e di passeggeri effettuato, rispettivamente, da veicoli: di massa massima (compresi eventuali rimorchi e semi rimorchi) superiore a 3,5 tonnellate; da veicoli che, in base al tipo di costruzione e all’attrezzatura, possono trasportare più di nove persone, conducente incluso;


·        qualsiasi  sia il Paese di immatricolazione dei veicoli, purché il trasporto sia effettuato: all’interno dell’Unione europea; fra l’Unione europea, la Svizzera e i Paesi che sono parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo.


 


Il modulo deve essere sottoscritto dal titolare dell’impresa, o da un suo rappresentante, e dal conducente, e deve essere custodito insieme alle registrazioni dell’apparecchio di controllo (cronotachigrafo digitale). E’, altresì, fatto divieto concedere ai conducenti premi o maggiorazioni in base alle distanze percorse e/o al volume di merce trasportata.


 


La tutela dei lavoratori passa per le responsabilità in capo all’impresa datrice di lavoro: le imprese sono responsabili delle infrazioni commesse dai conducenti, anche se avvenute in un altro Stato membro o di un Paese terzo.


Nel rispetto della direttiva Ce 22/2006, la decisione mira a tutelare gli elementi essenziali per la sicurezza stradale, e contrastare comportamenti che spesso, per i motivi citati nell’introduzione, mettono a rischio la vita dei conducenti e dei terzi: (superamento dei tempi limite di guida; inosservanza del periodo minimo previsto per il riposo giornaliero o settimanale; inosservanza dei periodi minimi di interruzione in cui il conducente non può guidare né svolgere altre mansioni; mancata installazione di un apparecchio di controllo conforme alle previsioni contenute nel regolamento Cee 2821/1985).


La decisione è un passo verso un più ampio sistema di classificazione del rischio da applicare alle imprese, sulla base del numero e della gravità delle infrazioni commesse. All’uopo saranno concertati con gli Stati membri, controlli da effettuare almeno sei volte l’anno. Di qui l’esigenza di monitorare il rapporto di lavoro dei conducenti anche nei giorni di mancata prestazione dell’attività lavorativa, attraverso il riscontro delle indicazioni contenute nel modulo in questione.


 


Il modulo è reperibile all’indirizzo internet: www.ec.europa.eu.


Maggio 2007


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