Novità fiscali del 20 aprile 2007


1) IMMOBILI IN LEASING UTILIZZATI PROMISCUAMENTE DAI PROFESSIONISTI: CANONI DEDUCIBILI DAL 2007


Nella risposta all’interrogazione parlamentare 5–00941, rilasciata il 18 aprile 2007 in Commissione finanze alla Camera, il sottosegretario all’Economia ha precisato che la possibilità di dedurre il 50% dei canoni di leasing per gli immobili utilizzati in modo promiscuo dai professionisti, prevista dalla Finanziaria 2007, si applica solo per i contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2007 e per un periodo triennale.


Per i contratti stipulati prima di tale data continua ad essere deducibile il 50% della rendita catastale.


Per cui, secondo il sottosegretario, per il periodo precedente il 1° gennaio 2007, non si determina alcuna disparità di trattamento tra immobili di proprietà e immobili in leasing utilizzati promiscuamente dal professionista, come, invece, contestato nell’interrogazione.


(risposta all’interrogazione parlamentare 5–00941 del 18/04/2007)


 



2) REGOLARIZZAZIONE DEI CO.CO.CO. ENTRO IL 30 APRILE 2007


Il 30 aprile 2007 scade il termine, fissato dal comma 1202, articolo 1 della Legge n. 296/2006, entro il quale i committenti/datori di lavoro possono stipulare accordi aziendali o territoriali con le organizzazioni sindacali aderenti alle associazioni nazionali comparativamente più rappresentative, al fine di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione dei lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.


L’INPS, con la Circolare 17 aprile 2007, n. 78, ha fornito le istruzioni operative per il versamento del contributo straordinario integrativo.



 


3) IVA NON PUO’ ESSERE ESENTATA L’ASSUNZIONE DELL’OBBLIGO DELLA RISTRUTTURAZIONE  DI UN IMMOBILE


La nozione di “presa a carico di impegni” di cui all’art. 13, B, lettera d), punto 2, della VI direttiva IVA deve essere interpretata nel senso che in essa devono essere compresi solo impegni finanziari; l’assunzione di altri impegni, ad esempio di obblighi di facere (quale è, nel caso di specie, l’impegno di ristrutturare un bene immobile) è pertanto esclusa dalla nozione in parola e, come tale, costituisce una prestazione necessariamente assoggettata ad IVA.


(Corte Giust. CE Sentenza, Sez. III, 19/04/2007, n. C-455/05)


 



4) APPROVATI 70 MODELLI PER GLI STUDI DI SETTORE


Approvazione di n. 70 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi alle attivita’ economiche nel settore del commercio da utilizzare per il periodo d’imposta 2006. (Suppl. Straordinario)


(AGENZIA DELLE ENTRATE: PROVVEDIMENTO 27 marzo 2007 pubblicato in  Gazzetta Ufficiale N. 90 del 18 Aprile 2007)


  


5) METODOLOGIE DI CONTROLLO DIFFERENZIATE PER ATTIVITA’ ECONOMICHE DIRETTE AL CONSUMATORE FINALE


Nuova versione di metodologie di controllo, anche ai fini dell’applicazione degli studi di settore, per le seguenti attività:


ATTIVITA’ DI SERVIZI


ATECOFIN 2004


– Noleggio barche da diporto –


– Gestione approdi turistici 63.22.0


– Lavanderie e tintorie 93.01.1 – 93.01.2


– Servizi di pompe funebri 93.03.0


– Agriturismo 55.23.5


– Agenzie di mediazione immobiliare 70.31.0


– Studi di radiologia e radioterapia 85.12.3


Ad ogni guida metodologica diramata viene allegata la relativa “check list” che riepiloga i controlli obbligatori e facoltativi previsti per l’esecuzione delle verifiche.


Il testo delle nuove guide metodologiche, con le relative check list, potrà essere consultato sia sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.


Come é previsto dalle singole metodologie verrà rilevato il personale presente al momento dell’accesso, individuando le mansioni svolte, la data di inizio e la natura del rapporto contrattuale (dipendente, collaboratore, associato, ecc.) al fine di confrontare i dati acquisiti con quelli risultanti dai libri obbligatori in materia previdenziale e del lavoro.


I controlli previsti, relativi alla veridicità dei dati comunicati dal contribuente ai fini dell’applicazione degli Studi di Settore, andranno comunque svolti con riferimento al periodo d’imposta oggetto della verifica.


(Agenzia delle Entrate, Circolare del 19/04/2007, n. 22)


 


6) LA CESSIONE DI LIBRI USATI NON E’ SOGGETTA A RILASCIO DI CERTIFICAZIONE FISCALE


Niente scontrino o ricevuta fiscale per le cessioni di giornali quotidiani, di periodici, di supporti integrativi, di libri (tranne quelli d’antiquariato), ciò anche quando siano ceduti libri usati acquistati da privati, da venditori ambulanti che applicano il regime del margine (eccezion fatta per i libri di antiquariato).


I soggetti che esercitano il commercio di beni mobili usati, nonché di oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione, acquistati da privati o da soggetti che non hanno detratto l’imposta relativa agli acquisti ed hanno fatturato la cessione come operazione esente,  possono applicare cd “regime del margine” (D.L. 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85).


Si tratta di un regime in base al quale l’imposta a debito non viene determinata con i metodi ordinari ma  deriva dalla differenza positiva (margine) tra il prezzo di vendita del bene ed il prezzo di acquisto – aumentato delle spese accessorie e di riparazione -entrambi al lordo dell’IVA (cd. metodo analitico del margine).


La norma dispone, inoltre, che limitatamente ad alcune categorie di soggetti e per particolari prodotti, il margine sul quale calcolare l’imposta dovuta sia determinato in modo forfetario applicando delle percentuali predefinite al prezzo di vendita (cd metodo forfetario del margine), o per gli operatori che non svolgono in forma ambulante il commercio di taluni beni usati, che l’imposta dovuta per ciascun periodo sia commisurata al margine globale costituito dalla differenza complessiva delle operazioni di cessione e di acquisto effettuate nel medesimo periodo (cd metodo globale del margine).


In particolare, si possono avvalere del regime forfetario anche i soggetti che esercitano attività di commercio al dettaglio esclusivamente in forma ambulante e commerciano oggetti d’arte per i quali manca il prezzo di acquisto o lo stesso é privo di rilevanza o non é determinabile, ovvero commerciano francobolli da collezione o collezioni di francobolli, prodotti editoriali di antiquariato e non.


Anche se il regime del margine non prevede particolari esoneri dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi, tranne per la regola fondamentale secondo cui qualora sia emessa fattura l’imposta non deve essere esposta distintamente dal corrispettivo ma deve essere espressamente indicato che trattasi di operazione soggetta al regime del margine, la norma prevede che non sono soggette all’obbligo di certificazione fiscale (mediante rilascio di ricevuta o scontrino fiscale) le cessioni di giornali quotidiani, di periodici, di supporti integrativi, di libri, con esclusione di quelli d’antiquariato.


Tale esonero si applica anche quando la cessione riguardi libri usati acquistati da privati, e sia eseguita da venditori ambulanti che applicano il regime del margine, fatta eccezione per i libri di antiquariato.


In sostanza, sia le cessioni di francobolli da collezione sia quelle di collezioni di francobolli devono essere documentate con emissione di scontrino o ricevuta fiscale ovvero, se richiesta dal cliente, con fattura senza separata esposizione dell’imposta e con l’indicazione che trattasi di beni soggetti al regime del margine di cui al D.L. n. 41/1995.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 19/04/2007 n. 73)


 



7) DECADENZA DAL DIRITTO ALLA DETRAZIONE CREDITO IVA NEL CASO DI MANCATO RIPORTO DEL CREDITO NELLE DICHIARAZIONI ANNUALI SUCCESSIVE, O NEL CASO DI OMESSA O TARDIVA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 74 del 19 aprile 2007 ha fornito taluni importanti chiarimenti in merito al credito IVA spettante al contribuente.


Crediti IVA non riportati nelle dichiarazioni annuali successive a quella in cui sono maturati


Il contribuente anche se omette di riportare il credito IVA nella dichiarazione relativa all’anno successivo non perde comunque il diritto alla detrazione.


Alla luce di giurisprudenza e di prassi consolidata, se, ad esempio, il contribuente nella dichiarazione annuale IVA relativa all’anno 2003 opta per portare in detrazione il credito d’imposta nell’anno successivo, ai sensi dell’art. 30 del DPR n. 633/72, e poi omette di presentare le dichiarazioni IVA relative agli anni 2004 e 2005 (o le trasmette oltre 90 giorni dal termine ultimo di presentazione), il medesimo credito può  comunque essere detratto nelle liquidazioni periodiche degli anni successivi, e l’eventuale eccedenza residua può essere indicata nella dichiarazione IVA relativa all’anno 2006; ciò a condizione che il predetto credito sia stato correttamente utilizzato nelle liquidazioni periodiche IVA o nel modello F24, se utilizzato in compensazione con altre imposte o contributi.


Crediti IVA emergenti da dichiarazioni annuali omesse o tardive oltre i termini


L’eccedenza di credito IVA maturata in un anno in cui la dichiarazione annuale risulta omessa può essere computata in detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto – fermo restando il potere/dovere dell’ufficio, nell’ambito del programma annuale dell’attività di controllo, di accertare l’esistenza del credito medesimo maturato nell’anno in cui la dichiarazione annuale é stata omessa, a norma dell’art. 55 del DPR n. 633/72.


Il contribuente può comunque richiedere la restituzione del credito IVA attraverso la procedura di rimborso di cui all’art. 21 del D.Lgs. n. 546/1992, entro i termini previsti.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 74/2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


Aprile 2007


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